Mauro Marmiroli - Centro Veterinario San Martino

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02/Dic/2025

I primi mesi di vita del vitello determinano la sua futura salute, produttività e longevità in stalla.
Un buono svezzamento non è solo una fase di transizione alimentare: è un investimento sul futuro dell’allevamento. Gestirlo in modo corretto significa ridurre le perdite, migliorare le performance e garantire il benessere animale.


Le basi di una buona partenza

Il primo gesto fondamentale è la somministrazione del colostro.
Entro due ore dalla nascita, il vitello dovrebbe ricevere almeno 3–4 litri di colostro di alta qualità, ricco di immunoglobuline (oltre 50 g/L) e con una carica batterica inferiore a 100.000 ufc/ml.
Il colostro fornisce energia, proteine e difese immunitarie essenziali per sopravvivere ai primi giorni di vita.

👉 Buona pratica: utilizzare colostrometri o rifrattometri per verificare la qualità e somministrare il colostro con alimentatore esofageo se necessario.

Un colostro pulito e somministrato rapidamente riduce i rischi di diarrea neonatale, infezioni respiratorie e mortalità precoce.


Dalla nascita allo svezzamento: cosa succede nel vitello

Alla nascita il vitello è un monogastrico, con un rumine grande quanto una pallina da tennis.
Nel giro di poche settimane, grazie all’alimentazione, diventa un vero ruminante.

L’introduzione precoce di mangimi starter ricchi di amido fermentescibile favorisce la produzione di acidi grassi volatili (soprattutto butirrato) che stimolano lo sviluppo delle papille ruminali.
Entro le 3–4 settimane, con un corretto apporto di latte, starter e acqua fresca, il rumine può raggiungere uno sviluppo sufficiente per sostenere lo svezzamento.

L’acqua pulita e disponibile sin dai primi giorni è un fattore spesso sottovalutato ma cruciale: sostiene la fermentazione ruminale e stimola l’ingestione del mangime secco.


Strategie di svezzamento: rapido o tradizionale?

Le ricerche condotte da Penn State University e Western Dairy Management Conference dimostrano che uno svezzamento rapido (4–6 settimane), se gestito correttamente, non compromette la crescita né la salute dei vitelli.

I vantaggi principali sono:

  • minori costi di alimentazione e manodopera,

  • sviluppo più precoce del rumine,

  • maggiore efficienza nella gestione della rimonta.

Lo svezzamento precoce è consigliabile quando il vitello assume almeno 0,5–1 kg di mangime starter al giorno per 3 giorni consecutivi.
Più che l’età, è il livello di ingestione a indicare il momento giusto per ridurre e sospendere il latte.

🟤 Attenzione: se il rumine non è ancora pronto, un taglio del latte troppo brusco può causare un calo di crescita post-svezzamento. In questi casi è utile un passaggio graduale, monitorando appetito, feci e comportamento.


Nutrizione dopo lo svezzamento

Dopo lo svezzamento, l’obiettivo è mantenere una crescita costante e sana.
Nei primi mesi il vitello deve raddoppiare il peso alla nascita e raggiungere circa 800 g di accrescimento giornaliero.

Per raggiungere questi risultati:

  • utilizzare mangimi con il 16–18% di proteina grezza,

  • fornire fino a 3 kg di concentrato al giorno,

  • introdurre progressivamente foraggi di alta qualità (fieno pulito, privo di muffe o insilati ben conservati).

Le diete ad alto contenuto di amidi favoriscono la crescita del rumine, mentre foraggi troppo fibrosi in questa fase ne rallentano lo sviluppo.


Errori da evitare e buone pratiche

Uno svezzamento efficace richiede attenzione quotidiana e riduzione dello stress.
Ecco alcune regole pratiche:

  • 🕐 Evitare stress aggiuntivi (come vaccinazioni o decornazioni) nei giorni dello svezzamento.

  • 💨 Garantire una buona ventilazione e lettiere asciutte per prevenire infezioni respiratorie.

  • 👩‍⚕️ Controllare la salute individuale: solo vitelli in buone condizioni vanno svezzati.

  • 👥 Formare piccoli gruppi (4–6 capi) per le prime settimane post-svezzamento, facilitando l’adattamento sociale.

  • 💧 Mantenere acqua e mangimi sempre freschi e disponibili.

Piccole attenzioni quotidiane riducono la morbilità e permettono di raggiungere standard di crescita ottimali senza ricorrere a trattamenti farmacologici inutili.


In sintesi

Uno svezzamento corretto è il risultato di una gestione integrata di alimentazione, igiene e osservazione.
Non è solo una questione di tempistiche, ma di equilibrio tra salute, benessere e produttività.

Ogni allevatore, con l’aiuto del veterinario aziendale, può adottare strategie mirate per garantire ai propri vitelli una partenza sana e un futuro produttivo.


📌 Punti chiave

  • Il colostro è il primo “vaccino” del vitello: somministrarlo presto e pulito.

  • Lo sviluppo del rumine inizia nei primi giorni grazie allo starter e all’acqua.

  • Lo svezzamento rapido (4–6 settimane) è efficace se il vitello mangia abbastanza mangime solido.

  • Dopo lo svezzamento, mantenere un accrescimento regolare con diete equilibrate.

  • Evitare stress e curare igiene e ventilazione per prevenire malattie.


❓ FAQ

1. A che età si può svezzare un vitello?
Quando assume 0,5–1 kg di mangime starter al giorno per almeno tre giorni consecutivi, di solito tra 4 e 6 settimane di vita.

2. Quanta acqua serve nei primi giorni?
L’acqua fresca deve essere sempre disponibile: favorisce lo sviluppo del rumine e migliora l’assorbimento dei nutrienti.

3. È utile il latte di scarto per i vitelli?
No, può contenere batteri o residui di antibiotici. Meglio usare latte in polvere di qualità o latte sano pastorizzato.

