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12/Ago/2025

Ad agosto, tra ferie, caldo torrido e calo generale di attenzione, c’è una categoria spesso trascurata: le vacche in asciutta.

“Dottore, la vacca ha partorito, ma il colostro è scarso… ha avuto una chetosi… zoppica già dopo pochi giorni…”
“Non ha fatto febbre da latte, ma è molle, mangia poco…”

Tutti segnali che qualcosa è andato storto in asciutta, proprio nei giorni in cui in stalla sembrava tutto tranquillo. Ecco perché, d’estate, le asciutte vanno seguite più delle lattifere.


🔸 Perché il caldo estivo colpisce anche (e soprattutto) le asciutte?

La vacca in asciutta non produce latte, è vero. Ma il suo corpo:

  • Ricostruisce tessuti mammari

  • Prepara il fegato e il metabolismo alla prossima lattazione

  • Costruisce le riserve immunitarie da trasferire al vitello

  • Aumenta naturalmente di peso (soprattutto nel periodo close-up)

Quando c’è caldo afoso, spesso accompagnato da umidità elevata, si verificano:

  • Calata dell’ingestione: la vacca si alimenta meno proprio quando dovrebbe accumulare riserve

  • Stress ossidativo: il fegato è già sotto sforzo prima ancora di cominciare la lattazione

  • Calo dell’immunità: colostro più povero, placenta più fragile, più ritenzioni

  • Aumento del rischio metabolico al parto: chetosi, febbre da latte, dislocazioni


🔸 Quali problemi vediamo nel post-parto di settembre?

Questi sono i problemi più comuni che osservo nei parti di vacche asciugate ad agosto:

  • Colostro insufficiente o di bassa qualità

  • Ritenzioni placentari e metriti

  • Febbre da latte e ipocalcemia subclinica

  • Cheto-acidosi già nelle prime 48-72h

  • Scarso avvio della lattazione

  • Maggiore incidenza di zoppie nel primo mese

  • Minor fertilità nel primo estro post-parto

Molte di queste situazioni sono difficili (e costose) da rimediare, ma possono essere prevenute.


🔸 Cosa puoi fare da subito per ridurre i danni?

Ecco le 5 misure concrete che consiglio in tutte le stalle che seguo in pianura padana:

1. Ventilazione anche per le asciutte

  • Spesso sono nel box peggiore, senza ventilatori né ombra: errore grave.

  • Installa almeno ventilatori a bassa velocità e controlla il THI.

  • Ombra e correnti d’aria naturali aiutano molto.

2. Razionalizza la razione

  • Bilancia bene l’apporto energetico, soprattutto nel close-up.

  • Evita sovraccarichi di amido e limita il potassio nella fase di far-off.

  • Integra antiossidanti (vitamina E, Se) e precursori del glucosio (propilenglicole) nel close-up.

3. Garantisci acqua sempre disponibile e pulita

  • Ogni vacca asciutta ha bisogno di più acqua di quanto immagini.

  • Pulizia giornaliera degli abbeveratoi è fondamentale.

4. Valuta la condizione corporea con attenzione

  • Una vacca troppo grassa in estate = una candidata perfetta alla steatosi post-parto.

  • Mantieni un BCS stabile intorno a 3-3.25.

5. Monitora l’ingestione e il comportamento

  • Anche se sono “ferme”, le vacche in asciutta parlano attraverso il comportamento.

  • Usa strumenti di monitoraggio o semplice osservazione: il benessere passa da lì.


L’asciutta è l’investimento invisibile della lattazione.
Trascurarla ad agosto vuol dire trovarsi in difficoltà a settembre, quando si parte con una nuova produzione e serve una mandria forte, sana, reattiva.


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14/Giu/2025

Ogni estate, puntualmente, arrivano le prime chiamate:

“Dottore, ho notato che il latte è più liquido…”
“I grassi sono scesi, le proteine pure…”
“Ho un picco di cellule, ma le vacche sembrano stare bene…”

Nessun allarme. Queste variazioni sono normali con l’arrivo del caldo, ma non per questo vanno sottovalutate. Anzi: interpretarle bene è il primo passo per correggere l’allevamento senza perdere efficienza.

