Telefono0521 841900H24 Emergenze +39 331 9145483H24 Emergenze Buiatria+39 349 6052345info@cvsm.net

gatto - Centro Veterinario San Martino

Watermark-foto-Stowed-4-1200x675.png
01/Lug/2026


Chi vive con un cane o un gatto sa quanto possa essere preoccupante scoprire improvvisamente una zona della pelle arrossata, umida e molto dolorosa.

Spesso il proprietario riferisce che il problema “è comparso da un giorno all’altro”: la sera precedente la cute appariva normale e il giorno dopo è presente una lesione estesa, infiammata e continuamente leccata dall’animale.

Questa condizione è comunemente chiamata Hot Spot, ma il suo nome corretto è dermatite piotraumatica o dermatite umida acuta.

Si tratta di una problematica dermatologica molto frequente nel cane e meno comune, ma comunque possibile, nel gatto.

Che cos’è un Hot Spot?

L’Hot Spot è una lesione cutanea infiammatoria che si sviluppa molto rapidamente.

Tutto inizia da una causa che provoca prurito, fastidio o dolore. L’animale inizia quindi a leccarsi, mordicchiarsi o grattarsi insistentemente una determinata area del corpo.

Questo comportamento danneggia la barriera protettiva della pelle e crea un ambiente caldo e umido ideale per la proliferazione dei batteri normalmente presenti sulla cute.

Si instaura così un vero e proprio circolo vizioso:

  • prurito o dolore iniziale;
  • leccamento e grattamento;
  • infiammazione della pelle;
  • proliferazione batterica;
  • aumento del prurito;
  • ulteriore traumatismo della zona.

Nel giro di poche ore la lesione può aumentare notevolmente di dimensioni e diventare estremamente dolorosa.

Come si presenta?

L’aspetto dell’Hot Spot è spesso caratteristico.

Il proprietario può osservare:

  • area arrossata e molto infiammata;
  • cute umida e lucida;
  • perdita di pelo localizzata;
  • essudato sieroso o purulento;
  • cattivo odore;
  • dolore alla palpazione;
  • continuo leccamento o grattamento;
  • agitazione e nervosismo.

In alcuni casi l’animale può lamentarsi quando viene toccato oppure mostrarsi particolarmente irritabile a causa del dolore.

Le zone maggiormente colpite sono:

Nel cane

  • collo;
  • guance;
  • base delle orecchie;
  • torace;
  • fianchi;
  • groppa;
  • arti.

Nel gatto

Le lesioni sono meno frequenti ma possono comparire soprattutto:

  • sul collo;
  • sulla testa;
  • lungo il dorso;
  • alla base della coda.

Perché si sviluppa un Hot Spot?

L’Hot Spot non rappresenta una malattia primaria, ma la conseguenza di un problema sottostante che provoca prurito o dolore.

Tra le cause più comuni troviamo:

Parassiti esterni

Le punture di pulci rappresentano una delle principali cause.

Anche una singola puntura può provocare un intenso prurito nei soggetti allergici.

Possono inoltre essere coinvolti:

  • zecche;
  • acari;
  • pidocchi;
  • punture di insetti.

Allergie

Le allergie sono tra le cause più frequenti di recidiva.

Possono essere:

  • allergie ambientali;
  • dermatite atopica;
  • allergie alimentari;
  • dermatiti da contatto.

Otiti

Molti Hot Spot localizzati vicino alle orecchie derivano da un’otite non diagnosticata.

Il cane cerca sollievo grattandosi o sfregando continuamente la testa.

Problemi del mantello

Il pelo lungo, fitto o poco curato può trattenere umidità e favorire la macerazione della pelle.

Per questo motivo alcune razze risultano maggiormente predisposte, tra cui:

  • Golden Retriever;
  • Labrador Retriever;
  • Pastore Tedesco;
  • Terranova;
  • Bovaro del Bernese;
  • Rottweiler.

Piccole ferite o traumi

Anche una lesione apparentemente banale può trasformarsi rapidamente in un Hot Spot se viene continuamente leccata.

Stress e noia

In alcuni soggetti il leccamento compulsivo può essere favorito da:

  • stress;
  • ansia;
  • noia;
  • alterazioni comportamentali.

È più frequente in estate?

Sì.

La stagione estiva rappresenta il periodo di maggiore incidenza.

Le temperature elevate, l’umidità ambientale e i bagni frequenti in mare, lago o piscina favoriscono infatti la permanenza dell’umidità a contatto con la pelle.

Anche il sottopelo particolarmente folto può contribuire alla comparsa del problema.

Cosa fare se compare un Hot Spot?

La prima regola è evitare il fai-da-te.

Molti prodotti utilizzati senza una corretta diagnosi possono peggiorare l’irritazione o ritardare la guarigione.

È consigliabile prenotare una visita veterinaria il prima possibile.

Durante la visita il medico veterinario valuterà:

  • estensione della lesione;
  • presenza di infezioni batteriche;
  • eventuali parassiti;
  • allergie sottostanti;
  • presenza di otiti o altre patologie associate.

