prevenzione - Centro Veterinario San Martino

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15/Apr/2026


La protezione antiparassitaria rappresenta uno degli aspetti fondamentali della medicina preventiva nel gatto. Pulci, zecche e parassiti interni non sono soltanto un fastidio, ma possono compromettere seriamente il benessere dell’animale, causare patologie anche importanti e, in alcuni casi, rappresentare un rischio per l’uomo.

Per questo motivo, impostare un corretto piano antiparassitario è una scelta di responsabilità che dovrebbe accompagnare il gatto durante tutto l’arco della sua vita, adattandosi alle sue abitudini e al contesto in cui vive.

Perché è importante proteggere il gatto dai parassiti

I parassiti esterni e interni possono avere conseguenze molto diverse, che vanno dal semplice prurito a problemi clinici più complessi. Le pulci, ad esempio, possono provocare dermatiti allergiche, anemia (soprattutto nei gattini) e fungere da veicolo per alcuni parassiti intestinali. Le zecche, sebbene meno frequenti nel gatto rispetto al cane, possono trasmettere agenti patogeni e causare infiammazioni locali.

I parassiti intestinali, invece, possono rimanere silenti per lungo tempo oppure manifestarsi con sintomi come diarrea, vomito, dimagrimento e pelo opaco. In alcuni casi, soprattutto nei soggetti giovani, anziani o debilitati, possono incidere in modo significativo sulla salute generale.

Il gatto che vive in casa è davvero al sicuro?

Uno dei dubbi più frequenti riguarda i gatti che vivono esclusivamente in appartamento. È importante sapere che vivere in casa non equivale a rischio zero.
Le pulci possono essere trasportate all’interno dell’abitazione attraverso scarpe, vestiti, borse o altri animali. Inoltre, balconi, terrazzi, giardini condominiali o semplici contatti occasionali con l’esterno possono rappresentare una fonte di esposizione.

Il livello di rischio è sicuramente inferiore rispetto a un gatto che esce regolarmente, ma questo non significa che la prevenzione possa essere trascurata. La strategia antiparassitaria va quindi modulata in base allo stile di vita reale del gatto.

I principali parassiti del gatto

Parassiti esterni

Tra i più comuni troviamo:

  • Pulci, responsabili di prurito, lesioni cutanee e dermatite allergica
  • Zecche, più presenti nei gatti che frequentano aree verdi
  • Acari, che possono causare problemi cutanei e auricolari

Anche quando non sono visibili a occhio nudo, questi parassiti possono essere presenti e causare disturbi progressivi.

Parassiti interni

I più frequenti sono i vermi intestinali, che il gatto può contrarre ingerendo pulci, cibo contaminato o piccole prede. In molti casi l’infestazione non dà sintomi evidenti, ma può comunque influire negativamente sulla salute dell’animale.

Quali antiparassitari esistono per il gatto

In commercio sono disponibili diverse tipologie di antiparassitari, ciascuna con indicazioni specifiche.

Spot-on (pipette)

Sono tra i prodotti più utilizzati. Si applicano direttamente sulla cute, in genere una volta al mese.
Sono pratici, ben tollerati dalla maggior parte dei gatti e garantiscono una protezione efficace se applicati correttamente.

Collari antiparassitari

Offrono una protezione di lunga durata e possono essere utili nei gatti che vivono all’esterno. È importante però valutare la tollerabilità del singolo gatto e scegliere prodotti specifici per la specie felina, dotati di sistemi di sicurezza.

Spray e shampoo

Vengono usati in situazioni particolari, come infestazioni importanti o su indicazione del veterinario. Possono risultare meno pratici nella gestione quotidiana.

Trattamenti combinati

Alcuni prodotti consentono di proteggere contemporaneamente da parassiti esterni e interni. La scelta di questi protocolli deve sempre essere personalizzata.

Come scegliere l’antiparassitario più adatto

La scelta dell’antiparassitario non dovrebbe mai essere casuale. Il veterinario valuta diversi fattori, tra cui:

  • stile di vita (gatto indoor o outdoor)
  • presenza di altri animali in casa
  • età e peso
  • stato di salute generale
  • eventuali precedenti reazioni a farmaci

⚠️ Un aspetto fondamentale riguarda la sicurezza:
i prodotti antiparassitari per cani non devono mai essere utilizzati sui gatti. Alcuni principi attivi, come la permetrina, sono estremamente tossici per la specie felina e possono provocare gravi sintomi neurologici anche in seguito a semplice contatto.

Ogni quanto va applicato l’antiparassitario

La frequenza di somministrazione dipende dal prodotto utilizzato e dal rischio a cui è esposto il gatto.
Nella maggior parte dei casi, i trattamenti hanno una durata mensile, ma la continuità è essenziale per mantenere la protezione nel tempo.

Interrompere o dimenticare le applicazioni può favorire nuove infestazioni, soprattutto nei periodi più a rischio o in ambienti già contaminati.

Non solo il gatto: l’importanza dell’ambiente

Nel caso delle pulci, l’animale rappresenta solo una parte del problema. Uova e larve possono essere presenti nell’ambiente domestico, rendendo inefficace il solo trattamento del gatto.

