Telefono0521 841900H24 Emergenze +39 331 9145483H24 Emergenze Buiatria+39 349 6052345info@cvsm.net

News - Centro Veterinario San Martino

Watermark-foto-Stowed-8-1200x675.png
12/Ago/2026


Quando si avvicinano le vacanze estive, una delle domande che i proprietari di gatti ci pongono più spesso è: “È meglio portarlo con noi oppure lasciarlo a casa?”

A differenza del cane, che generalmente vive con entusiasmo nuove esperienze e ambienti diversi, il gatto è un animale fortemente legato al proprio territorio e alle sue abitudini. Cambiare improvvisamente ambiente può rappresentare una fonte di stress importante.

Non esiste però una risposta valida per tutti. Molto dipende dal carattere del gatto, dalla durata della vacanza e dalla destinazione.

Vediamo insieme quali aspetti valutare per prendere la decisione migliore.

Il gatto ama la routine

I gatti sono animali estremamente abitudinari.

Conoscono perfettamente ogni angolo della casa, gli odori, i rumori e i luoghi dove riposare. Anche piccoli cambiamenti possono modificare il loro equilibrio.

Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, un gatto adulto che vive esclusivamente in appartamento affronta meglio l’assenza temporanea dei proprietari che un viaggio lungo verso un ambiente completamente nuovo.

Quando è meglio lasciarlo a casa?

Se la vacanza dura pochi giorni e il gatto è sano, la soluzione più indicata è spesso lasciarlo nel suo ambiente abituale.

Naturalmente non significa lasciarlo da solo.

È importante che una persona di fiducia o un cat sitter lo visiti quotidianamente per:

  • rinnovare acqua e cibo;
  • pulire la lettiera;
  • controllare il suo stato di salute;
  • dedicargli qualche momento di gioco o di compagnia.

Molti gatti vivono questa situazione con molta più serenità rispetto a un viaggio.

Quando può essere utile portarlo con sé?

Esistono però alcune situazioni nelle quali il viaggio può rappresentare una scelta valida.

Ad esempio:

  • soggiorni molto lunghi;
  • trasferimenti di diverse settimane;
  • gatti già abituati agli spostamenti;
  • seconde case frequentate abitualmente;
  • gatti particolarmente legati ai proprietari e poco stressati dai cambiamenti.

In questi casi è comunque importante organizzare il viaggio con attenzione.

Come preparare il viaggio

Se si decide di portare il gatto in vacanza è fondamentale evitare improvvisazioni.

Il trasportino deve essere percepito come un luogo sicuro e non come qualcosa da utilizzare solo quando si va dal veterinario.

Nei giorni precedenti è utile lasciarlo aperto in casa, inserendo una coperta familiare o qualche premio.

Durante il viaggio:

  • il trasportino deve essere ben fissato;
  • evitare di lasciare libero il gatto nell’abitacolo;
  • mantenere una temperatura confortevole;
  • evitare soste troppo lunghe sotto il sole.

La nuova casa deve essere “a misura di gatto”

Una volta arrivati a destinazione è consigliabile permettere al gatto di ambientarsi gradualmente.

Nei primi giorni è preferibile limitarne gli spazi, lasciandolo inizialmente in una stanza tranquilla con:

  • lettiera;
  • acqua;
  • cibo;
  • tiragraffi;
  • coperta o cuscino con il suo odore.

Forzarlo a esplorare immediatamente tutta la casa potrebbe aumentare il livello di stress.

Attenzione alle fughe

Uno dei rischi maggiori durante le vacanze riguarda le fughe accidentali.

Un gatto spaventato che si trova in un ambiente sconosciuto può cercare rapidamente una via di fuga.

Per questo motivo è importante:

  • verificare che porte e finestre siano ben chiuse;
  • utilizzare sempre un trasportino durante gli spostamenti;
  • controllare che il microchip sia registrato e i dati siano aggiornati;
  • applicare, se possibile, una medaglietta con recapito telefonico.

E se scegliamo una pensione?

Le pensioni per gatti rappresentano un’alternativa valida quando non è possibile affidarsi a parenti o cat sitter.

Prima della prenotazione è consigliabile verificare:

  • condizioni igieniche;
  • spazi disponibili;
  • presenza di personale qualificato;
  • possibilità di isolamento in caso di malattia;
  • richiesta delle vaccinazioni aggiornate.

Una buona struttura dedica tempo anche all’interazione con il gatto e non solo alla gestione dell’alimentazione.

Cinque errori da evitare

  • Lasciare il gatto completamente solo per più giorni.
  • Cambiare improvvisamente alimentazione durante il viaggio.
  • Aprire il trasportino in luoghi non sicuri.
  • Dimenticare acqua fresca durante gli spostamenti.
  • Pensare che tutti i gatti reagiscano allo stesso modo.

Quando è consigliabile una visita veterinaria prima della partenza?

È opportuno programmare un controllo se il gatto:

  • è anziano;
  • soffre di patologie croniche;
  • assume farmaci;
  • non viaggia da molto tempo;
  • deve soggiornare in pensione.

La visita permette di verificare lo stato di salute generale e di affrontare il viaggio con maggiore tranquillità.

Conclusioni

Per la maggior parte dei gatti la casa rimane il luogo dove si sentono più sicuri.

Quando è possibile organizzare visite quotidiane da parte di una persona fidata, questa rappresenta spesso la soluzione meno stressante.

Se invece il viaggio è inevitabile o il gatto è già abituato agli spostamenti, una buona organizzazione e qualche semplice precauzione permettono di vivere la vacanza in serenità.

L’importante è ricordare che ogni gatto è un individuo con esigenze diverse: osservare il suo comportamento e rispettare i suoi tempi è il primo passo per garantirgli benessere anche durante le ferie.


Watermark-foto-Stowed-7-1200x675.png
05/Ago/2026


L’estate è sinonimo di giornate all’aria aperta, giardini in fiore, terrazzi ricchi di piante ornamentali e vacanze nella natura. È un periodo che invita a trascorrere più tempo insieme ai nostri animali, ma che nasconde anche alcuni pericoli spesso poco conosciuti.

Tra questi ci sono le piante tossiche, responsabili ogni anno di numerosi episodi di intossicazione in cani e gatti. Nella maggior parte dei casi si tratta di ingestione accidentale di foglie, fiori, bacche o semi, soprattutto da parte di cuccioli e animali particolarmente curiosi.

Molti proprietari sono convinti che il proprio animale riesca istintivamente a distinguere ciò che è pericoloso da ciò che non lo è. In realtà non è così. Un cane può mordicchiare una foglia mentre gioca in giardino, mentre un gatto può essere attirato da una pianta presente sul balcone o all’interno dell’abitazione.

Conoscere le specie più pericolose e sapere come comportarsi è il modo migliore per prevenire situazioni di emergenza.

Perché alcune piante sono tossiche?

Le piante producono naturalmente sostanze chimiche che servono a difendersi dagli insetti e dagli animali erbivori. Alcune di queste molecole, come alcaloidi, glicosidi cardiaci, saponine o cristalli di ossalato di calcio, possono risultare tossiche anche per i nostri animali domestici.

La gravità dell’intossicazione dipende da diversi fattori:

  • la specie della pianta; 
  • la quantità ingerita; 
  • la parte della pianta consumata (foglie, fiori, semi, bacche o radici); 
  • la taglia dell’animale; 
  • l’età e lo stato di salute. 

È importante ricordare che non tutte le piante provocano gli stessi sintomi e che alcune possono causare danni anche dopo l’ingestione di quantità molto ridotte.

Le piante più tossiche durante l’estate

Oleandro

L’oleandro è una delle piante ornamentali più diffuse nei giardini italiani, ma anche una delle più pericolose.

Foglie, fiori, rami e persino l’acqua presente nei sottovasi contengono sostanze in grado di alterare il normale funzionamento del cuore.

