Buiatria - Centro Veterinario San Martino - Page 9

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26/Mag/2020

Parlando di acqua in ambito zootecnico molto spesso ci si sofferma a considerare esclusivamente la quantità assunta, ma un aspetto che meriterebbe più attenzione è la sua qualità!

Infatti, acqua di scarsa qualità può determinare l’insorgenza di problemi sanitari e riduzione delle performance zootecniche, oltre che danni alle attrezzature.

L’impiego di acqua contaminata da microrganismi in allevamenti di bovine da latte può avere un impatto negativo anche sulla salute della mammella e qualità del latte prodotto.

In queste realtà l’acqua è utilizzata principalmente per l’abbeverata e per il lavaggio dell’impianto di mungitura e di stoccaggio del latte.

Bovine che assumono acqua di bevanda contaminata da germi responsabili di mastite contribuiscono alla contaminazione fecale dell’ambiente, aumentando la carica microbica ambientale e il rischio di infezione mammaria.

La contaminazione dell’acqua può avvenire alla fonte, lungo le tubazioni, serbatoi o all’interno degli abbeveratoi se non installati correttamente e non puliti frequentemente.

Anche impianti di mungitura apparentemente puliti possono accumulare un’elevata quantità di batteri sulla loro superficie durante l’intervallo tra le mungiture con ripercussioni negative sulla salute della mammella e aumento della carica batterica del latte.

L’inadeguata pulizia dell’impianto, oltre a essere dovuta a un insufficiente processo di pulizia e disinfezione, può essere il risultato dell’utilizzo di acqua di lavaggio contaminata.

Pertanto, considerando i potenziali effetti negativi sulla salute delle bovine e sulla qualità del latte prodotto, sarebbe opportuno effettuare periodiche analisi dell’acqua al fine di accertarne la buona qualità.

 


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06/Apr/2020


La mastite da E. coli può causare la morte di una bovina in meno di 24 ore.

Per saperne di più…

dedica 2 minuti alla lettura di questo articolo.

 

Escherichia coli è un batterio coliforme gram negativo che vive a livello intestinale ed è considerato un agente di mastite ambientale.

Come tutti i batteri gram negativi possiede una parete cellulare costituita da lipopolisaccaridi (LPS) che, in seguito alla lisi del batterio, vengono liberati e innescano una forte reazione immunitaria responsabile della sintomatologia clinica.

Come si presenta una mastite da E. coli?

La mastite da E. coli può presentarsi con diversa gravità e generalmente è di durata limitata perché spesso il sistema immunitario della bovina è in grado di eliminare con successo l’infezione. Per cui, episodi di mastite cronica sono eventi molto rari.

Nel caso di mastite clinica grave si può assistere a febbre, notevole calo della produzione lattea, anoressia e shock endotossico con la bovina a terra gravemente debilitata.

Come si effettua la diagnosi?

Così come altri patogeni, E. coli non si può identificare con la sola osservazione dei segni clinici ed è necessario eseguire l’esame batteriologico su campioni di latte prelevati in sterilità dai quarti interessati.

In che modo avviene l’infezione?

Essendo E. coli presente nell’ambiente in cui vivono le bovine, causa mastite quando i capezzoli sono esposti a un livello di carica batterica ambientale sufficientemente alto da causare infezione.

Trattamento

In caso di mastite lieve o moderata sarebbe necessario consultare il proprio veterinario per decidere se iniziare un trattamento, mentre in caso di mastite grave sarebbe opportuno adottare uno specifico protocollo terapeutico sviluppato con la collaborazione del veterinario.

Prevenzione delle mastiti da E.coli: occhio all’ambiente

L’obiettivo è la riduzione della carica batterica ambientale a cui sono esposti i capezzoli.

Per ottenere ciò è necessario garantire luoghi di riposo confortevoli e puliti ed evitare il sovraffollamento, soprattutto durante i periodi in cui le bovine sono esposte a stress termico.

Le bovine a maggiore rischio sono quelle fresche, quelle ad alta produzione e quelle in asciutta.

Infine, si potrebbe considerare l’impiego della vaccinazione in quanto consente di ridurre l’incidenza e la gravità delle mastiti causate da E. coli.