Per una prevenzione completa è utile:

  • lavare regolarmente cucce, coperte e tessuti
  • aspirare tappeti, divani e angoli della casa
  • trattare tutti gli animali conviventi secondo le indicazioni veterinarie

Effetti collaterali: cosa è normale e quando preoccuparsi

Gli antiparassitari moderni sono generalmente sicuri, ma come tutti i prodotti farmacologici possono causare effetti indesiderati, fortunatamente rari.

I più comuni sono:

  • lieve arrossamento o prurito nella zona di applicazione
  • temporanea perdita di pelo localizzata

Sintomi più gravi, come abbattimento, vomito persistente, tremori o difficoltà di coordinazione, richiedono invece un intervento veterinario immediato.

Conclusione

La prevenzione antiparassitaria è un pilastro fondamentale della salute del gatto. Un piano personalizzato, costruito insieme al veterinario, permette di proteggere efficacemente l’animale, riducendo il rischio di malattie e migliorando la sua qualità di vita.

Prendersi cura del proprio gatto significa anche prevenire, con scelte consapevoli e sicure, problemi che possono essere evitati con semplici ma fondamentali accorgimenti.

Per qualsiasi informazione contattaci allo 0521 841900.


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08/Apr/2026


La filariosi nel cane è una malattia parassitaria grave ma prevenibile, ancora molto diffusa in Italia. È causata da parassiti trasmessi dalle zanzare e può colpire organi vitali come cuore e polmoni. Spesso evolve in modo silenzioso e viene scoperta solo quando i danni sono già avanzati. Per questo informazione e prevenzione sono fondamentali.

In questo articolo spieghiamo cos’è la filariosi, come si manifesta, come viene diagnosticata e perché la prevenzione resta la strategia più efficace.

Che cos’è la filariosi nel cane

La filariosi (o dirofilariosi) è una malattia infettiva causata da nematodi (vermi) del genere Dirofilaria. Nel cane si distinguono due forme principali, diverse per localizzazione e gravità.

Filariosi cardiopolmonare (Dirofilaria immitis)

È la forma più pericolosa. I parassiti adulti vivono nel cuore e nelle arterie polmonari, dove possono raggiungere dimensioni importanti. La loro presenza provoca infiammazione, ostruzione del flusso sanguigno e sovraccarico cardiaco.

Se non trattata, la filariosi cardiopolmonare può portare a:

  • insufficienza cardiaca
  • ipertensione polmonare
  • danni irreversibili agli organi
  • nei casi gravi, morte dell’animale

Filariosi sottocutanea (Dirofilaria repens)

In questo caso i parassiti si localizzano nel tessuto sottocutaneo. Può manifestarsi con noduli o gonfiori sotto la pelle, spesso non dolorosi. È generalmente meno grave, ma va comunque diagnosticata e trattata correttamente.

Come si trasmette la filariosi

La filariosi non è contagiosa direttamente tra cani. La trasmissione avviene esclusivamente tramite la puntura di zanzare infette.

Il ciclo è questo:

  1. la zanzara punge un cane infetto e ingerisce le larve (microfilarie);
  2. le larve maturano all’interno della zanzara;
  3. con una nuova puntura, la zanzara trasmette le larve a un altro cane;
  4. nel tempo, le larve diventano parassiti adulti.

Per questo motivo:

  • il rischio aumenta nei mesi caldi;
  • anche i cani che vivono in casa non sono al sicuro;
  • la diffusione è favorita dai cambiamenti climatici.

Sintomi della filariosi nel cane

Uno degli aspetti più insidiosi della filariosi è che nelle fasi iniziali può non dare sintomi evidenti. Il cane può sembrare in salute per mesi o anni.

Sintomi iniziali

  • affaticamento dopo sforzi lievi
  • minore voglia di giocare
  • tosse occasionale

Sintomi avanzati (soprattutto nella forma cardiopolmonare)

  • tosse persistente
  • difficoltà respiratoria
  • dimagrimento
  • svenimenti
  • gonfiore dell’addome
  • debolezza marcata

👉 Quando compaiono questi segni, la malattia è spesso già in fase avanzata.

Come si diagnostica la filariosi

La diagnosi è di competenza veterinaria e si basa su più strumenti.

Test del sangue

Sono test rapidi e specifici che permettono di individuare:

  • antigeni dei parassiti adulti
  • presenza di microfilarie nel sangue

Esami di approfondimento

Nei casi positivi o sospetti possono essere indicati:

  • radiografie toraciche
  • ecocardiografia
  • esami ematochimici

Questi esami aiutano a valutare la gravità della malattia e a pianificare il trattamento più sicuro.

Cura della filariosi nel cane

Il trattamento varia in base alla forma e allo stadio della malattia.

Trattamento della filariosi cardiopolmonare

È un percorso complesso e delicato, che deve essere gestito esclusivamente dal veterinario. Può includere:

  • farmaci specifici per eliminare i parassiti adulti
  • terapia per le microfilarie
  • farmaci di supporto per cuore e polmoni
  • riposo rigoroso per settimane o mesi

In alcuni casi è necessario il ricovero o un monitoraggio frequente.

Trattamento della filariosi sottocutanea

Generalmente più semplice, ma comunque personalizzato in base al cane e alla localizzazione dei parassiti.

Prevenzione della filariosi: perché è fondamentale

La prevenzione è il vero punto di forza contro la filariosi. Evita la malattia e i trattamenti complessi.

