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estate - Centro Veterinario San Martino

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02/Set/2026


Con la fine dell’estate e il ritorno alla normale routine può capitare di accorgersi che il nostro cane scuote frequentemente la testa, si gratta un orecchio oppure non gradisce più essere accarezzato vicino alla testa. In altri casi ciò che attira la nostra attenzione è un odore insolito proveniente dall’orecchio o la presenza di secrezioni.

Potrebbe trattarsi di un’otite, un problema piuttosto frequente soprattutto nel cane, ma che può interessare anche il gatto.

Settembre è un periodo nel quale vale la pena prestare particolare attenzione alle orecchie dei nostri animali: bagni al mare, nei laghi o in piscina, caldo, umidità, allergie e maggiore attività all’aperto possono infatti contribuire alla comparsa o alla riacutizzazione di problemi auricolari.

È però importante ricordare che non tutte le otiti sono uguali e che dietro a un orecchio infiammato possono esserci cause molto diverse.

Cos’è l’otite?

Con il termine otite si indica un’infiammazione dell’orecchio.

Nel cane e nel gatto la forma che osserviamo più frequentemente è l’otite esterna, che interessa il condotto uditivo esterno. Se il problema viene trascurato o in determinate condizioni, l’infiammazione può però coinvolgere anche strutture più profonde dell’orecchio.

Il condotto uditivo del cane, inoltre, presenta una particolare conformazione anatomica: non è un canale semplicemente diritto verso il timpano, ma possiede una porzione verticale e una orizzontale. Questa caratteristica può favorire, soprattutto nei soggetti predisposti, il ristagno di secrezioni e umidità.

Come possiamo accorgerci che qualcosa non va?

I segnali possono essere abbastanza evidenti, ma nelle fasi iniziali anche molto discreti.

È utile prestare attenzione se il nostro animale:

  • scuote frequentemente la testa;
  • si gratta insistentemente una o entrambe le orecchie;
  • tiene la testa inclinata;
  • presenta arrossamento del padiglione auricolare;
  • ha secrezioni all’interno dell’orecchio;
  • presenta un odore intenso o insolito;
  • manifesta dolore quando tocchiamo l’orecchio;
  • non vuole essere accarezzato sulla testa;
  • sfrega la testa contro mobili, tappeti o divani.

In alcuni casi il cane può diventare improvvisamente insofferente quando proviamo a controllare l’orecchio. Non è necessariamente un cambiamento di carattere: un’otite può essere molto dolorosa.

Perché le otiti possono comparire dopo l’estate?

Durante i mesi estivi molti cani fanno più frequentemente il bagno.

Mare, laghi, fiumi e piscine fanno parte delle vacanze di numerose famiglie e spesso anche i nostri animali partecipano volentieri.

L’acqua che entra nel condotto uditivo e l’umidità che può permanere al suo interno possono contribuire a creare un ambiente favorevole alla proliferazione di microrganismi.

Questo non significa che ogni cane che nuota svilupperà un’otite. Alcuni soggetti, però, sono decisamente più predisposti di altri.

Anche caldo e umidità ambientale possono contribuire a modificare le condizioni del condotto auricolare.

Settembre diventa quindi un buon momento per controllare le orecchie, soprattutto nei cani che durante l’estate hanno trascorso molto tempo in acqua.

Non è sempre colpa dell’acqua

Attribuire automaticamente un’otite ai bagni estivi può però essere fuorviante.

Le cause e i fattori predisponenti possono essere numerosi.

Tra questi troviamo:

  • allergie;
  • parassiti;
  • corpi estranei;
  • eccessiva produzione di cerume;
  • conformazione del condotto uditivo;
  • presenza di molto pelo nella zona auricolare;
  • alterazioni della normale ventilazione del condotto;
  • proliferazione di batteri o lieviti.

In alcuni animali possono essere presenti contemporaneamente più fattori.

