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02/Gen/2025

Gennaio 2026 – Partire col piede giusto: salute della mammella e gestione della vitellaia per aziende della bovina da latte in Emilia-Romagna

Con l’avvio del nuovo anno è il momento perfetto per dare una spinta positiva all’efficienza e al benessere della mandria. In particolare due ambiti risultano fondamentali per chi gestisce aziende di bovine da latte nella nostra regione: la salute della mammella e la gestione della vitellaia. Ecco perché non possono più essere lasciati al caso — e come approfittare della formazione gratuita messa a disposizione dalla regione.


Perché puntare sulla salute della mammella

La mammella è al centro della produzione lattiera: una buona gestione evita casi di mastite, migliora la qualità del latte, riduce scarti e costi sanitari, e contribuisce al benessere animale.
Per un allevatore in Emilia-Romagna questo significa:

  • Monitorare con regolarità le modalità di mungitura, igiene delle attrezzature, condizione delle tettole.

  • Tenere sotto controllo la somministrazione di trattamenti e i piani di profilassi: evitare antibiotici dove non necessari, intervenire precocemente.

  • Garantire che le vacche siano in buona condizione corporea, con alimentazione e riposo adeguati: una mammella ben “tenuta” è meno soggetta a problemi.

  • Considerare anche l’ambiente di stalla: pavimentazioni, posti a riposo, traffico degli animali influenzano il rischio infettivo.

Curare questi aspetti vuol dire migliorare redditività, diminuire perdite e garantire una produzione più stabile e sostenibile.


Perché curare bene la vitellaia

La vitellaia — lo spazio dove nascono, si sviluppano e passano il periodo iniziale le future bovine da latte — è un investimento che paga. Una vitellaia ben gestita significa:

  • Minore mortalità e morbosità nei primi mesi di vita, quindi minori costi e maggiore numero di future produttrici.

  • Migliore crescita e sviluppo delle vitelle: condizione nutrizionale, ambiente, gestione della colostratura e svezzamento incidono sui risultati produttivi futuri.

  • Migliore benessere animale e minor uso di farmaci: un allevamento moderno pone l’accento sulla prevenzione e gestione sanitaria già nei primi stadi.

  • Una futura bovina da latte “ben partita” ha maggiore longevità e rendimento nella fase produttiva: quindi più latte, meglio qualità, meno problemi.

Nel contesto della nostra regione, dove le aziende da latte affrontano costi crescenti e competizione sempre maggiore, investire fin dall’inizio sulle vitelle è un fattore di differenziazione.


Cosa offre la regione Emilia-Romagna: i corsi gratuiti del Catalogo Verde

La buona notizia è che per le imprese agricole della regione Emilia-Romagna esistono opportunità formative gratuite grazie al Catalogo Verde. Questo strumento della regione elenca proposte di formazione, visite aziendali e consulenza per imprenditori, dipendenti e coadiuvanti iscritti all’Anagrafe delle imprese agricole. dinamica-fp.com+3agricoltura.regione.emilia-romagna.it+3agricoltura.regione.emilia-romagna.it+3
Il gestore formativo DINAMICA FP risulta tra gli enti che propongono corsi “gratuiti” per aziende agricole, interamente finanziati dal PSR/FEASR. dinamica-fp.com+1

Sono dunque valide le seguenti informazioni per voi allevatori:

  • La modalità online consente la partecipazione anche senza spostarsi fisicamente lungo l’Emilia-Romagna.

  • Per le province di Parma e Piacenza, è prevista la conduzione delle lezioni online da parte del dottor Mauro Marmiroli – medico veterinario buiatra esperto, che opera da anni in queste province e risulta responsabile anche del settore formazione del Centro Veterinario San Martino. centroveterinariosanmartino.it+2centroveterinariosanmartino.it+2


Perché vale la pena iscriversi subito

  • È un corso gratuito che vi mette al passo con le migliori pratiche in allevamento.

  • Le tematiche (salute mammella, vitellaia) sono attuali e critiche per la competitività.

  • Il format online permette di seguire senza interrompere troppo il lavoro in stalla.

  • Una figura esperta locale – il dott. Marmiroli – garantirà competenza specifica per la bovina da latte della zona.