Come si fa prevenzione

Oggi esistono diverse opzioni:

  • compresse orali mensili
  • prodotti spot-on
  • iniezioni a lunga durata

Il veterinario sceglie il protocollo più adatto considerando:

  • età e peso del cane
  • stile di vita
  • zona geografica
  • eventuali viaggi

👉 Prima di iniziare la prevenzione è importante eseguire un test diagnostico, soprattutto nei cani adulti.

Filariosi e viaggi: attenzione alle zone a rischio

Portare il cane in vacanza può aumentare il rischio di esposizione, soprattutto in:

  • zone umide
  • aree fluviali
  • regioni del Centro e Nord Italia

Conclusioni:

Se hai in programma un viaggio nelle zone a rischio o necessiti di maggiori informazioni contattaci allo 0521 841900.


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11/Mar/2026


La medicina veterinaria moderna si basa sempre più su un principio chiave: prevenire è meglio che curare. In questo contesto, il check-up annuale di cani e gatti rappresenta uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute degli animali da compagnia, migliorare la qualità della loro vita e aumentare l’aspettativa di sopravvivenza.

Molte patologie, infatti, soprattutto nelle fasi iniziali, sono silenziose e non mostrano sintomi evidenti. Il controllo periodico consente al Medico Veterinario di individuare precocemente alterazioni cliniche e laboratoristiche, intervenendo prima che la malattia si manifesti in forma conclamata.

🩺 Che Cos’è il Check-up Annuale

Il check-up annuale non è una semplice visita di controllo, ma un percorso diagnostico strutturato, personalizzato in base a:

  • specie (cane o gatto)
  • età
  • razza
  • stile di vita (indoor, outdoor, sportivo, sedentario)
  • stato fisiologico e anamnesi clinica

L’obiettivo è ottenere una valutazione completa dello stato di salute dell’animale, creando anche uno storico clinico utile per confronti futuri.

🔍 Perché il Check-up Annuale è Così Importante

1️ Diagnosi precoce

Molte malattie croniche (renali, epatiche, endocrine, cardiache) iniziano in modo subdolo. Il check-up permette di intercettarle in fase preclinica, quando le possibilità di controllo e gestione sono decisamente superiori.

2️ Monitoraggio nel tempo

Ripetere regolarmente gli stessi esami consente di:

  • individuare variazioni graduali
  • distinguere cambiamenti fisiologici da quelli patologici
  • adattare precocemente alimentazione e terapie

3️ Personalizzazione della prevenzione

Vaccinazioni, antiparassitari, nutrizione e integrazioni possono essere modulati sulle reali esigenze dell’animale, evitando protocolli standardizzati non sempre appropriati.

🧪 Cosa Comprende un Check-up Annuale Completo

✔️ Visita Clinica Generale

È il primo e fondamentale passaggio e include:

  • valutazione dello stato di nutrizione e della condizione corporea
  • controllo di cute e mantello
  • ispezione del cavo orale
  • palpazione addominale
  • auscultazione cardiaca e polmonare
  • valutazione locomotoria e neurologica

Spesso, già da questa fase emergono segnali precoci che guidano gli approfondimenti diagnostici.

✔️ Esami del Sangue

Gli esami emato-biochimici rappresentano uno strumento insostituibile.

Emocromo completo

  • valuta globuli rossi, globuli bianchi e piastrine
  • utile per individuare anemie, infiammazioni, infezioni o alterazioni immunitarie

Profilo biochimico

  • funzionalità renale (urea, creatinina, SDMA)
  • funzionalità epatica (ALT, AST, ALP, bilirubina)
  • metabolismo glucidico e lipidico
  • elettroliti

Questi parametri permettono di intercettare disfunzioni d’organo anche in assenza di sintomi clinici.

✔️ Esame delle Urine

Spesso sottovalutato, è invece fondamentale, soprattutto nel gatto:

  • valuta la capacità di concentrazione renale
  • evidenzia infezioni urinarie o calcolosi
  • integra e completa l’interpretazione degli esami del sangue

✔️ Test Specifici e Screening

In base al singolo paziente, possono essere consigliati:

  • profilo tiroideo (soprattutto nel gatto adulto-anziano)
  • test per malattie infettive
  • controlli endocrini
  • esami fecali
  • indagini strumentali (ecografia, radiografie, ECG)

👵 Il Check-up nei Cani e Gatti Anziani: Un’Attenzione Speciale

Con l’aumentare dell’età, il rischio di patologie croniche cresce in modo significativo. Per questo motivo, nei soggetti senior, il check-up assume un valore ancora più strategico.

📌 Frequenza consigliata

  • almeno una volta l’anno
  • ogni 6 mesi nei pazienti geriatrici o con patologie note

📌 Obiettivi principali

  • intercettare precocemente insufficienze d’organo
  • monitorare patologie già diagnosticate
  • valutare dolore cronico e qualità della vita
  • adattare alimentazione e supporto nutrizionale

Un approccio proattivo consente di rallentare la progressione delle malattie e migliorare il benessere quotidiano dell’animale.

🐕 Benefici del Check-up Annuale nel Cane

Nel cane, il controllo periodico consente di:

  • monitorare la salute articolare e prevenire l’artrosi
  • individuare precocemente patologie cardiache
  • controllare peso e composizione corporea
  • valutare lo stato dentale, spesso fonte di infezioni sistemiche

Il check-up è particolarmente importante nei cani di razza grande e nei soggetti sportivi.

