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Conviene congelare il campione di latte prima dell’analisi batteriologica?

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L’analisi batteriologica è il sistema più semplicediffuso ed economico per poter determinare qual è il batterio che sta causando la mastite.

Affinché sia possibile ottenere informazioni utili da quest’analisi, è necessario che il prelievo di latte sia eseguito in condizioni di massima asepsi e che il campione sia conservato correttamente.

Come conservare il campione di latte?


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11/Feb/2022


L’analisi dei dati nelle produzioni delle bovine in lattazione ricopre un ruolo fondamentale nel processo di decision-making che ogni allevatore mette in atto quotidianamente. Ma cosa bisogna analizzare per sapere se la tua stalla sta andando bene?

Ci sono diversi parametri ottenibili dall’analisi delle curve di lattazione che possono darci un indicazione dell’efficienza produttiva del nostro allevamento, qui ne analizzeremo 3:

  1. Differenza produttiva nelle curve di lattazione secondo l’ordine di parto
  2. Incremento produttivo giornaliero nella montata lattea
  3. Stabilità della forma della curva di lattazione media nel tempo

 

Differenza produttiva nelle curve di lattazione secondo l’ordine di parto

Come già ben saprai, la forma delle curve di lattazione varia a seconda del numero di lattazioni di un animale: il picco di lattazione è più basso nelle primipare, ma la curva di lattazione di questi animali risulta essere più persistente.

  • É molto importante osservare la differenza tra le curve: normalmente, le produzioni delle primipare dovrebbero raggiungere circa l’80% delle secondipare al picco di lattazione.
    • se raggiungono un valore più alto 85-90%, è molto probabile che ci sia un problema nelle secondipare (prima asciutta non corretta, strutture non adeguate…)
    • se più basso 72-77%, potrebbero esserci dei gravi problemi gestionali: gruppi di animali non divisi per ordine di parto all’inizio della lattazione, sovraffollamento…
  • Le pluripare (3+ lattazioni) dovrebbero avere un picco di lattazione più alto delle altre: se così non è, molto probabilmente hai delle strutture o un’organizzazione manageriale che non permette alle vacche più “anziane” di esprimere il loro potenziale.

Come fare a visualizzare con facilità questi dati?

Molti softwares gestionali ci permettono di farlo, ti consiglio di parlarne con il tuo veterinario di fiducia: il miglior software per la tua stalla, è quello che sai usare correttamente e costantemente!

 

Incremento produttivo giornaliero nella montata lattea

Come stanno iniziando la lattazione i tuoi animali?

E’ ormai noto che il periodo di transizione, se non curato con la necessaria attenzione, causa problemi per tutta la lattazione che ne consegue, in modo particolare nel primo periodo: ma quanto dovrebbero aumentare le produzioni delle vacche freschissime?

Ecco alcuni benchmarks da tenere a mente:

  • Primipare: 6% al giorno (di media) nei primi 14 giorni
  • Pluripare: 10% al giorno (di media) nei primi 14 giorni

 

 

Stabilità della forma della curva di lattazione media nel tempo

Se il tuo allevamento è in Italia, è molto probabile che tu sia già incorso in problemi relativi allo stress da caldo: le bovine, infatti, hanno un THI (temperature humidity index) ideale inferiore all’essere umano, e soffrono le conseguenze di temperature spesso molto elevate, soprattutto nei periodi estivi.

Osservare la variazione delle curve di lattazione nel tempo è un indicatore molto utile per rendersi conto di quanto, effettivamente, lo stress da caldo sia un problema reale nella tua stalla: la forma della curva di lattazione media è la stessa tra i mesi invernali e quelli estivi?

Ti invito a darci un’occhiata: il benessere animale, si traduce in maggiori guadagni ed efficienza produttiva per te!

Attenzione: non solo il caldo influisce sulle produzioni. Anche degli importanti cambiamenti strutturali possono causare un innalzamento o abbassamento delle produzioni: osservare la forma delle curve in seguito ad operazioni svolte in stalla può essere un utilissimo strumento di valutazione delle nostre decisioni.

 


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08/Feb/2022

Come scegliere il programma perfetto per la tua azienda?

Nelle aziende zootecniche esiste la necessità di registrare molti dati.

Le fecondazioni, i trattamenti, le sincronizzazioni, gli eventi riguardanti la salute dei nostri animali in produzione.

Come fare per ricordarsi tutto?

