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01/Mar/2025


ora potete sapere se avete diritto al premio PAC per Ecoschema 1

Via basta entrare in Classyfarm e dalla DASHBOARD, etc ….. vedi il video allegato per sapere come fare

come tutti ormai sappiamo da tempo, occorre ridurre l’impiego di antibiotico in allevamento sotto certi livelli per contribuire a ridurre il fenomeno della antibioticoresistenza.

Per sapere e siete stati bravi o no, vi basta accedere a CLASSYFARM con le vostre credenziali e seguire ciò che è indicato nel video TUTORIAL

Buona visione


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07/Feb/2025

Negli ultimi anni, l’uso responsabile degli antibiotici in zootecnia è diventato un tema sempre più importante. Allevatori, veterinari e autorità sanitarie cercano strumenti efficaci per monitorare e ridurre il consumo di antibiotici, evitando il rischio di resistenze batteriche.

Uno di questi strumenti è la DDD (Defined Daily Dose), un parametro che permette di misurare in modo standardizzato l’uso degli antibiotici negli allevamenti. Ma cos’è esattamente la DDD e perché dovresti tenerla d’occhio nel tuo allevamento di bovine da latte? Scopriamolo insieme.


Cos’è la DDD e Come Funziona?

La DDD rappresenta la dose giornaliera standard di un antibiotico che dovrebbe essere somministrata a un animale per trattare un’infezione, secondo valori stabiliti a livello internazionale.

👉 In parole semplici, è un’unità di misura che permette di confrontare l’uso degli antibiotici tra diversi allevamenti, indipendentemente dal numero di animali trattati o dalla durata delle terapie.

Come si calcola?

Il calcolo della DDD è piuttosto semplice:

  1. Si prende la quantità totale di un antibiotico utilizzata (espressa in mg o g).
  2. Si divide per la DDD assegnata a quel farmaco (quantità standard giornaliera per un animale).
  3. Il risultato mostra quante dosi giornaliere sono state effettivamente somministrate nell’allevamento.

Esempio pratico

Supponiamo di usare 10 g di un antibiotico X nel tuo allevamento. Se la DDD di quel farmaco è 2 g per bovina al giorno, il calcolo sarà:

10 g / 2 g = 5 DDD

Ciò significa che hai somministrato l’equivalente di 5 dosi giornaliere standard di quell’antibiotico.


Perché la DDD è Importante per il Tuo Allevamento?

Utilizzare la DDD per monitorare l’uso degli antibiotici ha diversi vantaggi:

Ti aiuta a capire se il consumo è eccessivo rispetto agli standard di riferimento.
Facilita il confronto con altri allevamenti, permettendoti di valutare se il tuo uso di antibiotici è nella norma.
Supporta le strategie di riduzione dell’antibiotico-resistenza, una sfida cruciale per la salute animale e umana.
Ti aiuta a rispondere alle nuove normative e alle richieste del mercato, sempre più orientato verso una produzione responsabile.


Come Puoi Ridurre l’Uso degli Antibiotici?

Se i tuoi valori di DDD risultano elevati, ecco alcune strategie per migliorare la gestione sanitaria della mandria:

🔹 Prevenzione prima di tutto: investire nel benessere animale (alimentazione, igiene, gestione delle cuccette) riduce il rischio di malattie.
🔹 Vaccinazioni mirate: prevenire le infezioni significa meno bisogno di antibiotici.
🔹 Uso mirato e sotto controllo veterinario: evitare trattamenti preventivi inutili e somministrare antibiotici solo quando necessario.
🔹 Monitoraggio costante: registrare e analizzare l’uso dei farmaci aiuta a individuare eventuali eccessi e correggere la rotta.


Conclusione

La DDD è uno strumento utile per ogni allevatore che voglia gestire in modo responsabile l’uso degli antibiotici. Monitorarla ti aiuterà a migliorare le performance sanitarie della mandria, rispondere alle richieste del mercato e contribuire alla lotta contro l’antibiotico-resistenza.

Se non hai ancora iniziato a misurare la DDD nel tuo allevamento, questo è il momento giusto per farlo!

ACCEDI al tuo CLASSYFARM💡


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12/Gen/2025


ATTENZIONE, candidature aperte a febbraio 2025

Sei un giovane veterinario con la passione per la zootecnia?