4. Cosa fare se un vitello perde peso dopo lo svezzamento?
Controllare la qualità del mangime e lo stato di salute. Il calo può indicare stress o rumine non ancora sviluppato.

5. Qual è la crescita ideale fino ai 6 mesi?
Circa 800 g al giorno con diete bilanciate e buone condizioni ambientali.


📚 Fonti

  • Penn State University, “Early Weaning Strategies”, J. Heinrichs & C. Jones, 2007

  • Western Dairy Management Conference, “Key performance indicators in heifer rearing”, W. G. Boomer, 2013

  • Dairy Calf & Heifer Association, “Gold Standards for Dairy Calves”, 2014

  • Ministero della Salute, Linee guida per il benessere dei vitelli, 2023


Disclaimer:
Le informazioni hanno finalità educativa e non sostituiscono il parere del medico né una visita specialistica.


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30/Nov/2025

Le aziende del Parmigiano Reggiano cercano giovani motivati: tecnici di stalla, capistalla e futuri professionisti della bovina da latte

La zootecnia da latte nel comprensorio del Parmigiano Reggiano sta vivendo uno dei momenti più dinamici degli ultimi decenni. Aziende sempre più grandi, tecnologie avanzate, sistemi digitali, robot di mungitura e nuove metodologie gestionali stanno trasformando il lavoro in stalla in una vera professione tecnica altamente specializzata.

Di conseguenza, la domanda di giovani preparati e motivati è in forte crescita. Le aziende del Nord Italia – in particolare quelle tra Parma, Reggio Emilia e Modena – stanno cercando figure competenti per rispondere alle esigenze di allevamenti che vanno da 200 fino oltre 1.000 vacche in lattazione.

È un’occasione concreta per chi desidera costruire una carriera solida e moderna nel settore delle produzioni animali.


Le figure più richieste oggi: Tecnico di Stalla e Capostalla

Le aziende cercano principalmente due profili:

• Tecnico Specializzato di Stalla

Un ruolo operativo e dinamico che prevede:

  • gestione quotidiana delle bovine da latte,

  • monitoraggio della salute e del benessere,

  • utilizzo di robot e software gestionali,

  • collaborazione con veterinari e tecnici,

  • gestione dei dati produttivi e riproduttivi.

• Responsabile aziendale / Capostalla

Una figura strategica che coordina e organizza il lavoro:

  • supervisione del personale,

  • gestione della riproduzione,

  • controllo della qualità del latte,

  • pianificazione delle attività,

  • dialogo con consulenti e proprietà,

  • monitoraggio dei KPI aziendali.

Ruoli diversi, ma entrambi centrali nelle moderne stalle da Parmigiano Reggiano.


Una zootecnia che cresce, evolve e innova

Il settore sta investendo in:

  • robot di mungitura e sistemi automatici,

  • sensori di salute animale e software avanzati,

  • sistemi di alimentazione di precisione,

  • protocolli sanitari e riproduttivi sempre più tecnici.

Per questo motivo, entrare oggi in una stalla significa costruire una professione qualificata, con possibilità di crescita reale.


Formazione continua: un valore aggiunto per chi entra in azienda

Le aziende non cercano solo manodopera: vogliono professionisti.
E per questo affiancano ai nuovi assunti percorsi formativi specifici come:

  • corsi di gestione della riproduzione (inclusi corsi per fecondazione artificiale),

  • formazione sulla gestione della vitellaia,

  • corsi dedicati alla mungitura e alla qualità del latte,

  • aggiornamenti tecnici periodici con veterinari e specialisti.

Il lavoro in stalla diventa così un percorso di crescita strutturato, ideale per chi vuole costruire competenze solide e specialistiche.


Il ruolo del CVSM: selezione mirata e accompagnamento dei candidati

Il Centro Veterinario San Martino (CVSM) riceve continuamente richieste di personale qualificato da parte di aziende zootecniche del territorio, con realtà che variano per dimensioni, esigenze e livello organizzativo.

Per questo motivo:

Valutiamo ogni curriculum prima di proporlo alle aziende

Analizzando competenze, esperienze, motivazione e disponibilità.

Eseguiamo colloqui di selezione, anche online

Per capire aspettative reali, obiettivi personali e attitudine al lavoro.

Questo processo permette di creare un abbinamento corretto tra candidato e azienda, garantendo inserimenti più stabili e soddisfacenti.


Chi può candidarsi?

La via ideale è rappresentata da giovani diplomati o laureati in:

  • Istituti Tecnici Agrari (ITAS),

  • Lauree triennali o magistrali in Scienze Agrarie, Produzioni Animali o equivalenti.

Ma non è un requisito obbligatorio: molte aziende assumono anche persone con esperienza pratica, buona conoscenza della lingua italiana e forte motivazione, anche provenienti da altre regioni o dall’estero.


Un settore con opportunità reali e immediate

Lavorare nella zootecnia da latte oggi significa:

  • entrare in un settore stabile e in crescita,

  • lavorare con tecnologie moderne,

  • imparare una professione specializzata,

  • avere concrete prospettive di carriera,

  • contribuire alla produzione di una delle eccellenze italiane più famose al mondo.

Per chi ha passione per gli animali e desiderio di imparare, questo è il momento giusto per entrare nel settore.


📩 CALL TO ACTION — Invia la tua candidatura entro il 31/12/2025

Il Centro Veterinario San Martino invita tutti i candidati interessati a partecipare al processo di selezione a inviare:

  • Curriculum Vitae completo

  • Breve presentazione personale (facoltativa)

all’indirizzo email:

👉 managementcvsm@gmail.com

Le candidature devono essere inviate entro il 31 dicembre 2025.
Ogni candidato verrà ricontattato entro 14 giorni dalla ricezione della mail per un eventuale colloquio di selezione, anche online.