  • Migliorare la gestione oggi significa ridurre problemi domani: meno costi, meno interventi d’emergenza, più serenità.


Come prenotare il corso

Se sei un allevatore di bovine da latte in Emilia-Romagna, e desideri partecipare al corso gratuito promosso da Dinamica, contatta DINAMICA (enti organizzatore) e segnala la tua volontà di partecipare al percorso online per le province di Parma e Reggio Emilia sotto la docenza del dott. Marmiroli.
Verifica insieme all’organizzatore:

  • Il corso offerto, le date attive per il 2026, la durata (ore online).

  • I requisiti richiesti: iscrizione all’Anagrafe delle imprese agricole, codice ATECO, ruolo nell’azienda.

  • Modalità di iscrizione e scadenze (posti limitati).
    Ricorda che anche se il corso è gratuito, può esserci un numero massimo di partecipanti – perciò meglio muoversi per tempo.


In conclusione

In un’azienda da latte in Emilia-Romagna, la differenza tra un anno produttivo senza intoppi e uno con complicazioni passa spesso da due nodi tecnici: lo stato della mammella e la gestione della vitellaia. Impegnarsi oggi a padroneggiare queste aree significa guadagnare tranquillità, efficienza e redditività. E grazie al Catalogo Verde della Regione e all’offerta formativa gratuita di Dinamica con il dottor Mauro Marmiroli, potete farlo praticamente senza costi.
Non lasciatevi sfuggire questa opportunità – iscrivetevi e preparate l’azienda a un 2026 di successo.


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20/Dic/2024


Introduzione Il benessere dei vitelli nei primi mesi di vita è fondamentale per garantire la loro crescita sana e prevenire problemi di salute. Durante l’inverno, le basse temperature possono rappresentare una sfida significativa, aumentando il rischio di stress termico e malattie respiratorie. In questo articolo, vedremo come proteggere i vitelli dal freddo con accorgimenti pratici ed efficaci, contribuendo al loro benessere e alla sostenibilità dell’allevamento.

L’importanza di un ambiente adeguato

  1. Isolamento e protezione dagli agenti atmosferici
    Le strutture destinate ai vitelli devono garantire un isolamento termico efficace. Utilizzare pareti coibentate, pavimentazioni isolate dal terreno e coperture che impediscano infiltrazioni di vento e pioggia è essenziale. Le barriere contro le correnti d’aria, come pannelli o teli protettivi, riducono l’esposizione diretta al freddo.
  2. Lettiere asciutte e confortevoli
    Una lettiera asciutta e ben gestita è fondamentale per mantenere i vitelli al caldo. La paglia è un’ottima scelta per la sua capacità isolante, ma è importante rinnovarla regolarmente per evitare che l’umidità e il freddo si accumulino.
  3. Riscaldamento mirato
    In condizioni particolarmente rigide, l’utilizzo di lampade riscaldanti o pavimentazioni riscaldate può fornire un supporto termico aggiuntivo. Questi sistemi devono essere posizionati in modo sicuro per evitare rischi di ustioni o incendi.

Alimentazione e gestione sanitaria

  1. Apporto calorico adeguato
    Durante l’inverno, i vitelli consumano più energia per mantenere la temperatura corporea. Per questo, è importante aumentare l’apporto calorico attraverso una dieta bilanciata, con mangimi di alta qualità e un’adeguata integrazione di latte o sostituti del latte.
  2. Acqua sempre disponibile e non gelata
    Anche in inverno, i vitelli devono avere accesso a acqua pulita e a temperatura controllata. Utilizzare abbeveratoi riscaldati o sistemi anti-gelo aiuta a prevenire problemi di disidratazione.
  3. Prevenzione delle malattie
    Il freddo aumenta il rischio di malattie respiratorie nei vitelli. Mantenere una buona ventilazione, senza creare correnti d’aria, è essenziale per ridurre l’umidità e prevenire la proliferazione di batteri e virus. Inoltre, è importante seguire un piano vaccinale adeguato e monitorare attentamente lo stato di salute dei vitelli.