L’ingestione può provocare:

  • vomito; 
  • diarrea; 
  • abbondante salivazione; 
  • debolezza; 
  • alterazioni del battito cardiaco; 
  • collasso nei casi più gravi. 

Giglio

Chi possiede un gatto dovrebbe conoscere molto bene questa pianta.

Tutte le specie appartenenti al genere Lilium rappresentano infatti una vera emergenza veterinaria per il gatto. È sufficiente ingerire una piccola parte della pianta o anche solo leccare il polline depositato sul mantello per sviluppare una grave insufficienza renale acuta.

Nel cane il rischio è decisamente inferiore, ma nel gatto è fondamentale intervenire nelle primissime ore.

Cycas

Sempre più presente nei giardini e nei terrazzi, la Cycas revoluta è particolarmente tossica, soprattutto per il cane.

La parte più pericolosa sono i semi, ma tutta la pianta contiene sostanze capaci di provocare danni al fegato.

I sintomi possono includere:

  • vomito intenso; 
  • diarrea; 
  • abbattimento; 
  • tremori; 
  • insufficienza epatica. 

Ortensia

Molto comune nei giardini italiani, contiene sostanze che possono provocare soprattutto disturbi gastrointestinali.

Generalmente l’intossicazione è meno grave rispetto ad altre specie, ma è comunque consigliabile contattare il veterinario se si sospetta un’ingestione.

Azalea e Rododendro

Queste splendide piante ornamentali contengono sostanze chiamate grayanotossine, responsabili di alterazioni a carico del sistema nervoso e cardiovascolare.

Tra i sintomi più frequenti troviamo:

  • vomito; 
  • diarrea; 
  • debolezza; 
  • tremori; 
  • alterazioni del ritmo cardiaco. 

Dieffenbachia

Molto diffusa nelle abitazioni, durante l’estate viene spesso spostata all’esterno.

Il contatto con le foglie provoca una forte irritazione della bocca e della lingua a causa della presenza di cristalli di ossalato di calcio.

L’animale può manifestare:

  • salivazione intensa; 
  • dolore orale; 
  • difficoltà nella deglutizione; 
  • gonfiore della lingua. 

Quali sintomi devono far sospettare un’intossicazione?

I sintomi possono comparire rapidamente oppure manifestarsi diverse ore dopo l’ingestione.

È importante prestare attenzione se il cane o il gatto presenta:

  • vomito improvviso; 
  • diarrea; 
  • abbondante salivazione; 
  • perdita dell’appetito; 
  • forte abbattimento; 
  • tremori; 
  • difficoltà respiratoria; 
  • convulsioni; 
  • alterazioni del battito cardiaco. 

Non tutti gli animali manifestano gli stessi sintomi e la loro gravità dipende dalla pianta ingerita e dalla quantità consumata.

Cosa fare se il tuo animale mangia una pianta?

La prima regola è non aspettare che compaiano i sintomi.

Se ti accorgi che il tuo cane o il tuo gatto ha ingerito una pianta potenzialmente tossica:

  • allontanalo immediatamente dalla pianta; 
  • cerca di identificare la specie oppure fotografala; 
  • rimuovi eventuali residui dalla bocca solo se è possibile farlo in sicurezza; 
  • non provocare il vomito senza indicazione veterinaria; 
  • non somministrare latte, olio o altri rimedi casalinghi. 

Contatta il veterinario il prima possibile, fornendo tutte le informazioni disponibili. In molti casi intervenire precocemente permette di evitare complicazioni anche importanti.

Come prevenire le intossicazioni?

La prevenzione rimane la strategia più efficace.

Ecco alcuni semplici consigli:

  • verifica sempre che una pianta sia sicura prima di introdurla in casa o in giardino; 
  • evita di lasciare piante tossiche alla portata degli animali; 
  • controlla il cane durante le passeggiate nei parchi e nelle aree verdi; 
  • osserva con attenzione i gatti che hanno accesso a balconi e terrazzi; 
  • in caso di dubbio, chiedi consiglio al tuo veterinario. 

Conclusioni

Le piante ornamentali rendono più belli giardini, balconi e terrazzi, ma alcune di esse possono rappresentare un serio pericolo per cani e gatti.

Conoscere le specie più tossiche, riconoscere i primi sintomi e intervenire tempestivamente sono gli strumenti più efficaci per evitare conseguenze anche gravi.

Se sospetti che il tuo animale abbia ingerito una pianta potenzialmente tossica, non aspettare che la situazione peggiori. Un consulto veterinario tempestivo può fare la differenza e consentire di iniziare rapidamente il trattamento più appropriato.


Watermark-foto-Stowed-2-1200x675.png
29/Lug/2026


Quando pensiamo ai rischi dell’estate per il nostro cane, spesso ci vengono in mente il colpo di calore, la disidratazione o i parassiti. Esiste però una parte del corpo particolarmente esposta alle alte temperature e spesso sottovalutata: i cuscinetti plantari.

I polpastrelli del cane sono strutture resistenti, progettate per consentire il movimento su terreni differenti. Nonostante ciò, non sono indistruttibili. Durante i mesi più caldi, asfalto, cemento, sabbia e superfici sintetiche possono raggiungere temperature elevate e provocare ustioni, irritazioni e lesioni anche gravi.

Conoscere i rischi e adottare alcune semplici precauzioni permette di proteggere il benessere del cane e rendere più sicure le passeggiate estive.

A cosa servono i cuscinetti del cane?

I cuscinetti plantari svolgono numerose funzioni fondamentali:

  • proteggono ossa, articolazioni e tessuti profondi dagli urti;
  • migliorano l’aderenza durante il movimento;
  • contribuiscono all’equilibrio;
  • isolano parzialmente il piede dalle superfici esterne;
  • permettono una corretta distribuzione del peso corporeo.

Nonostante il loro spessore e la loro resistenza, il contatto prolungato con superfici molto calde può causare danni importanti.

Quanto può diventare caldo l’asfalto?

Molti proprietari valutano la temperatura dell’aria senza considerare quella del terreno.

Nelle giornate estive l’asfalto esposto al sole può superare facilmente i 50-60°C, raggiungendo temperature in grado di provocare ustioni in pochi minuti.

Anche marciapiedi, pavimentazioni in pietra, piastrelle, sabbia delle spiagge e superfici sintetiche dei parchi possono diventare estremamente caldi.

Se una superficie è troppo calda per la nostra mano, probabilmente lo è anche per le zampe del cane.

Come capire se il terreno è troppo caldo?

Un metodo semplice consiste nel cosiddetto “test dei 5 secondi”.

Appoggiate il dorso della mano sul terreno per almeno cinque secondi:

  • se riuscite a mantenerla senza fastidio, la superficie è generalmente sicura;
  • se percepite una sensazione di bruciore o disagio, è opportuno evitare il passaggio del cane.

Questo controllo richiede pochi secondi e può prevenire lesioni dolorose.

Quali sono i segnali di un problema ai cuscinetti?

Dopo una passeggiata estiva è utile osservare attentamente le zampe del proprio cane.

I segnali più frequenti includono:

  • zoppia o riluttanza a camminare;
  • leccamento insistente delle zampe;
  • arrossamento dei polpastrelli;
  • comparsa di abrasioni o tagli;
  • presenza di vesciche;
  • cuscinetti particolarmente secchi o screpolati;
  • dolore quando si toccano le zampe.

Nei casi più gravi possono verificarsi vere e proprie ustioni con distacco dello strato superficiale della cute.

Come proteggere le zampe durante l’estate

1. Scegliere gli orari giusti

La prevenzione inizia dall’organizzazione delle passeggiate.

Durante l’estate è preferibile uscire:

  • nelle prime ore del mattino;
  • in tarda serata;
  • evitando le fasce centrali della giornata.

Oltre a ridurre il rischio di colpo di calore, questa semplice abitudine limita l’esposizione delle zampe alle superfici surriscaldate.