🐈 Benefici del Check-up Annuale nel Gatto

Il gatto tende a mascherare i sintomi di malattia. Per questo, il check-up è uno strumento essenziale per:

  • diagnosticare precocemente la malattia renale cronica
  • individuare l’ipertiroidismo
  • valutare alterazioni metaboliche
  • prevenire problematiche urinarie

Nei gatti anziani, anche lievi variazioni di laboratorio possono fare la differenza.

🧑⚕️ Il Ruolo Attivo del Proprietario

Il successo del check-up dipende anche dalla collaborazione del proprietario. È utile:

  • osservare cambiamenti di comportamento, appetito o peso
  • segnalare variazioni nelle abitudini quotidiane
  • rispettare la frequenza dei controlli consigliati
  • non sottovalutare segnali apparentemente lievi

Il dialogo con il Medico Veterinario è parte integrante del percorso di prevenzione.

📌 Conclusione

Il check-up annuale di cani e gatti non è un semplice atto di routine, ma un investimento concreto sulla salute e sul benessere a lungo termine dell’animale. Grazie a controlli regolari e mirati, è possibile prevenire, diagnosticare e gestire molte patologie prima che compromettano seriamente la qualità della vita.

Affidarsi alla medicina preventiva significa offrire ai nostri animali più anni di vita e più vita agli anni.

Presso il Centro Veterinario San Martino vengono erogate già da tempo tutte queste prestazioni, ormai parte della routine della nostra clinica.

Per chiarimenti contattaci subito, siamo a tua disposizione!


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17/Mag/2024


Introduzione La primavera è una stagione meravigliosa, ma può essere un incubo per gli animali domestici che soffrono di allergie stagionali. Pollen, erba e altre allergeni possono causare una serie di sintomi fastidiosi per cani e gatti. Riconoscere i segni di un’allergia e sapere come trattarla può migliorare significativamente la qualità della vita del tuo animale.

Sintomi delle Allergie Stagionali Le allergie stagionali possono manifestarsi con diversi sintomi, tra cui:

  • Prurito e graffi eccessivi
  • Rossore e irritazione della pelle
  • Lacrimazione eccessiva e occhi arrossati
  • Starnuti frequenti
  • Secrezioni nasali
  • Otiti ricorrenti
  • Perdita di pelo e dermatiti

Se noti uno o più di questi sintomi nel tuo animale durante la primavera, potrebbe trattarsi di un’allergia stagionale.

Diagnosi delle Allergie Per diagnosticare un’allergia stagionale, il veterinario può eseguire una serie di test, tra cui esami del sangue, test cutanei o prove alimentari per escludere altre cause di allergia. È importante identificare con precisione l’allergene per poter adottare le misure correttive appropriate.

Trattamenti Disponibili Esistono vari trattamenti per alleviare i sintomi delle allergie stagionali nei cani e nei gatti. Questi includono:

  • Antistaminici: Possono ridurre il prurito e l’infiammazione.
  • Corticosteroidi: Utilizzati nei casi più gravi per controllare l’infiammazione e il prurito.
  • Immunoterapia: Consiste nell’esporre gradualmente l’animale all’allergene per ridurre la sensibilità.
  • Prodotti topici: Shampoo medicati e spray possono aiutare a lenire la pelle irritata.
  • Dieta ipoallergenica: Nei casi in cui l’allergia alimentare sia sospettata, una dieta speciale può aiutare.

Prevenzione e Cura Oltre ai trattamenti medici, ci sono alcune misure preventive che puoi adottare:

  • Mantieni la casa pulita e libera da polline e polvere.
  • Lava frequentemente il tuo animale per rimuovere allergeni dal pelo.
  • Utilizza purificatori d’aria per ridurre la quantità di allergeni nell’ambiente domestico.
  • Evita le passeggiate nei periodi di alta concentrazione di polline.

Conclusione Le allergie stagionali possono essere fastidiose, ma con la giusta diagnosi e trattamento, è possibile alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita del tuo animale. Osserva attentamente il comportamento del tuo cane o gatto durante la primavera e non esitare a consultare il veterinario se sospetti un’allergia.

Se il tuo animale domestico mostra sintomi di allergia stagionale, prenota una visita alla clinica di Traversetolo del Centro Veterinario San Martino. I nostri veterinari esperti ti aiuteranno a trovare la soluzione migliore per il benessere del tuo amico a quattro zampe.


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18/Apr/2024


Introduzione La primavera è una stagione di rinascita e rinnovamento, non solo per noi ma anche per i nostri animali domestici. Con il cambiamento delle temperature e l’aumento dell’attività all’aperto, è importante preparare adeguatamente il tuo cane o gatto per affrontare al meglio questa stagione.

Controlli Veterinari di Primavera Prima di iniziare la stagione primaverile, è consigliabile un controllo veterinario completo. Questo permette di identificare e trattare eventuali problemi di salute che potrebbero essere stati trascurati durante l’inverno. Il veterinario può anche aggiornare le vaccinazioni e controllare la presenza di parassiti.

Prevenzione dei Parassiti Con l’arrivo della primavera, aumenta il rischio di infestazioni da pulci e zecche. Questi parassiti non solo causano disagio al tuo animale, ma possono trasmettere malattie gravi. Utilizza prodotti antiparassitari raccomandati dal veterinario e controlla regolarmente il pelo del tuo animale per individuare eventuali parassiti.

