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Adozione o acquisto?

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La scelta del cane segue spesso una linea di pensiero poco razionale, a meno che non sia un soggetto da lavoro: abbiamo incrociato il suo sguardo per strada e ci siamo innamorati di tale razza, oppure siamo stati in canile, o ancora la cagna dei nostri amici ha fatto dei morbidi e teneri cuccioli.

I PRO DI UN CANE DI RAZZA

Carattere, socievolezza, estetica, esenzione da alcune malattie genetiche: un allevatore responsabile, per una cifra giusta, vi darà in cambio un cane in buone condizioni di salute, che ha passato il giusto tempo a contatto con madre e fratelli in modo da sapersi approcciare agli altri individui; molti allevatori oggigiorno si avvalgono di figure esperte per seguire dal punto di vista cognitivo-comportamentale le cucciolate fino al giorno in cui andranno nelle loro nuove famiglie.
Diffidate di chi vi vende un cane senza documenti (o con rincaro del prezzo se li richiedete), separato dalla madre prima dei 60 giorni, senza vaccinazione e profilassi, senza pedigree: non si tratta di “abiti griffati”! Un cane sprovvisto di pedigree emanato dall’ENCI non può essere considerato un “cane di razza” ed è illegale la compravendita.

Le tariffe previste per ottenere il pedigree sono riportate sul sito ufficiale dell’ENCI  e non sono elevate! (sito dell’ENCI)

 

I PRO DI UN’ADOZIONE

Un terno al lotto? Si, ma non sempre: un cane di 2-3 anni abbandonato è un animale giovane e può avere un carattere mite ed equilibrato; se invece desiderate un compagno per una persona anziana, un cane adulto-anziano potrebbe essere la scelta migliore, e sicuramente sarà un gesto di estrema generosità per un soggetto che ha passato del tempo in canile.

In canile gli animali vengono controllati dal veterinario e se hanno dei problemi di salute questi vengono segnalati: non ci sono “sorprese” da questo punto di vista.

Infine, i cuccioli sono tutti belli, tutti adorabili, e tutti diversi: l’espressione “genetica” della loro unicità potrebbe colpirvi molto più di un cane perfettamente identico ai suoi genitori.

 

Siete ancora in dubbio? Fate un giro in canile, chiedete al vostro veterinario se conosce un allevatore serio (vale la pena anche fare qualche chilometro per raggiungerlo).

 

Dopo aver ragionato, è giusto lasciarsi guidare dall’istinto! Ogni legame è unico.

 


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Posso uscire con il mio cucciolo di cane prima di averlo completamente vaccinato?

Questa domanda è tra le più frequenti durante la prima visita medica: perché, se è così importante farli socializzare, il mio veterinario mi sconsiglia di farlo? Sarà così importante questo vaccino?

Le malattie infettive sono numerosissime, molte fortunatamente non sono mortali, ma altre invece sì, in particolare nei primi mesi di vita. Contro di esse abbiamo un’unica arma veramente efficace ed è il vaccino. I cuccioli sono inizialmente protetti dal colostro della mamma, ma questa immunità  diminuisce in qualche settimana, ed espone il cucciolo che è particolarmente sensibile in particolare alla gastroenterite da parvovirus.

Dobbiamo mettere sul piatto della bilancia la salute e la socializzazione: è fondamentale, senza dubbio, preservare la loro sicurezza. Se desiderate assicurarvi una buona socializzazione, le soluzione sono molteplici:

  • adottate/comprate un cane che abbia passato il giusto tempo in compagnia della madre e dei fratelli: non prima dei 60 giorni e possibilmente anche un po’ di più
  • fatelo socializzare con adulti di cui conoscete lo stato di salute e la regolare vaccinazione/profilassi

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5 COSE DA SAPERE SULLA TOXOPLASMOSI

La toxoplasmosi è una zoonosi  tra le più diffuse al mondo ed è causata da un microrganismo che può infettare molte specie animali: un vero opportunista! Questo piccolo parassita va a “incistarsi” nei vari tessuti e poi rimane lì senza fare danni per il resto della vita dell’ospite, a meno che quest’ultimo non sviluppi una grave compromissione del sistema immunitario. Dove va a “nascondersi”? Ovunque: muscoli, polmoni, cervello, fegato, tratto gastro-enterico. Viene poi disseminato nell’ambiente con le feci del gatto infetto, che rappresentano fonte di infezione per tutti gli altri animali (in particolare gli erbivori), e il suo “serbatoio ambientale”, l’animale attraverso cui continua a poter infettare il gatto, è rappresentato dal topo.