2. Preferire percorsi naturali

Quando possibile, è consigliabile scegliere:

  • prati;
  • sentieri sterrati;
  • zone boschive;
  • aree ombreggiate.

Queste superfici tendono a mantenere temperature inferiori rispetto all’asfalto urbano.

3. Controllare regolarmente i cuscinetti

L’ispezione delle zampe dovrebbe diventare parte della routine estiva.

Dopo ogni passeggiata è utile verificare:

  • presenza di arrossamenti;
  • piccole ferite;
  • corpi estranei;
  • screpolature;
  • accumuli di sporco tra le dita.

Individuare precocemente un problema consente di intervenire prima che peggiori.

4. Mantenere i cuscinetti idratati

Polpastrelli secchi e screpolati risultano più vulnerabili alle aggressioni esterne.

Esistono prodotti specifici formulati per il cane che aiutano a mantenere elasticità e idratazione della cute.

È importante utilizzare esclusivamente prodotti veterinari o specificamente destinati agli animali, evitando creme per uso umano che potrebbero contenere sostanze irritanti o tossiche se ingerite attraverso il leccamento.

5. Abituare gradualmente le zampe all’attività

Un cane che cammina regolarmente durante tutto l’anno sviluppa generalmente cuscinetti più robusti rispetto a un soggetto sedentario.

L’attività fisica costante e progressiva contribuisce a mantenere i polpastrelli più resistenti alle sollecitazioni ambientali.

Cosa fare se il cane si è scottato le zampe?

Se sospettate un’ustione o una lesione dei cuscinetti:

  • interrompete immediatamente la passeggiata;
  • portate il cane in un ambiente fresco;
  • sciacquate delicatamente le zampe con acqua fresca (non ghiacciata);
  • evitate disinfettanti o prodotti non prescritti;
  • impedite il leccamento eccessivo;
  • contattate il veterinario se sono presenti dolore, zoppia, vesciche o lesioni evidenti.

L’applicazione di rimedi casalinghi improvvisati può peggiorare la situazione e ritardare la guarigione.

Un piccolo controllo che può evitare un grande problema

I cuscinetti plantari rappresentano il punto di contatto diretto tra il cane e l’ambiente. Durante l’estate bastano pochi minuti su una superficie surriscaldata per causare lesioni dolorose e limitare la normale attività dell’animale.

Scegliere gli orari più freschi, controllare il terreno prima della passeggiata e monitorare regolarmente lo stato delle zampe sono accorgimenti semplici ma estremamente efficaci.

Prendersi cura dei cuscinetti significa permettere al cane di continuare a camminare, giocare ed esplorare in sicurezza anche durante le giornate più calde.

In caso di arrossamenti, zoppia, lesioni o dubbi sullo stato delle zampe del vostro cane, rivolgetevi al veterinario per una valutazione tempestiva e un trattamento adeguato.


Watermark-foto-Stowed-6-1200x675.png
22/Lug/2026


Le belle giornate invitano a trascorrere più tempo all’aria aperta e molti proprietari scelgono di condividere con il proprio cane passeggiate nei boschi, escursioni in collina o vere e proprie giornate di trekking in montagna.

Camminare nella natura rappresenta un’attività estremamente positiva sia per il cane che per il proprietario: favorisce il movimento fisico, stimola i sensi, riduce lo stress e rafforza il legame uomo–animale. Tuttavia, un’escursione improvvisata può trasformarsi rapidamente in un’esperienza spiacevole se non vengono adottate alcune semplici precauzioni.

Vediamo quindi come organizzare una passeggiata o un trekking con il proprio cane in modo sicuro e responsabile.

Perché portare il cane in natura fa bene

I cani sono animali esploratori per natura. Nuovi odori, terreni differenti, suoni e stimoli ambientali rappresentano una vera palestra fisica e mentale.

Tra i principali benefici troviamo:

  • miglioramento della forma fisica;
  • controllo del peso corporeo;
  • stimolazione mentale e olfattiva;
  • riduzione della noia e dello stress;
  • rafforzamento del rapporto con il proprietario;
  • miglioramento della socializzazione e dell’autocontrollo.

Anche il proprietario beneficia dell’attività fisica, del contatto con la natura e del tempo trascorso insieme al proprio animale.

Non tutti i cani sono adatti a qualsiasi escursione

Uno degli errori più frequenti è scegliere il percorso in base alle proprie capacità senza considerare quelle del cane.

Prima di programmare un’uscita è importante valutare:

  • età del cane;
  • stato di salute generale;
  • livello di allenamento;
  • peso corporeo;
  • eventuali problemi ortopedici;
  • condizioni cardiache o respiratorie;
  • caratteristiche della razza.

Un giovane Border Collie allenato potrà affrontare percorsi impegnativi molto diversi rispetto a un Bulldog Francese, a un Carlino o a un cane anziano con artrosi.

Se avete dubbi, una visita veterinaria preventiva può aiutare a capire quali attività siano realmente adatte al vostro amico a quattro zampe.

Come scegliere il sentiero giusto

Quando si organizza un trekking è fondamentale informarsi preventivamente sul percorso.

Valutate:

  • lunghezza del tragitto;
  • dislivello;
  • tipologia del terreno;
  • presenza di acqua lungo il percorso;
  • esposizione al sole;
  • condizioni meteorologiche;
  • eventuali divieti o limitazioni per i cani.

Per i soggetti poco allenati è sempre consigliabile iniziare con percorsi semplici e aumentare gradualmente difficoltà e durata.

Cosa portare nello zaino

Proprio come per gli esseri umani, anche il cane necessita di un equipaggiamento adeguato.

Non dovrebbero mai mancare:

  • acqua fresca in abbondanza;
  • ciotola pieghevole;
  • snack o premi energetici;
  • sacchetti per le deiezioni;
  • pettorina comoda e ben regolata;
  • guinzaglio;
  • museruola (ove richiesta dalla normativa o dalle situazioni);
  • asciugamano;
  • kit di primo soccorso;
  • eventuale coperta termica per escursioni più impegnative.

L’idratazione è particolarmente importante durante i mesi caldi e nelle escursioni più lunghe. Le soste frequenti devono essere considerate parte integrante dell’attività.

Attenzione al caldo

Il colpo di calore rappresenta uno dei principali rischi durante le escursioni estive.

Per ridurre il pericolo:

  • evitare le ore più calde della giornata;
  • preferire partenze al mattino presto;
  • fare soste frequenti all’ombra;
  • offrire acqua regolarmente;
  • evitare sforzi eccessivi;
  • interrompere immediatamente l’attività in presenza di segni di affaticamento.

I cani brachicefali (Carlino, Bulldog Francese, Bulldog Inglese, Boston Terrier) sono particolarmente sensibili alle alte temperature.

Imparare a riconoscere i segnali di stanchezza

Durante l’escursione osservate sempre il vostro cane.

Alcuni segnali che indicano la necessità di fermarsi sono:

  • rallentamento improvviso;
  • ansimazione intensa;
  • frequenti soste spontanee;
  • riluttanza a proseguire;
  • andatura rigida;
  • ricerca continua di ombra;
  • sdraiarsi durante il percorso.

Forzare un cane stanco può aumentare il rischio di lesioni muscolari, disidratazione e colpi di calore.

I pericoli nascosti di boschi e sentieri

La natura offre meravigliose opportunità ma anche alcuni rischi spesso sottovalutati.

Zecche e parassiti

Boschi, prati e aree umide rappresentano l’habitat ideale per le zecche.

Al termine della passeggiata controllate accuratamente:

  • testa;
  • orecchie;
  • collo;
  • ascelle;
  • spazi interdigitali;
  • inguine.

Una corretta profilassi antiparassitaria è fondamentale durante tutta la stagione.

Forasacchi

In primavera ed estate i forasacchi possono penetrare:

  • nelle orecchie;
  • nel naso;
  • negli occhi;
  • tra le dita.