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30/Nov/2025

Se sei un/una neolaureato/a in Medicina Veterinaria e sogni di lavorare con le bovine da latte, i primi passi nella professione possono sembrare un salto nel buio: tanta teoria, poca pratica strutturata, difficoltà a trovare qualcuno che ti prenda davvero per mano sul campo.
Il progetto TIE – Talenti Incontrano Eccellenze di Enpav nasce proprio per colmare questo gap. E al Centro Veterinario San Martino (CVSM) di Traversetolo questo progetto è attivo da molti anni, con un percorso dedicato esclusivamente alla buiatria dei bovini da latte. enpav.it+1

Di seguito trovi, in modo ordinato e chiaro, perché questo percorso può essere la svolta per la tua carriera.


Che cos’è il progetto TIE di Enpav

Il progetto TIE – Talenti Incontrano Eccellenze è un’iniziativa di welfare di Enpav che permette ai giovani laureati in Medicina Veterinaria di svolgere un tirocinio professionale di 6 mesi presso strutture e professionisti riconosciuti come “Eccellenze” nei vari ambiti della professione, inclusi gli animali da reddito. trentagiorni.it+3enpav.it+3Fnovi+3

I punti chiave del TIE:

  • Durata: 6 mesi di tirocinio formativo strutturato

  • Contributo economico: l’Enpav riconosce una borsa mensile di 500 € al tirocinante

  • Tutor dedicato: ogni giovane veterinario è affiancato da un tutor esperto che segue il percorso formativo

  • Selezione nazionale: i posti sono limitati e assegnati tramite graduatoria, con bandi annuali dedicati ai diversi settori (animali d’affezione, ippiatri, animali da reddito). enpav.it+2veterinaribrescia.it+2

In pratica, non si tratta di “andare a dare una mano in ambulatorio”, ma di intraprendere un percorso formalmente riconosciuto, pensato per trasformarti in un professionista autonomo.


Perché scegliere il TIE in buiatria al Centro Veterinario San Martino

Il Centro Veterinario San Martino è una struttura specializzata in buiatria, con sede a Traversetolo (PR), che da anni è accreditata come soggetto ospitante per il progetto TIE in ambito bovini da latte. Università degli Studi di Milano Statale+1

Ecco cosa rende questa opportunità particolarmente preziosa:

  • Solo 2 veterinari TIE all’anno
    Il CVSM forma soltanto 2 giovani veterinari all’anno tramite il progetto TIE. Questo significa:

    • massima attenzione al singolo partecipante

    • affiancamento reale, non “numero in più”

    • possibilità di seguire casi e aziende con continuità

  • Tradizione ed esperienza consolidata
    Il programma TIE è attivo da molti anni al CVSM: il modello formativo è stato rodato, migliorato e adattato sulla base dell’esperienza con diversi borsisti.

  • Alloggio gratuito presso la clinica
    Oltre alla borsa Enpav da 500 €/mese, il Centro Veterinario San Martino offre un alloggio gratuito presso la sede della clinica a Traversetolo.
    Questo riduce drasticamente le spese vive e ti permette di concentrarti sulla formazione e sul lavoro, non sul pagare affitto e bollette.

  • Ambiente 100% bovini da latte
    L’attività è focalizzata sulla clinica di mandria in aziende da latte moderne, in un territorio ad altissima densità zootecnica (provincia di Parma e aree limitrofe), con:

    • stalle strutturate in modo professionale

    • tecnologie avanzate (robot di mungitura, sistemi di monitoraggio, software gestionali)

    • casi clinici reali, quotidiani, complessi e vari. centroveterinariosanmartino.it


Obiettivo del percorso: diventare autonomo in pochi mesi

Il percorso TIE al CVSM è pensato per portarti, in sei mesi, da neolaureato insicuro a giovane buiatra in grado di lavorare in autonomia sulle principali attività di:

  • Clinica medica di campo

    • visite in stalla

    • diagnosi e trattamento delle principali patologie dei bovini da latte

    • gestione di emergenze sul campo

  • Attività chirurgiche di base

    • piccola chirurgia sul campo

    • gestione delle procedure più frequenti in stalla

  • Clinica di mandria e sanità di allevamento

    • prevenzione e controllo delle principali patologie di mandria

    • protocolli vaccinali, biosicurezza, piani sanitari

    • gestione della qualità del latte, mastiti, fertilità, vitellaia

  • Uso di dati e tecnologia

    • interpretazione di report e software aziendali

    • utilizzo di sistemi di monitoraggio (produzione, attività, salute)

    • approccio “data-driven” alle decisioni cliniche e gestionali

  • Comunicazione con l’allevatore

    • imparare a spiegare, motivare, proporre piani

    • gestire discussioni tecniche, economiche e decisionali

    • sviluppare la credibilità necessaria per diventare un consulente di riferimento

L’obiettivo dichiarato del programma è renderti indipendente nelle principali attività mediche, chirurgiche e di clinica di mandria nel giro di pochi mesi, sempre con il supporto dei veterinari senior quando necessario.


Vantaggi concreti per chi partecipa

Riassumendo, partecipare al percorso TIE in buiatria al Centro Veterinario San Martino significa:

  • Formazione strutturata di 6 mesi in una realtà specializzata in bovini da latte

  • Borsa mensile Enpav di 500 € per tutta la durata del tirocinio enpav.it+1

  • Alloggio gratuito presso la clinica a Traversetolo, messo a disposizione dal CVSM

  • Solo 2 posti l’anno, con formazione realmente personalizzata

  • Tutoraggio continuo da parte di veterinari buiatri esperti

  • Accesso a casistica ampia e varia in aziende da latte professionali

  • Percorso pensato per l’autonomia, non per farti “fare lo spettatore”

  • Possibilità di inserimento nel team al termine dei 6 mesi, in base a motivazione, crescita e necessità della struttura

Per un neolaureato che vuole davvero fare il buiatra, è una combinazione rara di: formazione, pratica, sostegno economico e prospettiva di lavoro concreto.


