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Cani - Centro Veterinario San Martino

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02/Set/2026


Con la fine dell’estate e il ritorno alla normale routine può capitare di accorgersi che il nostro cane scuote frequentemente la testa, si gratta un orecchio oppure non gradisce più essere accarezzato vicino alla testa. In altri casi ciò che attira la nostra attenzione è un odore insolito proveniente dall’orecchio o la presenza di secrezioni.

Potrebbe trattarsi di un’otite, un problema piuttosto frequente soprattutto nel cane, ma che può interessare anche il gatto.

Settembre è un periodo nel quale vale la pena prestare particolare attenzione alle orecchie dei nostri animali: bagni al mare, nei laghi o in piscina, caldo, umidità, allergie e maggiore attività all’aperto possono infatti contribuire alla comparsa o alla riacutizzazione di problemi auricolari.

È però importante ricordare che non tutte le otiti sono uguali e che dietro a un orecchio infiammato possono esserci cause molto diverse.

Cos’è l’otite?

Con il termine otite si indica un’infiammazione dell’orecchio.

Nel cane e nel gatto la forma che osserviamo più frequentemente è l’otite esterna, che interessa il condotto uditivo esterno. Se il problema viene trascurato o in determinate condizioni, l’infiammazione può però coinvolgere anche strutture più profonde dell’orecchio.

Il condotto uditivo del cane, inoltre, presenta una particolare conformazione anatomica: non è un canale semplicemente diritto verso il timpano, ma possiede una porzione verticale e una orizzontale. Questa caratteristica può favorire, soprattutto nei soggetti predisposti, il ristagno di secrezioni e umidità.

Come possiamo accorgerci che qualcosa non va?

I segnali possono essere abbastanza evidenti, ma nelle fasi iniziali anche molto discreti.

È utile prestare attenzione se il nostro animale:

  • scuote frequentemente la testa;
  • si gratta insistentemente una o entrambe le orecchie;
  • tiene la testa inclinata;
  • presenta arrossamento del padiglione auricolare;
  • ha secrezioni all’interno dell’orecchio;
  • presenta un odore intenso o insolito;
  • manifesta dolore quando tocchiamo l’orecchio;
  • non vuole essere accarezzato sulla testa;
  • sfrega la testa contro mobili, tappeti o divani.

In alcuni casi il cane può diventare improvvisamente insofferente quando proviamo a controllare l’orecchio. Non è necessariamente un cambiamento di carattere: un’otite può essere molto dolorosa.

Perché le otiti possono comparire dopo l’estate?

Durante i mesi estivi molti cani fanno più frequentemente il bagno.

Mare, laghi, fiumi e piscine fanno parte delle vacanze di numerose famiglie e spesso anche i nostri animali partecipano volentieri.

L’acqua che entra nel condotto uditivo e l’umidità che può permanere al suo interno possono contribuire a creare un ambiente favorevole alla proliferazione di microrganismi.

Questo non significa che ogni cane che nuota svilupperà un’otite. Alcuni soggetti, però, sono decisamente più predisposti di altri.

Anche caldo e umidità ambientale possono contribuire a modificare le condizioni del condotto auricolare.

Settembre diventa quindi un buon momento per controllare le orecchie, soprattutto nei cani che durante l’estate hanno trascorso molto tempo in acqua.

Non è sempre colpa dell’acqua

Attribuire automaticamente un’otite ai bagni estivi può però essere fuorviante.

Le cause e i fattori predisponenti possono essere numerosi.

Tra questi troviamo:

  • allergie;
  • parassiti;
  • corpi estranei;
  • eccessiva produzione di cerume;
  • conformazione del condotto uditivo;
  • presenza di molto pelo nella zona auricolare;
  • alterazioni della normale ventilazione del condotto;
  • proliferazione di batteri o lieviti.

In alcuni animali possono essere presenti contemporaneamente più fattori.

Per questo motivo curare semplicemente l’infiammazione senza cercare di comprenderne l’origine può portare a una temporanea risoluzione seguita dalla comparsa di nuovi episodi.

Otiti e allergie: un legame da non sottovalutare

Un aspetto particolarmente importante riguarda il rapporto tra otiti e malattie allergiche.

In alcuni cani l’infiammazione delle orecchie può rappresentare una delle manifestazioni di una problematica allergica e, talvolta, può comparire prima che siano evidenti lesioni cutanee in altre parti del corpo.