Cura del Pelo La primavera è il periodo in cui molti animali domestici perdono il pelo invernale. Spazzolare regolarmente il tuo animale aiuta a rimuovere i peli morti e ridurre la formazione di nodi. Inoltre, una buona spazzolatura stimola la circolazione sanguigna e favorisce un mantello sano e lucido.

Attività all’Aperto La primavera è il momento ideale per aumentare l’attività fisica del tuo animale. Lunghe passeggiate, giochi al parco e sessioni di addestramento all’aperto aiutano a mantenere il tuo cane in forma e felice. Anche i gatti possono beneficiare di un maggiore tempo all’aperto, purché siano supervisionati e in un ambiente sicuro.

Allergie Primaverili Come noi, anche gli animali possono soffrire di allergie stagionali. I sintomi includono prurito, starnuti, lacrimazione e problemi cutanei. Se noti questi segni nel tuo animale, consulta il veterinario per una diagnosi e un trattamento adeguato.

Conclusione Preparare il tuo animale per la primavera richiede attenzione e cura, ma i benefici sono numerosi. Un animale sano e felice può godersi appieno la stagione e tutte le attività che essa offre.

Per una visita di controllo e consigli personalizzati sulla cura primaverile del tuo animale, prenota un appuntamento alla clinica di Traversetolo del Centro Veterinario San Martino. Assicurati che il tuo amico a quattro zampe sia pronto per godersi al meglio la primavera!


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15/Lug/2023

La salute degli occhi è fondamentale per il benessere generale dei nostri animali domestici. Gli occhi svolgono un ruolo cruciale nella vita quotidiana dei nostri amici pelosi, consentendo loro di esplorare il mondo circostante. Purtroppo, molte persone sottovalutano l’importanza delle visite oftalmologiche di routine per i loro animali domestici. In questo articolo, esploreremo perché le visite oftalmologiche regolari sono essenziali per la salute visiva dei tuoi animali domestici.

Prevenzione e Riconoscimento Precoce: Le visite oftalmologiche di routine consentono di prevenire e riconoscere precocemente i problemi oculari. Molte condizioni oculari, come la congiuntivite, il glaucoma, la cataratta e le malattie ereditarie, possono essere gestite in modo efficace se rilevate in fase iniziale. I veterinari esperti in oftalmologia, come la Dr.ssa Nicole Binacchi presso il Centro Veterinario San Martino, possono identificare segni subdoli di problemi oculari che potresti non notare.

Monitoraggio della Salute Oculare: Le visite oftalmologiche regolari permettono di monitorare la salute oculare nel tempo. Questo è particolarmente importante per gli animali domestici più anziani, poiché le condizioni oculari possono svilupparsi con l’età. Il monitoraggio costante consente di apportare modifiche al trattamento o alla gestione della salute degli occhi in base alle esigenze specifiche del tuo animale domestico.

Prevenzione delle Malattie Oculari: Alcune condizioni oculari, come la cataratta o il glaucoma, possono essere influenzate da fattori genetici o da altre condizioni mediche sottostanti. Le visite oftalmologiche di routine possono contribuire a identificare il rischio di sviluppare queste condizioni e adottare misure preventive. Ad esempio, il veterinario può consigliare una dieta specifica o misure di protezione per gli occhi, come occhiali da sole per animali domestici.

Consigli per la Cura Oculare a Casa: Durante le visite oftalmologiche, puoi ricevere preziosi consigli per la cura degli occhi del tuo animale domestico a casa. Questi suggerimenti possono includere istruzioni su come pulire gli occhi in modo sicuro, come somministrare farmaci oculari se necessario e come proteggere gli occhi dell’animale da agenti irritanti.

In conclusione, le visite oftalmologiche di routine sono un componente essenziale della salute complessiva dei tuoi animali domestici. Non trascurare la salute degli occhi del tuo amico peloso. Programma visite regolari con un veterinario esperto in oftalmologia per garantire che i loro occhi rimangano sani e che possano continuare a esplorare il mondo con chiarezza e gioia. La salute degli occhi dei tuoi animali domestici è una priorità per noi al Centro Veterinario San Martino, dove la Dr.ssa Nicole Binacchi è pronta ad aiutarti a prenderti cura dei loro occhi con la massima attenzione e competenza.


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15/Nov/2022


Non è facile capire quando il proprio animale soffre di problemi del cavo orale, per questo è importante che il proprietario si abitui ad ispezionarne spesso la bocca e a non sottovalutare i sintomi riconducibili a problemi dentali:

  • alitosi
  • aumento della salivazione
  • difficoltà nella masticazione
  • calo dell’appetito

Quali sono i fattori predisponenti alle patologie del cavo orale?

I disturbi dentali compaiono quando i batteri, normalmente presenti nel cavo orale, aderiscono alla superficie del dente formando la placca, una patina maleodorante e appiccicosa che attira e permette l’adesione di piccole particelle di cibo. 

Se nel tempo non viene rimossa, la placca cristallizza e si indurisce fino a diventare tartaro, un deposito marrone, duro e ruvido che ricopre il dente. 

I batteri presenti nella placca possono causare non solo grave infiammazione e retrazione della gengiva, ma anche coinvolgimento delle strutture annesse (legamenti e osso) provocando infezione profonda e dolore, fino alla caduta del dente stesso.