Hai voglia di crescere professionalmente, approfondire le tue competenze e costruire una carriera nel settore? Il programma TIE (Talenti Incontrano Eccellenze) potrebbe essere la tua occasione per fare il salto di qualità che hai sempre desiderato. E sai qual è il miglior punto di partenza? Il Centro Veterinario San Martino di Traversetolo, che già da anni forma candidati TIE che oggi lavorano proficuamente in varie regioni italiane!

Cos’è il programma TIE?

TIE è un’iniziativa dedicata a giovani professionisti motivati, che desiderano entrare in contatto con le eccellenze del settore zootecnico. Questo programma è pensato per fornirti gli strumenti necessari a diventare un leader nel tuo campo, attraverso:

  • Workshop pratici con esperti del settore;
  • Mentorship personalizzata per sviluppare le tue capacità;
  • Progetti sul campo, che ti permetteranno di acquisire esperienza concreta;
  • Networking con professionisti e aziende leader della zootecnia.

Grazie alla collaborazione con il Centro Veterinario San Martino di Traversetolo, riconosciuto a livello nazionale, avrai accesso a una formazione di eccellenza che apre molte opportunità professionali.

Perché iscriversi?

Il programma TIE ti offre un’opportunità unica di:

  • Imparare dai migliori: collaborare con veterinari ed esperti di fama internazionale.
  • Accrescere le tue competenze: sia dal punto di vista tecnico che gestionale.
  • Entrare in una rete di professionisti: fondamentale per costruire relazioni professionali durature e di valore.

Molti candidati che si sono formati presso il Centro Veterinario San Martino di Traversetolo sono oggi professionisti affermati, impegnati in varie regioni italiane. La nostra formazione è una garanzia di qualità, apprezzata e riconosciuta in tutta Italia.

Chi può partecipare?

Il programma è rivolto a:

  • Giovani veterinari, neolaureati o con pochi anni di esperienza;
  • Professionisti con una forte motivazione a lavorare nel settore zootecnico;
  • Coloro che desiderano fare la differenza nella salute e nel benessere degli animali da allevamento.

Come candidarsi?

L’iscrizione al programma è semplice:

  1. Visita il sito ufficiale del programma TIE https://www.enpav.it/enpav-plus/479-talenti-incontrano-eccellenze-tie
  2. Mandaci una mail motivazionale, spiegando perché sei il candidato ideale …. alla mail managementcvsm@gmail.com o chiamami al 3496052345 per avere ulteriori chiarimenti.

 

Attenzione

Al Centro Veterinario San Martino abbiamo 2 posizioni disponibili

 


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02/Gen/2025

Gennaio 2026 – Partire col piede giusto: salute della mammella e gestione della vitellaia per aziende della bovina da latte in Emilia-Romagna

Con l’avvio del nuovo anno è il momento perfetto per dare una spinta positiva all’efficienza e al benessere della mandria. In particolare due ambiti risultano fondamentali per chi gestisce aziende di bovine da latte nella nostra regione: la salute della mammella e la gestione della vitellaia. Ecco perché non possono più essere lasciati al caso — e come approfittare della formazione gratuita messa a disposizione dalla regione.


Perché puntare sulla salute della mammella

La mammella è al centro della produzione lattiera: una buona gestione evita casi di mastite, migliora la qualità del latte, riduce scarti e costi sanitari, e contribuisce al benessere animale.
Per un allevatore in Emilia-Romagna questo significa:

  • Monitorare con regolarità le modalità di mungitura, igiene delle attrezzature, condizione delle tettole.

  • Tenere sotto controllo la somministrazione di trattamenti e i piani di profilassi: evitare antibiotici dove non necessari, intervenire precocemente.

  • Garantire che le vacche siano in buona condizione corporea, con alimentazione e riposo adeguati: una mammella ben “tenuta” è meno soggetta a problemi.

  • Considerare anche l’ambiente di stalla: pavimentazioni, posti a riposo, traffico degli animali influenzano il rischio infettivo.

Curare questi aspetti vuol dire migliorare redditività, diminuire perdite e garantire una produzione più stabile e sostenibile.


Perché curare bene la vitellaia

La vitellaia — lo spazio dove nascono, si sviluppano e passano il periodo iniziale le future bovine da latte — è un investimento che paga. Una vitellaia ben gestita significa:

  • Minore mortalità e morbosità nei primi mesi di vita, quindi minori costi e maggiore numero di future produttrici.