Un cane che presenta frequentemente otiti, soprattutto se associate a leccamento delle zampe, arrossamenti della pelle o prurito, potrebbe quindi avere un problema di base che merita di essere approfondito.

In questi casi limitarsi a trattare ogni episodio senza indagare la causa può significare ritrovarsi periodicamente con lo stesso problema.

Attenzione ai corpi estranei

Durante l’estate e nelle passeggiate in campagna un’altra possibile causa di improvviso fastidio auricolare è rappresentata dai corpi estranei vegetali, come le spighe e i forasacchi.

Il segnale tipico può essere uno scuotimento molto improvviso e insistente della testa, spesso comparso durante o subito dopo una passeggiata.

Il cane può grattarsi violentemente un solo orecchio e manifestare evidente fastidio.

In queste situazioni è importante non tentare di raggiungere o estrarre il corpo estraneo con pinzette, cotton fioc o altri strumenti: si rischia di spingerlo più profondamente nel condotto o provocare lesioni.

Batteri e lieviti: perché possono proliferare?

Il condotto uditivo ospita normalmente una propria popolazione microbica. Quando però le condizioni locali cambiano a causa di infiammazione, umidità, allergie o altri fattori, alcuni microrganismi possono proliferare eccessivamente.

Tra questi possono esserci batteri e lieviti, che contribuiscono a mantenere l’infiammazione.

La presenza di materiale scuro, giallastro o particolarmente abbondante, insieme a cattivo odore e arrossamento, può essere un segnale.

L’aspetto delle secrezioni, tuttavia, non permette da solo di stabilire con certezza quale microrganismo sia coinvolto.

Perché la visita è importante?

Quando si sospetta un’otite, il veterinario può esaminare il condotto auricolare e valutare le condizioni dell’orecchio.

L’esame con l’otoscopio consente, quando possibile, di osservare il condotto e il timpano e verificare la presenza di materiale, infiammazione o eventuali corpi estranei.

In molti casi può essere utile anche l’esame citologico del materiale auricolare, che permette di ottenere informazioni sulla presenza di lieviti, batteri e cellule infiammatorie.

Queste informazioni aiutano a scegliere il trattamento più appropriato.

Non tutte le otiti, infatti, richiedono la stessa terapia.

Perché non utilizzare le vecchie gocce?

È una situazione piuttosto comune: il cane ha già avuto un’otite, nell’armadietto è rimasto un flacone di gocce e, quando ricompaiono i sintomi, viene spontaneo utilizzarlo nuovamente.

È però una pratica da evitare.

L’otite attuale potrebbe avere una causa diversa dalla precedente e il prodotto potrebbe non essere indicato. Inoltre, prima di applicare determinati farmaci è importante conoscere le condizioni del condotto uditivo e del timpano.

Anche utilizzare un antibiotico locale senza sapere se esiste realmente un’infezione batterica e quale sia la situazione dell’orecchio non rappresenta una buona strategia.

Un’otite nuova richiede una nuova valutazione.

E i cotton fioc?

Il cotton fioc è uno degli strumenti che associamo maggiormente alla pulizia delle orecchie, ma nel cane e nel gatto non dovrebbe essere introdotto nel condotto uditivo.

Oltre al rischio di provocare piccoli traumi, può spingere cerume e secrezioni più in profondità.

La pulizia delle orecchie deve essere effettuata con prodotti e modalità appropriate e soprattutto non tutti gli animali hanno bisogno della stessa frequenza di pulizia.

Pulire troppo spesso un orecchio sano può irritarlo, mentre nei soggetti predisposti può essere utile un programma specifico indicato dal veterinario.

Come possiamo controllare le orecchie a casa?

Una buona abitudine è osservare periodicamente il padiglione auricolare e la parte visibile dell’ingresso del condotto.

Possiamo controllare:

  • presenza di arrossamento;
  • quantità e colore del cerume;
  • eventuali secrezioni;
  • odore;
  • sensibilità al contatto.

È utile anche conoscere ciò che è normale per il nostro animale. Se controlliamo regolarmente le orecchie sarà più semplice accorgerci di un cambiamento.

Nei cani che amano nuotare o che vengono lavati frequentemente, può essere utile prestare ancora maggiore attenzione dopo il bagno, seguendo le indicazioni del veterinario per la corretta gestione delle orecchie.

E nel gatto?

Le otiti sono generalmente meno frequenti nel gatto rispetto al cane, ma possono comunque verificarsi.