Per questo motivo curare semplicemente l’infiammazione senza cercare di comprenderne l’origine può portare a una temporanea risoluzione seguita dalla comparsa di nuovi episodi.

Otiti e allergie: un legame da non sottovalutare

Un aspetto particolarmente importante riguarda il rapporto tra otiti e malattie allergiche.

In alcuni cani l’infiammazione delle orecchie può rappresentare una delle manifestazioni di una problematica allergica e, talvolta, può comparire prima che siano evidenti lesioni cutanee in altre parti del corpo.

Un cane che presenta frequentemente otiti, soprattutto se associate a leccamento delle zampe, arrossamenti della pelle o prurito, potrebbe quindi avere un problema di base che merita di essere approfondito.

In questi casi limitarsi a trattare ogni episodio senza indagare la causa può significare ritrovarsi periodicamente con lo stesso problema.

Attenzione ai corpi estranei

Durante l’estate e nelle passeggiate in campagna un’altra possibile causa di improvviso fastidio auricolare è rappresentata dai corpi estranei vegetali, come le spighe e i forasacchi.

Il segnale tipico può essere uno scuotimento molto improvviso e insistente della testa, spesso comparso durante o subito dopo una passeggiata.

Il cane può grattarsi violentemente un solo orecchio e manifestare evidente fastidio.

In queste situazioni è importante non tentare di raggiungere o estrarre il corpo estraneo con pinzette, cotton fioc o altri strumenti: si rischia di spingerlo più profondamente nel condotto o provocare lesioni.

Batteri e lieviti: perché possono proliferare?

Il condotto uditivo ospita normalmente una propria popolazione microbica. Quando però le condizioni locali cambiano a causa di infiammazione, umidità, allergie o altri fattori, alcuni microrganismi possono proliferare eccessivamente.

Tra questi possono esserci batteri e lieviti, che contribuiscono a mantenere l’infiammazione.

La presenza di materiale scuro, giallastro o particolarmente abbondante, insieme a cattivo odore e arrossamento, può essere un segnale.

L’aspetto delle secrezioni, tuttavia, non permette da solo di stabilire con certezza quale microrganismo sia coinvolto.

Perché la visita è importante?

Quando si sospetta un’otite, il veterinario può esaminare il condotto auricolare e valutare le condizioni dell’orecchio.

L’esame con l’otoscopio consente, quando possibile, di osservare il condotto e il timpano e verificare la presenza di materiale, infiammazione o eventuali corpi estranei.

In molti casi può essere utile anche l’esame citologico del materiale auricolare, che permette di ottenere informazioni sulla presenza di lieviti, batteri e cellule infiammatorie.

Queste informazioni aiutano a scegliere il trattamento più appropriato.

Non tutte le otiti, infatti, richiedono la stessa terapia.

Perché non utilizzare le vecchie gocce?

È una situazione piuttosto comune: il cane ha già avuto un’otite, nell’armadietto è rimasto un flacone di gocce e, quando ricompaiono i sintomi, viene spontaneo utilizzarlo nuovamente.

È però una pratica da evitare.

L’otite attuale potrebbe avere una causa diversa dalla precedente e il prodotto potrebbe non essere indicato. Inoltre, prima di applicare determinati farmaci è importante conoscere le condizioni del condotto uditivo e del timpano.

Anche utilizzare un antibiotico locale senza sapere se esiste realmente un’infezione batterica e quale sia la situazione dell’orecchio non rappresenta una buona strategia.

Un’otite nuova richiede una nuova valutazione.

E i cotton fioc?

Il cotton fioc è uno degli strumenti che associamo maggiormente alla pulizia delle orecchie, ma nel cane e nel gatto non dovrebbe essere introdotto nel condotto uditivo.

Oltre al rischio di provocare piccoli traumi, può spingere cerume e secrezioni più in profondità.