Come si cura?

La terapia dipende dalla gravità del caso e dalla causa scatenante.

Generalmente comprende:

  • tosatura dell’area interessata;
  • pulizia e disinfezione della cute;
  • prodotti antisettici specifici;
  • farmaci antinfiammatori;
  • controllo del prurito;
  • eventuale terapia antibiotica nei casi indicati;
  • collare elisabettiano per impedire il leccamento.

Parallelamente è fondamentale individuare e correggere la causa primaria, altrimenti il problema potrebbe ripresentarsi.

Si può prevenire?

Nella maggior parte dei casi sì.

Alcune semplici attenzioni possono ridurre significativamente il rischio:

  • utilizzare regolarmente antiparassitari efficaci;
  • mantenere il mantello pulito e ben spazzolato;
  • asciugare accuratamente il pelo dopo il bagno;
  • controllare regolarmente orecchie e cute;
  • intervenire tempestivamente in caso di prurito persistente;
  • effettuare controlli dermatologici nei soggetti allergici.

Quando è necessario contattare il veterinario?

È consigliabile richiedere una visita quando:

  • compare una lesione umida e arrossata;
  • il cane o il gatto si lecca continuamente;
  • è presente cattivo odore;
  • si osserva perdita di pelo improvvisa;
  • la lesione aumenta rapidamente di dimensioni;
  • l’animale manifesta dolore.

Un intervento precoce permette generalmente una guarigione più rapida e riduce il rischio di complicazioni.

Conclusioni

L’Hot Spot è una delle problematiche dermatologiche più comuni nel cane e può comparire anche nel gatto. Sebbene possa sembrare una semplice irritazione cutanea, si tratta di una condizione dolorosa che tende a peggiorare rapidamente.

Riconoscere i primi segnali e rivolgersi tempestivamente al veterinario consente di alleviare il disagio dell’animale, favorire una rapida guarigione e soprattutto individuare la causa che ha scatenato il problema.

Se il tuo cane o gatto presenta una zona della pelle arrossata, umida o molto pruriginosa, non aspettare che il problema si risolva da solo: una visita veterinaria può fare la differenza.


Watermark-foto-Stowed-3-1200x675.jpg
27/Mag/2026


Il gatto è uno degli animali da compagnia più diffusi, ma anche uno dei più fraintesi.
Il suo comportamento indipendente, il linguaggio corporeo sottile e una lunga tradizione di credenze popolari hanno contribuito alla nascita di numerosi falsi miti, alcuni dei quali possono portare a errori nella gestione quotidiana e nella prevenzione sanitaria.

Sfatare questi luoghi comuni non è solo una questione di curiosità: significa migliorare il benessere fisico ed emotivo del gatto, rafforzare la relazione con il proprietario e prevenire problemi di salute spesso sottovalutati.
Vediamo quindi i miti più diffusi e cosa dice realmente la scienza veterinaria.

🧠 Mito n.1 – “Il gatto è un animale solitario”

È uno dei falsi miti più radicati.
In realtà, il gatto è un animale socialmente flessibile: può vivere bene da solo, ma è anche capace di instaurare legami affettivi profondi con le persone e, in alcuni casi, con altri gatti.

Quando un gatto vive in un ambiente povero di stimoli o trascorre molto tempo senza interazione, può sviluppare:

  • stress cronico
  • apatia
  • disturbi comportamentali (aggressività, eliminazioni inappropriate)

👉 Dal punto di vista veterinario, il benessere emotivo è parte integrante della salute. Il gioco quotidiano, l’arricchimento ambientale e l’interazione positiva sono fondamentali.

🏠 Mito n.2 – “Il gatto si affeziona solo alla casa”

Anche questo è falso.
Il gatto riconosce le persone di riferimento, sviluppa preferenze individuali e può manifestare attaccamento attraverso comportamenti come:

  • seguire il proprietario
  • dormire vicino
  • vocalizzare in sua assenza
  • cercare il contatto fisico

L’ambiente è importante, ma la relazione lo è altrettanto. I cambiamenti improvvisi (traslochi, nuove persone, assenze prolungate) possono infatti causare stress, dimostrando quanto il legame emotivo sia reale.

🎓 Mito n.3 – “I gatti non si possono educare”

I gatti imparano eccome, ma in modo diverso rispetto ai cani.
Sono animali molto intelligenti, capaci di apprendere associazioni, routine e regole, soprattutto se motivate da:

  • cibo
  • gioco
  • sicurezza
  • prevedibilità

Punizioni e rimproveri sono inutili e dannosi.
Il rinforzo positivo e la gestione corretta dell’ambiente sono le strategie più efficaci per prevenire comportamenti indesiderati.

 

🩺 Mito n.4 – “Se vive in casa, il gatto non ha bisogno del veterinario”

Uno dei miti più pericolosi.
Il gatto indoor è spesso percepito come “al sicuro”, ma può comunque sviluppare:

  • parassitosi interne ed esterne
  • obesità
  • problemi urinari
  • patologie dentali
  • malattie croniche silenziose

Inoltre, pulci e parassiti possono essere introdotti in casa tramite scarpe, vestiti o altri animali.