Anche nel gatto possiamo osservare scuotimento della testa, prurito, secrezioni, arrossamento o fastidio quando tocchiamo le orecchie.

Tra le possibili cause possono esserci anche parassiti auricolari, soprattutto in determinati contesti e nei soggetti giovani.

Un gatto che improvvisamente si gratta molto le orecchie o presenta abbondante materiale scuro nel condotto dovrebbe quindi essere controllato.

Quando bisogna rivolgersi rapidamente al veterinario?

Alcuni segnali meritano particolare attenzione.

È consigliabile far controllare l’animale se:

  • scuote continuamente la testa;
  • manifesta dolore evidente;
  • compare improvvisamente un forte fastidio dopo una passeggiata;
  • sono presenti secrezioni abbondanti;
  • l’orecchio emana cattivo odore;
  • il padiglione è molto arrossato o gonfio;
  • l’animale tiene persistentemente la testa inclinata;
  • perde equilibrio o appare disorientato;
  • l’otite continua a ripresentarsi.

I disturbi dell’equilibrio o altri segni neurologici richiedono una valutazione particolarmente tempestiva perché possono indicare il coinvolgimento di strutture più profonde dell’orecchio.

Prevenire significa soprattutto conoscere il proprio animale

Non esiste una routine di pulizia universale adatta a tutti i cani e a tutti i gatti.

Alcuni animali hanno orecchie sane per tutta la vita con pochissimi interventi, mentre altri presentano caratteristiche anatomiche o problemi di base che richiedono controlli più frequenti.

Nei soggetti predisposti è quindi importante concordare con il veterinario come e quando controllare e pulire le orecchie, evitando sia di trascurarle sia di intervenire eccessivamente.

Particolare attenzione deve essere riservata agli animali che hanno già avuto più episodi di otite: la prevenzione delle recidive passa soprattutto dall’identificazione dei fattori che favoriscono il problema.

Dopo l’estate, diamo un’occhiata anche alle orecchie

Settembre è quindi un buon momento per inserire anche le orecchie nel nostro piccolo controllo di fine estate.

Osserviamole, impariamo a riconoscere il loro aspetto e odore normali e facciamo attenzione ai cambiamenti nel comportamento del nostro animale.

Scuotere frequentemente la testa, grattarsi le orecchie o avere un cattivo odore auricolare non sono comportamenti normali da aspettare che passino da soli.

Intervenire precocemente può evitare che una semplice infiammazione diventi più dolorosa e difficile da gestire. E quando le otiti tendono a tornare, il passo più importante non è soltanto curare l’orecchio, ma capire perché quel problema continua a ripresentarsi.


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08/Lug/2026


Una visita veterinaria, una passeggiata fuori porta, una vacanza o semplicemente una commissione quotidiana: per molti animali l’automobile fa ormai parte della routine.

Eppure il trasporto in auto è spesso sottovalutato. Cani lasciati liberi sui sedili, gatti trasportati in braccio o animali che affrontano il viaggio in condizioni di forte stress sono situazioni ancora molto frequenti.

Viaggiare in sicurezza non significa soltanto rispettare la normativa, ma soprattutto proteggere il benessere dell’animale e la sicurezza di tutte le persone presenti nel veicolo.

Vediamo quindi quali sono le buone pratiche consigliate dai veterinari per affrontare qualsiasi spostamento in modo sereno.

Perché il trasporto in auto è così importante?

Per molti animali il viaggio rappresenta un evento insolito che può generare ansia, paura o agitazione.

Un cane molto eccitato può distrarre il conducente, mentre un gatto spaventato può cercare di nascondersi nell’abitacolo o tentare la fuga appena viene aperta una portiera.

Inoltre, durante una frenata improvvisa, anche un animale di piccola taglia può subire traumi importanti.

Per questo motivo ogni viaggio dovrebbe essere pianificato con la stessa attenzione che riserviamo alla sicurezza dei nostri familiari.

Il trasportino non è una punizione

Uno degli errori più frequenti riguarda il gatto.

Molti proprietari utilizzano il trasportino esclusivamente per andare dal veterinario. Il risultato è che il gatto lo associa immediatamente a un’esperienza negativa.

Per evitare questo problema è utile lasciare il trasportino aperto in casa durante tutto l’anno, trasformandolo in una cuccia o in un rifugio familiare.

Qualche coperta morbida, un piccolo cuscino o un gioco possono contribuire a creare un’associazione positiva.