Un controllo accurato dopo ogni escursione può evitare problemi anche molto seri.

Vipere

Nelle zone collinari e montane è possibile incontrare vipere.

È consigliabile mantenere il cane sul sentiero, evitando che esplori zone con erba alta, pietraie o cumuli di legna.

Fauna selvatica

Caprioli, cervi, cinghiali e altri animali selvatici devono essere osservati a distanza.

Lasciare il cane libero in queste situazioni può causare inseguimenti, incidenti o situazioni di pericolo.

Guinzaglio sì o no?

Molti proprietari ritengono che la montagna sia il luogo ideale per lasciare il cane completamente libero.

In realtà la scelta dipende da numerosi fattori:

  • normativa locale;
  • presenza di fauna selvatica;
  • presenza di altri escursionisti;
  • affidabilità del richiamo;
  • difficoltà del sentiero.

Una lunghina può rappresentare spesso il miglior compromesso tra sicurezza e libertà di movimento.

Al ritorno a casa

Una volta conclusa l’escursione è utile dedicare qualche minuto a un controllo generale.

Verificate:

  • zampe e cuscinetti plantari;
  • presenza di ferite o abrasioni;
  • eventuali zecche;
  • occhi e orecchie;
  • stato di idratazione;
  • eventuale zoppia o rigidità muscolare.

Nelle ore successive lasciate che il cane riposi e recuperi le energie.

Il consiglio del Centro Veterinario San Martino

Le passeggiate nella natura rappresentano una splendida opportunità per migliorare il benessere del cane e vivere momenti di qualità insieme. La chiave per un’esperienza positiva è la preparazione: scegliere percorsi adeguati, rispettare i limiti dell’animale, portare l’attrezzatura necessaria e non sottovalutare i rischi ambientali.

Con un po’ di organizzazione, boschi, colline e montagne possono trasformarsi in luoghi straordinari da esplorare insieme al proprio compagno a quattro zampe.

Buone passeggiate e buona natura a tutti!


Watermark-foto-Stowed-1-1200x675.png
15/Lug/2026


L’estate è una stagione che molti attendono con piacere, ma le alte temperature possono rappresentare una sfida anche per i nostri animali domestici. Se è vero che il gatto discende da specie originarie di aree calde e aride, è altrettanto vero che il caldo intenso, soprattutto quando associato ad elevata umidità e scarsa ventilazione, può mettere a rischio il suo benessere e, nei casi più gravi, la sua stessa vita.

Molti proprietari pensano che il gatto sia in grado di gestire autonomamente il caldo grazie alla sua natura indipendente. In realtà, durante le ondate di calore è importante adottare alcune semplici precauzioni per evitare disidratazione, stress termico e colpi di calore.

Come percepisce il caldo il gatto?

A differenza dell’uomo, il gatto non dispone di un sistema efficiente di sudorazione. Le ghiandole sudoripare sono presenti principalmente nei cuscinetti plantari e contribuiscono in modo molto limitato alla dispersione del calore.

Per mantenere una temperatura corporea adeguata, il gatto utilizza principalmente altri meccanismi:

  • ricerca spontanea di zone fresche e ombreggiate;
  • riduzione dell’attività fisica durante le ore più calde;
  • aumento delle ore di riposo;
  • leccamento del mantello, che favorisce l’evaporazione e la dispersione del calore.

Quando però la temperatura ambientale diventa troppo elevata o il gatto non riesce a trovare condizioni adeguate per raffreddarsi, possono comparire segni di sofferenza termica.

Quali gatti sono più a rischio?

Alcuni soggetti tollerano meno il caldo rispetto ad altri.

Tra i più sensibili troviamo:

  • gattini molto giovani;
  • gatti anziani;
  • gatti obesi;
  • soggetti con patologie cardiache o respiratorie;
  • gatti con malattie croniche;
  • razze brachicefale come Persiano ed Exotic Shorthair;
  • gatti dal mantello molto lungo o particolarmente folto.

Anche i gatti che vivono esclusivamente in appartamento possono essere a rischio se l’ambiente domestico diventa troppo caldo e poco ventilato.

Come aiutare il gatto a sopportare il caldo

Fortunatamente esistono molte strategie semplici ed efficaci per migliorare il comfort del gatto durante l’estate.

Garantire sempre acqua fresca

L’idratazione rappresenta il principale alleato contro il caldo.

È consigliabile:

  • mettere a disposizione più ciotole in diversi punti della casa;
  • cambiare frequentemente l’acqua;
  • utilizzare contenitori ampi e puliti;
  • valutare l’utilizzo di fontanelle per incentivare il consumo di acqua.

Alcuni gatti gradiscono anche l’aggiunta occasionale di qualche cubetto di ghiaccio.

Favorire ambienti freschi

Durante le ore più calde della giornata è utile:

  • abbassare tapparelle e persiane;
  • chiudere le finestre esposte direttamente al sole;
  • garantire il ricambio d’aria nelle ore più fresche;
  • utilizzare ventilatori o climatizzatori senza dirigere il flusso direttamente sull’animale.

Mettere a disposizione superfici fresche

Molti gatti cercano spontaneamente pavimenti in ceramica, marmo o altre superfici fresche.

Si possono inoltre utilizzare:

  • tappetini refrigeranti specifici per animali;
  • asciugamani leggermente umidi;
  • aree ombreggiate sul balcone o in giardino.

Curare il mantello

Una regolare spazzolatura aiuta a rimuovere il pelo morto e il sottopelo in eccesso, migliorando la dispersione del calore.

Attenzione però: rasare completamente il gatto nella maggior parte dei casi non è consigliato, perché il mantello svolge anche una funzione protettiva nei confronti del sole e del calore.

Modificare leggermente la routine

Nelle giornate particolarmente afose è preferibile:

  • proporre giochi e attività nelle prime ore del mattino o alla sera;
  • evitare situazioni di stress;
  • lasciare che il gatto scelga autonomamente dove riposare.

Il colpo di calore nel gatto: una vera emergenza veterinaria

Il colpo di calore è la conseguenza più grave dell’esposizione a temperature elevate.

Si verifica quando l’organismo non riesce più a dissipare il calore accumulato e la temperatura corporea aumenta rapidamente oltre i limiti di sicurezza.

In queste condizioni possono verificarsi danni a diversi organi, tra cui cervello, cuore, reni e fegato.

Si tratta di una situazione che richiede un intervento veterinario immediato.

Quali sono i sintomi del colpo di calore?

I segni possono comparire rapidamente e peggiorare nell’arco di pochi minuti.

Tra i sintomi più frequenti troviamo:

  • forte agitazione o irrequietezza;
  • respirazione accelerata;
  • bocca aperta e affanno;
  • aumento della frequenza cardiaca;
  • abbattimento e debolezza;
  • salivazione eccessiva;
  • mucose molto rosse o congestionate;
  • vomito;
  • diarrea;
  • perdita di equilibrio;
  • tremori;
  • collasso;
  • perdita di coscienza.

Un gatto che respira a bocca aperta senza aver svolto attività intensa deve sempre destare particolare attenzione.

Cosa fare in caso di sospetto colpo di calore?

Se si sospetta un colpo di calore è fondamentale agire rapidamente.

Occorre:

  1. spostare immediatamente il gatto in un ambiente fresco e ventilato;
  2. contattare il veterinario senza perdere tempo;
  3. iniziare un raffreddamento graduale utilizzando acqua fresca (non ghiacciata);
  4. bagnare zampe, addome e ascelle;
  5. utilizzare ventilazione indiretta per favorire l’evaporazione.

È importante evitare:

  • immersioni in acqua ghiacciata;
  • impacchi molto freddi;
  • raffreddamenti bruschi e improvvisi.

Anche se il gatto sembra migliorare, la visita veterinaria rimane indispensabile perché possono svilupparsi complicazioni nelle ore successive.