Tra tutti, i cani di taglia piccola e i soggetti anziani sono indubbiamente le categorie più colpite.

Fattori che influenzano la formazione di placca e tartaro:

  • ridotta masticazione
  • dieta ricca di carboidrati
  • composizione individuale della saliva
  • malocclusione dentale
  • scarsa (o assente) igiene dentale

Come migliorare l’igiene orale di cani e gatti?

Quello che non tutti sanno è che la placca può essere rimossa a casa dal proprietario, tramite appositi strumenti studiati per l’igiene orale dei nostri animali. Quando sui denti si è già depositato il tartaro purtroppo per eliminarlo sarà invece necessario un intervento di detartrasi da parte del veterinario.

L’igiene orale di cane e gatto può essere migliorata inserendo nella loro routine quotidiana alcuni accorgimenti:

Snack dentali

Nei negozi specializzati e nei supermercati sono commercializzati numerosi stick masticabili che hanno la funzione di prevenire e ridurre la formazione del tartaro. Questi snack, ovviamente, apportano energia e nutrienti e sono da concedere con moderazione, ricordandosi che non fanno i miracoli…

Giocattoli da masticare

Esistono giocattoli in gomma creati proprio per pulire i denti e massaggiare le gengive di cane e gatto. Per i cuccioli sarà opportuno scegliere giochi della giusta dimensione e di una gomma più morbida.

Spazzolino e dentifricio (per cani e gatti)

L’impiego dello spazzolino è la scelta ideale per la rimozione della placca, ma spesso l’animale non lo tollera perché non accetta la manipolazione di bocca e denti. Per questo è importante abituarli a questa pratica fin dai primi mesi di vita. Nei negozi specializzati per animali si possono acquistare sia spazzolini che dentifrici specifici per cani e gatti. I dentifrici sono naturalmente commestibili e sono insaporiti con aromi da loro graditi.

Errori da evitare:

Pane secco

La farina presente nel pane è costituita dall’insieme di numerose unità di zuccheri che diventano fonte di nutrimento per i batteri che formano la placca. Appena il pane secco viene addentato si impregna di saliva e, ammorbidendosi, aderisce ai denti e si insinua negli spazi interdentali, rimanendo a disposizione dei batteri presenti nel biofilm che forma la placca, favorendone la proliferazione.

Ossa

Alcuni proprietari per pulire i denti e rinforzare la masticazione somministrano al cane ossa crude. Frantumandosi, l’osso può formare pericolose schegge in grado di incastrarsi, danneggiare e perforare qualsiasi tratto dell’apparato gastroenterico (tutte le ossa possono formare schegge, non solo quelle di pollo). Inoltre, l’ingestione di ossa può essere causa di pericolose costipazioni intestinali. Una buona alternativa è rappresentata dal corno di cervo, che svolge la medesima azione meccanica ma con un consumo molto più lento.

Dentifricio alla menta

Si consiglia di evitare il dentifricio ad “uso umano”, che può contenere sostanze tossiche per cani e gatti (come xilitolo e fluoro) ed ha un sapore da loro generalmente molto poco apprezzato.


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10/Mag/2022

DISLOCAZIONE DELL’ABOMASO: COSA E’ E COSA FARE?

 

La dislocazione dell’abomaso è una patologia abbastanza comune negli allevamenti di bovine da latte: ma cos’è? Come riconoscerla? Come si può prevenire?

Il meccanismo che da origine a questa affezione è l’accumulo di gas all’interno dell’abomaso, lo stomaco ghiandolare, che ne causa un aumento di volume di grado diverso, a seconda della quantità di gas presente, e un conseguente spostamento, o dislocazione.

La dislocazione può avvenire a destra o a sinistra. 

La dislocazione a destra è un URGENZA CLINICA, il cui sospetto deve essere TEMPESTIVAMENTE SEGNALATO.

La dislocazione a sinistra, che approfondiremo in seguito, va comunque a rendere necessaria la visita clinica da parte di un Medico Veterinario, anche se il carattere di urgenza è variabile, poiché la quantità di gas all’interno dell’abomaso può cambiare nel decorso della malattia, causando talvolta una sintomatologia mutevole e diversa dall’ordinario.

 

Come riconoscere la dislocazione?

 

I sintomi più frequentemente riportati sono:

  • calo di appetito, fino all’anoressia: l’animale tende anche ad evitare i concentrati, talvolta.
  • brusco calo di produzione lattea.
  • calo dell’attività dell’animale e della ruminazione
  • presenza di poche feci malformate, o in alcuni casi assenza delle stesse
  • perdita di condizione corporea

E’ più frequente nelle prime 2-3 settimane post-parto, ma può presentarsi anche in animali gravidi o che non hanno mai partorito.

 

Cosa causa l’insorgenza di questa malattia?

 

Esistono molti studi a riguardo delle cause di questa, più o meno recenti, che individuano correlazioni con:

  • elevata produzione lattea
  • struttura corporea grande
  • intensificazione dell’alimentazione (aumento dei concentrati a spese della parte fibrosa)
  • errori nella formulazione della razione nel periodo di transizione
  • ingrassamento eccessivo nel periodo di asciutta
  • predisposizione genetica
  • condizioni stressanti e patologie concomitanti

Chiaramente, alcune di queste, come la predisposizione genetica, non si possono prevenire, ma si può intervenire per minimizzare il rischio su tutte le altre, rendendo indispensabile l’intervento di un esperto.