La pulizia delle orecchie deve essere effettuata con prodotti e modalità appropriate e soprattutto non tutti gli animali hanno bisogno della stessa frequenza di pulizia.

Pulire troppo spesso un orecchio sano può irritarlo, mentre nei soggetti predisposti può essere utile un programma specifico indicato dal veterinario.

Come possiamo controllare le orecchie a casa?

Una buona abitudine è osservare periodicamente il padiglione auricolare e la parte visibile dell’ingresso del condotto.

Possiamo controllare:

  • presenza di arrossamento;
  • quantità e colore del cerume;
  • eventuali secrezioni;
  • odore;
  • sensibilità al contatto.

È utile anche conoscere ciò che è normale per il nostro animale. Se controlliamo regolarmente le orecchie sarà più semplice accorgerci di un cambiamento.

Nei cani che amano nuotare o che vengono lavati frequentemente, può essere utile prestare ancora maggiore attenzione dopo il bagno, seguendo le indicazioni del veterinario per la corretta gestione delle orecchie.

E nel gatto?

Le otiti sono generalmente meno frequenti nel gatto rispetto al cane, ma possono comunque verificarsi.

Anche nel gatto possiamo osservare scuotimento della testa, prurito, secrezioni, arrossamento o fastidio quando tocchiamo le orecchie.

Tra le possibili cause possono esserci anche parassiti auricolari, soprattutto in determinati contesti e nei soggetti giovani.

Un gatto che improvvisamente si gratta molto le orecchie o presenta abbondante materiale scuro nel condotto dovrebbe quindi essere controllato.

Quando bisogna rivolgersi rapidamente al veterinario?

Alcuni segnali meritano particolare attenzione.

È consigliabile far controllare l’animale se:

  • scuote continuamente la testa;
  • manifesta dolore evidente;
  • compare improvvisamente un forte fastidio dopo una passeggiata;
  • sono presenti secrezioni abbondanti;
  • l’orecchio emana cattivo odore;
  • il padiglione è molto arrossato o gonfio;
  • l’animale tiene persistentemente la testa inclinata;
  • perde equilibrio o appare disorientato;
  • l’otite continua a ripresentarsi.

I disturbi dell’equilibrio o altri segni neurologici richiedono una valutazione particolarmente tempestiva perché possono indicare il coinvolgimento di strutture più profonde dell’orecchio.

Prevenire significa soprattutto conoscere il proprio animale

Non esiste una routine di pulizia universale adatta a tutti i cani e a tutti i gatti.

Alcuni animali hanno orecchie sane per tutta la vita con pochissimi interventi, mentre altri presentano caratteristiche anatomiche o problemi di base che richiedono controlli più frequenti.

Nei soggetti predisposti è quindi importante concordare con il veterinario come e quando controllare e pulire le orecchie, evitando sia di trascurarle sia di intervenire eccessivamente.

Particolare attenzione deve essere riservata agli animali che hanno già avuto più episodi di otite: la prevenzione delle recidive passa soprattutto dall’identificazione dei fattori che favoriscono il problema.

Dopo l’estate, diamo un’occhiata anche alle orecchie

Settembre è quindi un buon momento per inserire anche le orecchie nel nostro piccolo controllo di fine estate.

Osserviamole, impariamo a riconoscere il loro aspetto e odore normali e facciamo attenzione ai cambiamenti nel comportamento del nostro animale.

Scuotere frequentemente la testa, grattarsi le orecchie o avere un cattivo odore auricolare non sono comportamenti normali da aspettare che passino da soli.

Intervenire precocemente può evitare che una semplice infiammazione diventi più dolorosa e difficile da gestire. E quando le otiti tendono a tornare, il passo più importante non è soltanto curare l’orecchio, ma capire perché quel problema continua a ripresentarsi.