Attenzione ai trasportini e alle automobili

Una delle situazioni più pericolose durante l’estate riguarda il trasporto degli animali.

L’interno di un’automobile può raggiungere temperature estremamente elevate in pochi minuti, anche con i finestrini leggermente aperti.

Per questo motivo:

  • non bisogna mai lasciare il gatto in auto;
  • i viaggi vanno programmati nelle ore più fresche;
  • il trasportino deve essere ben ventilato;
  • è importante prevedere soste e disponibilità di acqua.

Un’estate sicura per il tuo gatto

La maggior parte dei gatti riesce ad affrontare l’estate senza particolari problemi, purché abbia accesso ad acqua fresca, ambienti adeguati e la possibilità di scegliere dove riposare.

Conoscere i segnali di sofferenza da caldo e riconoscere tempestivamente i sintomi del colpo di calore può fare una grande differenza e permettere di intervenire prima che la situazione diventi critica.

Se hai dubbi sul comportamento del tuo gatto durante le giornate più calde o noti sintomi insoliti, contatta il tuo veterinario di fiducia.

La prevenzione rimane sempre la migliore forma di protezione per il benessere dei nostri amici felini.

Prendersi cura degli animali significa anche aiutarli ad affrontare in sicurezza le sfide della stagione estiva.


Watermark-foto-Stowed-5-1200x675.png
08/Lug/2026


Una visita veterinaria, una passeggiata fuori porta, una vacanza o semplicemente una commissione quotidiana: per molti animali l’automobile fa ormai parte della routine.

Eppure il trasporto in auto è spesso sottovalutato. Cani lasciati liberi sui sedili, gatti trasportati in braccio o animali che affrontano il viaggio in condizioni di forte stress sono situazioni ancora molto frequenti.

Viaggiare in sicurezza non significa soltanto rispettare la normativa, ma soprattutto proteggere il benessere dell’animale e la sicurezza di tutte le persone presenti nel veicolo.

Vediamo quindi quali sono le buone pratiche consigliate dai veterinari per affrontare qualsiasi spostamento in modo sereno.

Perché il trasporto in auto è così importante?

Per molti animali il viaggio rappresenta un evento insolito che può generare ansia, paura o agitazione.

Un cane molto eccitato può distrarre il conducente, mentre un gatto spaventato può cercare di nascondersi nell’abitacolo o tentare la fuga appena viene aperta una portiera.

Inoltre, durante una frenata improvvisa, anche un animale di piccola taglia può subire traumi importanti.

Per questo motivo ogni viaggio dovrebbe essere pianificato con la stessa attenzione che riserviamo alla sicurezza dei nostri familiari.

Il trasportino non è una punizione

Uno degli errori più frequenti riguarda il gatto.

Molti proprietari utilizzano il trasportino esclusivamente per andare dal veterinario. Il risultato è che il gatto lo associa immediatamente a un’esperienza negativa.

Per evitare questo problema è utile lasciare il trasportino aperto in casa durante tutto l’anno, trasformandolo in una cuccia o in un rifugio familiare.

Qualche coperta morbida, un piccolo cuscino o un gioco possono contribuire a creare un’associazione positiva.

Quando arriverà il momento di partire, il gatto vivrà il viaggio con minore stress.

Cane in auto: libero o assicurato?

Molti cani amano guardare fuori dal finestrino e seguire i movimenti della famiglia durante il viaggio.

Tuttavia lasciarli completamente liberi nell’abitacolo non è la scelta più sicura.

Le soluzioni consigliate sono:

  • trasportino o kennel;
  • cintura di sicurezza agganciata a una pettorina;
  • vano posteriore separato da una rete divisoria.

La soluzione migliore dipende dalla taglia del cane, dal tipo di veicolo e dalla durata del viaggio.

L’obiettivo rimane sempre lo stesso: evitare che l’animale possa spostarsi liberamente durante la marcia.

Abituare gradualmente cuccioli e gattini all’automobile

L’errore più comune è utilizzare l’auto soltanto quando è necessario andare dal veterinario.

In questo modo il cane o il gatto finiscono per associare il viaggio esclusivamente a situazioni poco piacevoli.

Nei primi mesi di vita può essere utile effettuare piccoli tragitti:

  • pochi minuti alla volta;
  • destinazioni piacevoli;
  • premi e rinforzi positivi al termine del viaggio.

Questa semplice strategia aiuta molti animali a sviluppare una relazione positiva con l’automobile.

Attenzione ai finestrini aperti

Vedere un cane con la testa fuori dal finestrino è una scena molto comune, ma non sempre rappresenta una buona idea.

Durante la marcia possono infatti colpire gli occhi:

  • polvere;
  • piccoli detriti;
  • insetti;
  • semi vegetali come i forasacchi.

Inoltre le brusche frenate o le improvvise manovre possono provocare movimenti pericolosi.

Meglio garantire una corretta ventilazione dell’abitacolo mantenendo il cane in una posizione sicura.

Mai lasciare l’animale da solo in auto

Questo consiglio merita un capitolo a parte.

Anche nelle giornate apparentemente miti, la temperatura all’interno di un veicolo parcheggiato può aumentare rapidamente.

In estate bastano pochi minuti perché si raggiungano temperature incompatibili con il benessere dell’animale.

Il colpo di calore rappresenta una delle emergenze veterinarie più gravi e può evolvere rapidamente verso conseguenze molto serie.

Se dovete scendere dall’auto, il consiglio è semplice: portate con voi il vostro animale.

Viaggi lunghi: come organizzarli al meglio

Quando il tragitto supera alcune ore è opportuno programmare il viaggio.

Prima della partenza è consigliabile:

  • evitare pasti abbondanti nelle ore immediatamente precedenti;
  • portare acqua fresca;
  • prevedere soste regolari per i cani;
  • mantenere una temperatura adeguata nell’abitacolo;
  • verificare che trasportino o sistemi di sicurezza siano correttamente fissati.

Per i gatti, generalmente, è preferibile limitare il numero di uscite dal trasportino durante il viaggio per evitare fughe accidentali.

E se il mio animale soffre il mal d’auto?

Alcuni cani e gatti manifestano:

  • salivazione abbondante;
  • nausea;
  • vomito;
  • agitazione;
  • vocalizzazioni continue.

In questi casi è opportuno parlarne con il veterinario.

Oggi esistono diverse strategie che possono aiutare a rendere il viaggio più confortevole, dalla gestione comportamentale fino a prodotti specifici da utilizzare nei casi più problematici.

Non dimentichiamo il benessere emotivo

Quando pensiamo alla sicurezza spesso immaginiamo soltanto incidenti o traumi.

In realtà anche lo stress rappresenta un fattore importante.

Un animale che viaggia serenamente affronta meglio gli spostamenti, le visite veterinarie, le vacanze e tutte le nuove esperienze.

Preparare correttamente il viaggio significa quindi prendersi cura non solo della sua sicurezza fisica, ma anche del suo equilibrio emotivo.

In conclusione

Trasportare correttamente un cane o un gatto in automobile è un gesto di responsabilità e di amore.

Pochi accorgimenti possono ridurre notevolmente i rischi e trasformare ogni viaggio in un’esperienza più sicura e piacevole.

Se il vostro animale manifesta paura, nausea o forte stress durante gli spostamenti, il team del Centro Veterinario San Martino può aiutarvi a individuare la soluzione più adatta alle sue esigenze.

Perché ogni viaggio dovrebbe iniziare e terminare con la stessa serenità con cui è iniziato.


Watermark-foto-Stowed-4-1200x675.png
01/Lug/2026


Chi vive con un cane o un gatto sa quanto possa essere preoccupante scoprire improvvisamente una zona della pelle arrossata, umida e molto dolorosa.

Spesso il proprietario riferisce che il problema “è comparso da un giorno all’altro”: la sera precedente la cute appariva normale e il giorno dopo è presente una lesione estesa, infiammata e continuamente leccata dall’animale.