👉 Le visite veterinarie regolari permettono di individuare precocemente problemi che il gatto, per natura, tende a nascondere.

🐾 Mito n.5 – “I gatti atterrano sempre in piedi”

È vero che il gatto possiede il riflesso raddrizzante, ma questo non lo rende invulnerabile.
Le cadute da balconi e finestre (la cosiddetta sindrome del gatto paracadutista) possono causare:

  • fratture
  • traumi toracici
  • lesioni interne

👉 Zanzariere e protezioni non limitano la libertà del gatto: la rendono sicura.

🥛 Mito n.6 – “Il latte fa bene ai gatti”

Un classico intramontabile, ma completamente falso.
La maggior parte dei gatti adulti è intollerante al lattosio: il latte può provocare diarrea, dolore addominale e disturbi digestivi.

💧 L’unica bevanda davvero adatta è l’acqua fresca e sempre disponibile.

💧 Mito n.7 – “I gatti odiano l’acqua”

Non tutti i gatti odiano l’acqua: alcuni la tollerano, altri la ignorano, pochi la apprezzano.
Ciò che è vero è che raramente necessitano del bagno, perché sono eccellenti toelettatori.

Il bagno può essere indicato solo in casi specifici:

  • pelo molto sporco
  • sostanze tossiche sul mantello
  • problemi dermatologici (su indicazione veterinaria)

 

😺 Mito n.8 – “Le fusa significano sempre felicità”

Le fusa sono un mezzo di comunicazione complesso.
Possono indicare benessere, ma anche:

  • stress
  • dolore
  • bisogno di rassicurazione

👉 È fondamentale osservare il contesto e il linguaggio corporeo nel suo insieme.

🧶 Mito n.9 – “Il gatto graffia per dispetto”

Il graffiare è un comportamento naturale e necessario:

  • mantiene le unghie sane
  • serve a marcare il territorio
  • ha una funzione emotiva

Punire il gatto non serve.
La soluzione è fornire tiragraffi adeguati, posizionati nei punti giusti della casa.

🐈 Mito n.10 – “Il gatto è testardo e non comunica”

Il gatto comunica costantemente, ma con un linguaggio più sottile rispetto ad altri animali.
Orecchie, coda, postura, vocalizzazioni e persino lo sguardo sono segnali fondamentali.

👉 Imparare a interpretarli permette di:

  • prevenire aggressioni
  • riconoscere il dolore
  • migliorare la convivenza

🩺 Conclusione: conoscere il gatto per prendersene cura meglio

Molti falsi miti nascono dall’osservazione superficiale del comportamento felino.
La medicina veterinaria moderna ci insegna che il gatto è un animale complesso, sensibile e profondamente legato al suo ambiente e alle persone che lo circondano.

📌 Una corretta informazione è il primo passo per la prevenzione.
Per dubbi su comportamento, alimentazione, prevenzione o salute del tuo gatto, rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 


Watermark-foto-Stowed-1200x675.jpg
15/Apr/2026


La protezione antiparassitaria rappresenta uno degli aspetti fondamentali della medicina preventiva nel gatto. Pulci, zecche e parassiti interni non sono soltanto un fastidio, ma possono compromettere seriamente il benessere dell’animale, causare patologie anche importanti e, in alcuni casi, rappresentare un rischio per l’uomo.

Per questo motivo, impostare un corretto piano antiparassitario è una scelta di responsabilità che dovrebbe accompagnare il gatto durante tutto l’arco della sua vita, adattandosi alle sue abitudini e al contesto in cui vive.

Perché è importante proteggere il gatto dai parassiti

I parassiti esterni e interni possono avere conseguenze molto diverse, che vanno dal semplice prurito a problemi clinici più complessi. Le pulci, ad esempio, possono provocare dermatiti allergiche, anemia (soprattutto nei gattini) e fungere da veicolo per alcuni parassiti intestinali. Le zecche, sebbene meno frequenti nel gatto rispetto al cane, possono trasmettere agenti patogeni e causare infiammazioni locali.

I parassiti intestinali, invece, possono rimanere silenti per lungo tempo oppure manifestarsi con sintomi come diarrea, vomito, dimagrimento e pelo opaco. In alcuni casi, soprattutto nei soggetti giovani, anziani o debilitati, possono incidere in modo significativo sulla salute generale.

Il gatto che vive in casa è davvero al sicuro?

Uno dei dubbi più frequenti riguarda i gatti che vivono esclusivamente in appartamento. È importante sapere che vivere in casa non equivale a rischio zero.
Le pulci possono essere trasportate all’interno dell’abitazione attraverso scarpe, vestiti, borse o altri animali. Inoltre, balconi, terrazzi, giardini condominiali o semplici contatti occasionali con l’esterno possono rappresentare una fonte di esposizione.

Il livello di rischio è sicuramente inferiore rispetto a un gatto che esce regolarmente, ma questo non significa che la prevenzione possa essere trascurata. La strategia antiparassitaria va quindi modulata in base allo stile di vita reale del gatto.