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15/Lug/2026


L’estate è una stagione che molti attendono con piacere, ma le alte temperature possono rappresentare una sfida anche per i nostri animali domestici. Se è vero che il gatto discende da specie originarie di aree calde e aride, è altrettanto vero che il caldo intenso, soprattutto quando associato ad elevata umidità e scarsa ventilazione, può mettere a rischio il suo benessere e, nei casi più gravi, la sua stessa vita.

Molti proprietari pensano che il gatto sia in grado di gestire autonomamente il caldo grazie alla sua natura indipendente. In realtà, durante le ondate di calore è importante adottare alcune semplici precauzioni per evitare disidratazione, stress termico e colpi di calore.

Come percepisce il caldo il gatto?

A differenza dell’uomo, il gatto non dispone di un sistema efficiente di sudorazione. Le ghiandole sudoripare sono presenti principalmente nei cuscinetti plantari e contribuiscono in modo molto limitato alla dispersione del calore.

Per mantenere una temperatura corporea adeguata, il gatto utilizza principalmente altri meccanismi:

  • ricerca spontanea di zone fresche e ombreggiate;
  • riduzione dell’attività fisica durante le ore più calde;
  • aumento delle ore di riposo;
  • leccamento del mantello, che favorisce l’evaporazione e la dispersione del calore.

Quando però la temperatura ambientale diventa troppo elevata o il gatto non riesce a trovare condizioni adeguate per raffreddarsi, possono comparire segni di sofferenza termica.

Quali gatti sono più a rischio?

Alcuni soggetti tollerano meno il caldo rispetto ad altri.

Tra i più sensibili troviamo:

  • gattini molto giovani;
  • gatti anziani;
  • gatti obesi;
  • soggetti con patologie cardiache o respiratorie;
  • gatti con malattie croniche;
  • razze brachicefale come Persiano ed Exotic Shorthair;
  • gatti dal mantello molto lungo o particolarmente folto.

Anche i gatti che vivono esclusivamente in appartamento possono essere a rischio se l’ambiente domestico diventa troppo caldo e poco ventilato.

Come aiutare il gatto a sopportare il caldo

Fortunatamente esistono molte strategie semplici ed efficaci per migliorare il comfort del gatto durante l’estate.

Garantire sempre acqua fresca

L’idratazione rappresenta il principale alleato contro il caldo.

È consigliabile:

  • mettere a disposizione più ciotole in diversi punti della casa;
  • cambiare frequentemente l’acqua;
  • utilizzare contenitori ampi e puliti;
  • valutare l’utilizzo di fontanelle per incentivare il consumo di acqua.

Alcuni gatti gradiscono anche l’aggiunta occasionale di qualche cubetto di ghiaccio.

Favorire ambienti freschi

Durante le ore più calde della giornata è utile:

  • abbassare tapparelle e persiane;
  • chiudere le finestre esposte direttamente al sole;
  • garantire il ricambio d’aria nelle ore più fresche;
  • utilizzare ventilatori o climatizzatori senza dirigere il flusso direttamente sull’animale.

Mettere a disposizione superfici fresche

Molti gatti cercano spontaneamente pavimenti in ceramica, marmo o altre superfici fresche.

Si possono inoltre utilizzare:

  • tappetini refrigeranti specifici per animali;
  • asciugamani leggermente umidi;
  • aree ombreggiate sul balcone o in giardino.

Curare il mantello

Una regolare spazzolatura aiuta a rimuovere il pelo morto e il sottopelo in eccesso, migliorando la dispersione del calore.

Attenzione però: rasare completamente il gatto nella maggior parte dei casi non è consigliato, perché il mantello svolge anche una funzione protettiva nei confronti del sole e del calore.

Modificare leggermente la routine

Nelle giornate particolarmente afose è preferibile:

  • proporre giochi e attività nelle prime ore del mattino o alla sera;
  • evitare situazioni di stress;
  • lasciare che il gatto scelga autonomamente dove riposare.

Il colpo di calore nel gatto: una vera emergenza veterinaria

Il colpo di calore è la conseguenza più grave dell’esposizione a temperature elevate.