La settimana di prova: il modo migliore per capire se è il percorso giusto per te

Prima di presentare la domanda ufficiale per il TIE, il Centro Veterinario San Martino consiglia vivamente di svolgere una settimana di prova / sopralluogo presso la clinica.

Durante questa settimana potrai:

  • affiancare i veterinari senior nelle uscite in azienda

  • vedere da vicino il tipo di lavoro quotidiano in buiatria

  • comprendere ritmi, responsabilità, stile di lavoro e approccio del team

  • chiarirti le idee su cosa ti motivi davvero e su dove vuoi crescere

È un momento fondamentale sia per te, per capire se questo è il contesto che desideri, sia per il team CVSM, per conoscere la tua attitudine, curiosità e capacità di metterti in gioco.


Come candidarti: il prossimo passo è scrivere una mail

Se ti rivedi in questo profilo:

  • neolaureato/a in Medicina Veterinaria

  • forte interesse per la buiatria e i bovini da latte

  • voglia di imparare sul campo, sporcarti gli stivali e crescere velocemente

  • disponibilità a trasferirti per 6 mesi in un ambiente intensamente formativo

allora il prossimo passo è semplice.

👉 Scrivi una mail a:
managementcvsm@gmail.com

Nella mail ti consigliamo di includere:

  • una breve presentazione personale

  • il tuo CV aggiornato

  • una lettera motivazionale (anche breve) su perché vuoi fare buiatria e perché ti interessa il percorso TIE al CVSM

  • il periodo indicativo in cui saresti disponibile

Da lì, il team del Centro Veterinario San Martino potrà:

  1. Valutare il tuo profilo

  2. Organizzare, se possibile, una settimana di prova

  3. Accompagnarti nei passaggi necessari per presentare la domanda ufficiale al bando TIE sul sito Enpav alla successiva apertura.

Se vuoi trasformare la tua passione per i bovini da latte in una professione vera, strutturata e autonoma, questo può essere il momento giusto per iniziare.

Scrivi ora a managementcvsm@gmail.com e fai il primo passo verso la tua carriera in buiatria.


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26/Nov/2025

Negli ultimi anni la riduzione dell’uso degli antibiotici in zootecnia è diventata una priorità strategica per tutta la filiera lattiero-casearia italiana. Le normative europee, l’aumento dell’attenzione dei consumatori e i nuovi standard di qualità hanno portato gli allevamenti ad adottare approcci sempre più mirati e scientifici nel controllo delle mastiti.

Tra le tecniche più efficaci e innovative, l’On-Farm Culture (OFC) — ovvero la batteriologia di base eseguita direttamente in azienda — si sta dimostrando una delle più utili per raggiungere un uso responsabile degli antibiotici, ridurre la DDD e migliorare al tempo stesso la gestione della sanità mammaria.


Perché l’On-Farm Culture è così utile negli allevamenti da latte?

L’On-Farm Culture permette di identificare rapidamente (in 18–24 ore) se la mastite è provocata da:

  • batteri Gram-positivi

  • batteri Gram-negativi

  • o se il latte è negativo ai test batteriologici

Questa distinzione, pur semplice, è clinicamente decisiva perché:

  • Le mastiti Gram-negative spesso non richiedono antibiotico, ma solo terapia sintomatica.

  • Le mastiti negative non beneficiano di antibiotico.

  • Le mastiti Gram-positive sono quelle per cui l’antibiotico è generalmente indicato.

In pratica, l’OFC permette di curare solo quando serve davvero.

Ridurre la DDD sotto 3: un obiettivo realistico

Molti allevamenti italiani che hanno adottato sistemi di batteriologia on farm hanno ottenuto:

  • fino al 40–60% di riduzione degli antibiotici nelle mastiti cliniche

  • una drastica diminuzione dei trattamenti inutili

  • un miglioramento nella registrazione e tracciabilità dei casi

Tutto questo rende l’obiettivo di una DDD < 3 assolutamente raggiungibile, purché supportato da un percorso strutturato con veterinario aziendale e protocolli precisi.


Vantaggi per l’allevatore

1. Risparmi economici immediati

Meno antibiotici = meno costi.
In molti allevamenti la riduzione dei trattamenti ha portato a risparmi significativi su:

  • farmaci

  • tempi di sospensione del latte

  • giornate di lavoro extra

2. Meno latte scartato

Usare antibiotici solo quando serve riduce drasticamente:

  • scarti in sala di mungitura

  • errori nelle separazioni

  • penalità sul tank

3. Decisioni rapide e autonome

Entro 24 ore l’allevatore sa già:

  • se trattare o meno

  • con che protocollo

  • quali capi monitorare

Il tutto senza dover attendere il laboratorio esterno.

4. Migliore qualità del latte

La selettività delle cure porta a una gestione più mirata delle mastiti e a una riduzione delle recidive.


Vantaggi per il veterinario

1. Maggiore autorevolezza tecnica

Il veterinario diventa il coordinatore del processo diagnostico in stalla:

  • definizione dei protocolli

  • interpretazione dei risultati

  • formazione del personale

Il suo ruolo passa da “prescrittore” a consulente strategico dell’allevamento.