I principali parassiti del gatto

Parassiti esterni

Tra i più comuni troviamo:

  • Pulci, responsabili di prurito, lesioni cutanee e dermatite allergica
  • Zecche, più presenti nei gatti che frequentano aree verdi
  • Acari, che possono causare problemi cutanei e auricolari

Anche quando non sono visibili a occhio nudo, questi parassiti possono essere presenti e causare disturbi progressivi.

Parassiti interni

I più frequenti sono i vermi intestinali, che il gatto può contrarre ingerendo pulci, cibo contaminato o piccole prede. In molti casi l’infestazione non dà sintomi evidenti, ma può comunque influire negativamente sulla salute dell’animale.

Quali antiparassitari esistono per il gatto

In commercio sono disponibili diverse tipologie di antiparassitari, ciascuna con indicazioni specifiche.

Spot-on (pipette)

Sono tra i prodotti più utilizzati. Si applicano direttamente sulla cute, in genere una volta al mese.
Sono pratici, ben tollerati dalla maggior parte dei gatti e garantiscono una protezione efficace se applicati correttamente.

Collari antiparassitari

Offrono una protezione di lunga durata e possono essere utili nei gatti che vivono all’esterno. È importante però valutare la tollerabilità del singolo gatto e scegliere prodotti specifici per la specie felina, dotati di sistemi di sicurezza.

Spray e shampoo

Vengono usati in situazioni particolari, come infestazioni importanti o su indicazione del veterinario. Possono risultare meno pratici nella gestione quotidiana.

Trattamenti combinati

Alcuni prodotti consentono di proteggere contemporaneamente da parassiti esterni e interni. La scelta di questi protocolli deve sempre essere personalizzata.

Come scegliere l’antiparassitario più adatto

La scelta dell’antiparassitario non dovrebbe mai essere casuale. Il veterinario valuta diversi fattori, tra cui:

  • stile di vita (gatto indoor o outdoor)
  • presenza di altri animali in casa
  • età e peso
  • stato di salute generale
  • eventuali precedenti reazioni a farmaci

⚠️ Un aspetto fondamentale riguarda la sicurezza:
i prodotti antiparassitari per cani non devono mai essere utilizzati sui gatti. Alcuni principi attivi, come la permetrina, sono estremamente tossici per la specie felina e possono provocare gravi sintomi neurologici anche in seguito a semplice contatto.

Ogni quanto va applicato l’antiparassitario

La frequenza di somministrazione dipende dal prodotto utilizzato e dal rischio a cui è esposto il gatto.
Nella maggior parte dei casi, i trattamenti hanno una durata mensile, ma la continuità è essenziale per mantenere la protezione nel tempo.

Interrompere o dimenticare le applicazioni può favorire nuove infestazioni, soprattutto nei periodi più a rischio o in ambienti già contaminati.

Non solo il gatto: l’importanza dell’ambiente

Nel caso delle pulci, l’animale rappresenta solo una parte del problema. Uova e larve possono essere presenti nell’ambiente domestico, rendendo inefficace il solo trattamento del gatto.

Per una prevenzione completa è utile:

  • lavare regolarmente cucce, coperte e tessuti
  • aspirare tappeti, divani e angoli della casa
  • trattare tutti gli animali conviventi secondo le indicazioni veterinarie

Effetti collaterali: cosa è normale e quando preoccuparsi

Gli antiparassitari moderni sono generalmente sicuri, ma come tutti i prodotti farmacologici possono causare effetti indesiderati, fortunatamente rari.

I più comuni sono:

  • lieve arrossamento o prurito nella zona di applicazione
  • temporanea perdita di pelo localizzata

Sintomi più gravi, come abbattimento, vomito persistente, tremori o difficoltà di coordinazione, richiedono invece un intervento veterinario immediato.

Conclusione

La prevenzione antiparassitaria è un pilastro fondamentale della salute del gatto. Un piano personalizzato, costruito insieme al veterinario, permette di proteggere efficacemente l’animale, riducendo il rischio di malattie e migliorando la sua qualità di vita.

Prendersi cura del proprio gatto significa anche prevenire, con scelte consapevoli e sicure, problemi che possono essere evitati con semplici ma fondamentali accorgimenti.

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 


Come-abituare-cani-e-gatti-alla-visita-veterinaria-1200x675.jpg
25/Mar/2026

Guida pratica per ridurre stress e paura e migliorare il benessere dell’animale

La visita veterinaria è un momento essenziale nella vita di cani e gatti, non solo quando l’animale è malato, ma soprattutto in ottica di prevenzione e monitoraggio della salute.
Tuttavia, per molti animali (e per i loro proprietari) rappresenta una fonte di stress, ansia e talvolta paura.

Una corretta preparazione alla visita veterinaria può migliorare in modo significativo l’esperienza dell’animale, rendere l’esame clinico più efficace e sicuro e favorire un rapporto più sereno e collaborativo tra pet, proprietario e medico veterinario.