Quando arriverà il momento di partire, il gatto vivrà il viaggio con minore stress.

Cane in auto: libero o assicurato?

Molti cani amano guardare fuori dal finestrino e seguire i movimenti della famiglia durante il viaggio.

Tuttavia lasciarli completamente liberi nell’abitacolo non è la scelta più sicura.

Le soluzioni consigliate sono:

  • trasportino o kennel;
  • cintura di sicurezza agganciata a una pettorina;
  • vano posteriore separato da una rete divisoria.

La soluzione migliore dipende dalla taglia del cane, dal tipo di veicolo e dalla durata del viaggio.

L’obiettivo rimane sempre lo stesso: evitare che l’animale possa spostarsi liberamente durante la marcia.

Abituare gradualmente cuccioli e gattini all’automobile

L’errore più comune è utilizzare l’auto soltanto quando è necessario andare dal veterinario.

In questo modo il cane o il gatto finiscono per associare il viaggio esclusivamente a situazioni poco piacevoli.

Nei primi mesi di vita può essere utile effettuare piccoli tragitti:

  • pochi minuti alla volta;
  • destinazioni piacevoli;
  • premi e rinforzi positivi al termine del viaggio.

Questa semplice strategia aiuta molti animali a sviluppare una relazione positiva con l’automobile.

Attenzione ai finestrini aperti

Vedere un cane con la testa fuori dal finestrino è una scena molto comune, ma non sempre rappresenta una buona idea.

Durante la marcia possono infatti colpire gli occhi:

  • polvere;
  • piccoli detriti;
  • insetti;
  • semi vegetali come i forasacchi.

Inoltre le brusche frenate o le improvvise manovre possono provocare movimenti pericolosi.

Meglio garantire una corretta ventilazione dell’abitacolo mantenendo il cane in una posizione sicura.

Mai lasciare l’animale da solo in auto

Questo consiglio merita un capitolo a parte.

Anche nelle giornate apparentemente miti, la temperatura all’interno di un veicolo parcheggiato può aumentare rapidamente.

In estate bastano pochi minuti perché si raggiungano temperature incompatibili con il benessere dell’animale.

Il colpo di calore rappresenta una delle emergenze veterinarie più gravi e può evolvere rapidamente verso conseguenze molto serie.

Se dovete scendere dall’auto, il consiglio è semplice: portate con voi il vostro animale.

Viaggi lunghi: come organizzarli al meglio

Quando il tragitto supera alcune ore è opportuno programmare il viaggio.

Prima della partenza è consigliabile:

  • evitare pasti abbondanti nelle ore immediatamente precedenti;
  • portare acqua fresca;
  • prevedere soste regolari per i cani;
  • mantenere una temperatura adeguata nell’abitacolo;
  • verificare che trasportino o sistemi di sicurezza siano correttamente fissati.

Per i gatti, generalmente, è preferibile limitare il numero di uscite dal trasportino durante il viaggio per evitare fughe accidentali.

E se il mio animale soffre il mal d’auto?

Alcuni cani e gatti manifestano:

  • salivazione abbondante;
  • nausea;
  • vomito;
  • agitazione;
  • vocalizzazioni continue.

In questi casi è opportuno parlarne con il veterinario.

Oggi esistono diverse strategie che possono aiutare a rendere il viaggio più confortevole, dalla gestione comportamentale fino a prodotti specifici da utilizzare nei casi più problematici.

Non dimentichiamo il benessere emotivo

Quando pensiamo alla sicurezza spesso immaginiamo soltanto incidenti o traumi.

In realtà anche lo stress rappresenta un fattore importante.

Un animale che viaggia serenamente affronta meglio gli spostamenti, le visite veterinarie, le vacanze e tutte le nuove esperienze.

Preparare correttamente il viaggio significa quindi prendersi cura non solo della sua sicurezza fisica, ma anche del suo equilibrio emotivo.

In conclusione

Trasportare correttamente un cane o un gatto in automobile è un gesto di responsabilità e di amore.

Pochi accorgimenti possono ridurre notevolmente i rischi e trasformare ogni viaggio in un’esperienza più sicura e piacevole.

Se il vostro animale manifesta paura, nausea o forte stress durante gli spostamenti, il team del Centro Veterinario San Martino può aiutarvi a individuare la soluzione più adatta alle sue esigenze.

Perché ogni viaggio dovrebbe iniziare e terminare con la stessa serenità con cui è iniziato.