Innovazioni tecnologiche

  1. Monitoraggio della temperatura corporea
    L’uso di sensori per monitorare la temperatura corporea e ambientale consente di intervenire tempestivamente in caso di ipotermia o condizioni climatiche avverse.
  2. Sistemi di ventilazione automatizzata
    Le tecnologie moderne permettono di regolare automaticamente la ventilazione e il riscaldamento delle stalle, garantendo un microclima ottimale per i vitelli.

Conclusione Proteggere i vitelli dal freddo non significa solo evitare problemi di salute, ma anche garantire un ambiente che favorisca la loro crescita e il loro benessere. Gli allevatori hanno a disposizione numerosi strumenti e strategie per affrontare le sfide invernali, dalle soluzioni strutturali agli accorgimenti alimentari e tecnologici. Al Centro Veterinario San Martino, supportiamo gli allevatori nella gestione dei vitelli durante i mesi freddi, offrendo consulenza e soluzioni personalizzate per ogni esigenza. Con un’attenzione costante al benessere degli animali, possiamo costruire insieme un futuro sostenibile per l’allevamento.


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23/Nov/2024

Introduzione Negli ultimi anni, l’antibioticoresistenza è diventata una delle maggiori sfide sanitarie globali, con ripercussioni significative sulla salute umana, animale e sull’ambiente. In Italia, il settore zootecnico ha risposto con determinazione, adottando strategie innovative per ridurre l’uso di antibiotici negli allevamenti. Questo articolo è dedicato a voi, cittadini attenti alla qualità degli alimenti e alla sostenibilità dei processi produttivi. Vi illustreremo i sistemi adottati per affrontare questa sfida e i risultati concreti raggiunti nel nostro Paese.

Le strategie per ridurre l’uso di antibiotici

  1. Biosicurezza e prevenzione
    Una delle strategie più efficaci per ridurre l’uso di antibiotici è migliorare la prevenzione delle malattie negli allevamenti. Questo include l’adozione di misure di biosicurezza come la gestione degli accessi agli allevamenti, la disinfezione degli ambienti e il controllo dell’introduzione di nuovi animali. Questi accorgimenti riducono significativamente il rischio di infezioni.
  2. Vaccinazioni mirate
    L’uso di vaccini è una pratica fondamentale per prevenire le malattie batteriche e virali negli animali da allevamento. Le campagne vaccinali ben pianificate riducono la necessità di ricorrere agli antibiotici per curare infezioni che possono essere evitate.
  3. Alimentazione e benessere animale
    Una dieta equilibrata e specifica per ogni specie e fase di crescita contribuisce a rafforzare il sistema immunitario degli animali. Parallelamente, garantire condizioni di benessere animale è essenziale: meno stress significa meno malattie e, di conseguenza, meno necessità di trattamenti antibiotici.
  4. Uso prudente e consapevole degli antibiotici
    L’introduzione di linee guida specifiche sull’uso degli antibiotici, come il divieto di utilizzo come promotori della crescita e la restrizione del loro uso profilattico, è un passo cruciale. I trattamenti devono essere sempre mirati e basati su diagnosi precise.
  5. Monitoraggio e controllo
    L’Italia ha implementato sistemi di monitoraggio dell’uso di antibiotici e della resistenza batterica, come il Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR). Questi strumenti permettono di analizzare i progressi e identificare aree di miglioramento.

I risultati raggiunti in Italia Negli ultimi anni, l’Italia ha registrato una significativa riduzione dell’uso di antibiotici negli allevamenti. Secondo i dati EMA (Agenzia Europea dei Medicinali), tra il 2011 e il 2022, l’uso complessivo di antibiotici negli animali da reddito è diminuito di oltre il 50%. Questo risultato è stato possibile grazie all’impegno congiunto di veterinari, allevatori e istituzioni.

Inoltre, sono stati osservati miglioramenti nel controllo dell’antibioticoresistenza, con una diminuzione della prevalenza di batteri resistenti in diversi comparti produttivi. Questi progressi dimostrano che l’approccio integrato basato sulla prevenzione e sull’uso razionale degli antibiotici funziona ed è un esempio virtuoso per altri Paesi.