2. Miglioramento del lavoro e del rapporto col cliente

Con l’OFC, veterinario e allevatore parlano la stessa lingua clinica, basandosi su dati oggettivi che:

  • riducono discussioni sull’uso di farmaci

  • rendono più chiara la scelta terapeutica

  • facilitano la crescita culturale dell’azienda

3. Supporto alle decisioni complesse

Nei casi ricorrenti, negli outbreak o nelle mastiti anomale, il veterinario può:

  • intervenire con protocolli avanzati

  • proporre indagini complete (campionamenti di laboratorio ufficiali)

  • migliorare biosicurezza e routine


Una collaborazione sempre più efficace

L’On-Farm Culture non sostituisce il veterinario: lo valorizza.
È uno strumento operativo che funziona solo se inserito in un percorso condiviso e strutturato:

  1. definizione del protocollo di campionamento

  2. identificazione dei casi da testare

  3. formazione del personale sulla corretta inoculazione

  4. interpretazione congiunta dei risultati

  5. registrazione dei dati nei software aziendali

  6. revisione periodica degli esiti e aggiornamento dei protocolli

Questo processo crea una partnership solida basata sulla diagnostica, non sull’opinione.


Conclusioni: l’OFC è uno strumento moderno, semplice e potentissimo

Per un allevamento da latte italiano, introdurre la batteriologia on farm significa:

  • ridurre gli antibiotici

  • migliorare il benessere delle bovine

  • risparmiare

  • aumentare la qualità del latte

  • collaborare meglio con il veterinario

In un contesto in cui l’uso dei farmaci deve essere sempre più prudente e documentato, l’OFC è la via più pratica, economica e rapida per raggiungere standard elevati e, soprattutto, mantenerli nel tempo.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONTATTAMI al 3496052345

Dr. Marmiroli Mauro


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02/Nov/2025

L’obbligo formativo nasce a seguito del Regolamento (UE) 429/2016 che introduce, per gli operatori del settore zootecnico, la necessità di acquisire conoscenze adeguate in materia di sanità animale e sistema I&R. In Italia, con il Decreto Ministeriale 6 settembre 2023 si è stabilito che gli allevatori e altri soggetti del settore devono completare un percorso formativo entro il 31 dicembre 2025.
In sintesi:

  • Gli operatori già registrati nel sistema di identificazione e registrazione (I&R) devono completare il corso entro il 31/12/2025. AllevaWEB+2CIA Emilia Romagna+2

  • Chi inizia l’attività tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025 deve completare il corso entro 12 mesi dall’avvio.

  • Dal 2026 in poi, la formazione sarà condizione necessaria per svolgere l’attività. confagricoltura.com+1

  • L’obbligo riguarda il titolare dell’allevamento (o persona fisica designata) ma è importante che l’intero team ne abbia consapevolezza. CIA Emilia Romagna+1

Perché è importante per un allevatore?

  • È un requisito normativo: il mancato adempimento può comportare sanzioni o difficoltà operative.

  • Permette di garantire che l’allevamento rispetti buone pratiche di sanità, benessere animale e biosicurezza.

  • Aumenta la qualità gestionale dell’azienda e la trasparenza verso i controlli ufficiali.


Quali corsi sono disponibili in Italia

In Italia esistono già diversi corsi accreditati per soddisfare questo obbligo formativo. Ecco i principali punti da considerare:

  • La durata minima del corso è 18 ore per gli operatori di allevamento. AllevaWEB+1

  • I corsi possono essere erogati in modalità online (FAD) o in presenza, oppure in modalità mista. CIA Emilia Romagna+1

  • Esistono corsi specifici suddivisi per specie animali allevate, modalità, e regione. confagricoltura.com+1

  • Alla fine del corso viene rilasciato un attestato che va registrato sulla piattaforma dell’ente competente. CIA Emilia Romagna+1

Esempio concreto: corsi in Emilia-Romagna

In particolare nella regione Emilia‑Romagna, l’ente Dinamica ha attivato diverse edizioni di corsi obbligatori per gli allevatori:

  • Corsi relativi alla specie bovina in collaborazione con il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, otto edizioni previste. AllevaWEB

  • Corsi obbligatori in materia di sanità animale per allevatori, organizzati da Dinamica (per specie bovina e specie minori) in Emilia-Romagna. confagricoltura.com+1

  • Specifiche edizioni per allevatori di suini, tenute da Dinamica nella provincia di Forlì-Cesena (e altre province) con orario mattino + pomeriggio. CIA Emilia Romagna

Quindi, se sei allevatore in Emilia-Romagna, l’ente Dinamica rappresenta una opzione concreta e locale per adempiere all’obbligo formativo.


Quali contenuti formativi devono prevedere: i 3 moduli ufficiali

I corsi – come indicato dalla normativa – devono prevedere una durata minima complessiva (es. 18 ore) e la suddivisione in tre moduli principali. AllevaWEB+1

Modulo 1 – Quadro normativo generale e responsabilità

Durata indicativa: circa 8 ore.
Contenuti principali:

  • Introduzione al Reg. 429/2016: definizioni, ambito, principali obblighi.

  • Il DM 6 settembre 2023 e gli obblighi formativi per operatori, trasportatori, professionisti.

  • Responsabilità legali e amministrative del titolare dell’azienda zootecnica.

  • Buone pratiche generali: benessere animale, biosicurezza, gestione degli allevamenti.

Modulo 2 – Sistema di identificazione e registrazione (I&R)

Durata indicativa: circa 4 ore.
Contenuti principali:

  • Il sistema di identificazione e registrazione degli animali e operatori: obblighi, modalità, registri.

  • Tracciabilità degli animali: movimentazioni, notifiche, documentazione.

  • Ruolo dell’allevatore nella registrazione e compilazione dei registri.

Modulo 3 – Sorveglianza sanitaria, movimentazione, benessere animale

Durata indicativa: circa 6 ore.
Contenuti principali:

  • Sorveglianza sanitaria: malattie trasmissibili, notifica, prevenzione.

  • Gestione della movimentazione degli animali, allerta, piani di contenimento.

