chirurgia - Centro Veterinario San Martino

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03/Mar/2026


La sterilizzazione e la castrazione sono interventi chirurgici comuni nella medicina veterinaria felina.
Aiutano a prevenire problemi di salute, migliorano la convivenza in casa e contribuiscono al benessere del gatto nel lungo periodo. In questo articolo spieghiamo cosa sono, quando farle e cosa aspettarsi prima e dopo l’intervento.

Sterilizzazione e castrazione: cosa significano davvero

Differenza tra sterilizzazione della gatta e castrazione del gatto

  • Sterilizzazione della gatta: prevede la rimozione delle ovaie (ovariectomia) o di ovaie e utero (ovarioisterectomia).
  • Castrazione del gatto maschio: consiste nella rimozione dei testicoli.

Entrambi sono interventi definitivi, eseguiti in anestesia generale e con finalità preventive.

Perché sono così diffusi

Queste procedure sono raccomandate perché riducono il rischio di diverse patologie e limitano comportamenti legati agli ormoni sessuali, spesso difficili da gestire in casa.

Quando è consigliato intervenire

Età ideale

In genere l’intervento viene consigliato dai 6 mesi di età in poi, ma il momento migliore va valutato dal veterinario in base al singolo animale.

Gatti che vivono in casa e gatti che escono

  • I gatti che escono all’esterno hanno maggior rischio di accoppiamenti, lotte e malattie infettive.
  • Anche i gatti che vivono solo in casa possono trarre beneficio dall’intervento, soprattutto per la gestione del comportamento.

Quando rimandare

In presenza di problemi di salute, il veterinario può consigliare di posticipare l’operazione fino a condizioni cliniche più favorevoli.

Benefici per la salute della gatta

Riduzione del rischio di tumori mammari

La sterilizzazione precoce riduce in modo significativo il rischio di tumori della mammella, spesso maligni nella gatta.

Prevenzione della piometra

La piometra è una grave infezione dell’utero che può mettere a rischio la vita dell’animale. La sterilizzazione elimina questa possibilità.

Maggiore stabilità ormonale

Scompaiono i calori, spesso accompagnati da miagolii insistenti, agitazione e stress.

Benefici per il gatto maschio

Meno marcature urinarie e aggressività

Dopo la castrazione diminuisce la tendenza a marcare il territorio con urine dall’odore intenso e si riducono comportamenti aggressivi.

Minore rischio di fughe e traumi

I gatti interi sono più inclini ad allontanarsi da casa e a litigare con altri maschi, con conseguenti ferite e infezioni.

Prevenzione di patologie dell’apparato riproduttivo

La castrazione elimina il rischio di tumori testicolari e riduce problemi prostatici.

Sterilizzazione della gatta

È un’operazione leggermente più invasiva, perché richiede un accesso all’addome. Oggi viene eseguita con tecniche sicure e consolidate.

Anestesia e sicurezza

Prima dell’intervento vengono effettuati controlli clinici ed eventuali esami del sangue per ridurre i rischi anestesiologici.

Il periodo post-operatorio: cosa aspettarsi

Tempi di recupero

  • Gatto maschio: spesso riprende le normali attività in 24–48 ore.
  • Gatta: il recupero richiede in genere alcuni giorni in più.

Cura della ferita

È importante controllare la ferita, evitare che il gatto si lecchi e seguire le indicazioni del veterinario su collare ed eventuali farmaci.

Alimentazione e peso

Dopo l’intervento il metabolismo può rallentare. Una dieta adeguata e controlli periodici aiutano a prevenire l’aumento di peso.

Dubbi e falsi miti da chiarire

“Il gatto ingrassa dopo la sterilizzazione”

Non è inevitabile. L’aumento di peso dipende soprattutto da alimentazione e attività fisica.

“Cambia il carattere”

Il gatto non perde la sua personalità. Può diventare più tranquillo perché diminuisce lo stress ormonale.

“È meglio fare almeno una cucciolata”

Non esistono benefici dimostrati per la salute della gatta nel fare una gravidanza prima della sterilizzazione.

Il ruolo del veterinario nella scelta consapevole

Ogni gatto è diverso. Il veterinario valuta età, stile di vita e stato di salute per consigliare il momento e la modalità più adatti. Un colloquio informativo aiuta a prendere una decisione serena e consapevole.

Punti chiave

  • La sterilizzazione e la castrazione sono interventi preventivi sicuri.
  • Riducono il rischio di malattie gravi e migliorano il comportamento.
  • Il recupero è generalmente rapido.
  • L’alimentazione post-intervento va gestita con attenzione.
  • Il veterinario è il riferimento per una valutazione personalizzata.

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25/Feb/2026


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10/Mag/2022

DISLOCAZIONE DELL’ABOMASO: COSA E’ E COSA FARE?

 

La dislocazione dell’abomaso è una patologia abbastanza comune negli allevamenti di bovine da latte: ma cos’è? Come riconoscerla? Come si può prevenire?

Il meccanismo che da origine a questa affezione è l’accumulo di gas all’interno dell’abomaso, lo stomaco ghiandolare, che ne causa un aumento di volume di grado diverso, a seconda della quantità di gas presente, e un conseguente spostamento, o dislocazione.

La dislocazione può avvenire a destra o a sinistra. 

La dislocazione a destra è un URGENZA CLINICA, il cui sospetto deve essere TEMPESTIVAMENTE SEGNALATO.

La dislocazione a sinistra, che approfondiremo in seguito, va comunque a rendere necessaria la visita clinica da parte di un Medico Veterinario, anche se il carattere di urgenza è variabile, poiché la quantità di gas all’interno dell’abomaso può cambiare nel decorso della malattia, causando talvolta una sintomatologia mutevole e diversa dall’ordinario.

 

Come riconoscere la dislocazione?

 

I sintomi più frequentemente riportati sono:

  • calo di appetito, fino all’anoressia: l’animale tende anche ad evitare i concentrati, talvolta.
  • brusco calo di produzione lattea.
  • calo dell’attività dell’animale e della ruminazione
  • presenza di poche feci malformate, o in alcuni casi assenza delle stesse
  • perdita di condizione corporea

E’ più frequente nelle prime 2-3 settimane post-parto, ma può presentarsi anche in animali gravidi o che non hanno mai partorito.

 

Cosa causa l’insorgenza di questa malattia?

 

Esistono molti studi a riguardo delle cause di questa, più o meno recenti, che individuano correlazioni con:

  • elevata produzione lattea
  • struttura corporea grande
  • intensificazione dell’alimentazione (aumento dei concentrati a spese della parte fibrosa)
  • errori nella formulazione della razione nel periodo di transizione
  • ingrassamento eccessivo nel periodo di asciutta
  • predisposizione genetica
  • condizioni stressanti e patologie concomitanti

Chiaramente, alcune di queste, come la predisposizione genetica, non si possono prevenire, ma si può intervenire per minimizzare il rischio su tutte le altre, rendendo indispensabile l’intervento di un esperto.

 

ATTENZIONE

La terapia è spesso chirurgica, ed è indispensabile una visita clinica.





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Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487




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