Sono incinta, devo dare via il mio gatto?

Quante volte ai veterinari viene posta questa domanda! La risposta, come capirete leggendo questi 5 punti chiave, è chiaramente negativa: con le dovute accortezze, il nostro amato felino domestico rappresenta un rischio che nel tempo, purtroppo, è sempre stato sovradimensionato.

1. IL TOXOPLASMA SI TROVA NELLA CARNE CRUDA O POCO COTTA E NELLA VERDURA CONTAMINATA NON ACCURATAMENTE LAVATA

Il toxoplasma viene trasmesso da un animale all’altro (incluso l’uomo) attraverso l’alimentazione con carne infetta, o ingestione di frutta e verdura dell’orto che non sia stava accuratamente lavata sotto l’acqua corrente (qui il rischio è rappresentato dalla possibile presenza di feci di gatto contententi il Toxoplasma). Solitamente, gli erbivori si infettano con la contaminazione del terreno e dei mangimi, mentre i carnivori mangiando la carne cruda degli animali infetti: un bel circolo vizioso!

2. PRESA UNA VOLTA, LA TOXOPLASMOSI NON SI PRENDE PIÙ

Il soggetto che contrae una toxoplasmosi resta protetto per tutta la vita, e questo vale sia per gli animali che per l’uomo. Solo negli individui con gravi carenze nelle difese immunitarie il microrganismo può tornare aggressivo. Questo significa anche che il vostro gatto, se si è ammalato di toxoplasmosi qualche anno fa, non potrà mai più trasmettervela.

3. LA TOXOPLASMOSI IN GRAVIDANZA RAPPRESENTA UN PERICOLO PER IL FETO

Le donne incinte vengono attentamente controllate, se negative al primo controllo, durante tutto il corso della gravidanza: non esiste un vaccino, bisogna quindi adottare una serie di comportamenti igienici per ridurre il rischio di ammalarsi in questo momento delicato.
I consigli sono di:

  • lavare accuratamente frutta e verdura sotto abbondante acqua corrente e se possibile cuocerla o eliminare la buccia
  • maneggiare carne cruda o poco cotta con cautela, usando dei guanti o lavandosi accuratamente le mani subito dopo
  • la carne va mangiata esclusivamente ben cotta
  • chiedere ad altri familiari di pulire le lettiere dei gatti, anche se il rischio in questo caso è presente solo se le feci rimangono in lettiera più di 2-3 giorni (necessitano di temperatura e umidità elevate per diventare pericolose); se non è possibile, usare dei guanti o lavare accuratamente le mani subito dopo
  • limitare giardinaggio nell’orto o usare delle precauzioni, ad ogni modo evitare di toccarsi viso, occhi e bocca senza essersi lavate le mani

Siamo ancora convinti che il nostro amico gatto domestico sia il nemico numero uno? E se vi dicessi che è una malattia professionale per chi lavora nell’industria della carne (macello, sezionamento), dove i gatti non entrano?

4. LA TOXOPLASMOSI È UNA MALATTIA DEL GATTO, MA… TUTTI SI AMMALANO, POCHI NE SOFFRONO

La toxoplasmosi è raramente sintomatica, per questo motivo è così diffusa fra gli animali domestici; le forme più gravi sono legate alla trasmissione madre-feto durante la gravidanza.
I gattini infettati in utero possono mostrare segni di infezione dopo la nascita e le infezioni prenatali dei gattini sono spesso fatali.

E il gatto adulto? Non è chiaro ancora, ma si presume che l’immunosoppressione da patogeni virali come FIV e FeLV possa essere un fattore chiave. I gatti in questo caso mostrano segni di infezione sistemica (febbre, anoressia, dolori addominali, dispnea, infiammazione oculare, disturbi nervosi); a volte possono avere diarrea, in concomitanza con l’eliminazione del parassita.

5. IL CANE NON TRASMETTE MAI LA TOXOPLASMOSI MA… PUÒ SOFFRIRNE

A meno che non desideriate mangiare il vostro cane, le probabilità che vi infetti con questo parassita sono pari a zero. Occasionalmente, i cani infettati possono presentare una forma acuta con segni neuromuscolari.