Questa condizione è comunemente chiamata Hot Spot, ma il suo nome corretto è dermatite piotraumatica o dermatite umida acuta.

Si tratta di una problematica dermatologica molto frequente nel cane e meno comune, ma comunque possibile, nel gatto.

Che cos’è un Hot Spot?

L’Hot Spot è una lesione cutanea infiammatoria che si sviluppa molto rapidamente.

Tutto inizia da una causa che provoca prurito, fastidio o dolore. L’animale inizia quindi a leccarsi, mordicchiarsi o grattarsi insistentemente una determinata area del corpo.

Questo comportamento danneggia la barriera protettiva della pelle e crea un ambiente caldo e umido ideale per la proliferazione dei batteri normalmente presenti sulla cute.

Si instaura così un vero e proprio circolo vizioso:

  • prurito o dolore iniziale;
  • leccamento e grattamento;
  • infiammazione della pelle;
  • proliferazione batterica;
  • aumento del prurito;
  • ulteriore traumatismo della zona.

Nel giro di poche ore la lesione può aumentare notevolmente di dimensioni e diventare estremamente dolorosa.

Come si presenta?

L’aspetto dell’Hot Spot è spesso caratteristico.

Il proprietario può osservare:

  • area arrossata e molto infiammata;
  • cute umida e lucida;
  • perdita di pelo localizzata;
  • essudato sieroso o purulento;
  • cattivo odore;
  • dolore alla palpazione;
  • continuo leccamento o grattamento;
  • agitazione e nervosismo.

In alcuni casi l’animale può lamentarsi quando viene toccato oppure mostrarsi particolarmente irritabile a causa del dolore.

Le zone maggiormente colpite sono:

Nel cane

  • collo;
  • guance;
  • base delle orecchie;
  • torace;
  • fianchi;
  • groppa;
  • arti.

Nel gatto

Le lesioni sono meno frequenti ma possono comparire soprattutto:

  • sul collo;
  • sulla testa;
  • lungo il dorso;
  • alla base della coda.

Perché si sviluppa un Hot Spot?

L’Hot Spot non rappresenta una malattia primaria, ma la conseguenza di un problema sottostante che provoca prurito o dolore.

Tra le cause più comuni troviamo:

Parassiti esterni

Le punture di pulci rappresentano una delle principali cause.

Anche una singola puntura può provocare un intenso prurito nei soggetti allergici.

Possono inoltre essere coinvolti:

  • zecche;
  • acari;
  • pidocchi;
  • punture di insetti.

Allergie

Le allergie sono tra le cause più frequenti di recidiva.

Possono essere:

  • allergie ambientali;
  • dermatite atopica;
  • allergie alimentari;
  • dermatiti da contatto.

Otiti

Molti Hot Spot localizzati vicino alle orecchie derivano da un’otite non diagnosticata.

Il cane cerca sollievo grattandosi o sfregando continuamente la testa.

Problemi del mantello

Il pelo lungo, fitto o poco curato può trattenere umidità e favorire la macerazione della pelle.

Per questo motivo alcune razze risultano maggiormente predisposte, tra cui:

  • Golden Retriever;
  • Labrador Retriever;
  • Pastore Tedesco;
  • Terranova;
  • Bovaro del Bernese;
  • Rottweiler.

Piccole ferite o traumi

Anche una lesione apparentemente banale può trasformarsi rapidamente in un Hot Spot se viene continuamente leccata.

Stress e noia

In alcuni soggetti il leccamento compulsivo può essere favorito da:

  • stress;
  • ansia;
  • noia;
  • alterazioni comportamentali.

È più frequente in estate?

Sì.

La stagione estiva rappresenta il periodo di maggiore incidenza.

Le temperature elevate, l’umidità ambientale e i bagni frequenti in mare, lago o piscina favoriscono infatti la permanenza dell’umidità a contatto con la pelle.

Anche il sottopelo particolarmente folto può contribuire alla comparsa del problema.

Cosa fare se compare un Hot Spot?

La prima regola è evitare il fai-da-te.

Molti prodotti utilizzati senza una corretta diagnosi possono peggiorare l’irritazione o ritardare la guarigione.

È consigliabile prenotare una visita veterinaria il prima possibile.

Durante la visita il medico veterinario valuterà:

  • estensione della lesione;
  • presenza di infezioni batteriche;
  • eventuali parassiti;
  • allergie sottostanti;
  • presenza di otiti o altre patologie associate.

Come si cura?

La terapia dipende dalla gravità del caso e dalla causa scatenante.

Generalmente comprende:

  • tosatura dell’area interessata;
  • pulizia e disinfezione della cute;
  • prodotti antisettici specifici;
  • farmaci antinfiammatori;
  • controllo del prurito;
  • eventuale terapia antibiotica nei casi indicati;
  • collare elisabettiano per impedire il leccamento.

Parallelamente è fondamentale individuare e correggere la causa primaria, altrimenti il problema potrebbe ripresentarsi.

Si può prevenire?

Nella maggior parte dei casi sì.

Alcune semplici attenzioni possono ridurre significativamente il rischio:

  • utilizzare regolarmente antiparassitari efficaci;
  • mantenere il mantello pulito e ben spazzolato;
  • asciugare accuratamente il pelo dopo il bagno;
  • controllare regolarmente orecchie e cute;
  • intervenire tempestivamente in caso di prurito persistente;
  • effettuare controlli dermatologici nei soggetti allergici.

Quando è necessario contattare il veterinario?

È consigliabile richiedere una visita quando:

  • compare una lesione umida e arrossata;
  • il cane o il gatto si lecca continuamente;
  • è presente cattivo odore;
  • si osserva perdita di pelo improvvisa;
  • la lesione aumenta rapidamente di dimensioni;
  • l’animale manifesta dolore.

Un intervento precoce permette generalmente una guarigione più rapida e riduce il rischio di complicazioni.

Conclusioni

L’Hot Spot è una delle problematiche dermatologiche più comuni nel cane e può comparire anche nel gatto. Sebbene possa sembrare una semplice irritazione cutanea, si tratta di una condizione dolorosa che tende a peggiorare rapidamente.

Riconoscere i primi segnali e rivolgersi tempestivamente al veterinario consente di alleviare il disagio dell’animale, favorire una rapida guarigione e soprattutto individuare la causa che ha scatenato il problema.

Se il tuo cane o gatto presenta una zona della pelle arrossata, umida o molto pruriginosa, non aspettare che il problema si risolva da solo: una visita veterinaria può fare la differenza.


Viaggiare-in-sicurezza-con-cani-e-gatti-1200x675.jpg
24/Giu/2026


Sempre più famiglie scelgono di partire in vacanza con il proprio cane o gatto. Con la giusta organizzazione, viaggiare insieme è possibile e gratificante, ma è fondamentale prepararsi per tempo per tutelare la salute dell’animale e rispettare le normative.

In questa guida completa trovi tutto ciò che serve sapere prima di partire: documenti, vaccini, antiparassitari, consigli di viaggio e buone pratiche per una vacanza senza imprevisti.

Prima di partire: la visita veterinaria è fondamentale

Prenotare una visita di controllo pre-viaggio è il primo passo per partire tranquilli.
Il veterinario potrà:

  • Valutare lo stato di salute generale
  • Aggiornare vaccini e antiparassitari
  • Verificare l’idoneità al viaggio
  • Fornire consigli personalizzati in base a destinazione e durata della vacanza

Documenti indispensabili per viaggiare con cani e gatti

🪪 Microchip e registrazione

Cani e gatti devono essere identificati con microchip e correttamente registrati all’anagrafe.
È obbligatorio per i viaggi all’estero e fondamentale in caso di smarrimento.