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15/Set/2023


Le allergie alimentari sono un problema comune tra gli animali domestici, e possono causare disagio e problemi di salute. In questo articolo, esploreremo come riconoscere e gestire le allergie alimentari nei tuoi amici pelosi.

Cos’è un’Allergia Alimentare nei Cani e nei Gatti? Un’allergia alimentare è una reazione avversa a specifici ingredienti presenti nell’alimentazione del tuo animale domestico. Questa reazione può causare una serie di sintomi sgradevoli, tra cui prurito, eruzioni cutanee, disturbi gastrointestinali e altro ancora.

Riconoscere i Segni di un’Allergia Alimentare I segni di un’allergia alimentare possono variare da un animale all’altro, ma comunemente includono:

  • Prurito eccessivo (grattarsi o leccarsi in modo compulsivo).
  • Eruzioni cutanee o perdita di pelo.
  • Problemi digestivi come diarrea o vomito.
  • Infezioni frequenti dell’orecchio.
  • Cambiamenti comportamentali dovuti al disagio.

Diagnosi e Consultazione Veterinaria Se sospetti che il tuo animale domestico possa avere un’allergia alimentare, è essenziale consultare un veterinario esperto. Sarà in grado di effettuare una diagnosi accurata, che potrebbe richiedere test specifici come prove di eliminazione o analisi del sangue.

Gestione delle Allergie Alimentari Una volta confermata la diagnosi di allergia alimentare, il passo successivo è gestire la condizione. Ecco alcune strategie comuni:

  1. Dieta di Eliminazione: Il tuo veterinario può consigliarti una dieta di eliminazione per identificare gli ingredienti scatenanti. Solitamente, si inizia con una dieta a base di proteine e carboidrati insoliti che il tuo animale domestico non ha mai consumato prima.
  2. Dieta Controllata: Una volta individuato l’ingrediente specifico che scatena l’allergia, il tuo veterinario può consigliare un’alimentazione controllata che escluda quel componente dalla dieta del tuo animale domestico.
  3. Integratori Nutrizionali: In alcuni casi, potrebbe essere necessario somministrare integratori nutrizionali per garantire che il tuo animale domestico riceva tutti i nutrienti necessari.

La Nostra Esperta in Nutrizione, Giulia Guazzi, può Aiutare Al Centro Veterinario San Martino, la nostra esperta in nutrizione, Giulia Guazzi, è qui per aiutarti a gestire le allergie alimentari del tuo animale domestico. Con la sua consulenza, puoi sviluppare una dieta appositamente progettata per le esigenze del tuo amico peloso.

Se sospetti che il tuo animale domestico possa avere un’allergia alimentare o hai bisogno di consulenza sulla nutrizione, non esitare.


Le informazioni hanno finalità educativa e non sostituiscono il parere del medico veterinario né una visita specialistica.

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 


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05/Giu/2023


Il glaucoma è una condizione oftalmologica grave che può colpire i cani e causare danni irreversibili alla vista. Si tratta di un aumento della pressione all’interno dell’occhio che può portare alla cecità se non trattato tempestivamente. In questo articolo, esploreremo il glaucoma nei cani, compresi i segni e i sintomi da riconoscere e le opzioni di trattamento disponibili.

Cos’è il Glaucoma Oculare nei Cani? Il glaucoma è una condizione in cui la pressione all’interno dell’occhio, nota come pressione intraoculare, aumenta in modo anomalo. Questo aumento della pressione può danneggiare il nervo ottico e la retina, causando una perdita progressiva della vista. Il glaucoma può colpire cani di tutte le razze e età, ma alcune razze come il Cocker Spaniel e il Basset Hound sono più predisposte.

Segni e Sintomi del Glaucoma nei Cani: Riconoscere i segni di glaucoma è cruciale per intervenire precocemente. I sintomi includono:

  1. Ingrossamento dell’occhio: L’occhio del cane può apparire ingrossato o dilatato.
  2. Arrossamento oculare: Gli occhi possono diventare rossi o congesti.
  3. Dolore o disagio: Il cane può manifestare segni di dolore, come sfregarsi l’occhio o tenere chiuso l’occhio colpito.
  4. Lacrimazione eccessiva: L’occhio può lacrimare in modo eccessivo.
  5. Nausea e vomito: In alcuni casi avanzati, il cane può mostrare segni di malessere generale.

