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La leucemia felina: come aiuto il mio gatto?

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15/Mag/2022


La leucemia felina (FeLV) è una malattia contagiosa, molto diffusa tra i gatti, in cui causa un’elevata mortalità.

Come avviene il contagio da FeLV nel gatto?

Il virus della FeLV è trasmesso dal gatto infetto tramite saliva e secrezioni, quindi attraverso i contatti sociali e il grooming, ma può avvenire anche attraverso le ferite da morso ed è maggiore negli ambienti ad alta densità felina come le colonie sul territorio.

Una gatta, se è infetta, può trasmettere l’infezione ai gattini durante la gravidanza. La malattia colpisce di preferenza i gatti giovani, in particolari quelli randagi o che vivono all’aperto.

Una parte dei gatti che infetti riesce ad eliminare il virus spontaneamente e diventare immune, anche se non è nota la durata dell’immunità naturale. Nei gatti in cui non si sviluppa l’immunità il virus invade l’organismo, in particolare il midollo osseo, dove si producono le cellule del sangue e quelle responsabili delle difese immunitarie.

Come capire se il gatto ha la FeLV?

Le manifestazioni riconducibili alla FeLV sono estremamente variabili ma la perdita di peso è uno dei primi segni clinici di deterioramento delle condizioni del gatto. Tra gli altri sintomi possono comparire depressione, vomito, sintomi neurologici e perdita di appetito.

Un test specifico permetterà di verificare se il gatto ha contratto il virus.

Come si previene la FeLV del gatto?

L’unico modo per proteggere il nostro gatto è sottoporlo a controlli periodici e test specifici dal veterinario, in modo da poter intervenire tempestivamente e di evitare l’insorgere di altre malattie.

Ci sono diverse accortezze che permettono di ridurre le probabilità di contagio:

  • Sterilizzarei gatti entro l’anno di età in modo da evitare accoppiamenti a rischio e lotte con altri gatti. La sterilizzazione è indicata anche nei gatti già infetti, in modo da evitare la trasmissione della malattia ai gatti sani.
  • Vaccino: la vaccinazione per la FeLV è consigliata in tutti i gatti che hanno la possibilità di uscire all’esterno ed entrare in contatto con gatti potenzialmente infetti. Prima di procedere, è però necessario effettuare un esame del sangue per capire se il gatto è già stato infettato.
  • Testare per la FeLV tutti i nuovi individui che vengono introdotti all’interno di un gruppo di gatti.

E se il gatto è FeLV-positivo?

Purtroppo non esiste ancora una cura per la FeLV, ma per pazienti malati una buona nutrizione, condizioni igieniche ottimali, controlli periodici e tanta buona volontà da parte dei loro compagni umani, sono essenziali per mantenere buone condizioni di salute e vivere a lungo.


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27/Mar/2022


L’orecchio esterno è formato dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno, che sono ricoperti da un epitelio contenente follicoli piliferi e diversi tipi di ghiandole, come quello che ricopre la maggior parte del corpo.

L’otite viene classificata come esternamedia o interna in base a quale tratto dell’orecchio è interessato; l’otite esterna é la più frequente nei nostri amici a quattro zampe, però purtroppo spesso l’otite esterna può estendersi all’orecchio medio, poiché orecchio esterno ed orecchio medio sono separati solo dal sottile timpano.

L’otite esterna nel cane è uno dei motivi più frequenti di visita dal veterinario, e le cause sono frequenti: corpi estranei auricolari, otiti parassitarie, forme allergiche, neoplasie,..

Nel gatto l’otite esterna è meno frequente ma comunque presente, spesso provocata da parassiti come gli acari.

Quali sono i principali campanelli d’allarme che devono far pensare ad una possibile otite esterna?

Scuotimento della testa, prurito a livello della regione auricolare (l’animale può strusciare la testa a terra o contro piante, mobili e pareti oppure può grattarsi con le zampe), presenza di materiale nei condotti uditivi, cattivo odore e nei casi più gravi testa inclinata da un lato.

La visita ha come obiettivo quello di identificare l’eventuale presenza di fattori predisponenti o di cause primarie di otite esterna (parassitosi, corpi estranei quali i cosiddetti forasacchi, forme allergiche, neoformazioni, etc) e le cause secondarie, quali batteri e lieviti, agenti eziologici normalmente presenti nel condotto uditivo ma che possono aumentare quando l’equilibrio viene a mancare.

Le otiti, sopratutto se trascurate o non trattate nel modo corretto, sono spesso un problema frustrante per il proprietario e fastidioso/doloroso per il nostro pet, è quindi importante affrontare il problema alla comparsa dei primi sintomi in modo tale da evitare complicanze ed arrivare ad una rapida guarigione!!





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