Con l’arrivo dell’estate ritorna il rischio Leishmaniosi. Si tratta di una malattia trasmessa dai pappataci che può colpire il cane ma anche l’uomo .E’ una malattia grave e difficile da curare.
Con l’arrivo dell’estate ritorna il rischio Leishmaniosi. Si tratta di una malattia trasmessa dai pappataci che può colpire il cane ma anche l’uomo .E’ una malattia grave e difficile da curare.
Tutti siamo sensibili alle alte temperature: c’è chi suda tantissimo ma preferisce stare fuori all’aria aperta, chi si rintana in casa per tutta l’estate con il ventilatore e chi cerca immancabilmente di sostare nei negozi al fresco dell’aria condizionata. E i nostri amici animali come si comportano? Avrete sicuramente notato che d’estate tendono a muoversi di meno, a bere di più, a riposare all’ombra… anche fra gli animali c’è chi preferisce l’ombra dell’albero a quella del letto del proprio padrone. Ma veniamo al dunque: loro sono programmati per sopravvivere in condizioni di alte temperature per brevi periodi e questo grazie a madre natura; è abbastanza ovvio, quindi, che l’unica cosa che possiamo fare per aiutarli è fare in modo che possano sempre e comunque esprimere i loro normali comportamenti protettivi.
Il colpo di calore prende alla sprovvista, quindi? Oppure… no? Attenzione al sole diretto, alle ore più calde… sembrano indicazioni da telegiornale estivo, eppure proprio di buonsenso si tratta nella maggior parte dei casi. Ecco qualche semplice indicazione da seguire per prevenire questa problematica.
Per sapere cosa fare se pensate che il vostro animale sia affetto da questa problematica eccovi un link utile.
Ecco come ci comportiamo a seconda della sede in cui lo troviamo nel nostro paziente:
La zecca è un piccolo parassita responsabile dell’infestazione nel cane e nel gatto e può trasmettere diverse malattie infettive principalmente di origine virale e batterica (babesiosi, rickettsiosi, anaplasmosi, malattia di Lyme…), alcune delle quali sono pericolose anche per l’uomo. Le zecche non saltano come le pulci, ma si appostano sul fogliame nelle stagioni più calde, in attesa che passi un ospite. A loro non “interessa” che sia l’ospite perfetto: spesso la zecca di una specie colpisce molte altre specie, e in questo modo le troviamo un po’ ovunque ci siano delle zone verdi, soprattutto alle nostre latitudini. Nelle stagioni calde è fondamentale usare dei repellenti soprattutto se i vostri animali hanno la fortuna di passeggiare dove l’erba è alta, in campagna, o magari anche nei boschi.
Tutto ciò che può indurre la zecca a rigurgitare è altamente sconsigliato: ad esempio usare del cotone imbibito di alcol, acetone, olio o altro; allo stesso modo, oggetti arroventati sono da evitare.
Avete trovato una zecca sulla vostra pelle? Consultate il sito dell’Istituto Superiore di Sanità e informate il vostro medico di base.
L’ideale, se si vive in una zona a rischio, è mettere in atto tutte le misure di prevenzione a disposizione:
La leishmaniosi è una malattia cronica che richiede una terapia lunga, complessa, relativamente onerosa, in cui si è sempre sul “chi va là”, con numerosi controlli per verificare l’andamento e intervenire tempestivamente quando necessario. Non sempre la prima terapia che si sceglie è quella efficace: i fattori in gioco sono molti, e sarà cura del veterinario aggiustare il tiro di volta in volta anche in funzione di come risponde il soggetto.
In questo caso è senza dubbio meglio prevenire che curare, ma quando purtroppo qualcosa va storto, bisogna sapere che molti cani con la leishmaniosi conducono una vita di tutto rispetto per molti anni: è chiaro che si rende necessaria una grande collaborazione reciproca fra proprietario e veterinario per il bene del paziente, che ripone tutta la sua fiducia nelle “nostre” mani!
Per saperne di più sulla leishmaniosi umana consultate il sito dell’Istituto Superiore di Sanità.
La Filariosi nel cane è una parassitosi che, se non curata, può essere molto pericolosa e anche mortale...

Colpisce prevalentemente i cani, ma anche i gatti.
La filariosi è particolarmente insidiosa se non si esegue una corretta profilassi: se non siete certi di aver trattato i vostri animali in maniera continuativa da aprile a novembre, prima di trattarli nuovamente è consigliato fare un test rapido presso il vostro veterinario di fiducia: in questo modo il veterinario potrà accertarsi della presenza del parassita, in quanto la profilassi può essere pericolosa negli animali che sono già infestati. A seconda del risultato, il veterinario vi potrà proporre la terapia medica o la profilassi. Basta una goccia di sangue!
È fondamentale la somministrazione mensile di un prodotto in grado di uccidere gli eventuali parassiti che troviamo nel sangue in stadio larvale, in questo modo preveniamo la malattia che è data solamente dalla forma adulta. Se tendete ad essere un po’ smemorati, chiedete una soluzione alternativa al vostro veterinario: esiste un prodotto un prodotto iniettabile ad uso medico che richiede una singola dose per coprire l’intera stagione.
Il modo più efficace per prevenire l’infestazione è la profilassi con prodotti specifici per tutto il periodo in cui le temperature sono più miti: indicativamente, dalle nostre parti, da aprile a novembre.