Diagnosi del Glaucoma: La diagnosi del glaucoma è effettuata da un veterinario esperto in oftalmologia. Sarà eseguito un esame oculare completo, compresa la misurazione della pressione intraoculare. Questa misurazione è fondamentale per confermare la diagnosi di glaucoma.

Trattamento del Glaucoma nei Cani: Il trattamento del glaucoma mira a ridurre la pressione oculare e alleviare il dolore. Le opzioni di trattamento includono:

  1. Farmaci: Il veterinario può prescrivere farmaci per abbassare la pressione intraoculare. È importante somministrare i farmaci secondo le indicazioni del veterinario.
  2. Chirurgia: In alcuni casi gravi o resistenti al trattamento medico, può essere necessario un intervento chirurgico per drenare il fluido oculare in eccesso e ridurre la pressione.
  3. Enucleazione: In situazioni estreme in cui l’occhio è gravemente danneggiato e il dolore è insopportabile, potrebbe essere necessaria l’enucleazione, ovvero la rimozione dell’occhio colpito.

Prevenzione e Monitoraggio: Poiché il glaucoma può essere ereditario in alcune razze, è importante effettuare controlli oftalmologici regolari, specialmente se il tuo cane è a rischio. Mantenere una dieta equilibrata e monitorare i segni di disagio o cambiamenti oculari è fondamentale per la prevenzione.

In conclusione, il glaucoma è una condizione seria che richiede attenzione immediata. Riconoscere i segni e sintomi del glaucoma nei cani è cruciale per intervenire tempestivamente e preservare la vista del tuo amico peloso. Consulta sempre un veterinario esperto in oftalmologia, per una diagnosi accurata e un trattamento adeguato se sospetti che il tuo cane possa soffrire di glaucoma. La salute degli occhi dei tuoi animali domestici è importante per garantire loro una vita felice e confortevole.


Le informazioni hanno finalità educativa e non sostituiscono il parere del medico veterinario né una visita specialistica.

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05/Mar/2023


Gli occhi sono una parte essenziale della salute complessiva dei nostri animali domestici. I cani e i gatti, proprio come gli esseri umani, possono soffrire di una serie di malattie oculari che richiedono attenzione e cura. In questo articolo, esploreremo alcune delle malattie oculari più comuni che possono colpire cani e gatti, spiegando i sintomi, le cause e alcune informazioni generali su queste condizioni.

La Congiuntivite: un Problema Comune La congiuntivite, nota anche come congiuntivite, è una delle malattie oculari più comuni sia nei cani che nei gatti. Questa condizione è caratterizzata dall’infiammazione della membrana trasparente che riveste la parte anteriore dell’occhio e la superficie interna delle palpebre. I sintomi includono arrossamento, gonfiore, lacrimazione e secrezione oculari.

Cause di Congiuntivite Le cause più comuni di congiuntivite includono infezioni batteriche o virali, allergie e irritazioni da corpi estranei.

Cataratta: Opacità del Cristallino La cataratta è una condizione in cui il cristallino dell’occhio diventa opaco, causando una perdita progressiva della vista. Questa malattia può colpire sia i cani che i gatti, ma è più comune nei cani anziani. I sintomi includono un’opacità visibile nell’occhio e una diminuzione dell’abilità dell’animale di vedere chiaramente.

Glaucoma: Aumento della Pressione Oculare Il glaucoma è una malattia oculare grave che coinvolge un aumento della pressione all’interno dell’occhio. Questa pressione eccessiva può danneggiare la retina e causare la perdita irreversibile della vista. I sintomi includono occhi rossi, dolore, lacrimazione e ingrossamento dell’occhio.

Uveite: Infiammazione dell’Uvea L’uveite è l’infiammazione dell’uvea, la parte colorata dell’occhio. Questa condizione può causare dolore, visione offuscata e occhio rosso. Può essere dovuta a infezioni, traumi o malattie autoimmuni.

Ulcera Cornea: Lesione sulla Superficie Oculare L’ulcera cornea è una lesione sulla superficie dell’occhio che può causare dolore e disagio. Può essere causata da traumi o infezioni.