Si verifica quando l’organismo non riesce più a dissipare il calore accumulato e la temperatura corporea aumenta rapidamente oltre i limiti di sicurezza.

In queste condizioni possono verificarsi danni a diversi organi, tra cui cervello, cuore, reni e fegato.

Si tratta di una situazione che richiede un intervento veterinario immediato.

Quali sono i sintomi del colpo di calore?

I segni possono comparire rapidamente e peggiorare nell’arco di pochi minuti.

Tra i sintomi più frequenti troviamo:

  • forte agitazione o irrequietezza;
  • respirazione accelerata;
  • bocca aperta e affanno;
  • aumento della frequenza cardiaca;
  • abbattimento e debolezza;
  • salivazione eccessiva;
  • mucose molto rosse o congestionate;
  • vomito;
  • diarrea;
  • perdita di equilibrio;
  • tremori;
  • collasso;
  • perdita di coscienza.

Un gatto che respira a bocca aperta senza aver svolto attività intensa deve sempre destare particolare attenzione.

Cosa fare in caso di sospetto colpo di calore?

Se si sospetta un colpo di calore è fondamentale agire rapidamente.

Occorre:

  1. spostare immediatamente il gatto in un ambiente fresco e ventilato;
  2. contattare il veterinario senza perdere tempo;
  3. iniziare un raffreddamento graduale utilizzando acqua fresca (non ghiacciata);
  4. bagnare zampe, addome e ascelle;
  5. utilizzare ventilazione indiretta per favorire l’evaporazione.

È importante evitare:

  • immersioni in acqua ghiacciata;
  • impacchi molto freddi;
  • raffreddamenti bruschi e improvvisi.

Anche se il gatto sembra migliorare, la visita veterinaria rimane indispensabile perché possono svilupparsi complicazioni nelle ore successive.

Attenzione ai trasportini e alle automobili

Una delle situazioni più pericolose durante l’estate riguarda il trasporto degli animali.

L’interno di un’automobile può raggiungere temperature estremamente elevate in pochi minuti, anche con i finestrini leggermente aperti.

Per questo motivo:

  • non bisogna mai lasciare il gatto in auto;
  • i viaggi vanno programmati nelle ore più fresche;
  • il trasportino deve essere ben ventilato;
  • è importante prevedere soste e disponibilità di acqua.

Un’estate sicura per il tuo gatto

La maggior parte dei gatti riesce ad affrontare l’estate senza particolari problemi, purché abbia accesso ad acqua fresca, ambienti adeguati e la possibilità di scegliere dove riposare.

Conoscere i segnali di sofferenza da caldo e riconoscere tempestivamente i sintomi del colpo di calore può fare una grande differenza e permettere di intervenire prima che la situazione diventi critica.

Se hai dubbi sul comportamento del tuo gatto durante le giornate più calde o noti sintomi insoliti, contatta il tuo veterinario di fiducia.

La prevenzione rimane sempre la migliore forma di protezione per il benessere dei nostri amici felini.

Prendersi cura degli animali significa anche aiutarli ad affrontare in sicurezza le sfide della stagione estiva.


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In questa stagione è molto frequente purtroppo il colpo di calore: colpisce sia cani che gatti, anche se di solito è più comune riscontrarlo nel cane che, in quanto “migliore amico” dell’uomo, tende a seguirlo ovunque e quindi a partecipare a gite che possono metterlo in condizioni di pericolo: passeggiate lunghe sotto il sole, viaggi in macchina senza aria condizionata, stazionamento in auto al sole il tempo di fare quattro passi, giri in bicicletta al guinzaglio senza la possibilità di fare una pausa e un’abbeverata e molto altro ancora.

Il colpo di calore è un’emergenza medica che se non viene trattata tempestivamente può portare rapidamente a morte il nostro amico a quattro zampe: conoscerne l’esistenza significa fare la differenza nel momento del bisogno!