Ricapitolando…

  • E. coli è responsabile di mastiti di origine ambientale quando i capezzoli sono esposti a umidità, fango e letame.
  • La maggior parte delle mastiti da E. coli ha una durata breve e in molti casi si assiste a guarigione spontanea.
  • La decisione se trattare o meno mastiti cliniche lievi e moderate richiede il parere del proprio veterinario, mentre sarebbe opportuno adottare uno specifico protocollo terapeutico nel caso di mastiti cliniche gravi.
  • Per il controllo dell’infezione bisogna considerare semplicemente il principio di allevare le bovine in un ambiente asciutto, pulito e privo di stress.
  • La vaccinazione contribuisce alla riduzione dell’incidenza  e della gravità delle mastiti causate da E. coli.

 


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28/Mar/2020


Prototheca spp. è un’alga unicellulare presente a livello ambientale e responsabile di infezioni mammarie di difficile gestione.

Come si presenta una mastite da Prototheca?

L’infezione mammaria è subclinica e spesso persistente, con il costante rialzo delle cellule somatiche ed eliminazione intermittente della microalga con il latte.

Nel corso di infezioni croniche subcliniche, si può assistere all’occasionale sviluppo di segni di mastite clinica di entità lieve o moderata.

Le mastiti da Prototheca non guariscono spontaneamente durante la lattazione e possono addirittura persistere durante la fase di asciutta fino a ripresentarsi alla successiva lattazione.

Fonti di infezione

Prototheca è ubiquitaria a livello ambientale e può contaminare abbeveratoi, mangiatoie, lettiere e impianto di mungitura soprattutto in presenza di umidità e materiale organico.

La contaminazione ambientale può essere amplificata dall’eliminazione fecale da parte dei capi presenti in allevamento se questi assumono alimenti o acqua contaminati.

Un ulteriore punto critico per la trasmissione dell’infezione è la mungitura. Modalità di mungitura non ottimali dal punto di vista igienico possono facilitare  la trasmissione di Prototheca in modo contagioso da bovina infetta a bovina sana mediante il latte infetto.

Come si effettua la diagnosi?

La diagnosi si ottiene esclusivamente mediante esami di laboratorio.

Trattamento

Le mastiti da Prototheca sono refrattarie ai trattamenti antimicrobici.

Prevenzione e controllo delle mastiti da Prototheca

La gestione delle mastiti da Prototheca è molto complicata ed è opportuno tenere presenti le principali azioni utili per limitare la contaminazione ambientale e le conseguenti infezioni mammarie:

  • Monitoraggio dell’infezione nella mandria con analisi di campioni di latte di massa;
  • Precoce identificazione degli animali infetti e loro separazione in mungitura;
  • Identificazione e controllo delle fonti di infezione ambientale (acqua di abbeverata, alimenti, lettiera);
  • Implementazione del sistema di disinfezione dei capezzoli;
  • Manutenzione dell’impianto di mungitura.

Ricapitolando…

  • Prototheca è un’alga ubiquitaria responsabile di mastiti subcliniche persistenti.
  • I trattamenti antimicrobici sono inefficaci.
  • Il controllo dell’infezione richiede l’adozione di misure igienico-sanitarie che riducano la contaminazione ambientale e impediscano la trasmissione dell’infezione in mungitura.

 


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10/Feb/2020


Staphylococcus aureus è un agente patogeno contagioso ed è considerato uno dei più importanti agenti di mastite per il suo notevole impatto economico nell’allevamento di bovine da latte.

Infatti, è in grado di determinare profonde infezioni del tessuto mammario che spesso esitano in una notevole riduzione della produzione lattea.

Come si presenta una mastite da S. aureus?

La più comune tipologia di infezione è la mastite cronica subclinica, che richiede la valutazione della SCC per poter essere identificata.

Tuttavia, ciò che ne complica l’identificazione è l’andamento altalenante della SCC dovuto all’eliminazione intermittente del microrganismo.

Oltre a mastiti subcliniche, S. aureus può causare mastite clinica di entità variabile da lieve a grave e alcuni ceppi altamente patogeni possono occasionalmente causare mastiti gangrenose.

Fonti di infezione

S.aureus si comporta come un classico agente di mastite contagioso: si trasmette quando i capezzoli di bovine sane entrano in contatto con latte infetto che spesso origina da mammelle di bovine con mastite subclinica. Quindi uno dei momenti critici per la trasmissione è la mungitura.

Come si effettua la diagnosi?

La diagnosi eziologica avviene tramite l’esame batteriologico dei campioni di latte ottenuti da quarti con sospetta infezione.