Il nostro impegno quotidiano Il Centro Veterinario San Martino opera da molti anni seguendo questa strada virtuosa. Attraverso la collaborazione con gli allevatori, promuoviamo strategie di prevenzione, monitoriamo l’efficacia delle misure adottate e garantiamo un uso responsabile degli antibiotici. Ogni intervento è mirato a migliorare il benessere degli animali e a proteggere la salute pubblica, in linea con i principi dell’approccio “One Health”.

Conclusione Ridurre l’uso di antibiotici negli allevamenti non è solo una scelta responsabile, ma un dovere nei confronti delle generazioni future. Grazie all’impegno di tutti gli attori coinvolti, l’Italia ha già ottenuto risultati importanti. Al Centro Veterinario San Martino continuiamo a lavorare con passione e dedizione per promuovere pratiche sostenibili e garantire la sicurezza della filiera alimentare. Insieme, possiamo fare la differenza.


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15/Nov/2024


Negli ultimi anni, la tecnologia ha fatto passi da gigante nel migliorare la qualità della vita non solo degli esseri umani, ma anche degli animali da compagnia. Sensori avanzati e dispositivi indossabili sono diventati strumenti fondamentali per monitorare la salute e il benessere di cani e gatti, offrendo un supporto prezioso ai veterinari e ai proprietari.

Cos’è un sensore per animali da compagnia?

Un sensore per animali è un dispositivo tecnologico in grado di raccogliere dati relativi alla salute e al comportamento dell’animale. Questi dispositivi possono essere indossati sotto forma di collari intelligenti, pettorine o piccoli dispositivi applicati al corpo. I sensori utilizzano tecnologie come GPS, accelerometri, monitoraggio della frequenza cardiaca e termometri integrati per raccogliere informazioni utili.

Benefici principali del monitoraggio con sensori

  1. Rilevazione precoce delle malattie I sensori possono rilevare cambiamenti nei parametri vitali come la frequenza cardiaca, la temperatura corporea o i livelli di attività. Queste variazioni possono essere i primi segnali di patologie, permettendo un intervento tempestivo.
  2. Monitoraggio dell’attività fisica I dispositivi possono aiutare a tenere traccia del livello di esercizio fisico dell’animale, fondamentale per prevenire problemi legati all’obesità o per supportare la riabilitazione post-operatoria.
  3. Gestione delle malattie croniche Per gli animali con condizioni croniche come il diabete o l’insufficienza cardiaca, i sensori permettono un monitoraggio continuo, migliorando la gestione della malattia e riducendo la necessità di frequenti visite dal veterinario.
  4. Localizzazione GPS Per cani e gatti che tendono a scappare o per coloro che vivono in spazi aperti, i sensori con GPS integrato offrono una maggiore tranquillità ai proprietari, permettendo di localizzarli rapidamente.

Come i veterinari possono utilizzare i dati dei sensori

I dati raccolti dai sensori possono essere condivisi con i veterinari tramite app o piattaforme digitali. Queste informazioni consentono di:

  • Effettuare diagnosi più accurate grazie a un quadro completo delle condizioni dell’animale.
  • Monitorare i progressi terapeutici, ad esempio durante una cura farmacologica o un piano di riabilitazione.
  • Personalizzare i piani di cura, adattando l’approccio medico alle esigenze specifiche dell’animale.

Limiti e sfide

Nonostante i numerosi vantaggi, l’uso dei sensori presenta alcune sfide. I costi iniziali dei dispositivi possono essere elevati, e non tutti i proprietari sono disposti o in grado di investire in questa tecnologia. Inoltre, la precisione dei dati può variare a seconda del dispositivo, rendendo fondamentale una scelta accurata e una corretta interpretazione da parte del veterinario.

Conclusioni

L’introduzione dei sensori nel mondo della medicina veterinaria rappresenta una rivoluzione nella gestione della salute degli animali da compagnia. Questi dispositivi non sostituiscono l’importanza delle visite regolari dal veterinario, ma offrono un supporto prezioso per migliorare la qualità della vita degli animali e dei loro proprietari. Investire in questa tecnologia significa contribuire a un futuro in cui la salute degli animali è sempre più sotto controllo e prevenibile.


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17/Ott/2024


Se hai difficoltà alla movimentazione e compravendita dei tuoi bovini in questo periodo, probabilmente hai a che fare con le restrizioni alla movimentazione legate alla diffusione della Blue Tongue,

leggi questo articolo e forse potrai imparare come agire.