Come riconoscere il colpo di calore

  • il cane è stato esposto a temperature elevate, non ha avuto acqua a disposizione, ombra e refrigerio a sufficienza per compensare l’aumento della temperatura corporea, o è un cane particolarmente sensibile a questa problematica (predisposizione di razza)
  • respira con affanno, bocca aperta e lingua a penzoloni
  • le mucose (occhio, gengiva) sono rosso scuro, color mattone, congeste
  • non riesce ad alzarsi, è molto debole, può perdere conoscenza

Predisposizioni individuali

Anche se può colpire tutte le taglie e tutte le razze, ci sono dei fattori che entrano in gioco oltre alla temperatura esterna: alcuni animali presentano delle predisposizioni individuali che li rendono più vulnerabili degli altri al colpo di calore ed è bene che ogni proprietario conosca le particolarità del suo amico peloso. Si parla in particolare di:

  • pazienti cardiopatici o con problemi respiratori, molto sensibili al calore
  • pazienti obesi e intolleranti all’esercizio fisico
  • pazienti con una situazione di dispnea parafisiologica come i cani brachicefali (razza bulldog, carlino)

Abbiamo a nostra disposizione una serie di accortezze che ci permettono di prevenire questa problematica: armatevi di buonsenso, acqua a volontà, ombra e tappetini refrigeranti… che l’estate abbia inizio per noi come per i nostri amici animali!


Le informazioni hanno finalità educativa e non sostituiscono il parere del medico veterinario né una visita specialistica.

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 

Per saperne di più:

5 modi per prevenire il colpo di calore

Sospetto un colpo di calore: cosa faccio?


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Il forasacchi o spiga è una parte dell’infiorescenza delle graminacee (ad esempio il grano), diffuse ovunque sul nostro territorio: lo troviamo in campagna e in città, nei campi, in bordo strada, può anche viaggiare con il vento… nella bella stagione diventa bello secco e decisamente più insidioso.

 

Rappresenta un rischio per i nostri animali in quanto la sua conformazione gli permette di infilarsi nel pelo e nella cute, e di risalire in una direzione unica: vanno sempre avanti! Per questo motivo è importante evitare che vadano a infilarsi nei vari pertugi, prima che determinino dei problemi più seri.

Solitamente si rinviene a livello di naso (cane di taglia medio-grande), occhi, sottocute, spazi interdigitali, orecchie, prepuzio, vulva, regione perianale: può rimanere “incastrato” in sede e dare infezione (ascesso con eventuale fistola), oppure spostarsi, da qui la definizione più conosciuta di “corpo estraneo migrante”. In alcuni casi, purtroppo, può essere inalato, e andare direttamente dalla trachea ai bronchi polmonari: un bel problema!

A questo LINK trovate un breve video esplicativo.


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saperne di più:


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Per sua conformazione tende a conficcarsi o ad avanzare in un’unica direzione, creando anche dei tragitti fistolosi imprevedibili! Il forasacchi, una volta raggiunta una sede anatomica, generalmente si comporta come un corpo estraneo che il sistema immunitario deve combattere: il risultato è una infezione con produzione di pus. L’infezione è dovuta al fatto che la spiga è difficile da distruggere e permane per molto tempo, fino a quando la raccolta purulenta diventa tale da cercare una via d’uscita dall’organismo. A questo punto si crea una cosiddetta fistola: trovare un foro da cui esce pus sulla cute del vostro animale deve essere un campanello d’allarme che vi farà portare a visita dal veterinario per capire cosa c’è sotto.

Quali sono le sedi più frequenti?

  • naso
  • occhio
  • orecchio
  • gengive
  • sottocute (spazi interdigitali, vulva, prepuzio, regione perianale)
  • apparato respiratorio (la spiga viene inalata e arriva direttamente nell’albero respiratorio)

Quando sospettare la presenza di un forasacchi?