Per una corretta crescita e identificazione del batterio sono necessari specifici terreni di coltura e appositi test che permettono di differenziare S. aureus da altri Stafilococchi.

Poiché l’eliminazione del microrganismo è intermittente, sono necessari campionamenti multipli in modo tale da evitare falsi negativi.

Trattamento

Nessuno dei casi di mastite da S.aureus guarisce spontaneamente.

Le percentuali di guarigione in seguito a trattamento antibiotico sono basse e per tale motivo risulta fondamentale consultare il proprio veterinario per decidere se iniziare o meno un trattamento.

Per le bovine che non rispondono al trattamento è opportuno considerare l’isolamento o la riforma.

Inoltre, è importante sottolineare che una bovina trattata va gestita con cautela perché potenzialmente contagiosa. Infatti, subito dopo il trattamento può esserci un rapido calo della SCC ma dopo alcuni mesi S. aureus può riprendere la crescita, determinando nuovamente il rialzo della SCC.

Prevenzione e controllo della mastite da S.aureus: 6 punti chiave

  • Implementazione del sistema di post-dipping e igiene della mungitura;
  • Utilizzo dell’antibiotico intramammario per ogni quarto di ogni bovina alla messa in asciutta con lo scopo di trattare le bovine con infezione subclinica identificate o trattate durante la lattazione;
  • Appropriato trattamento dei casi clinici. Necessario avere registro dei casi clinici e monitorare i risultati dei trattamenti;
  • Riforma delle bovine cronicamente infette per evitare che possano essere fonte di infezione per altre bovine.
  • Regolare manutenzione dell’impianto di mungitura;
  • Vaccinazione per ridurre incidenza e durata delle mastiti da S. aureus.

Ricapitolando…

  • S. aureus si trasmette mediante il contatto con latte infetto, pertanto, la mungitura è un momento critico per lo sviluppo di nuove infezioni.
  • Il trattamento è efficace solo in alcuni casi.
  • Il controllo delle mastiti da S. aureus si ottiene con successo prevenendo le nuove infezioni e riformando le bovine con infezione cronica.

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21/Gen/2020


La mastite subclinica (che nel nostro caso colpisce la bovina da latte) ..

… è definita come un’infiammazione della mammella nel corso della quale il latte conserva il suo normale aspetto ma contiene un numero eccessivo di cellule infiammatorie.

Queste ultime appartengono alla linea dei globuli bianchi e sono comunemente chiamati neutrofili.

Questi migrano dalla circolazione sanguigna al punto di infezione della mammella con lo scopo di bloccare e distruggere i batteri lì presenti.

Quando nel latte si risconta un numero elevato di queste cellule infiammatorie, comunemente indicate come cellule somatiche, si può essere abbastanza certi che vi sia in atto un’infezione mammaria.

 


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12/Dic/2019


A differenza della mastite subclinica, in corso di mastite clinica il latte appare alterato e ciò che si osserva è conseguente all’infezione e alla risposta del sistema immunitario.

Il latte mastitico non può essere destinato al consumo umano, per cui è importante riconoscere e identificare precocemente i casi di mastite affinchè il latte non idoneo venga scartato.

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E una volta riconosciuta?

Una volta identificata la mastite clinica, le viene assegnato un grado (1, 2, 3) basandosi sulla tipologia di segni clinici e viene effettuato il prelievo di latte in sterilità.

 

Classificazione mastite clinica:

(1) Lieve: latte alterato senza segni clinici

(2) Moderata: latte alterato e rigonfiamento della mammella o quarto interessato

(3) Grave: latte alterato, gonfiore della mammella e segni sistemici (febbre, anoressia, brusco calo di produzione)

Risultato immagini per mastitis milk cattle coli

 

Perché effettuare il prelievo di latte?

L’identificazione dell’agente eziologico permette di effettuare un trattamento mirato!

Anche se la mastite può essere causata da una moltitudine di batteri, questi possono determinare gli stessi segni clinici, spesso molto lievi.

Quindi per poter identificare l’agente patogeno è necessario effettuare un prelievo di latte in sterilità e sottoporlo all’esame batteriologico.

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E se non vengono rilevati batteri?

Quando analizzati campioni provenienti da bovine con alterazioni del latte, può non essere possibile rinvenire batteri.