Perché la visita veterinaria può essere fonte di stress

La clinica veterinaria è un ambiente ricco di stimoli insoliti:

  • odori di altri animali e disinfettanti
  • rumori nuovi
  • manipolazioni fisiche
  • presenza di persone sconosciute

Nel gatto, animale fortemente territoriale, lo spostamento da casa rappresenta già un fattore di stress importante.
Nel cane, invece, lo stress può essere legato al viaggio in auto, a esperienze passate negative o allo stato emotivo del proprietario.

Se non gestita correttamente, l’ansia può aumentare visita dopo visita, rendendo ogni controllo più complesso.

Come preparare il cane alla visita veterinaria

Abituarlo gradualmente al trasporto

Il viaggio in auto è spesso uno dei momenti più critici. È utile:

  • abituare il cane a brevi spostamenti, anche senza destinazione “medica”
  • associare il viaggio a un’esperienza positiva (passeggiata, gioco, premio)
  • utilizzare sempre gli stessi accessori, per creare una routine rassicurante

Abituare il cane alla manipolazione

A casa, il cane può essere gradualmente abituato a:

  • farsi toccare su zampe, orecchie e bocca
  • mantenere brevi posizioni di fermo
  • salire su superfici leggermente rialzate

Questo rende l’esame clinico più rapido e meno invasivo.

Il ruolo del proprietario

Durante la visita è importante mantenere un atteggiamento calmo e collaborativo.
I cani percepiscono facilmente l’ansia del proprietario: una gestione tranquilla li aiuta a sentirsi più sicuri.

Come preparare il gatto alla visita veterinaria

Il trasportino come ambiente familiare

Uno degli errori più comuni è usare il trasportino solo in occasione della visita.
Per ridurre lo stress:

  • lasciare il trasportino sempre accessibile in casa
  • inserire coperte o oggetti con l’odore familiare
  • permettere al gatto di entrarvi spontaneamente

In questo modo il trasportino diventa un rifugio, non un segnale di pericolo.

Abituare il gatto alla manipolazione

Con brevi e frequenti interazioni positive, il gatto può essere abituato a:

  • essere toccato su zampe, orecchie e muso
  • tollerare controlli rapidi
  • vivere la manipolazione come parte di un momento tranquillo

È fondamentale rispettare sempre i tempi e i segnali dell’animale, senza forzature.

Trasporto e attesa in clinica

Il giorno della visita può essere utile:

  • coprire il trasportino con un telo per ridurre gli stimoli visivi
  • posizionarlo su una superficie rialzata
  • limitare il contatto diretto con altri animali

Piccoli accorgimenti che possono ridurre significativamente lo stress.

Strategie utili per cane e gatto

Rinforzo positivo

Premiare i comportamenti tranquilli con snack, carezze o voce calma aiuta l’animale ad associare la visita a un’esperienza meno negativa.

Supporti calmanti

In alcuni casi, il veterinario può valutare l’uso di feromoni o integratori calmanti, personalizzando l’approccio in base alle esigenze del singolo animale.

Conclusione

Abituare cane e gatto alle visite veterinarie richiede tempo, costanza e collaborazione tra proprietario e veterinario.
Un animale più sereno:

  • vive meglio la visita
  • si lascia visitare con maggiore tranquillità
  • riceve cure più efficaci

La visita veterinaria non è solo un momento di controllo, ma un passo importante nel percorso di salute e benessere del nostro animale.

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 

A presto!


Castrazione-e-Sterilizzazione-Gatto-e-Gatta-CVSM-e1780436366481-1200x845.png
03/Mar/2026


La sterilizzazione e la castrazione sono interventi chirurgici comuni nella medicina veterinaria felina.
Aiutano a prevenire problemi di salute, migliorano la convivenza in casa e contribuiscono al benessere del gatto nel lungo periodo. In questo articolo spieghiamo cosa sono, quando farle e cosa aspettarsi prima e dopo l’intervento.

Sterilizzazione e castrazione: cosa significano davvero

Differenza tra sterilizzazione della gatta e castrazione del gatto

  • Sterilizzazione della gatta: prevede la rimozione delle ovaie (ovariectomia) o di ovaie e utero (ovarioisterectomia).
  • Castrazione del gatto maschio: consiste nella rimozione dei testicoli.

Entrambi sono interventi definitivi, eseguiti in anestesia generale e con finalità preventive.

Perché sono così diffusi

Queste procedure sono raccomandate perché riducono il rischio di diverse patologie e limitano comportamenti legati agli ormoni sessuali, spesso difficili da gestire in casa.

Quando è consigliato intervenire

Età ideale

In genere l’intervento viene consigliato dai 6 mesi di età in poi, ma il momento migliore va valutato dal veterinario in base al singolo animale.

Gatti che vivono in casa e gatti che escono

  • I gatti che escono all’esterno hanno maggior rischio di accoppiamenti, lotte e malattie infettive.
  • Anche i gatti che vivono solo in casa possono trarre beneficio dall’intervento, soprattutto per la gestione del comportamento.