  • in caso di fistole o comunque neoformazioni/aree gonfie della cute che non rispondono a una terapia topica
  • in caso di scarso appetito, peggioramento delle condizioni generali, febbre persistente
  • in caso di starnuti repentini e ingravescenti
  • in caso di tosse cronica (a maggior ragione se il cane ha la possibilità di correre liberamente nei campi, come ad esempio un cane che vive in campagna o un cane da caccia)

La diversità di sede porta a sintomi estremamente variabili, se avete il dubbio perché sapete che il vostro cane è stato esposto alla presenza dei forasacchi non esitate a contattare il veterinario, nel frattempo qui troverete una panoramica della gestione clinica dei casi più tipici.


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Tutti siamo sensibili alle alte temperature: c’è chi suda tantissimo ma preferisce stare fuori all’aria aperta, chi si rintana in casa per tutta l’estate con il ventilatore e chi cerca immancabilmente di sostare nei negozi al fresco dell’aria condizionata. E i nostri amici animali come si comportano? Avrete sicuramente notato che d’estate tendono a muoversi di meno, a bere di più, a riposare all’ombra… anche fra gli animali c’è chi preferisce l’ombra dell’albero a quella del letto del proprio padrone. Ma veniamo al dunque: loro sono programmati per sopravvivere in condizioni di alte temperature per brevi periodi e questo grazie a madre natura; è abbastanza ovvio, quindi, che l’unica cosa che possiamo fare per aiutarli è fare in modo che possano sempre e comunque esprimere i loro normali comportamenti protettivi.

Il colpo di calore prende alla sprovvista, quindi? Oppure… no? Attenzione al sole diretto, alle ore più calde… sembrano indicazioni da telegiornale estivo, eppure proprio di buonsenso si tratta nella maggior parte dei casi. Ecco qualche semplice indicazione da seguire per prevenire questa problematica.

  1. l’animale non va lasciato in macchina, mai, neanche con il finestrino un po’ abbassato (la temperatura può aumentare molto rapidamente, e magari noi non ce ne accorgiamo subito;
  2. niente passeggiata alle due del pomeriggio: come per noi, le ore più calde non sono l’ideale per la passeggiata, il giro in bicicletta che costringe il cane a un trotto veloce e sfiancante, i giochi sotto il sole diretto: sull’asfalto inoltre c’è il rischio di incorrere nell’ustione dei cuscinetti; meglio prediligere orari adatti anche alle nostre uscite, in mattinata o nel tardo pomeriggio o anche verso sera;
  3. l’animale non va lasciato in un recinto senza ombra: può sembrare banale ma anche il cane più rustico ha bisogno di uno spazio abbastanza ampio e ricco che gli permetta di trovare riparo quando ne ha bisogno!
  4. l’animale deve avere sempre a disposizione dell’acqua fresca e pulita: l’idratazione è importante perché durante la termoregolazione si perdono molti liquidi, più di quanti se ne assorbono normalmente quando la temperatura esterna è mite. Il cane aumenta la frequenza respiratoria per espellere calore con la lingua; per lui come per noi è quindi fondamentale non rimanere mai senza nelle ore calde! Per quanto riguarda il gatto, è ancora meno in gamba con la termoregolazione: non troverete un gatto con la lingua a penzoloni facilmente, se succede purtroppo non sta molto bene; al contrario, per un cane è normalissimo!
  5. Queste regole e ancora maggior premura sono fondamentali nei cani di razza brachicefali come carlini, bulldog inglese e bulldog francese. I brachicefali sono un po’ sfortunati: per loro il colpo di calore è dietro l’angolo anche con le prime avvisaglie di caldo, per il semplice fatto che sono sempre “in affanno” in modo parafisiologico, e abbiamo visto quanto sia importante il respiro per la termoregolazione!

 

Per sapere cosa fare se pensate che il vostro animale sia affetto da questa problematica eccovi un link utile.


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