Avete notato che il clima sta cambiando verso inverni meno rigidi? È probabile, in effetti, che il periodo a rischio per i nostri amici diventerà sempre più lungo: niente paura, i veterinari si tengono pronti ad aggiornare le loro linee guida!
E se abbiamo saltato qualche mese? Non vi preoccupate, armatevi di telefono e parlate con il vostro veterinario, vi dirà quali sono i rischi reali e come comportarvi.
Il mio cane si gratta, ma non vedo le pulci! Tutto nella norma! Non si vedono così spesso ad occhio nudo, ma lasciano spiacevoli indizi… per fortuna possiamo identificarli con una prova a costo zero! Armatevi di pettine e carta assorbente e provate a seguire queste semplici indicazioni (5 cose da sapere sulle pulci).
Ad ogni modo, una volta riconosciute, il vostro veterinario di fiducia provvederà a consigliarvi un prodotto shampoo o spray per combattere l’infestazione, dopodiché per la prevenzione un prodotto di profilassi e infine vi darà le indicazioni per debellare la presenza di questo ospite indesiderato che purtroppo apprezza molto l’ambiente domestico. La pulce, infatti, rappresenta un rischio tutto l’anno proprio per la sua capacità di persistere nelle cucce, sui divani e sul pavimento quando è ancora nei primi stadi del suo sviluppo.
Se avete l’impressione che non si tratti di un semplice prurito, è opportuno contattare il veterinario perché esiste anche una allergia alla saliva delle pulci, conosciuta come DAP (per saperne di più: la Dermatite Allergica da Pulci), che colpisce sia il cane che il gatto.
Le antipatiche zecche sono portatrici di diverse malattie che possono colpire sia gli animali che l’uomo: molte hanno un quadro clinico sovrapponibile e non è sempre facile arrivare a una diagnosi.
Anche facendo le profilassi a dovere è possibile trovarle sui nostri animali! Non temete, se si tratta di una zecca ogni tanto l’effetto repellente è ben presente, e non dimenticate che c’è anche l’effetto “parassiticida” pronto ad intervenire! Le troverete principalmente sul muso, sulle orecchie e sugli arti ma controllate anche collo e pancia dopo le passeggiate. Vanno rimosse in modo sicuro, seguendo queste semplici istruzioni (Come rimuovere una zecca in modo sicuro).
Spesso ci si dimentica della loro presenza, ma possono colpire varie aree della cute dando origine ad otoacariasi (infestando le orecchie), rogna e demodicosi.
Il trattamento è semplice, ma non bisogna aspettare troppo: un animale che si gratta per un prurito intenso può facilmente indursi delle lesioni anche importanti ed estese molto rapidamente. Talvolta in questi casi la situazione si complica con una sovrainfezione batterica e il veterinario deve considerare l’uso di un antibiotico: è decisamente meglio prevenire che curare!
La pulce adulta non sopravvive più di qualche giorno senza fare un pasto di sangue; una volta trovato il suo ospite ideale è probabile che rimanga con lui fino alla fine! Inoltre, ogni giorno sottrae fino a 14-15 microlitri di sangue: è poco? Sì, pochissimo, ma in corso di infestazioni massive può portare l’animale a soffrire di anemia.
Agli stadi precoci, invece, quando è ancora una piccola larva, teme la luce: i tappeti, i divani, i letti sono un ottimo rifugio.
Le pulci sono molto piccole, ma visibili ad occhio nudo: a volte si vedono camminare sulla cute degli animali, tuttavia nella maggior parte dei casi si pensa a una pulicosi (ovvero l’infestazione da pulci) quando si possono osservare dei puntini neri sul pelo dell’animale.
A questo punto, è sufficiente raccogliere questi puntini con un pettinino e farli cadere su un pezzo di carta assorbente leggermente inumidito: se rilasciano un alone marrone rossastro quando li schiacciate, si tratta degli escrementi lasciati da questi “simpatici” parassiti.
Quando le larve di pulce formano un bozzolo, chiamato pupaio, si trasformano in pupa e possono rimanere in questa forma perfettamente vitale anche per 6 mesi! Una discreta rivincita sull’adulto, e un bel grattacapo per noi che dobbiamo eliminarle completamente dall’ambiente domestico quando scopriamo questo sgradito coinquilino nascosto.
Il ciclo vitale della pulce prevede degli stadi di sviluppo (uovo, larva) ambientali, e nella popolazione questi rappresentano quasi la totalità dei soggetti! Inoltre, nelle nostre case trovano la temperatura ideale per proliferare tutto l’anno. Ecco perché in caso di infestazione è fondamentale agire su più fronti:
Le pulci dei nostri animali, purtroppo, possono trasmettere alcune malattie infettive come l’emobartonellosi conosciuta come malattia da graffio del gatto e la dipylidiosi, data da un parassita intestinale che solitamente colpisce il cane. Entrambe queste malattie possono essere trasmesse all’uomo: proteggere la salute di tutti equivale a spezzare tutti gli anelli conosciuti di questa catena.
Tutti coloro che hanno un gatto sanno quanto la proverbiale pigrizia di questo animale non sia solo una leggenda. Il fatto che questi felini amino...
Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487 Copyright Centro Veterinario San Martino 2018. Tutti i diritti riservati. P.IVA: 02782610345
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