Ciò non vuol dire che non ci siano batteri come causa dell’infezione ma è un segno di risposta immunitaria efficace che riduce il numero di batteri al di sotto del limite minimo di rilevamento.

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26/Nov/2019


in poche parole …

La mastite è l’infiammazione della ghiandola mammaria ed è causata principalmente da batteri.

(e talvolta anche da lieviti e alghe unicellulari come la Prototheca)

La condizione patologica si instaura quando l’esposizione dell’APICE del capezzolo ai batteri supera l’abilità delle difese immunitarie della bovina.

La più importante difesa è rappresentata dalla barriera cutanea all’apice del capezzolo.

Quando l’esposizione batterica supera la resistenza, si instaura un’infezione batterica del tessuto secretorio della bovina e la patologia che ne consegue può essere subclinica o clinicamente manifesta.

CAPIRE QUESTE poche righe ci permette di CAPIRE come PREVENIRE la patologia

….. seguite i prossimi articoli ….

 

 

 


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19/Nov/2019


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26/Ott/2019


Monitoraggio aziendale:

Qual è la definizione di mastite clinica in azienda?

È la stessa per il mungitore, l’allevatore e il veterinario?

Un modo semplice per assicurarsi che sia usata la definizione standard è accertare che prima di ogni mungitura venga effettuata l’eliminazione dei primi getti di latte e che questi siano osservati dal mungitore.

 

Perché è importante l’eliminazione dei primi getti di latte?

L’osservazione del latte è l’unico metodo che permette di identificare i casi di mastite clinica lieve.

Per quanto sia immediato pensare che questa pratica dovrebbe essere effettuata, in realtà non tutti la attuano.

Considerando che circa il 50% delle mastiti cliniche si presenta in forma lieve, l’identificazione precoce garantisce un maggiore benessere animale perché è possibile effettuare un miglior trattamento.

Risultato immagini per cattle stripping

 

Registrazione dei dati

All’interno di un completo programma di controllo delle mastiti cliniche, bisogna assicurarsi che per ciascuna bovina siano registrati i dati sanitari.

Dovrebbero essere inclusi l’identificazione della bovina, i casi di mastite clinica e la loro gravità (1,2 o 3), il trattamento effettuato, i giorni in cui il latte è stato scartato (periodo in cui il latte è alterato + tempo di sospensione dopo il trattamento).

La regolare revisione dei trattamenti registrati è un modo eccellente per controllare l’efficacia del piano di controllo della salute della mandria.

 

 

Ricapitolando…

  • La mastite è una patologia frequente nell’allevamento della bovina da latte e dovrebbe essere messo in pratica un efficiente sistema per identificarla, monitorarla e gestirla. Un’importante azione da intraprendere per controllare le mastiti cliniche è garantirne l’identificazione mediante l’osservazione dei primi getti di latte prima di ogni singola mungitura.
  • La mastite clinica può essere causata da diversi batteri e l’unico modo per determinare il trattamento corretto è l’identificazione dell’agente eziologico.

 


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10/Ott/2019


ANDARE in FIERA o STARE a CASA?

questo è il dilemma ..

dipende da come si vive l’esperienza …

è vero, le vere novità zootecniche non escono ogni anno, e spesso “cisonosemprelestessecose e cisonosemprelestessepersone”

.. MA …

forse anche questo è il bello della FIERA, …. ritrovarsi con persone che si conoscono agli stand che si conoscono, e magari è proprio li ..

FACENDO DUE CHIACCHIERE che si imparano cose nuove, che vengono in mente cose nuove, e che si definiscono progetti e si stabiliscono i budget per l’anno successivo.

Nell’ambito della zootecnica da latte, ogni anno in Italia si ripresenta sempre la solita FIERA, … a Ottobre, …. a Cremona

E VI ASSICURO, che ogni anno, ANDANDO IN FIERA si imparano sempre cose nuove, ….

ma ad un solo PATTO, ….. RELAZIONARE … chiedere, informarsi …. QUESTO è un diritto e un dovere formativo di ogni bravo TECNICO, CONSULENTE, e imprenditore AGRICOLO ZOOTECNICO

QUINDI

Buona FIERA A TUTTI (la prossima è dal 23 al 26 ottobre a Cremona)

… CI VEDIAMO LA’ …

MM





DA SEMPRE, CON VOI




+39 331 9145483 CLINICA

+39 349 6052345 BUIATRIA


AUTORIZZAZIONE SANITARIA 898/2012

Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487




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