  • Biosicurezza applicata in allevamento, benessere animale, uso prudente dei medicinali veterinari. AllevaWEB+1


Corsi forniti da Dinamica in Emilia-Romagna (in evidenza)

Ecco cosa offre Dinamica e perché è una buona opzione:

Dettagli principali

  • Sede : varie nella regione Emilia-Romagna (Modena, Reggio Emilia, Bologna, Parma). dinamica-fp.com+1

  • Durata : ad esempio 18 ore per “Formazione per operatori (DM 6 settembre 2023)” alla specie bovina. dinamica-fp.com

  • Modalità : Online, in presenza o mista a seconda della sede e del corso. dinamica-fp.com

  • Scopo : non solo adempimento normativo ma arricchimento tecnico per l’allevatore. AllevaWEB

  • Esempio delle edizioni : La programmazione include più date in 2025 nei diversi territori provinciali (Forlì-Cesena, Reggio Emilia, Bologna) per allevamenti di suini o bovini. CIA Emilia Romagna

Perché scegliere Dinamica

  • È un ente locale con sedi in Emilia-Romagna, quindi comodo per gli allevatori della regione.

  • Offre edizioni multiple su specie diverse (bovini, suini) e modalità adeguate alle esigenze aziendali.

  • Il corso viene progettato per essere utile all’allevatore, non solo “tassa di formazione”.

  • Essendoci già una programmazione pubblicata, puoi scegliere la data più adatta.

Suggerimento pratico

  • Verifica sul sito di Dinamica la prossima edizione disponibile nella tua provincia.

  • Contatta la segreteria del corso per specie allevata (bovini, suini, ovicaprini) e modalità (online/presenza).

  • Iscriviti con anticipo per garantire il completamento entro la scadenza del 31/12/2025.

  • Considera che per aziende con più operatori, può bastare che il titolare o una persona designata partecipi e poi trasferisca le nozioni al resto dello staff. CIA Emilia Romagna


Checklist aggiornata per l’allevatore

  1. Verifica se sei soggetto all’obbligo (azienda zootecnica, trasporto, detenzione animali).

  2. Scegli il corso adatto (es. quello di Dinamica se in Emilia-Romagna) e iscriviti tempestivamente.

  3. Assicurati che il programma copra i tre moduli (Modulo 1 + Modulo 2 + Modulo 3) per almeno 18 ore.

  4. Completa il corso entro 31 dicembre 2025 se sei già operante.

  5. Conserva l’attestato e verifica che sia registrato correttamente.

  6. Trasmetti le nozioni ai collaboratori aziendali dove necessario.

  7. Mantieniti aggiornato: dal 2026 la formazione sarà requisito necessario per nuove registrazioni o autorizzazioni.


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16/Ott/2025

Ottobre è il mese cruciale per la salute delle vitelle. Con l’arrivo dei primi freddi e l’aumento dell’umidità, si intensificano le problematiche respiratorie e le enteriti neonatali. In questa fase, una corretta gestione vaccinale in vitellaia diventa la chiave per mantenere le giovani bovine sane e ridurre l’uso di antibiotici.

🔍 Perché l’autunno è un periodo critico

Il cambio di stagione comporta:

  • Escursioni termiche marcate tra giorno e notte;

  • Maggiore umidità negli ambienti di stabulazione;

  • Caldo residuo che favorisce la proliferazione batterica e virale;

  • Stress da transizione per vitelli nati da vacche a fine lattazione o in ambienti non perfettamente puliti.

Tutti questi fattori compromettono le difese immunitarie del vitello e creano il terreno ideale per le sindromi enteriche e respiratorie, le due principali cause di perdita economica nelle prime settimane di vita.


💉 Obiettivi della vaccinazione in vitellaia

L’obiettivo non è “fare più vaccini possibile”, ma pianificare in modo strategico i protocolli per:

  • Proteggere il vitello nelle prime settimane di vita;

  • Ridurre l’escrezione di patogeni nell’ambiente;

  • Creare una base immunitaria solida per la futura vacca da latte.


🧬 Vaccinazioni chiave per l’autunno

1. Vaccinazioni materne pre-parto

Fondamentali per trasferire immunità passiva attraverso il colostro.
Programmare nel terzo trimestre di gestazione:

  • Rotavirus, Coronavirus e E. coli K99: riducono incidenza e gravità delle diarree neonatali;

  • Clostridi: nei contesti a rischio, per prevenire forme enterotossiche.

💡 Ricorda: senza una corretta somministrazione del colostro (quantità, qualità, tempistica), nessun vaccino materno può funzionare.


2. Vaccinazioni dirette del vitello

Da avviare intorno ai 2–3 settimane di vita, in base al protocollo aziendale e al rischio specifico:

  • Virus respiratori (IBR, BRSV, PI3, BVD): soprattutto in allevamenti dove le vitelle sono raggruppate o spostate precocemente;

  • Mannheimia haemolytica / Pasteurella multocida: in contesti con frequenti polmoniti autunnali;

  • Rotavirus e Coronavirus (vaccini orali o intranasali): nei casi di problemi persistenti in vitellaia.


🧠 Gestione pratica: checklist per l’allevatore

  • Programmare con il veterinario aziendale un piano vaccinale personalizzato;

  • Registrare le date di vaccinazione e i lotti dei vaccini;

  • Conservare i vaccini a temperatura corretta (2–8°C);

  • Evitare vaccinazioni in animali stressati o febbrili;

  • Associare il piano vaccinale a una corretta igiene e ventilazione della vitellaia.


🌾 Conclusione

Un autunno senza problemi in vitellaia si costruisce con prevenzione, organizzazione e collaborazione.
Il Centro Veterinario San Martino supporta gli allevatori nella definizione di piani vaccinali aziendali personalizzati, integrati con il monitoraggio sanitario e l’analisi delle cause di mortalità e morbilità neonatale


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03/Lug/2025

Tra fine giugno e tutto luglio, la domanda che sento più spesso è:

“Dottore, la razione è sempre la stessa, ma le vacche mangiano meno… cosa posso fare?”