  • Migliore crescita e sviluppo delle vitelle: condizione nutrizionale, ambiente, gestione della colostratura e svezzamento incidono sui risultati produttivi futuri.

  • Migliore benessere animale e minor uso di farmaci: un allevamento moderno pone l’accento sulla prevenzione e gestione sanitaria già nei primi stadi.

  • Una futura bovina da latte “ben partita” ha maggiore longevità e rendimento nella fase produttiva: quindi più latte, meglio qualità, meno problemi.

Nel contesto della nostra regione, dove le aziende da latte affrontano costi crescenti e competizione sempre maggiore, investire fin dall’inizio sulle vitelle è un fattore di differenziazione.


Cosa offre la regione Emilia-Romagna: i corsi gratuiti del Catalogo Verde

La buona notizia è che per le imprese agricole della regione Emilia-Romagna esistono opportunità formative gratuite grazie al Catalogo Verde. Questo strumento della regione elenca proposte di formazione, visite aziendali e consulenza per imprenditori, dipendenti e coadiuvanti iscritti all’Anagrafe delle imprese agricole. dinamica-fp.com+3agricoltura.regione.emilia-romagna.it+3agricoltura.regione.emilia-romagna.it+3
Il gestore formativo DINAMICA FP risulta tra gli enti che propongono corsi “gratuiti” per aziende agricole, interamente finanziati dal PSR/FEASR. dinamica-fp.com+1

Sono dunque valide le seguenti informazioni per voi allevatori:

  • La modalità online consente la partecipazione anche senza spostarsi fisicamente lungo l’Emilia-Romagna.

  • Per le province di Parma e Piacenza, è prevista la conduzione delle lezioni online da parte del dottor Mauro Marmiroli – medico veterinario buiatra esperto, che opera da anni in queste province e risulta responsabile anche del settore formazione del Centro Veterinario San Martino. centroveterinariosanmartino.it+2centroveterinariosanmartino.it+2


Perché vale la pena iscriversi subito

  • È un corso gratuito che vi mette al passo con le migliori pratiche in allevamento.

  • Le tematiche (salute mammella, vitellaia) sono attuali e critiche per la competitività.

  • Il format online permette di seguire senza interrompere troppo il lavoro in stalla.

  • Una figura esperta locale – il dott. Marmiroli – garantirà competenza specifica per la bovina da latte della zona.

  • Migliorare la gestione oggi significa ridurre problemi domani: meno costi, meno interventi d’emergenza, più serenità.


Come prenotare il corso

Se sei un allevatore di bovine da latte in Emilia-Romagna, e desideri partecipare al corso gratuito promosso da Dinamica, contatta DINAMICA (enti organizzatore) e segnala la tua volontà di partecipare al percorso online per le province di Parma e Reggio Emilia sotto la docenza del dott. Marmiroli.
Verifica insieme all’organizzatore:

  • Il corso offerto, le date attive per il 2026, la durata (ore online).

  • I requisiti richiesti: iscrizione all’Anagrafe delle imprese agricole, codice ATECO, ruolo nell’azienda.

  • Modalità di iscrizione e scadenze (posti limitati).
    Ricorda che anche se il corso è gratuito, può esserci un numero massimo di partecipanti – perciò meglio muoversi per tempo.


In conclusione

In un’azienda da latte in Emilia-Romagna, la differenza tra un anno produttivo senza intoppi e uno con complicazioni passa spesso da due nodi tecnici: lo stato della mammella e la gestione della vitellaia. Impegnarsi oggi a padroneggiare queste aree significa guadagnare tranquillità, efficienza e redditività. E grazie al Catalogo Verde della Regione e all’offerta formativa gratuita di Dinamica con il dottor Mauro Marmiroli, potete farlo praticamente senza costi.
Non lasciatevi sfuggire questa opportunità – iscrivetevi e preparate l’azienda a un 2026 di successo.


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20/Dic/2024


Introduzione Il benessere dei vitelli nei primi mesi di vita è fondamentale per garantire la loro crescita sana e prevenire problemi di salute. Durante l’inverno, le basse temperature possono rappresentare una sfida significativa, aumentando il rischio di stress termico e malattie respiratorie. In questo articolo, vedremo come proteggere i vitelli dal freddo con accorgimenti pratici ed efficaci, contribuendo al loro benessere e alla sostenibilità dell’allevamento.