Quando rimandare

In presenza di problemi di salute, il veterinario può consigliare di posticipare l’operazione fino a condizioni cliniche più favorevoli.

Benefici per la salute della gatta

Riduzione del rischio di tumori mammari

La sterilizzazione precoce riduce in modo significativo il rischio di tumori della mammella, spesso maligni nella gatta.

Prevenzione della piometra

La piometra è una grave infezione dell’utero che può mettere a rischio la vita dell’animale. La sterilizzazione elimina questa possibilità.

Maggiore stabilità ormonale

Scompaiono i calori, spesso accompagnati da miagolii insistenti, agitazione e stress.

Benefici per il gatto maschio

Meno marcature urinarie e aggressività

Dopo la castrazione diminuisce la tendenza a marcare il territorio con urine dall’odore intenso e si riducono comportamenti aggressivi.

Minore rischio di fughe e traumi

I gatti interi sono più inclini ad allontanarsi da casa e a litigare con altri maschi, con conseguenti ferite e infezioni.

Prevenzione di patologie dell’apparato riproduttivo

La castrazione elimina il rischio di tumori testicolari e riduce problemi prostatici.

Sterilizzazione della gatta

È un’operazione leggermente più invasiva, perché richiede un accesso all’addome. Oggi viene eseguita con tecniche sicure e consolidate.

Anestesia e sicurezza

Prima dell’intervento vengono effettuati controlli clinici ed eventuali esami del sangue per ridurre i rischi anestesiologici.

Il periodo post-operatorio: cosa aspettarsi

Tempi di recupero

  • Gatto maschio: spesso riprende le normali attività in 24–48 ore.
  • Gatta: il recupero richiede in genere alcuni giorni in più.

Cura della ferita

È importante controllare la ferita, evitare che il gatto si lecchi e seguire le indicazioni del veterinario su collare ed eventuali farmaci.

Alimentazione e peso

Dopo l’intervento il metabolismo può rallentare. Una dieta adeguata e controlli periodici aiutano a prevenire l’aumento di peso.

Dubbi e falsi miti da chiarire

“Il gatto ingrassa dopo la sterilizzazione”

Non è inevitabile. L’aumento di peso dipende soprattutto da alimentazione e attività fisica.

“Cambia il carattere”

Il gatto non perde la sua personalità. Può diventare più tranquillo perché diminuisce lo stress ormonale.

“È meglio fare almeno una cucciolata”

Non esistono benefici dimostrati per la salute della gatta nel fare una gravidanza prima della sterilizzazione.

Il ruolo del veterinario nella scelta consapevole

Ogni gatto è diverso. Il veterinario valuta età, stile di vita e stato di salute per consigliare il momento e la modalità più adatti. Un colloquio informativo aiuta a prendere una decisione serena e consapevole.

Punti chiave

  • La sterilizzazione e la castrazione sono interventi preventivi sicuri.
  • Riducono il rischio di malattie gravi e migliorano il comportamento.
  • Il recupero è generalmente rapido.
  • L’alimentazione post-intervento va gestita con attenzione.
  • Il veterinario è il riferimento per una valutazione personalizzata.

Presso il Centro Veterinario San Martino di Traversetolo queste prestazioni sono di gestione quotidiana.

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 

 


veterinary-osteopathy.png
16/Ago/2024


Introduzione L’osteopatia veterinaria è una disciplina olistica che si concentra sulla diagnosi e il trattamento delle disfunzioni meccaniche del corpo attraverso tecniche manuali. Originariamente sviluppata per l’uomo, l’osteopatia ha trovato un’applicazione efficace anche in campo veterinario, offrendo benefici significativi per cani e gatti. In questo articolo esploreremo cosa sia l’osteopatia veterinaria, i suoi principi, i benefici e quando potrebbe essere indicata per il tuo animale domestico.

Cos’è l’Osteopatia Veterinaria? L’osteopatia veterinaria si basa su un approccio olistico che considera il corpo dell’animale come un’unità integrata. Gli osteopati veterinari utilizzano tecniche manuali per migliorare la mobilità articolare, alleviare la tensione muscolare, migliorare la circolazione sanguigna e promuovere il benessere generale. Questi professionisti sono addestrati a riconoscere le disfunzioni biomeccaniche che possono causare dolore o limitare la funzione del corpo.

Principi dell’Osteopatia Veterinaria Gli osteopati veterinari seguono alcuni principi fondamentali:

  • Unità del Corpo: Il corpo è visto come un’unità interconnessa. Una disfunzione in una parte del corpo può influenzare altre parti.
  • Struttura e Funzione: La struttura del corpo e la sua funzione sono strettamente correlate. Un problema strutturale può alterare la funzione normale.
  • Capacità di Autoguarigione: Il corpo ha la capacità innata di guarire se stesso. L’osteopatia mira a facilitare questo processo naturale.

Benefici dell’Osteopatia per Cani e Gatti L’osteopatia veterinaria può offrire numerosi benefici per cani e gatti, tra cui:

1. Alleviamento del Dolore: L’osteopatia può essere efficace nel trattamento del dolore cronico causato da condizioni come l’artrite, displasie articolari, e lesioni muscolari. Le tecniche manuali aiutano a ridurre la tensione muscolare e migliorare la mobilità articolare.