È un problema più frequente e più serio di quanto sembri. La riduzione dell’ingestione, anche solo del 10-15%, porta a cali di produzione, perdita di condizione corporea, peggioramento della fertilità, zoppie e acidosi subclinica. Tutti problemi che “scoppiano” magari in settembre, ma che nascono proprio adesso, col caldo torrido.

🔸 Cosa succede davvero quando fa caldo?

Il calore e l’umidità aumentano il consumo di ossigeno e l’attivazione di meccanismi di termoregolazione. La vacca, per non surriscaldarsi, riduce l’ingestione e rallenta la fermentazione ruminale, perché è essa stessa fonte di calore. Meno ingestione = meno nutrienti = meno latte (e più rischi).

Una vacca ad alta produzione può perdere 2-3 litri al giorno solo per effetto del calo dell’ingestione.

🔸 Come intervenire concretamente

Ecco alcune misure che consiglio e applico regolarmente nei miei sopralluoghi estivi:

1. Distribuzione intelligente della razione

  • Dai il grosso del pasto nelle ore fresche (5-6 del mattino e la sera tardi).

  • Evita le ore centrali per la distribuzione: con 35°C nessuna vacca vuole mangiare.

  • Rinfresca la razione se resta esposta al sole o all’aria: se scalda, diventa repulsiva.

2. Appetibilità al massimo

  • Cura la miscelazione: ingredienti ben amalgamati evitano selezione e sprechi.

  • Usa melassi, lieviti, aromi naturali se necessario per stimolare l’ingestione.

  • Assicurati che gli insilati non fermentino in mangiatoia: controlla pH e T°.

3. Riduci lo sforzo digestivo

  • Valuta una razione più concentrata, ma ben bilanciata con fibra effettiva.

  • Inserisci grassi protetti se serve energia supplementare.

  • Evita razioni troppo ricche di amido fermentescibile: il rischio di acidosi è alto.

4. Acqua, acqua e ancora acqua

  • Una vacca che non beve abbastanza, non mangia.

  • Pulizia quotidiana degli abbeveratoi, almeno 1 punto acqua ogni 10 vacche.

  • Temperature sotto i 20°C sono ideali. Se l’acqua è tiepida, si dissetano meno.

5. Controlla il comportamento

  • Una vacca che passa troppo tempo in piedi, ansima o sbava, è già in sofferenza.

  • Usa i pedometri o osservazioni visive per valutare quanto tempo passano sdraiate, in piedi, al carro.


L’obiettivo è semplice: ogni boccone in più in estate è un litro di latte guadagnato… o una malattia evitata.
Non servono rivoluzioni, ma tanti piccoli aggiustamenti che fanno la differenza giorno dopo giorno.


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05/Feb/2024


Oggigiorno è possibile per un giovane neolaureato in Italia poter imparare la professione veterinaria ricevendo un idoneo compenso professionale?

ORA SI!
Grazie al programma TIE, recente iniziativa di ENPAV e grazie alla maggior consapevolezza delle strutture veterinarie, per cui i neolaureati devono essere ospitati, preparati e pagati, si apre un’opportunità per i giovani dottori che desiderano imparare una professione.
Anche per il 2024 il Centro Veterinario San Martino dispone di una BORSA LAVORO TIE (Talenti Incontrano Eccellenze) di ENPAV, e offre inoltre un appartamento privato annesso alla Clinica a costo ZERO.
Questa è un’opportunità per chiunque in Italia sia meritevole di imparare la professione, un’opportunità di esplorare la Professione Medico Veterinaria nel settore degli animali da compagnia in un ambiente di periferia e campagna, similare a quello di tante “practice nord europee”, senza necessariamente sobbarcarsi di ingenti spese per trasferirsi all’estero.
Se vuoi imparare e lavorare in armonia con un affiatato TEAM di lavoro, in una clinica dotata di tutte le necessarie strumentazioni diagnostiche, ti consiglio di contattarci al più presto.
Mandami un whatsapp al 3496052345 (Dr. Marmiroli Mauro)

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01/Feb/2024

Nel mondo dell’allevamento bovino da latte, la ricerca della perfezione e dell’eccellenza è una costante. Tuttavia, per raggiungere questi obiettivi, è fondamentale investire nell’educazione continua e nella formazione specializzata per gli allevatori e gli operatori del settore. In questo articolo, esploreremo l’importanza dei corsi di formazione dedicati all’allevamento bovino da latte e come questi possano contribuire al successo e alla sostenibilità delle aziende zootecniche.

Migliorare le Competenze Tecniche

I corsi di formazione dedicati all’allevamento bovino da latte offrono un’opportunità preziosa per gli allevatori e gli operatori di ampliare le proprie competenze tecniche e di rimanere aggiornati sulle migliori pratiche del settore. Attraverso lezioni pratiche e teoriche, i partecipanti possono imparare le ultime innovazioni in materia di gestione del bestiame, nutrizione, salute animale e tecniche di mungitura. Migliorare le proprie competenze tecniche è essenziale per mantenere la competitività sul mercato e garantire il benessere degli animali nell’allevamento.

Promuovere la Consapevolezza della Salute e del Benessere Animale

Uno degli obiettivi principali dei corsi di formazione è quello di promuovere la consapevolezza della salute e del benessere animale tra gli allevatori e gli operatori del settore. Questi corsi forniscono informazioni dettagliate sulle migliori pratiche di gestione e cura degli animali, nonché sulle segnalazioni di malattie e le procedure di emergenza. Aumentare la consapevolezza della salute e del benessere animale è fondamentale per garantire che gli animali siano trattati con il rispetto e la cura che meritano, migliorando così la qualità del latte prodotto e la reputazione dell’azienda.