L’importanza di un ambiente adeguato

  1. Isolamento e protezione dagli agenti atmosferici
    Le strutture destinate ai vitelli devono garantire un isolamento termico efficace. Utilizzare pareti coibentate, pavimentazioni isolate dal terreno e coperture che impediscano infiltrazioni di vento e pioggia è essenziale. Le barriere contro le correnti d’aria, come pannelli o teli protettivi, riducono l’esposizione diretta al freddo.
  2. Lettiere asciutte e confortevoli
    Una lettiera asciutta e ben gestita è fondamentale per mantenere i vitelli al caldo. La paglia è un’ottima scelta per la sua capacità isolante, ma è importante rinnovarla regolarmente per evitare che l’umidità e il freddo si accumulino.
  3. Riscaldamento mirato
    In condizioni particolarmente rigide, l’utilizzo di lampade riscaldanti o pavimentazioni riscaldate può fornire un supporto termico aggiuntivo. Questi sistemi devono essere posizionati in modo sicuro per evitare rischi di ustioni o incendi.

Alimentazione e gestione sanitaria

  1. Apporto calorico adeguato
    Durante l’inverno, i vitelli consumano più energia per mantenere la temperatura corporea. Per questo, è importante aumentare l’apporto calorico attraverso una dieta bilanciata, con mangimi di alta qualità e un’adeguata integrazione di latte o sostituti del latte.
  2. Acqua sempre disponibile e non gelata
    Anche in inverno, i vitelli devono avere accesso a acqua pulita e a temperatura controllata. Utilizzare abbeveratoi riscaldati o sistemi anti-gelo aiuta a prevenire problemi di disidratazione.
  3. Prevenzione delle malattie
    Il freddo aumenta il rischio di malattie respiratorie nei vitelli. Mantenere una buona ventilazione, senza creare correnti d’aria, è essenziale per ridurre l’umidità e prevenire la proliferazione di batteri e virus. Inoltre, è importante seguire un piano vaccinale adeguato e monitorare attentamente lo stato di salute dei vitelli.

Innovazioni tecnologiche

  1. Monitoraggio della temperatura corporea
    L’uso di sensori per monitorare la temperatura corporea e ambientale consente di intervenire tempestivamente in caso di ipotermia o condizioni climatiche avverse.
  2. Sistemi di ventilazione automatizzata
    Le tecnologie moderne permettono di regolare automaticamente la ventilazione e il riscaldamento delle stalle, garantendo un microclima ottimale per i vitelli.

Conclusione Proteggere i vitelli dal freddo non significa solo evitare problemi di salute, ma anche garantire un ambiente che favorisca la loro crescita e il loro benessere. Gli allevatori hanno a disposizione numerosi strumenti e strategie per affrontare le sfide invernali, dalle soluzioni strutturali agli accorgimenti alimentari e tecnologici. Al Centro Veterinario San Martino, supportiamo gli allevatori nella gestione dei vitelli durante i mesi freddi, offrendo consulenza e soluzioni personalizzate per ogni esigenza. Con un’attenzione costante al benessere degli animali, possiamo costruire insieme un futuro sostenibile per l’allevamento.


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23/Nov/2024

Introduzione Negli ultimi anni, l’antibioticoresistenza è diventata una delle maggiori sfide sanitarie globali, con ripercussioni significative sulla salute umana, animale e sull’ambiente. In Italia, il settore zootecnico ha risposto con determinazione, adottando strategie innovative per ridurre l’uso di antibiotici negli allevamenti. Questo articolo è dedicato a voi, cittadini attenti alla qualità degli alimenti e alla sostenibilità dei processi produttivi. Vi illustreremo i sistemi adottati per affrontare questa sfida e i risultati concreti raggiunti nel nostro Paese.