 

ATTENZIONE

La terapia è spesso chirurgica, ed è indispensabile una visita clinica.


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06/Apr/2022

Neospora nell’allevamento di bovine da latte: cosa fare?

La Neosporosi è una malattia parassitaria sostenuta dal protozoo Neospora caninum e rappresenta una delle più importanti cause di aborto e natimortalità nell’allevamento bovino.

È stato stimato che le bovine sieropositive abbiano mediamente un rischio di aborto da 2 a 3,5 volte maggiore rispetto a vacche sieronegative, inoltre un animale sieropositivo che ha abortito ha un elevato rischio di abortire nuovamente ( (Haddad, 2005); (Reichel, 2014)).

Il ciclo vitale del parassita prevede la necessità di un ospite definitivo (che poi lo “spargerà” nell’ambiente”) e di ospiti intermedi, che consentono una replicazione.

Il ciclo biologico del parassita è rappresentato nell’immagine.

I cani e altri canidi, che rappresentano l’ospite definitivo, si infettano ingerendo i tachizoiti o i bradizoiti presenti nei tessuti degli ospiti intermedi, come il feto e gli invogli fetali  (Dijkstra, 2001)

L’infezione del bovino può avvenire per via orizzontale (ingestione di oocisti tramite l’alimento o l’acqua contaminati) o per via verticale (trasmissione transplacentare dalla madre al feto).

FORMA CLINICA

Si manifesta nel bovino adulto con aborti e natimortalità.

L’aborto può avvenire in qualunque momento della gravidanza, dai 3 mesi al termine, ma più spesso si manifesta tra il 5° e il 7° mese. Gli aborti possono essere ripetuti o isolati.

A seconda dello stato di avanzamento della gravidanza, il feto può morire in utero ed essere riassorbito, essere mummificato o andare in autolisi. Si può palesare natimortalità, talvolta i vitelli possono nascere disvitali, o in rari casi possono manifestare sintomi neurologici. I segni clinici che si possono osservare in vitelli infettati sono prevalentemente di tipo neurologico, con flessione o iperestensione degli arti, diminuzione del riflesso patellare, esoftalmo e, più raramente, idrocefalo. Oppure i segni possono essere più aspecifici: debolezza, peso inferiore alla media, scarsa vitalità. Infine, il vitello può nascere apparentemente sano ma cronicamente infetto.

PERCHE’ HAI LA Neospora NEL TUO ALLEVAMENTO?

L’infezione può giungere in allevamento nei seguenti modi:

  1. Emissione di oocisti da parte di cani infettati:

È necessario prevenire il rischio di infezione nel cane evitando l’accesso alle zone parto e quindi l’ingestione delle placente di bovine infette.

  1. Introduzione in azienda di una o più bovine infette e trasmissione verticale

È possibile introdurre l’infezione in allevamento con l’acquisto di animali, che potranno infettare a loro volta la prole per via verticale o contagiare il cane aziendale al momento del parto o dell’aborto, se questo ha accesso alla zona parto.

  1. Contaminazione dell’acqua di abbeverata o introduzione di alimento contaminato

Non c’è modo di garantire che l’alimento acquistato sia indenne da contaminazione. Questo pertanto resta il fattore più critico per il controllo dell’infezione in allevamento.

  1. Contaminazione del pascolo

La contaminazione del pascolo può avvenire da parte di cani vaganti, lupi (le volpi, ad oggi, sono soltanto sospette). Il pascolo promiscuo con altri bovini non costituisce un fattore di rischio.

COME SI EFFETTUA LA DIAGNOSI?

Le capacità diagnostiche per la neosporosi bovina si basano attualmente sulla diagnosi diretta di infezione nel feto abortito e sulla diagnosi indiretta nell’animale adulto.

Si possono eseguire prove sul sangue prelevato capo per capo e sui feti abortiti.

Per eseguire indagini sui BOVINI, è consigliato:

  • test sierologici su latte di massa
  • test individuali da siero di sangue su tutto l’effettivo o su un campione statisticamente rappresentativo di animali
  • è possibile richiedere la diagnosi di infezione da Neospora, così come quella di screening per la paratubercolosi bovina, direttamente ai controllori dell’associazione allevatori, al momento del prelievo dei campioni.

Per eseguire indagini sui CANI, è consigliato:

  • esame sierologico con metodo ELISA, che ha una buona attendibilità diagnostica

COME TOLGO LA Neospora DALL’ALLEVAMENTO?

Si ritiene che le migliori misure di biosicurezza siano rappresentate da:

  • rimonta interna
  • istituzione di barriere fisiche che impediscano il contatto tra cani, alimenti per le bovine e le bovine stesse, soprattutto al momento del parto

Sarebbe necessario eseguire un test sierologico individuale (ELISA) su tutti gli animali introdotti in allevamento e introdurre solo animali sieronegativi.

Se la tua azienda risulta avere animali infetti, sono suggeriti i seguenti passaggi:

  • Eseguire un esame sierologico dell’intera mandria una volta all’anno
  • Riforma immediata degli animali sieropositivi, che hanno anche altre patologie o che sono scarsamente produttivi,
  • Eliminare le vacche sieropositive (non fecondare con tori da rimonta, ma piuttosto incroci industriali con tori da carne),
  • Non utilizzare manzette sieropositive per la rimonta
  • Controllare le altre possibili infezioni intercorrenti (BVDV, IBRV, Paratubercolosi, Febbre Q, Clamidiosi, Leptospirosi, etc. al fine di ridurre la sintomatologia abortiva.