Tenere tutto a mente senza mai sbagliarsi è praticamente impossibile: troppi sono i fattori da considerare e gli inconvenienti che possono succedere in una moderna azienda di bovine da latte.

Per questo motivo, un software gestionale ci può aiutare a tenere traccia di ciò che accade, anche al fine di valutare i cambiamenti che la nostra azienda subisce nel tempo.

Quali domande è necessario porsi quando si pensa di utilizzare un software gestionale?

Per cosa mi serve il software?

Alcuni softwares permettono di effettuare un’analisi di ciò che avviene nella tua azienda in maniera molto fine e precisa, altri hanno un po’ meno funzionalità, ma risultano più semplici da utilizzare.

Sarei in grado di gestirlo correttamente e di comprenderne le funzionalità?

 

Un software gestionale potrebbe essere paragonato ad una macchina: ve ne sono di più o meno veloci e performanti.

Risulta controproducente avere una macchina da corsa se non la si sa guidare, generalmente è consigliabile affidarsi ad un programma che permetta di svolgere in facilità tutte le operazioni necessarie.

Tanto più è di facile utilizzo, tanto più alta è la probabilità che venga usato bene e costantemente.

Sono in grado di spiegare ad altre persone come si utilizza?

 

È normale e comune che ci si debba assentare dalla nostra azienda di bovine da latte, per motivi legati alla salute, o per importanti contrattempi, o semplicemente per andare in ferie e godersi un po’ di meritato riposo.

È importante poter affidare la registrazione dei dati e l’organizzazione dei compiti aziendali ad altre persone.

Si connette alle attrezzature presenti nella stalla?

Un software gestionale in grado di collegarsi a rilevatori di attività, alla sala di mungitura, a collari e altri sensori può rendere più facile, veloce ed automatizzata la raccolta dei dati aziendali, che altrimenti può anche risultare noiosa e dispendiosa.

Quanto è preciso nell’analisi delle performances aziendali?

 

Alcuni softwares ci danno la possibilità di osservare anche i minimi dettagli dell’attività di ogni singolo animale. Altri, permettono meno operazioni, ma sono più intuitivi.

Quanto è importante tenere sotto controllo tutto ciò che accade nel tempo nella tua azienda? Sai come fare?

Queste sono alcune domande che possono guidare verso una scelta più consapevole.


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La conta delle cellule somatiche (SCC) è uno dei migliori indicatori della qualità del latte. Le cellule somatiche sono cellule di difesa naturalmente presenti nel latte per combattere infezioni mammarie e il loro contenuto nel latte aumenta in presenza di mastite.

Perché ogni allevatore dovrebbe ridurre e mantenere basse le cellule somatiche del proprio latte?

Ecco 5 motivi per ridurre le cellule somatiche del latte:


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Il prelievo di latte in maniera sterile è fondamentale per la ricerca di agenti responsabili di mastite.

Perché effettuare il prelievo di latte in maniera sterile?

È necessario che tutte le operazioni di campionamento siano eseguite nella maniera più attenta e pulita possibile perché sulle piastre utilizzate per la coltura possono crescere sia batteri effettivamente presenti all’interno della mammella, sia quelli che possono contaminare il latte durante il prelievo.

La contaminazione del campione di latte da parte di batteri presenti nell’ambiente e sulle mani dell’operatore rende poco attendibile l’esito dell’esame, che potrà addirittura risultare inquinato e quindi non interpretabile.

 

Come effettuare il prelievo di latte in maniera sterile?

  1. Indossare guanti nuovi monouso e scrivere con pennarello indelebile la data, il numero identificativo della bovina e il quarto mammario su ogni provetta sterile.
  2. Immergere i capezzoli nella soluzione per pre-dipping e lasciare agire per 30 secondi.
  3. Asciugare i capezzoli con carta assorbente monouso.
  4. Eliminare i primi 3-4 getti di latte.
  5. Strofinare in maniere vigorosa per 10-15 secondi l’apice del capezzolo con garza imbevuta di alcool o salviette a base di clorexidina.
  6. Aprire la provetta solo immediatamente prima di eseguire il campionamento e non toccare con le dita o altri oggetti la parte interna del tappo e della provetta.
  7. Raccogliere il latte tenendo la provetta inclinata e chiuderla appena si conclude il prelievo.
  8. Conservare le provette in frigorifero e consegna al laboratorio entro 24 ore. Se consegnate dopo 24 ore, è necessario procedere al congelamento.

Autore: Dr. Centonze Giovanni





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