Le strategie per ridurre l’uso di antibiotici

  1. Biosicurezza e prevenzione
    Una delle strategie più efficaci per ridurre l’uso di antibiotici è migliorare la prevenzione delle malattie negli allevamenti. Questo include l’adozione di misure di biosicurezza come la gestione degli accessi agli allevamenti, la disinfezione degli ambienti e il controllo dell’introduzione di nuovi animali. Questi accorgimenti riducono significativamente il rischio di infezioni.
  2. Vaccinazioni mirate
    L’uso di vaccini è una pratica fondamentale per prevenire le malattie batteriche e virali negli animali da allevamento. Le campagne vaccinali ben pianificate riducono la necessità di ricorrere agli antibiotici per curare infezioni che possono essere evitate.
  3. Alimentazione e benessere animale
    Una dieta equilibrata e specifica per ogni specie e fase di crescita contribuisce a rafforzare il sistema immunitario degli animali. Parallelamente, garantire condizioni di benessere animale è essenziale: meno stress significa meno malattie e, di conseguenza, meno necessità di trattamenti antibiotici.
  4. Uso prudente e consapevole degli antibiotici
    L’introduzione di linee guida specifiche sull’uso degli antibiotici, come il divieto di utilizzo come promotori della crescita e la restrizione del loro uso profilattico, è un passo cruciale. I trattamenti devono essere sempre mirati e basati su diagnosi precise.
  5. Monitoraggio e controllo
    L’Italia ha implementato sistemi di monitoraggio dell’uso di antibiotici e della resistenza batterica, come il Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR). Questi strumenti permettono di analizzare i progressi e identificare aree di miglioramento.

I risultati raggiunti in Italia Negli ultimi anni, l’Italia ha registrato una significativa riduzione dell’uso di antibiotici negli allevamenti. Secondo i dati EMA (Agenzia Europea dei Medicinali), tra il 2011 e il 2022, l’uso complessivo di antibiotici negli animali da reddito è diminuito di oltre il 50%. Questo risultato è stato possibile grazie all’impegno congiunto di veterinari, allevatori e istituzioni.

Inoltre, sono stati osservati miglioramenti nel controllo dell’antibioticoresistenza, con una diminuzione della prevalenza di batteri resistenti in diversi comparti produttivi. Questi progressi dimostrano che l’approccio integrato basato sulla prevenzione e sull’uso razionale degli antibiotici funziona ed è un esempio virtuoso per altri Paesi.

Il nostro impegno quotidiano Il Centro Veterinario San Martino opera da molti anni seguendo questa strada virtuosa. Attraverso la collaborazione con gli allevatori, promuoviamo strategie di prevenzione, monitoriamo l’efficacia delle misure adottate e garantiamo un uso responsabile degli antibiotici. Ogni intervento è mirato a migliorare il benessere degli animali e a proteggere la salute pubblica, in linea con i principi dell’approccio “One Health”.

Conclusione Ridurre l’uso di antibiotici negli allevamenti non è solo una scelta responsabile, ma un dovere nei confronti delle generazioni future. Grazie all’impegno di tutti gli attori coinvolti, l’Italia ha già ottenuto risultati importanti. Al Centro Veterinario San Martino continuiamo a lavorare con passione e dedizione per promuovere pratiche sostenibili e garantire la sicurezza della filiera alimentare. Insieme, possiamo fare la differenza.


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17/Ott/2024


Se hai difficoltà alla movimentazione e compravendita dei tuoi bovini in questo periodo, probabilmente hai a che fare con le restrizioni alla movimentazione legate alla diffusione della Blue Tongue,

leggi questo articolo e forse potrai imparare come agire.

Siamo in Emilia Romagna, e come tante altre regioni italiane siamo invasi da focolai di Malattia della Lingua Blu (vedi la cartina nella immagine)

La Blue Tongue, o febbre catarrale degli ovini, è una malattia virale che colpisce principalmente i ruminanti, come pecore, capre e bovini.

Sebbene il nome suggerisca un impatto specifico sugli ovini, la malattia può manifestarsi anche nei bovini, sebbene spesso in forma asintomatica, rendendoli portatori sani e contribuendo alla diffusione del virus.

Come si trasmette?

La Blue Tongue viene trasmessa da piccoli insetti pungitori, principalmente del genere Culicoides Questi moscerini, attivi soprattutto nelle zone umide e durante le stagioni calde, pungono gli animali infetti e poi trasmettono il virus a quelli sani

Quali sono i sintomi?

I sintomi più comuni negli ovini includono:

  • Febbre alta
  • Depressione
  • Perdita di appetito
  • Edema e cianosi della lingua (da cui il nome “lingua blu”)
  • Aumento della frequenza respiratoria

Nei bovini, come accennato, la malattia può decorrere in forma asintomatica o con sintomi lievi, rendendo difficile la diagnosi

Quali sono i rischi?