📘 Passaporto europeo per animali da compagnia

Per viaggiare all’interno dell’Unione Europea è necessario il passaporto europeo, rilasciato dal veterinario autorizzato.
Contiene:

  • Dati del proprietario
  • Identificazione dell’animale
  • Vaccinazioni
  • Trattamenti sanitari

Per i viaggi extra-UE possono essere richiesti certificati sanitari aggiuntivi: è importante informarsi con largo anticipo.

Vaccini necessari e consigliati

💉 Vaccinazione antirabbica (obbligatoria)

È obbligatoria per viaggiare all’estero con cani e gatti.

  • Deve essere eseguita dopo l’applicazione del microchip
  • È valida 21 giorni dopo la prima somministrazione
  • Deve essere in corso di validità durante tutto il viaggio

🐶 Vaccini consigliati per il cane

Si raccomanda che il cane sia protetto contro:

  • Cimurro
  • Parvovirosi
  • Epatite infettiva
  • Leptospirosi
  • Tosse dei canili (importante in hotel, campeggi e pensioni)

🐱 Vaccini consigliati per il gatto

Per il gatto sono consigliati:

  • Panleucopenia
  • Rinotracheite
  • Calicivirosi

Una copertura vaccinale completa è particolarmente importante se il gatto viaggia o soggiorna in ambienti condivisi.

Antiparassitari: protezione indispensabile in vacanza

Durante il viaggio e la permanenza in località nuove, cani e gatti possono essere esposti a parassiti esterni e malattie trasmesse da insetti.

🦟 Perché sono fondamentali

Proteggono da:

  • Pulci e zecche
  • Zanzare (filariosi, leishmaniosi)
  • Acari e altri parassiti

In alcune aree geografiche il rischio è maggiore, soprattutto nei mesi estivi.

🧴 Quale antiparassitario scegliere

Il veterinario consiglierà la soluzione più adatta:

  • Spot-on
  • Collari antiparassitari
  • Compresse orali

In alcuni Paesi è obbligatorio anche un trattamento contro l’echinococco da effettuare prima dell’ingresso.

Come viaggiare: consigli pratici per ogni mezzo

🚗 Viaggio in auto

  • Usa cinture di sicurezza, trasportini o divisori omologati
  • Fai soste regolari per acqua e bisogni
  • Non lasciare mai l’animale solo in auto
  • Evita pasti abbondanti prima della partenza

🚆 Treno, nave e aereo

  • Informati in anticipo sulle regole della compagnia
  • Abitua l’animale al trasportino
  • Porta sempre documenti e libretto sanitario
  • Evita sedativi senza indicazione veterinaria

In vacanza: benessere e sicurezza

🏖️ Durante il soggiorno

  • Mantieni routine di pasti e passeggiate
  • Offri sempre acqua fresca
  • Evita l’esposizione al caldo nelle ore centrali
  • Proteggi le zampe da superfici molto calde
  • Controlla regolarmente pelo e cute

Cosa portare in valigia per il tuo animale

Documenti e passaporto
Libretto sanitario
Antiparassitari e farmaci abituali
Cibo abituale
Ciotole, guinzaglio e pettorina
Trasportino o tappetino
Giochi e oggetti familiari

Viaggiare preparati significa viaggiare sereni

Organizzare una vacanza con il proprio cane o gatto richiede attenzione, ma con la giusta preparazione è possibile vivere un’esperienza positiva e sicura per tutta la famiglia.

🐾 Rivolgiti sempre al tuo veterinario prima di partire: una consulenza mirata è il modo migliore per garantire salute, comfort e tranquillità durante il viaggio. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 


Colpo-di-Calore-Estivo-nel-CANE-CVSM-1200x675.jpg
17/Giu/2026


Il colpo di calore è una delle emergenze veterinarie più gravi e frequenti durante i mesi caldi. Non si tratta di un semplice “malessere estivo”, ma di una condizione clinica acuta e potenzialmente fatale, che può provocare danni sistemici anche irreversibili se non trattata tempestivamente.

Cani e gatti sono particolarmente vulnerabili alle alte temperature perché possiedono meccanismi di termoregolazione limitati rispetto all’uomo. Per questo è fondamentale che i proprietari conoscano cause, sintomi, primo intervento e strategie di prevenzione.

Cos’è il colpo di calore e perché è così pericoloso

Il colpo di calore è una forma di ipertermia non pirogena, cioè non legata a infezioni o infiammazioni, ma all’incapacità dell’organismo di disperdere il calore. La temperatura corporea può superare rapidamente i 40–41 °C, innescando una cascata di eventi patologici.

L’aumento incontrollato della temperatura provoca:

  • danno diretto alle cellule e alle proteine
  • disidratazione e riduzione della perfusione degli organi
  • alterazioni della coagulazione
  • compromissione della barriera intestinale con risposta infiammatoria sistemica

Nei casi più gravi può evolvere in shock, insufficienza multiorgano e morte.

Perché cani e gatti sono a rischio

I cani dissipano calore quasi esclusivamente attraverso l’ansimare, mentre i gatti tendono a mascherare i sintomi fino a fasi più avanzate.
In presenza di elevata umidità, questi meccanismi diventano ancora meno efficaci, aumentando notevolmente il rischio.

Cause più comuni

Il colpo di calore può verificarsi in diverse situazioni, spesso sottovalutate:

🔥 Ambientali

  • permanenza in auto parcheggiate, anche per pochi minuti
  • ambienti chiusi e poco ventilati
  • esposizione prolungata al sole

🏃 Da sforzo

  • attività fisica intensa nelle ore più calde
  • giochi ripetuti senza pause
  • sforzi in animali non allenati o non acclimatati

Animali più predisposti

Alcuni soggetti sono particolarmente vulnerabili:

  • razze brachicefale (Bulldog, Carlino, Bouledogue francese, Boxer; Persiano ed Exotic nei gatti)
  • animali obesi
  • cuccioli e anziani
  • animali con patologie cardiache o respiratorie
  • soggetti con mantello molto folto o scuro

Sintomi: come riconoscerlo

I segni clinici possono comparire rapidamente e peggiorare nel giro di minuti.

Segni iniziali

  • ansimare intenso e persistente
  • salivazione abbondante
  • gengive molto rosse
  • irrequietezza o apatia

Segni più gravi

  • debolezza e difficoltà a camminare
  • vomito e diarrea
  • disorientamento, tremori o convulsioni
  • collasso o perdita di coscienza

⚠️ Nei gatti, i sintomi possono essere più discreti e quindi facilmente sottovalutati.

Cosa fare subito in caso di sospetto colpo di calore

Il colpo di calore è un’emergenza veterinaria. È fondamentale agire immediatamente:

  1. spostare l’animale in un ambiente fresco e ventilato
  2. iniziare un raffreddamento graduale con acqua fresca (non ghiacciata)
  3. bagnare addome, collo, ascelle e zampe
  4. offrire piccole quantità di acqua solo se l’animale è cosciente
  5. contattare immediatamente il veterinario e raggiungere la clinica

🚫 Da evitare:

  • immersioni in acqua ghiacciata
  • impacchi di ghiaccio
  • forzare l’assunzione di acqua

Trattamento veterinario e possibili complicanze

In clinica, il trattamento prevede:

  • raffreddamento controllato
  • fluidoterapia endovenosa
  • ossigenoterapia se necessaria
  • monitoraggio di reni, fegato, coagulazione e sistema nervoso

Spesso è consigliato il ricovero e il monitoraggio per 24–48 ore, poiché alcune complicanze (insufficienza renale, epatica o disturbi della coagulazione) possono comparire anche a distanza di ore.

Prognosi

La prognosi dipende da:

  • rapidità dell’intervento
  • gravità dei sintomi neurologici
  • durata dell’ipertermia
  • presenza di complicanze sistemiche

Un trattamento tempestivo migliora significativamente le probabilità di sopravvivenza, ma nei casi gravi possono rimanere danni permanenti.