 

Confrontati con il tuo Veterinario di fiducia a riguardo.

Se vuoi approfondire l’argomento o non ti è chiaro qualcosa, guarda questo video!

 

Fonte principale:

https://www.izsvenezie.it/documenti/comunicazione/materiale-editoriale/2-manuali/veterinaria/lg-vet5-neosporosi.pdf

Bibliografia

Dijkstra, T. E. (2001). Dogs shed Neospora caninum oocysts after ingestion of naturally infected bovine placenta but not after ingestion of colostrum spiked with Neospora caninum tachyzoites. International Journal for Parasitology, 747-752.

Haddad, J. P. (2005). A review of Neospora caninum in dairy and beef cattle—a Canadian perspective. . The Canadian Veterinary Journal, 46(3) – 230.

Reichel, M. P.-M. (2014). Control options for Neospora caninum–is there anything new or are we going backwards? Parasitology, 1455-1470.

 

 

 


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10/Mar/2022

La “Rinotracheite infettiva del bovino”, nota con l’acronimo IBR, è una malattia dei bovini causata da un virus (BoHV-1)

Chi colpisce l’IBR?

Non solo il bovino!

Anche bufali, bisonti, ovini, caprini, suini e diversi selvatici.

Non è pericoloso per l’uomo.

Perché è pericoloso?

Il virus che causa questa malattia ha una caratteristica particolare: si “annida” nell’organismo, e “viene fuori” quando l’animale è stressato o immunodepresso. 

Questa peculiarità si chiama latenza

In pratica, il comportamento è simile alla varicella umana, che in particolari condizioni, può manifestarsi come Fuoco di Sant’Antonio.

Le condizioni che favoriscono la ricomparsa dei sintomi possono essere, ad esempio, la concomitanza con altre patologie, il trasporto, cambi di alimentazione.

Perché è nell’interesse dell’allevatore controllare l’infezione?

Questa malattia può causare ingenti perdite economiche, dovute a mortalità, grave affezione dello stato generale dell’animale, aborti.

Come riconosco l’IBR?

Vi sono due forme cliniche principali: una respiratoria, ed una genitale.

  • Per la respiratoria si rilevano febbre, tosse, scolo nasale, congiuntivite, brusco calo della produzione lattea, aborto o infertilità.
  • Per la forma genitale, invece, causa la comparsa di pustole biancastre sulla vulva o sul pene, a seconda del sesso.

Generalmente, l’aborto avviene tra il quinto ed il settimo mese di gravidanza.

Come faccio a sapere se c’è nella mia stalla?

Per prima cosa, è indispensabile il parere del veterinario di fiducia.

Si può cercare direttamente il virus su animali sintomatici o sul feto abortito, oppure si può provare il “passaggio” del virus attraverso la ricerca di anticorpi specifici.

Saranno positivi alla ricerca di anticorpi gli animali che sono stati infettati, i vaccinati, e i vitelli fino ai 6 mesi di età che hanno assunto il colostro della madre positiva o vaccinata.

Con alcuni vaccini si può distinguere tra animali che sono stati infettati e vaccinati.

Come faccio a sconfiggere l’IBR?

Prevenire è meglio che curare. 

Limitare al minimo indispensabile gli acquisti e le movimentazioni di animali. Meglio evitare del tutto di “portare” il virus in stalla.

Se non c’è circolazione virale in stalla, quindi è sieronegativa, attenersi a più rigorosi standard di biosicurezza (non comprare animali se non necessario, e se capita di doverne comprare, preferire animali provenienti da stalle di allevatori sieronegative a basso rischio o indenni). 

Se la stalla è sieropositiva, controllare e minimizzare sempre l’acquisto di animali, vaccinare (meglio con vaccino marker) a tappeto (NOTA BENE: leggere con MOLTA ATTENZIONE il libretto illustrativo dei vaccini. Fare affidamento al veterinario di fiducia). 

Mettere come criterio di decisione di riforma la sieropositività (da virus e non da vaccino) per la riforma (es: devo scegliere chi riformare tra due animali, se uno è positivo a virus o anticorpi contro lo stesso non derivanti da vaccino, gli do la priorità).

Riassumendo:

Hai comprato animali, hai problemi di fertilità, e sono presenti casi di positività a prove antigeniche (virus) o sierologiche (anticorpi)?

  • Controllo sierologico (Sieroneutralizzazione virale / test ELISA) su tutti gli animali di nuova introduzione ed isolamento/eliminazione dei soggetti infetti
  • Quarantena per i soggetti di nuova introduzione con due controlli sierologici a distanza almeno di 3 settimane
  • Impiego di vaccini marker (deleti gE negativi), inattivati o vivi attenuati, sulla base dello stato sanitario dell’allevamento 
  • Controllo dei maschi adibiti alla fecondazione (toro se presente in mandria)
  • Profilassi igienico-sanitaria ed applicazione di adeguate misure di biosicurezza per ridurre il rischio di introduzione/persistenza/diffusione del virus in allevamento

 

Se ancora hai dei dubbi a riguardo, guarda il video qui sotto!





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Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487




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