La Blue Tongue può causare significative perdite economiche negli allevamenti, a causa della mortalità, della riduzione della produzione di latte e lana, e delle restrizioni alle movimentazioni degli animali imposte dalle autorità sanitarie.

Misure di prevenzione e controllo

Per prevenire la diffusione della Blue Tongue, è fondamentale attuare misure di controllo sia a livello individuale che a livello di sistema:

  • Vaccinazione: La vaccinazione è il metodo più efficace per proteggere gli animali.
  • Controllo degli insetti vettori: La riduzione delle popolazioni di Culicoides attraverso l’utilizzo di insetticidi e la bonifica delle zone umide può contribuire a limitare la trasmissione del virus.
  • Misure di biosicurezza: Una corretta gestione dell’allevamento, con particolare attenzione alla pulizia e alla disinfezione, può ridurre il rischio di introduzione del virus.
  • Restrizioni alle movimentazioni degli animali: In caso di focolai epidemici, le autorità sanitarie possono imporre restrizioni alle movimentazioni degli animali per contenere la diffusione della malattia.

In conclusione, la Blue Tongue rappresenta una seria minaccia per gli allevamenti di ovini e bovini. La prevenzione attraverso la vaccinazione e il controllo degli insetti vettori, insieme a misure di biosicurezza rigorose, sono essenziali per proteggere il patrimonio zootecnico.

Note:

  • Sierotipi: Esistono numerosi sierotipi del virus della Blue Tongue, ciascuno con caratteristiche antigeniche diverse. Ciò rende complessa la messa a punto di vaccini efficaci contro tutti i sierotipi.
  • Impatto economico: I costi associati alla Blue Tongue includono non solo le perdite dirette dovute alla mortalità e alla riduzione della produzione, ma anche i costi indiretti legati alle misure di controllo e alle restrizioni commerciali.
  • Ruolo delle autorità sanitarie: Le autorità sanitarie svolgono un ruolo fondamentale nella sorveglianza epidemiologica, nella diagnosi della malattia e nell’attuazione delle misure di controllo.

Se vuoi saperne di più su come contrastare la diffusione della malattia, chiedi al tuo veterinario di fiducia.


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14/Set/2024

Il BENV, acronimo di Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario, è una pubblicazione periodica di fondamentale importanza per il settore veterinario in Italia. Si tratta di un vero e proprio punto di riferimento per tutti coloro che lavorano nel campo della sanità animale, dai veterinari ai ricercatori, fino agli allevatori e alle autorità sanitarie.

A cosa serve il BENV?

  • Monitoraggio della situazione epidemiologica: Il BENV fornisce un quadro aggiornato sulla diffusione delle malattie infettive negli animali in Italia, consentendo di individuare tempestivamente eventuali focolai epidemici e di adottare le misure di contenimento necessarie.
  • Supporto alle decisioni: Le informazioni contenute nel BENV sono utili per prendere decisioni informate in materia di sanità animale, sia a livello nazionale che regionale.
  • Diffusione di conoscenze: Il BENV promuove la diffusione di conoscenze scientifiche e tecniche nel campo dell’epidemiologia veterinaria, favorendo lo scambio di informazioni tra i diversi attori del settore.
  • Trasparenza e comunicazione: La pubblicazione del BENV contribuisce a garantire la trasparenza delle attività di sorveglianza epidemiologica e favorisce una comunicazione efficace tra le istituzioni e gli operatori del settore.

Quali argomenti tratta il BENV?

Il BENV affronta una vasta gamma di temi, tra cui:

  • Malattie infettive emergenti e riemergenti: Il BENV dedica particolare attenzione alle malattie infettive che rappresentano una minaccia per la salute animale e pubblica regolarmente aggiornamenti sulla loro diffusione e sui fattori di rischio associati.
  • Sorveglianza epidemiologica: Il BENV presenta i risultati delle attività di sorveglianza epidemiologica svolte a livello nazionale e regionale, fornendo dati sulla prevalenza delle diverse malattie e sulla loro distribuzione geografica.
  • Misure di prevenzione e controllo: Il BENV descrive le misure di prevenzione e controllo adottate per contrastare la diffusione delle malattie infettive, come la vaccinazione, la biosicurezza e le restrizioni alle movimentazioni degli animali.
  • Ricerca scientifica: Il BENV pubblica articoli scientifici che presentano i risultati di ricerche innovative nel campo dell’epidemiologia veterinaria.