Prevenzione: la miglior terapia

La prevenzione è l’arma più efficace contro il colpo di calore:

  • passeggiate solo al mattino presto o la sera
  • acqua fresca sempre disponibile
  • mai lasciare l’animale in auto
  • evitare attività fisica intensa con caldo e umidità
  • garantire ombra e ventilazione
  • particolare attenzione ai soggetti a rischio

Conclusione

Il colpo di calore è una patologia grave, rapida e potenzialmente fatale, ma nella maggior parte dei casi prevenibile. Riconoscere tempestivamente i segnali e intervenire correttamente può salvare la vita del nostro animale.

📞 In caso di dubbio o sospetta emergenza, contattaci immediatamente allo 0521 841900.


Antiparassitari-Cane-1200x675.jpg
10/Giu/2026


La prevenzione antiparassitaria nel cane non è un semplice atto di routine, ma un intervento medico fondamentale per la tutela della salute individuale dell’animale e, indirettamente, della salute pubblica.
Pulci, zecche, zanzare e altri parassiti rappresentano un rischio costante e spesso sottovalutato, capace di causare patologie dermatologiche, sistemiche e potenzialmente letali.

Una corretta strategia antiparassitaria deve essere continuativa, mirata e costruita su misura, sempre sotto la supervisione del medico veterinario.

I parassiti nel cane: una minaccia reale, spesso invisibile

I parassiti non sono tutti uguali e non provocano solo disturbi evidenti. In molti casi l’infestazione è inizialmente silente, ma può evolvere in malattia conclamata nel tempo.

Ectoparassiti più comuni nel cane

  • Pulci
    Provocano prurito, dermatiti allergiche, perdita di pelo e possono trasmettere parassiti intestinali. Nei cuccioli possono causare anemia anche grave.
  • Zecche
    Si nutrono di sangue e sono tra i principali vettori di malattie infettive sistemiche come ehrlichiosi, babesiosi e anaplasmosi.
  • Acari
    Responsabili di diverse forme di rogna, con quadri clinici che vanno dal prurito lieve a lesioni cutanee severe.
  • Insetti vettori (zanzare e flebotomi)
    Trasmettono patologie molto gravi come filariosi cardiopolmonare e leishmaniosi.

👉 È fondamentale capire che l’assenza di sintomi non equivale all’assenza di rischio.

Malattie trasmesse da parassiti: perché la prevenzione salva la vita

Filariosi cardiopolmonare

Trasmesse dalle zanzare, le larve si localizzano nel cuore e nei polmoni, causando:

  • insufficienza cardiaca;
  • difficoltà respiratoria;
  • intolleranza allo sforzo;
  • morte nei casi avanzati.

Leishmaniosi

Malattia cronica trasmessa dai flebotomi, molto diffusa in alcune aree. Può colpire:

  • pelle;
  • reni;
  • articolazioni;
  • sistema immunitario.

È una patologia non guaribile, ma gestibile solo se diagnosticata e prevenuta correttamente.

Malattie da zecche

Spesso subdole, con sintomi iniziali vaghi:

  • febbre;
  • abbattimento;
  • zoppie;
  • anemia.

Una diagnosi tardiva può compromettere gravemente la prognosi.

Antiparassitari: cosa sono davvero

Gli antiparassitari non sono semplici prodotti di igiene, ma farmaci veri e propri, con principi attivi specifici, indicazioni, controindicazioni e modalità di utilizzo precise.

La loro funzione può essere:

  • repellente (impedire al parassita di pungere);
  • insetticida/acaricida (uccidere il parassita dopo il contatto);
  • sistemica (agire tramite il sangue dell’animale).

Spesso un singolo prodotto combina più meccanismi d’azione.

Le principali tipologie di antiparassitari per il cane

Spot-on (pipette)

Vengono applicate direttamente sulla cute e si distribuiscono attraverso il film lipidico cutaneo.

Indicazioni

  • cani di ogni taglia;
  • buona protezione contro più parassiti;
  • utili nei programmi di prevenzione integrata.

Criticità

  • applicazione errata riduce l’efficacia;
  • bagni frequenti o uso di shampoo aggressivi possono interferire;
  • necessitano di regolarità rigorosa.

Collari antiparassitari

Rilasciano gradualmente il principio attivo nel tempo.

Indicazioni

  • cani che vivono all’aperto;
  • famiglie che desiderano una protezione a lungo termine;
  • prevenzione costante senza applicazioni mensili.

Criticità

  • vanno controllati periodicamente;
  • possibile irritazione locale;
  • non sempre coprono tutti i parassiti di interesse clinico.

Antiparassitari orali

Agiscono sistemicamente dopo l’assorbimento.

Indicazioni

  • cani che fanno bagni frequenti;
  • soggetti che non tollerano prodotti topici;
  • infestazioni già in atto.

Criticità

  • non hanno effetto repellente;
  • necessitano di valutazione clinica preventiva;
  • vanno sempre prescritti dal veterinario.

Quando iniziare la prevenzione antiparassitaria

Un concetto fondamentale: la prevenzione non è stagionale.

Negli ultimi anni:

  • l’aumento delle temperature ha prolungato l’attività dei parassiti;
  • molte specie sono attive anche in inverno;
  • la distribuzione geografica delle malattie è cambiata.

👉 Oggi la prevenzione antiparassitaria va programmata tutto l’anno, modulando prodotti e frequenze in base al rischio reale.

Il fattore geografico: perché conta (e molto)

Ogni zona presenta un rischio diverso:

  • aree endemiche per la leishmaniosi;
  • zone umide ricche di zanzare;
  • campagne e boschi ad alta presenza di zecche.

Un cane che viaggia o va in vacanza può essere esposto a rischi completamente diversi rispetto alla routine quotidiana.

Cuccioli, cani anziani e soggetti con patologie

Cuccioli

  • metabolismo diverso;
  • peso in rapida variazione;
  • limitazioni sui principi attivi utilizzabili.

Cani anziani

  • possibile compromissione epatica o renale;
  • terapie farmacologiche concomitanti;
  • maggiore sensibilità agli effetti collaterali.

Cani con patologie croniche

  • necessità di protocolli su misura;
  • monitoraggio costante;
  • scelta accurata del principio attivo.

Errori più comuni nella gestione antiparassitaria

Usare prodotti senza consulto veterinario
Cambiare prodotto solo per comodità o prezzo
Dimenticare le applicazioni programmate
Sottovalutare la prevenzione nei mesi freddi
Pensare che un cane in casa sia al sicuro

⚠️ Ogni errore può ridurre drasticamente l’efficacia della protezione.

Il ruolo centrale del medico veterinario

Il veterinario non si limita a “consigliare un prodotto”, ma:

  • valuta il rischio individuale;
  • costruisce un piano personalizzato;
  • monitora l’efficacia nel tempo;
  • interviene tempestivamente in caso di reazioni avverse.

La prevenzione antiparassitaria corretta riduce l’incidenza di malattie gravi e migliora la qualità di vita del cane.

Conclusione: prevenire è un atto di responsabilità

Proteggere il cane dai parassiti significa:

  • prevenire malattie spesso irreversibili;
  • evitare sofferenza inutile;
  • garantire una vita più lunga e sana;
  • tutelare anche l’ambiente familiare.

📍 Presso la nostra clinica veterinaria elaboriamo piani antiparassitari personalizzati, studiati sulle reali esigenze di ogni cane.

👉 Contattaci allo 0521 841900 per una consulenza: la prevenzione inizia da una scelta consapevole.





DA SEMPRE, CON VOI




+39 331 9145483 CLINICA

+39 349 6052345 BUIATRIA


AUTORIZZAZIONE SANITARIA 898/2012

Centro Veterinario San Martino – Via Pedemontana 122 Traversetolo (PR) – Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487 – Contatto Struttura Sanitaria: 052 1841900




Copyright Centro Veterinario San Martino 2018. Tutti i diritti riservati. P.IVA: 02782610345



Copyright Centro Veterinario San Martino 2018. Tutti i diritti riservati. P.IVA: 02782610345