In conclusione, la salute degli occhi è cruciale per il benessere generale dei nostri animali domestici. Le malattie oculari possono variare dalla comune congiuntivite alla più grave cataratta, glaucoma, uveite e ulcera cornea. Riconoscere i sintomi precocemente e consultare un veterinario per una diagnosi e un trattamento appropriato è fondamentale per mantenere una visione sana e una vita felice per i nostri amici a quattro zampe. Ricorda sempre di prenotare regolari visite veterinarie per il benessere generale dei tuoi animali domestici. La nostra esperta in oftalmologia veterinaria, la Dr.ssa Nicole Binacchi, è a tua disposizione per qualsiasi dubbio o problema legato alla salute degli occhi del tuo cane o gatto.

Per qualsiasi domanda o preoccupazione riguardante la salute oculare del tuo animale domestico, non esitare a contattare la Dr.ssa Nicole Binacchi presso il Centro Veterinario San Martino. La salute degli occhi dei tuoi animali domestici è la nostra priorità.


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13/Gen/2023


La cataratta è una delle malattie oculari più comuni che possono colpire sia i cani che i gatti. Questa condizione può avere un impatto significativo sulla vista del tuo animale domestico, ma con la diagnosi precoce e il trattamento adeguato, è spesso gestibile. In questo articolo, esploreremo la cataratta nei cani e nei gatti, inclusi i sintomi, le modalità di diagnosi e le opzioni di trattamento disponibili.

Cos’è la Cataratta? La cataratta è una condizione in cui il cristallino dell’occhio diventa opaco o turbinato. Il cristallino è la lente naturale dell’occhio che aiuta a concentrare la luce sulla retina, consentendo la visione nitida. Quando il cristallino diventa opaco, la luce non può passare attraverso di esso in modo adeguato, causando una perdita di chiarezza visiva.

Sintomi della Cataratta nei Cani e nei Gatti: I sintomi della cataratta nei cani e nei gatti possono variare, ma comunemente includono:

  1. Opacità Oculare: L’opacità del cristallino è il segno più evidente di una cataratta. Puoi notare che l’occhio del tuo animale domestico appare biancastro o grigio invece del normale colore.
  2. Diminuzione della Vista: L’animale potrebbe iniziare a mostrare segni di difficoltà nella visione. Potresti notare che inciampa più spesso, ha difficoltà a seguire oggetti in movimento o sembra confuso in situazioni di scarsa illuminazione.
  3. Sintomi Associati: Altri sintomi possono includere lacrimazione e arrossamento oculare, ma questi sintomi possono essere causati anche da altre condizioni oculari.

Diagnosi della Cataratta: La diagnosi della cataratta è generalmente effettuata da un veterinario esperto in oftalmologia. La visita oftalmologica può includere esami come la biomicroscopia e l’oftalmoscopia, che consentono di valutare lo stato del cristallino e la retina.

Trattamento della Cataratta: Il trattamento della cataratta dipende dalla gravità della condizione e dalla salute generale dell’animale. Le opzioni di trattamento includono:

  1. Chirurgia della Cataratta: Questa è l’opzione più comune ed efficace per ripristinare la vista. Durante l’intervento chirurgico, il cristallino opaco viene rimosso e sostituito con una lente artificiale. La chirurgia deve essere eseguita da un oftalmologo veterinario esperto.
  2. Trattamento Medico: In alcune situazioni, il trattamento medico può essere utilizzato per gestire i sintomi associati alla cataratta, ma non eliminerà l’opacità del cristallino.

Prevenzione: La cataratta può verificarsi a causa di fattori genetici o invecchiamento, ma alcune misure preventive possono aiutare a ritardare il suo sviluppo. Queste includono una dieta bilanciata, evitare l’esposizione ai raggi UV nocivi e la gestione di condizioni mediche sottostanti.

In conclusione, la cataratta è una malattia oculare comune che può colpire cani e gatti. Riconoscere i sintomi precocemente e consultare un veterinario esperto in oftalmologia è fondamentale per determinare la migliore opzione di trattamento. Con il trattamento adeguato, molti animali domestici possono godere di una migliore qualità della vista e una vita più felice. Ricorda sempre di prestare attenzione alla salute degli occhi del tuo animale domestico e di programmare regolari visite veterinarie per una diagnosi precoce e una gestione efficace.


Le informazioni hanno finalità educativa e non sostituiscono il parere del medico veterinario né una visita specialistica.

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 


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05/Mag/2021

L’estate sta arrivando e tanti stanno organizzando le vacanze al mare, in montagna o all’estero. Anche i vostri animali  possono partire con voi. Nel caso in cui dovete viaggiare in nave, treno o aereo informatevi con la compagnia di viaggio sui trattamenti necessari.





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