2. Miglioramento della Mobilità: Animali con rigidità articolare, zoppia o difficoltà di movimento possono beneficiare delle tecniche osteopatiche che mirano a ripristinare la normale funzione meccanica del corpo.

3. Recupero Post-Operatorio: Dopo interventi chirurgici, l’osteopatia può accelerare il processo di guarigione migliorando la circolazione e riducendo l’infiammazione.

4. Supporto per Animali Anziani: Gli animali anziani spesso soffrono di problemi articolari e muscolari. L’osteopatia può migliorare la qualità della vita di questi animali, alleviando il dolore e migliorando la mobilità.

5. Trattamento di Problemi Comportamentali: In alcuni casi, problemi comportamentali possono essere legati a disfunzioni fisiche. L’osteopatia può aiutare a risolvere queste disfunzioni, migliorando così il comportamento dell’animale.

Quando Considerare l’Osteopatia per il Tuo Animale L’osteopatia può essere indicata in diversi scenari, tra cui:

  • Dolore cronico o acuto
  • Problemi di mobilità
  • Dopo traumi o incidenti
  • Recupero post-operatorio
  • Problemi comportamentali legati a disfunzioni fisiche
  • Supporto per condizioni degenerative come l’artrite

Conclusione L’osteopatia veterinaria è una pratica sempre più apprezzata per il suo approccio olistico e i suoi benefici tangibili per cani e gatti. Se il tuo animale domestico soffre di dolore, problemi di mobilità o altre condizioni fisiche, l’osteopatia potrebbe offrire un’alternativa efficace e non invasiva.

Vuoi sapere se l’osteopatia è adatta al tuo cane o gatto? 

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 


Service-Vaccines-for-Cats-1.jpg
20/Giu/2024


Introduzione Le vaccinazioni sono una parte fondamentale delle cure preventive per cani e gatti. Proteggono i nostri amici a quattro zampe da malattie gravi e potenzialmente letali, garantendo loro una vita più lunga e sana. Conoscere quali vaccinazioni sono essenziali e quando somministrarle è cruciale per ogni proprietario di animali.

Vaccinazioni per Cani Le vaccinazioni essenziali per i cani includono quelle contro il cimurro, l’epatite infettiva, la parvovirosi e la rabbia. Il cimurro è una malattia altamente contagiosa che può causare sintomi respiratori, gastrointestinali e neurologici. L’epatite infettiva colpisce il fegato e può essere fatale. La parvovirosi è una malattia virale che causa vomito e diarrea gravi, spesso fatale nei cuccioli. La rabbia è una malattia virale mortale che può essere trasmessa agli esseri umani.

Vaccinazioni per Gatti Per i gatti, le vaccinazioni chiave sono quelle contro la panleucopenia felina, la rinotracheite virale, la calicivirosi e la leucemia felina. La panleucopenia, nota anche come cimurro felino, è una malattia virale grave che causa febbre alta, vomito e diarrea. La rinotracheite virale e la calicivirosi sono malattie respiratorie che possono provocare sintomi gravi e duraturi. La leucemia felina è una malattia virale che compromette il sistema immunitario e può essere fatale.

Importanza dei Richiami I richiami delle vaccinazioni sono cruciali per mantenere l’efficacia delle immunizzazioni. Seguire il calendario vaccinale raccomandato dal veterinario è essenziale per garantire una protezione continua contro le malattie. I richiami sono solitamente annuali, ma alcune vaccinazioni possono avere intervalli diversi.

Effetti Collaterali e Precauzioni Le vaccinazioni sono generalmente sicure, ma come qualsiasi trattamento medico, possono avere effetti collaterali. Questi possono includere gonfiore nel sito di iniezione, febbre leggera o letargia. In rari casi, possono verificarsi reazioni allergiche gravi. È importante monitorare il tuo animale dopo la vaccinazione e contattare il veterinario se noti qualcosa di insolito.

Conclusione Le vaccinazioni sono un investimento fondamentale nella salute del tuo animale domestico. Proteggono non solo il tuo pet, ma anche la comunità animale in cui vive. Assicurati che il tuo cane o gatto sia protetto dalle malattie prevenibili seguendo attentamente il calendario vaccinale.


Le informazioni hanno finalità educativa e non sostituiscono il parere del medico veterinario né una visita specialistica.

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 


Allergies-in-Dogs-Symptoms-Dog-Fever-Dog-Pyrexia.jpg
17/Mag/2024


Introduzione La primavera è una stagione meravigliosa, ma può essere un incubo per gli animali domestici che soffrono di allergie stagionali. Pollen, erba e altre allergeni possono causare una serie di sintomi fastidiosi per cani e gatti. Riconoscere i segni di un’allergia e sapere come trattarla può migliorare significativamente la qualità della vita del tuo animale.