Dove trovare il BENV?

Il BENV è pubblicato periodicamente sul sito web dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” (IZSAM), che coordina le attività di sorveglianza epidemiologica a livello nazionale.

vai al link: https://www.izs.it/BENV_NEW/index.html

In conclusione, il BENV è uno strumento indispensabile per tutti coloro che si occupano di sanità animale. Grazie alle informazioni che contiene, è possibile monitorare la situazione epidemiologica, prendere decisioni informate e contribuire a proteggere la salute degli animali e la sicurezza alimentare.


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08/Ago/2024


ATTENZIONE !!!

siamo appena oltre la metà del 2024 e su Vetinfo, nella sezione di Classyfarm è possibile consultare le DDD elaborate per il primo semestre 2024,

QUESTO dato è fondamentale per avere una PROIEZIONE della strada che sta percorrendo ogni allevamento in tema di consumo di farmaci antibiotici.

Gli allevatori insieme ai loro Veterinari Aziendali hanno il compito, (il diritto ed il dovere) di seguire l’andamento del proprio allevamento.

Quale migliore strumento di Classyfarm si può impiegare?

Ricordatevi che la PAC del 2024 sarà ancora legata alla riduzione dell’impiego del farmaco antibiotico

Questo articolo deve essere di poche chiacchiere,

PASSATE AI FATTI,

consultate subito le vostre DDD e prendete le opportune decisioni !!!!

ANDATE al LINK e ACCEDETE con le vostre credenziali

https://www.vetinfo.it/


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15/Lug/2024


Introduzione La sostenibilità è diventata un obiettivo chiave nell’allevamento di bovine da latte. Le pratiche sostenibili non solo contribuiscono alla protezione dell’ambiente, ma migliorano anche la redditività e la reputazione dell’allevamento. In questo articolo, esamineremo le pratiche sostenibili che possono essere implementate e i loro benefici a lungo termine.

Gestione dei Rifiuti Una gestione efficace dei rifiuti è essenziale per ridurre l’impatto ambientale dell’allevamento. Il compostaggio dei letami e l’utilizzo di digestori anaerobici per la produzione di biogas sono due pratiche che permettono di trasformare i rifiuti in risorse utili, riducendo le emissioni di gas serra.

Efficienza Energetica L’adozione di tecnologie a basso consumo energetico, come i sistemi di illuminazione a LED e le pompe di calore, può ridurre significativamente il consumo di energia. L’installazione di impianti solari o eolici per la produzione di energia rinnovabile contribuisce ulteriormente alla sostenibilità dell’allevamento.

Uso Responsabile delle Risorse Idriche La gestione sostenibile dell’acqua è cruciale. Sistemi di raccolta dell’acqua piovana e tecnologie di irrigazione efficienti possono ridurre il consumo di acqua. Monitorare e ottimizzare l’uso dell’acqua per l’abbeveramento e la pulizia delle stalle è fondamentale per prevenire sprechi.

Alimentazione Sostenibile L’alimentazione delle bovine può essere resa più sostenibile attraverso l’uso di foraggi locali e colture di copertura che migliorano la salute del suolo. La riduzione dell’uso di mangimi concentrati e l’integrazione di alternative come gli scarti agroindustriali contribuiscono a una dieta più sostenibile.

Pratiche di Allevamento Rigenerative Le pratiche di allevamento rigenerative, come la rotazione delle colture e il pascolo gestito, migliorano la salute del suolo e la biodiversità. Queste pratiche aumentano la capacità del suolo di sequestrare carbonio, contribuendo a mitigare i cambiamenti climatici.

Conclusione L’adozione di pratiche sostenibili nell’allevamento di bovine da latte è essenziale per garantire un futuro prospero e responsabile. Le iniziative sostenibili non solo proteggono l’ambiente, ma offrono anche benefici economici e migliorano la qualità della vita delle comunità agricole.

Vuoi rendere il tuo allevamento di bovine da latte più sostenibile? Rivolgiti agli esperti del Centro Veterinario San Martino per consulenze su pratiche sostenibili e soluzioni innovative. Insieme possiamo costruire un futuro più verde e produttivo!





DA SEMPRE, CON VOI




+39 331 9145483 CLINICA

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Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487




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