Siamo in Emilia Romagna, e come tante altre regioni italiane siamo invasi da focolai di Malattia della Lingua Blu (vedi la cartina nella immagine)

La Blue Tongue, o febbre catarrale degli ovini, è una malattia virale che colpisce principalmente i ruminanti, come pecore, capre e bovini.

Sebbene il nome suggerisca un impatto specifico sugli ovini, la malattia può manifestarsi anche nei bovini, sebbene spesso in forma asintomatica, rendendoli portatori sani e contribuendo alla diffusione del virus.

Come si trasmette?

La Blue Tongue viene trasmessa da piccoli insetti pungitori, principalmente del genere Culicoides Questi moscerini, attivi soprattutto nelle zone umide e durante le stagioni calde, pungono gli animali infetti e poi trasmettono il virus a quelli sani

Quali sono i sintomi?

I sintomi più comuni negli ovini includono:

  • Febbre alta
  • Depressione
  • Perdita di appetito
  • Edema e cianosi della lingua (da cui il nome “lingua blu”)
  • Aumento della frequenza respiratoria

Nei bovini, come accennato, la malattia può decorrere in forma asintomatica o con sintomi lievi, rendendo difficile la diagnosi

Quali sono i rischi?

La Blue Tongue può causare significative perdite economiche negli allevamenti, a causa della mortalità, della riduzione della produzione di latte e lana, e delle restrizioni alle movimentazioni degli animali imposte dalle autorità sanitarie.

Misure di prevenzione e controllo

Per prevenire la diffusione della Blue Tongue, è fondamentale attuare misure di controllo sia a livello individuale che a livello di sistema:

  • Vaccinazione: La vaccinazione è il metodo più efficace per proteggere gli animali.
  • Controllo degli insetti vettori: La riduzione delle popolazioni di Culicoides attraverso l’utilizzo di insetticidi e la bonifica delle zone umide può contribuire a limitare la trasmissione del virus.
  • Misure di biosicurezza: Una corretta gestione dell’allevamento, con particolare attenzione alla pulizia e alla disinfezione, può ridurre il rischio di introduzione del virus.
  • Restrizioni alle movimentazioni degli animali: In caso di focolai epidemici, le autorità sanitarie possono imporre restrizioni alle movimentazioni degli animali per contenere la diffusione della malattia.

In conclusione, la Blue Tongue rappresenta una seria minaccia per gli allevamenti di ovini e bovini. La prevenzione attraverso la vaccinazione e il controllo degli insetti vettori, insieme a misure di biosicurezza rigorose, sono essenziali per proteggere il patrimonio zootecnico.

Note:

  • Sierotipi: Esistono numerosi sierotipi del virus della Blue Tongue, ciascuno con caratteristiche antigeniche diverse. Ciò rende complessa la messa a punto di vaccini efficaci contro tutti i sierotipi.
  • Impatto economico: I costi associati alla Blue Tongue includono non solo le perdite dirette dovute alla mortalità e alla riduzione della produzione, ma anche i costi indiretti legati alle misure di controllo e alle restrizioni commerciali.
  • Ruolo delle autorità sanitarie: Le autorità sanitarie svolgono un ruolo fondamentale nella sorveglianza epidemiologica, nella diagnosi della malattia e nell’attuazione delle misure di controllo.

Se vuoi saperne di più su come contrastare la diffusione della malattia, chiedi al tuo veterinario di fiducia.


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14/Set/2024

Il BENV, acronimo di Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario, è una pubblicazione periodica di fondamentale importanza per il settore veterinario in Italia. Si tratta di un vero e proprio punto di riferimento per tutti coloro che lavorano nel campo della sanità animale, dai veterinari ai ricercatori, fino agli allevatori e alle autorità sanitarie.

A cosa serve il BENV?