 

 

Per saperne di più:

Il sito dell’Istituto Superiore di Sanità
Le linee guida ESCCAP


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ATTENZIONE ALLA PROCESSIONARIA

In questo periodo dell’anno c’è un insetto che se incrocia la strada del nostro animale deve farci preoccupare: la processionaria è la larva di una falena che viene chiamata così perché si sposta in fila indiana con i suoi consimili, solitamente in prossimità dei pini. Si presenta come un innocuo “bruchetto” ricoperto di peli che in fila indiana sembra un esemplare unico e infinito.

 

I peli di processionaria sono urticanti e causano una violenta infiammazione pruriginosa della cute o della mucosa con cui vengono a contatto, portandola rapidamente a necrosi: naso, labbra e lingua sono i più colpiti, mentre a volte a causa del tentativo di “liberarsi” con le zampe troviamo delle lesioni anche sugli arti. Nei soggetti predisposti, può anche portare a uno shock anafilattico.

 

L’ANIMALE VIENE A CONTATTO CON LA PROCESSIONARIA

Solitamente, quanto più le lesioni sono estese, tanto più è a rischio la vita dell’animale: l’infiammazione a livello del cavo orale può portare a difficoltà a deglutire e a respirare, e molto spesso è fondamentale l’intervento del chirurgo per rimuovere tutte le lesioni necrotiche.

 

L’ANIMALE INGERISCE LA PROCESSIONARIA

Se l’animale ingerisce i peli urticanti o la processionaria stessa può andare incontro a febbre, vomito, diarrea emorragica, perché a livello della sua mucosa intestinale ci saranno le stesse lesioni che i peli provocano sulla cute. In questo caso, purtroppo, il rischio di morte è ancora più alto.

 

PRONTO INTERVENTO

La prima cosa da fare è contattare un veterinario al più presto: innanzitutto perché l’animale rischia una necrosi più estesa se non si interviene rapidamente, inoltre il dolore è molto intenso e può essere gestito solo con la terapia farmacologica.

Il veterinario provvederà a somministrare un antidolorifico, eventualmente effettuerà una sedazione per ripulire le zone lese, somministrerà la terapia che consiste in una protezione antibiotica per le lesioni e un antinfiammatorio per tentare di contrastare la violenta cascata infiammatoria che si innesca. Spesso sarà necessario un ricovero ospedaliero per dare il tempo e l’opportunità all’animale di ristabilirsi. L’alimentazione assistita tramite sondino, in questi casi, è fondamentale per la sopravvivenza del paziente.

 

UN PERICOLO PER TUTTI

Nella mia esperienza, sono i cani, che con la loro frenesia non alzano mai il naso dal terreno, ad entrare più spesso in contatto con le larve di processionaria. Più raramente, i gatti, giocosi ma prudenti, possono essere feriti da questo insetto. Non bisogna dimenticare che può essere un pericolo anche per noi, in particolare per i bambini: se sospettate la presenza di un nido, verificate le indicazioni del vostro comune al riguardo (Parma).


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10/Lug/2019


CHI CERCA TROVA !!!

Lo sapevate che vi sono una bella quantità di malattie che circolano nelle stalle di bovine da latte ???

E la vitellaia è una delle aree più colpite …

… chi cerca … TROVA !!!

negli ultimi anni mi è spesso capitato di isolare da casi di mortalità in vitellaia …

la SALMONELLA

batterio piuttosto NOCIVO, che spesso causa epidemie con elevata morbilità e mortalità nelle vitellaie, soprattutto in aziende con più di 200 capi in lattazione …

“IO nella mia stalla NON CE L’HO !!! ” affermano in molti allevatori ….

ma siamo proprio sicuri di averla cercata ???

CHI CERCA TROVA …

e se cercate … e la trovate ….

e …. DOVETE SAPERE che poi SCATTANO dei provvedimenti da parte della AUSL competente per il territorio (si crea un cosidetto “FOCOLAIO” che deve essere sottoposto a provvedimenti di POLIZIA VETERINARIA) …

MA ATTENZIONE ….

NESSUNA PAURA …

sarà necessario METTERE IN ATTO un piano di BIOSICUREZZA concertato tra allevatore, veterinario aziendale e veterinari ASL, al fine di “CONTROLLARE,… se non ERADICARE la malattia dal vostro allevamento”

vedrete che NEI PROSSIMI ANNI, sulla SALMONELLOSI …. ne vedremo delle belle !

Ma COME é ENTRATA IN ALLEVAMENTO?

a questa domanda non vi è facile risposta …. chiedete consulto al vostro veterinario di fiducia ….





DA SEMPRE, CON VOI




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Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487




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