Ridurre il Rischio di Malattie e Problemi Sanitari

Partecipare a corsi di formazione dedicati all’allevamento bovino da latte può aiutare a ridurre il rischio di malattie e problemi sanitari nel bestiame. Gli allevatori e gli operatori formati sono in grado di riconoscere i segni precoci di malattia e di adottare le misure preventive necessarie per proteggere la salute degli animali. Inoltre, una migliore comprensione delle pratiche di igiene e sanitarie può contribuire a ridurre il rischio di contaminazione del latte e migliorare la sicurezza alimentare per i consumatori.

Innovazione e Adozione di Nuove Tecnologie

I corsi di formazione offrono anche l’opportunità di imparare e adottare nuove tecnologie e innovazioni nel settore dell’allevamento bovino da latte. Dalle tecnologie di mungitura automatica ai sistemi di monitoraggio della salute degli animali, l’adozione di nuove tecnologie può aumentare l’efficienza produttiva e migliorare la qualità del latte prodotto. Investire nella formazione tecnologica è essenziale per rimanere al passo con i rapidi cambiamenti nel settore e per mantenere la competitività sul mercato.

Da ricordare che ..

…  i corsi di formazione dedicati all’allevamento bovino da latte sono un investimento fondamentale per il successo e la sostenibilità delle aziende zootecniche. Migliorare le competenze tecniche, promuovere la consapevolezza della salute e del benessere animale, ridurre il rischio di malattie e problemi sanitari e adottare nuove tecnologie sono solo alcuni dei benefici derivanti dalla partecipazione a corsi di formazione specializzati. Gli allevatori e gli operatori del settore che investono nella propria formazione non solo migliorano le loro competenze e conoscenze, ma contribuiscono anche al progresso e all’innovazione dell’intero settore dell’allevamento bovino da latte.

Come Medici Veterinari noi del Centro Veterinario San Martino, siamo impegnati ogni giorno con i nostri clienti (e non solo) nel fornire la formazione continua.

Buoni corsi a tutti !!

 


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28/Gen/2024


Sei un giovane Laureato in Medicina Veterinaria e vuoi lavorare nel settore degli animali da reddito ?

Questo articolo fa per te

infatti nelle prossime righe vorrei spiegare brevemente perché seguire un percorso di formazione di tipo buiatrico in maniera strutturata e efficace … IN ITALIA !!

Come si fa? la soluzione è il programma TIE (Talenti incontrano Eccellenze) promosso da ENPAV

.. che oltre a fornire basi culturali, fornisce anche un compenso economico ..

leggi tutto e saprai come sfruttare questa possibilità e poi contattami via Whatsapp al 3496052345 (a inizio 2024 verranno pubblicate le borse di studio)

Per un giovane veterinario che aspira a specializzarsi nell’ambito dell’allevamento bovino da latte, un periodo di tirocinio o praticantato è un passo fondamentale verso la costruzione di una solida base di conoscenze e competenze pratiche. In questo articolo, esploreremo l’importanza che assume un periodo di formazione pratica in allevamento bovino da latte per i giovani professionisti veterinari e come questo possa contribuire al loro successo e sviluppo professionale.

Apprendimento sul Campo

Un periodo di tirocinio o praticantato in allevamento bovino da latte offre ai giovani veterinari l’opportunità di apprendere direttamente sul campo, acquisendo competenze pratiche e conoscenze specifiche legate alla cura e alla gestione del bestiame. Durante il tirocinio, i giovani professionisti possono essere esposti a una vasta gamma di situazioni e problemi reali che si verificano nell’allevamento, consentendo loro di sviluppare capacità di problem-solving e decision-making indispensabili per la pratica veterinaria.

Acquisizione di Competenze Specializzate

Lavorare direttamente con bovine da latte durante il tirocinio permette ai giovani veterinari di acquisire competenze specializzate nel campo della salute e del benessere animale, nella riproduzione, nella nutrizione e nella gestione sanitaria del bestiame. Attraverso l’osservazione e l’assistenza a procedure veterinarie, come le visite preventive, le vaccinazioni, gli esami clinici e le cure mediche, i praticanti possono sviluppare una comprensione approfondita delle esigenze specifiche delle bovine da latte e delle migliori pratiche per garantire il loro benessere.

Mentorship e Guida da Parte di Veterinari Esperti

Durante il tirocinio, i giovani veterinari possono beneficiare della guida e del mentorship da parte di veterinari esperti che hanno una vasta esperienza nell’allevamento bovino da latte. Questi mentor possono condividere le proprie conoscenze, fornire consigli pratici e offrire supporto nell’affrontare le sfide quotidiane dell’allevamento. Questa interazione diretta con professionisti esperti è preziosa per la crescita professionale e personale dei praticanti, fornendo loro modelli di ruolo da seguire e ispirazione per eccellere nel loro campo.

Networking e Opportunità di Carriera

Un periodo di tirocinio in allevamento bovino da latte non solo offre ai giovani veterinari la possibilità di acquisire competenze pratiche e conoscenze specializzate, ma può anche aprire porte a nuove opportunità di carriera. Durante il tirocinio, i praticanti possono stabilire connessioni professionali e creare una rete di contatti nel settore dell’allevamento, che può essere preziosa per il loro futuro professionale. Queste connessioni possono portare a opportunità di lavoro, collaborazioni o altre forme di coinvolgimento nell’industria zootecnica.

OPPORTUNITA’ per TE

Presso il Centro Veterinario San Martino, da anni, ogni anno è disponibile almeno una posizione per tirocinio buiatrico, aperta a tutti, meritocratica di cui si sono avvalsi numerosi neolaureati.

Scopri se potresti essere tu il prossimo.

Contattami al 3496052345 (e facciamo una chiacchierata)

Firmato Dr. Marmiroli Mauro





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+39 331 9145483 CLINICA

+39 349 6052345 BUIATRIA


AUTORIZZAZIONE SANITARIA 898/2012

Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487




Copyright Centro Veterinario San Martino 2018. Tutti i diritti riservati. P.IVA: 02782610345



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