  • Monitoraggio della situazione epidemiologica: Il BENV fornisce un quadro aggiornato sulla diffusione delle malattie infettive negli animali in Italia, consentendo di individuare tempestivamente eventuali focolai epidemici e di adottare le misure di contenimento necessarie.
  • Supporto alle decisioni: Le informazioni contenute nel BENV sono utili per prendere decisioni informate in materia di sanità animale, sia a livello nazionale che regionale.
  • Diffusione di conoscenze: Il BENV promuove la diffusione di conoscenze scientifiche e tecniche nel campo dell’epidemiologia veterinaria, favorendo lo scambio di informazioni tra i diversi attori del settore.
  • Trasparenza e comunicazione: La pubblicazione del BENV contribuisce a garantire la trasparenza delle attività di sorveglianza epidemiologica e favorisce una comunicazione efficace tra le istituzioni e gli operatori del settore.

Quali argomenti tratta il BENV?

Il BENV affronta una vasta gamma di temi, tra cui:

  • Malattie infettive emergenti e riemergenti: Il BENV dedica particolare attenzione alle malattie infettive che rappresentano una minaccia per la salute animale e pubblica regolarmente aggiornamenti sulla loro diffusione e sui fattori di rischio associati.
  • Sorveglianza epidemiologica: Il BENV presenta i risultati delle attività di sorveglianza epidemiologica svolte a livello nazionale e regionale, fornendo dati sulla prevalenza delle diverse malattie e sulla loro distribuzione geografica.
  • Misure di prevenzione e controllo: Il BENV descrive le misure di prevenzione e controllo adottate per contrastare la diffusione delle malattie infettive, come la vaccinazione, la biosicurezza e le restrizioni alle movimentazioni degli animali.
  • Ricerca scientifica: Il BENV pubblica articoli scientifici che presentano i risultati di ricerche innovative nel campo dell’epidemiologia veterinaria.

Dove trovare il BENV?

Il BENV è pubblicato periodicamente sul sito web dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” (IZSAM), che coordina le attività di sorveglianza epidemiologica a livello nazionale.

vai al link: https://www.izs.it/BENV_NEW/index.html

In conclusione, il BENV è uno strumento indispensabile per tutti coloro che si occupano di sanità animale. Grazie alle informazioni che contiene, è possibile monitorare la situazione epidemiologica, prendere decisioni informate e contribuire a proteggere la salute degli animali e la sicurezza alimentare.


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08/Ago/2024


ATTENZIONE !!!

siamo appena oltre la metà del 2024 e su Vetinfo, nella sezione di Classyfarm è possibile consultare le DDD elaborate per il primo semestre 2024,

QUESTO dato è fondamentale per avere una PROIEZIONE della strada che sta percorrendo ogni allevamento in tema di consumo di farmaci antibiotici.

Gli allevatori insieme ai loro Veterinari Aziendali hanno il compito, (il diritto ed il dovere) di seguire l’andamento del proprio allevamento.

Quale migliore strumento di Classyfarm si può impiegare?

Ricordatevi che la PAC del 2024 sarà ancora legata alla riduzione dell’impiego del farmaco antibiotico

Questo articolo deve essere di poche chiacchiere,

PASSATE AI FATTI,

consultate subito le vostre DDD e prendete le opportune decisioni !!!!

ANDATE al LINK e ACCEDETE con le vostre credenziali

https://www.vetinfo.it/


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15/Lug/2024


Introduzione La sostenibilità è diventata un obiettivo chiave nell’allevamento di bovine da latte. Le pratiche sostenibili non solo contribuiscono alla protezione dell’ambiente, ma migliorano anche la redditività e la reputazione dell’allevamento. In questo articolo, esamineremo le pratiche sostenibili che possono essere implementate e i loro benefici a lungo termine.

Gestione dei Rifiuti Una gestione efficace dei rifiuti è essenziale per ridurre l’impatto ambientale dell’allevamento. Il compostaggio dei letami e l’utilizzo di digestori anaerobici per la produzione di biogas sono due pratiche che permettono di trasformare i rifiuti in risorse utili, riducendo le emissioni di gas serra.

Efficienza Energetica L’adozione di tecnologie a basso consumo energetico, come i sistemi di illuminazione a LED e le pompe di calore, può ridurre significativamente il consumo di energia. L’installazione di impianti solari o eolici per la produzione di energia rinnovabile contribuisce ulteriormente alla sostenibilità dell’allevamento.