Sintomi delle Allergie Stagionali Le allergie stagionali possono manifestarsi con diversi sintomi, tra cui:

  • Prurito e graffi eccessivi
  • Rossore e irritazione della pelle
  • Lacrimazione eccessiva e occhi arrossati
  • Starnuti frequenti
  • Secrezioni nasali
  • Otiti ricorrenti
  • Perdita di pelo e dermatiti

Se noti uno o più di questi sintomi nel tuo animale durante la primavera, potrebbe trattarsi di un’allergia stagionale.

Diagnosi delle Allergie Per diagnosticare un’allergia stagionale, il veterinario può eseguire una serie di test, tra cui esami del sangue, test cutanei o prove alimentari per escludere altre cause di allergia. È importante identificare con precisione l’allergene per poter adottare le misure correttive appropriate.

Trattamenti Disponibili Esistono vari trattamenti per alleviare i sintomi delle allergie stagionali nei cani e nei gatti. Questi includono:

  • Antistaminici: Possono ridurre il prurito e l’infiammazione.
  • Corticosteroidi: Utilizzati nei casi più gravi per controllare l’infiammazione e il prurito.
  • Immunoterapia: Consiste nell’esporre gradualmente l’animale all’allergene per ridurre la sensibilità.
  • Prodotti topici: Shampoo medicati e spray possono aiutare a lenire la pelle irritata.
  • Dieta ipoallergenica: Nei casi in cui l’allergia alimentare sia sospettata, una dieta speciale può aiutare.

Prevenzione e Cura Oltre ai trattamenti medici, ci sono alcune misure preventive che puoi adottare:

  • Mantieni la casa pulita e libera da polline e polvere.
  • Lava frequentemente il tuo animale per rimuovere allergeni dal pelo.
  • Utilizza purificatori d’aria per ridurre la quantità di allergeni nell’ambiente domestico.
  • Evita le passeggiate nei periodi di alta concentrazione di polline.

Conclusione Le allergie stagionali possono essere fastidiose, ma con la giusta diagnosi e trattamento, è possibile alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita del tuo animale. Osserva attentamente il comportamento del tuo cane o gatto durante la primavera e non esitare a consultare il veterinario se sospetti un’allergia.


Le informazioni hanno finalità educativa e non sostituiscono il parere del medico veterinario né una visita specialistica.

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 


dog-spring.jpg
18/Apr/2024


Introduzione La primavera è una stagione di rinascita e rinnovamento, non solo per noi ma anche per i nostri animali domestici. Con il cambiamento delle temperature e l’aumento dell’attività all’aperto, è importante preparare adeguatamente il tuo cane o gatto per affrontare al meglio questa stagione.

Controlli Veterinari di Primavera Prima di iniziare la stagione primaverile, è consigliabile un controllo veterinario completo. Questo permette di identificare e trattare eventuali problemi di salute che potrebbero essere stati trascurati durante l’inverno. Il veterinario può anche aggiornare le vaccinazioni e controllare la presenza di parassiti.

Prevenzione dei Parassiti Con l’arrivo della primavera, aumenta il rischio di infestazioni da pulci e zecche. Questi parassiti non solo causano disagio al tuo animale, ma possono trasmettere malattie gravi. Utilizza prodotti antiparassitari raccomandati dal veterinario e controlla regolarmente il pelo del tuo animale per individuare eventuali parassiti.

Cura del Pelo La primavera è il periodo in cui molti animali domestici perdono il pelo invernale. Spazzolare regolarmente il tuo animale aiuta a rimuovere i peli morti e ridurre la formazione di nodi. Inoltre, una buona spazzolatura stimola la circolazione sanguigna e favorisce un mantello sano e lucido.

Attività all’Aperto La primavera è il momento ideale per aumentare l’attività fisica del tuo animale. Lunghe passeggiate, giochi al parco e sessioni di addestramento all’aperto aiutano a mantenere il tuo cane in forma e felice. Anche i gatti possono beneficiare di un maggiore tempo all’aperto, purché siano supervisionati e in un ambiente sicuro.

Allergie Primaverili Come noi, anche gli animali possono soffrire di allergie stagionali. I sintomi includono prurito, starnuti, lacrimazione e problemi cutanei. Se noti questi segni nel tuo animale, consulta il veterinario per una diagnosi e un trattamento adeguato.

Conclusione Preparare il tuo animale per la primavera richiede attenzione e cura, ma i benefici sono numerosi. Un animale sano e felice può godersi appieno la stagione e tutte le attività che essa offre.


Le informazioni hanno finalità educativa e non sostituiscono il parere del medico veterinario né una visita specialistica.

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 





DA SEMPRE, CON VOI




+39 331 9145483 CLINICA

+39 349 6052345 BUIATRIA


AUTORIZZAZIONE SANITARIA 898/2012

Centro Veterinario San Martino – Via Pedemontana 122 Traversetolo (PR) – Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487 – Contatto Struttura Sanitaria: 052 1841900




Copyright Centro Veterinario San Martino 2018. Tutti i diritti riservati. P.IVA: 02782610345



Copyright Centro Veterinario San Martino 2018. Tutti i diritti riservati. P.IVA: 02782610345