🔸 Perché cambia la composizione del latte?

Quando le temperature superano i 25°C e il tasso di umidità è alto (cioè quando il THI supera 68), le vacche cominciano a soffrire. Anche se non mostrano sintomi evidenti, modificano la loro fisiologia:

  • Mangiano meno (e in modo più disordinato)

  • Cambia la fermentazione ruminale

  • Aumentano gli ormoni dello stress

  • Si riduce il flusso ematico verso la mammella

Il risultato?

  • Grassi in calo, per ridotta attività ruminale

  • Proteine in calo, per minore sintesi epatica

  • Cellule somatiche in aumento, perché si abbassano le difese immunitarie

🔸 Cosa puoi fare in stalla

Qui entra in gioco il nostro lavoro condiviso. Ogni estate consiglio ai miei clienti di applicare alcune correzioni semplici ma efficaci:

  • Controlla i dati latte ogni 2 settimane: non guardare solo la quantità, ma la curva di grassi, proteine e cellule.

  • Se vedi un calo dei grassi senza variazioni nella razione, pensa al rumine: magari le vacche stanno fermentando peggio.
    👉 Prova a integrare lieviti vivi, che stabilizzano il pH ruminale, e tamponi se il rischio di acidosi è alto.

  • Aggiungi antiossidanti naturali (vitamina E, selenio, beta-carotene): proteggono le cellule epiteliali e aiutano il sistema immunitario della mammella.

  • Fai attenzione alla qualità degli insilati estivi: se scaldano o fermentano in mangiatoia, diventano un problema.

  • Non sottovalutare il caldo notturno: se la stalla non si raffredda nelle ore fresche, la vacca non si “resetta” fisiologicamente.

🔸 Le variazioni non sono sempre un male

A volte, un lieve calo stagionale nei solidi è fisiologico e non compromette la redditività, se la salute del gruppo è buona. Ma se grasso e proteina calano più del 15% rispetto alla media aziendale, vale la pena intervenire.


Il latte è un indicatore silenzioso del benessere della mandria.
Leggerlo con attenzione, giorno dopo giorno, ti dà una bussola preziosa per attraversare l’estate senza perdere qualità e produttività.


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22/Mag/2025

Con l’arrivo del caldo in Pianura Padana, cominciano a manifestarsi i primi segnali dello stress termico nelle bovine da latte. Ogni anno lo vediamo: animali più affaticati, ingestione ridotta, produzione in calo, cellule somatiche in aumento e una maggiore predisposizione a problemi come mastiti o zoppie.

Lo stress da caldo non è solo un disagio, ma un vero e proprio fattore di rischio produttivo ed economico. Il primo consiglio che mi sento di dare è questo: non aspettare che i sintomi si vedano. Intervenire in anticipo fa la differenza.

🔸 Ventilazione e ombra

In molte stalle vedo ancora ventilatori insufficienti o posizionati male. Un sistema efficace prevede ventilatori potenti sopra le zone di riposo e lungo la corsia di alimentazione, attivi almeno 16 ore al giorno nei periodi caldi. Se possibile, affianca nebulizzatori o doccette: aiutano ad abbassare la temperatura cutanea.

All’aperto, le zone d’ombra (naturali o artificiali) devono essere estese, non solo simboliche. Una tettoia ben progettata può evitare decine di casi clinici.

🔸 Acqua fresca e abbondante

Un errore comune? Pochi abbeveratoi o acqua stagnante. Una vacca in estate può bere oltre 100 litri al giorno. Gli abbeveratoi devono essere abbondanti, puliti e posizionati vicino alle aree di riposo e di alimentazione. È un investimento semplice ma determinante.

🔸 Alimentazione mirata

Quando fa caldo, le vacche mangiano meno. Il calo dell’ingestione compromette la produzione e aumenta i rischi metabolici. Cosa fare?