Uso Responsabile delle Risorse Idriche La gestione sostenibile dell’acqua è cruciale. Sistemi di raccolta dell’acqua piovana e tecnologie di irrigazione efficienti possono ridurre il consumo di acqua. Monitorare e ottimizzare l’uso dell’acqua per l’abbeveramento e la pulizia delle stalle è fondamentale per prevenire sprechi.

Alimentazione Sostenibile L’alimentazione delle bovine può essere resa più sostenibile attraverso l’uso di foraggi locali e colture di copertura che migliorano la salute del suolo. La riduzione dell’uso di mangimi concentrati e l’integrazione di alternative come gli scarti agroindustriali contribuiscono a una dieta più sostenibile.

Pratiche di Allevamento Rigenerative Le pratiche di allevamento rigenerative, come la rotazione delle colture e il pascolo gestito, migliorano la salute del suolo e la biodiversità. Queste pratiche aumentano la capacità del suolo di sequestrare carbonio, contribuendo a mitigare i cambiamenti climatici.

Conclusione L’adozione di pratiche sostenibili nell’allevamento di bovine da latte è essenziale per garantire un futuro prospero e responsabile. Le iniziative sostenibili non solo proteggono l’ambiente, ma offrono anche benefici economici e migliorano la qualità della vita delle comunità agricole.

Vuoi rendere il tuo allevamento di bovine da latte più sostenibile? Rivolgiti agli esperti del Centro Veterinario San Martino per consulenze su pratiche sostenibili e soluzioni innovative. Insieme possiamo costruire un futuro più verde e produttivo!


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17/Giu/2024


esatto,

dal 2024 ed entro la fine del 2025,

TUTTI gli operatori che al 1 gennaio 2024 sono identificati e registrati nel Sistema I&R, ai sensi del Decreto n.134/2022, e hanno già avviato la propria attività sono tenuti ad assolvere all’obbligo di frequenza del primo programma formativo entro il 31 dicembre 2025.

Se questa sembra una novità, ed in parte lo è,

in realtà per noi veterinari del Centro Veterinario San Martino, è solamente una conferma della correttezza della strada che abbiamo percorso negli ultimi anni (dal 2009 in poi).

Cosa abbiamo già fatto?

semplice:

dal 2009 in poi

  • abbiamo creato incontri formativi su tematiche di sanità animale per i nostri clienti
  • abbiamo fatto formazione continua in stalla (anche per la manodopera)
  • abbiamo creato un canale formativo su Youtube
  • abbiamo incrementato la formazione continua su principali social
  • abbiamo realizzato un piattaforma formativa ON DEMAND on line con contenuti di alto valore (dairing.farm)
  • abbiamo scritto articoli divulgativi su riviste del settore
  • …….

Cosa faremo?

Visto il grande successo che abbiamo ottenuto negli ultimi anni,

CI IMPEGNEREMO a potenziare tutto ciò, secondo le regole previste dalla normativa

e saremo sempre al fianco degli allevatori (OSA Operatori del Settore Alimentare) e dei loro collaboratori e dipendenti

Vi terremo informati anche in questo BLOG

(magari dopo l’estate 2024 quando i programmi formativi saranno più chiari e definiti)

Per SAPERNE di più …

vedi link al testo del decreto

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2023-10-17&atto.codiceRedazionale=23A05686&elenco30giorni=false


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23/Mag/2024


ESATTO, al giorno di oggi si può investire in managerialità e tecnologia, cercando di soddisfare le esigenze della clientela, e  per quanto il settore veterinario,

NOI LO ABBIAMO FATTO,

Tramite i FONDI del POR FESR della Regione Emilia Romagna siamo riusciti a realizzare il seguente progetto:

“Progetto di miglioramento pluriennale della managerialità e della aggregazione dei professionisti, di implementazione della comunicazione, della digitalizzazione dei servizi specialistici veterinari e di sviluppo delle competenze di impresa del Centro Veterinario San Martino, come modello di sviluppo di uno studio professionale/microimpresa (Studio Veterinario Associato) nell’epoca del post Covid in Emilia Romagna”

GUARDA IL VIDEO PER SAPERNE DI PIU’

 





DA SEMPRE, CON VOI




+39 331 9145483 CLINICA

+39 349 6052345 BUIATRIA


AUTORIZZAZIONE SANITARIA 898/2012

Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487




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