  • Fornisci razioni più concentrate e facilmente digeribili

  • Distribuisci il pasto nelle ore più fresche (mattina presto e sera)

  • Considera l’uso di lieviti vivi e antiossidanti, che supportano il microbiota e la funzione immunitaria

🔸 Monitoraggio costante

Se hai la possibilità, usa sensori ambientali o sistemi di monitoraggio per temperatura, umidità e comportamento delle vacche. Avere un THI (Indice di Temperatura e Umidità) aggiornato ti permette di intervenire prima che il danno sia fatto.


In conclusione, il caldo estivo non può essere evitato, ma può essere gestito con metodo. Ogni allevamento ha margini di miglioramento: piccoli interventi ben calibrati possono prevenire cali di produzione, problemi sanitari e perdite economiche.

Non aspettare che sia troppo tardi. Lo stress da caldo si vince giocando d’anticipo.


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02/Apr/2025

ATTENZIONE
Informazione importante per tutti gli ALLEVATORI e i loro VETERINARI di FIDUCIA AZIENDALI
Abbiamo sempre saputo che i vitelli devono venire colostrati adeguatamente.
è inutile specificare attenzioni che sono ormai note a tutti.
Occorre mettere in azione ciò che già si conosce.
Da anni spieghiamo in CORSI SPECIFICI RESIDENZIALI svolti in tutta Italia, come si colostra efficacemente un vitello.
ORA una normativa specifica introduce OBBLIGO DI CONTROLLO DA PARTE DI AUTORIT’ competente,
leggi sotto per saperne di più …
PROBABILMENTE le analisi del sangue verranno fatte presso i laboratori degli istituti zooprofilattici

Il Piano Nazionale Benessere Animale prevede controlli specifici sulla colostratura dei vitelli, effettuati dai Servizi Veterinari delle Aziende USL.

Cosa si controlla
  • Si prelevano campioni ematici da 1 a 5 vitelli di età compresa tra 1 e 10 giorni 
  • Si analizzano i livelli di IgG (immunoglobuline) e GGT (gamma glutamil transferasi) 
  • Si monitorano le condizioni dei vitelli nei centri di raccolta e durante i trasporti superiori a 200 km 

A cosa servono i controlli 

  • Verificare la qualità del colostro utilizzato
  • Verificare la corretta somministrazione del colostro
  • Valutare il benessere dei vitelli entro i primi 30 giorni di vita
Come si interpretano i risultati
  • IgG tra 18 e 25 g/L indicano una colostratura buona 
  • IgG > 25 g/L indicano una colostratura eccellente 
  • IgG insufficienti e GGT alta indicano una colostratura corretta ma di scarsa qualità 
  • IgG insufficienti e GGT bassa indicano una colostratura non corretta 

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04/Mar/2025

Gli occhi del tuo cane sono molto importanti, ma purtroppo possono ammalarsi. Alcune razze, come Bulldog, Carlini e Shih Tzu, hanno occhi più delicati e possono sviluppare problemi più facilmente.

I problemi agli occhi più comuni nei cani

👀 Congiuntivite – Occhi arrossati, lacrimazione e fastidio.
👀 Cataratta – Lente degli occhi opaca, che può portare alla perdita della vista.
👀 Entropion ed ectropion – Le palpebre si chiudono male, causando irritazione.
👀 Ulcere corneali – Ferite sulla superficie dell’occhio, spesso causate da graffi o corpi estranei.

Come accorgersi che il cane ha problemi agli occhi?

Se il tuo cane strizza un occhio, si sfrega il muso con le zampe, ha lacrimazione eccessiva o tiene gli occhi chiusi, potrebbe avere un problema o un’infezione.

Come proteggere gli occhi del tuo cane?

👁 Pulisci gli occhi regolarmente – Usa salviette specifiche per eliminare sporco e secrezioni.
👁 Evita il vento forte e la polvere – Durante le passeggiate, evita che il cane metta la testa fuori dal finestrino dell’auto.
👁 Controlli veterinari – Se noti un problema, non aspettare: gli occhi sono molto delicati!

Con le giuste cure e attenzioni, il tuo cane potrà mantenere una vista sana e chiara per tutta la vita!


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01/Mar/2025


ora potete sapere se avete diritto al premio PAC per Ecoschema 1

Via basta entrare in Classyfarm e dalla DASHBOARD, etc ….. vedi il video allegato per sapere come fare

come tutti ormai sappiamo da tempo, occorre ridurre l’impiego di antibiotico in allevamento sotto certi livelli per contribuire a ridurre il fenomeno della antibioticoresistenza.

Per sapere e siete stati bravi o no, vi basta accedere a CLASSYFARM con le vostre credenziali e seguire ciò che è indicato nel video TUTORIAL

Buona visione


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10/Feb/2025

cosa sapere sulle malattie cardiache

Anche i cani possono soffrire di problemi al cuore, proprio come noi umani. Alcuni cani nascono con difetti cardiaci, mentre altri sviluppano malattie con l’età. Le razze di piccola taglia, come Cavalier King Charles Spaniel e Chihuahua, sono più soggette a problemi di cuore, ma anche i cani grandi possono soffrirne.

Segnali che il tuo cane potrebbe avere problemi cardiaci

🚩 Stanchezza e voglia di dormire più del solito
🚩 Difficoltà a respirare o tosse frequente
🚩 Gonfiore alla pancia
🚩 Svenimenti o debolezza improvvisa

Se noti uno di questi sintomi, porta subito il tuo cane dal veterinario.

Come aiutare un cane con problemi di cuore?

❤️ Controlli veterinari regolari – Il veterinario può monitorare il cuore con esami specifici.
❤️ Dieta sana – Alcuni cibi speciali possono aiutare il cuore del tuo cane a lavorare meglio.
❤️ Attività controllata – Il cane deve muoversi, ma senza stancarsi troppo.
❤️ Farmaci specifici – Se necessario, il veterinario potrà prescrivere farmaci per aiutare il cuore.

Con le cure giuste, molti cani con problemi cardiaci possono vivere a lungo e felici!


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07/Feb/2025

Negli ultimi anni, l’uso responsabile degli antibiotici in zootecnia è diventato un tema sempre più importante. Allevatori, veterinari e autorità sanitarie cercano strumenti efficaci per monitorare e ridurre il consumo di antibiotici, evitando il rischio di resistenze batteriche.

Uno di questi strumenti è la DDD (Defined Daily Dose), un parametro che permette di misurare in modo standardizzato l’uso degli antibiotici negli allevamenti. Ma cos’è esattamente la DDD e perché dovresti tenerla d’occhio nel tuo allevamento di bovine da latte? Scopriamolo insieme.


Cos’è la DDD e Come Funziona?

La DDD rappresenta la dose giornaliera standard di un antibiotico che dovrebbe essere somministrata a un animale per trattare un’infezione, secondo valori stabiliti a livello internazionale.

👉 In parole semplici, è un’unità di misura che permette di confrontare l’uso degli antibiotici tra diversi allevamenti, indipendentemente dal numero di animali trattati o dalla durata delle terapie.

Come si calcola?

Il calcolo della DDD è piuttosto semplice:

  1. Si prende la quantità totale di un antibiotico utilizzata (espressa in mg o g).
  2. Si divide per la DDD assegnata a quel farmaco (quantità standard giornaliera per un animale).
  3. Il risultato mostra quante dosi giornaliere sono state effettivamente somministrate nell’allevamento.

Esempio pratico

Supponiamo di usare 10 g di un antibiotico X nel tuo allevamento. Se la DDD di quel farmaco è 2 g per bovina al giorno, il calcolo sarà:

10 g / 2 g = 5 DDD

Ciò significa che hai somministrato l’equivalente di 5 dosi giornaliere standard di quell’antibiotico.


Perché la DDD è Importante per il Tuo Allevamento?

Utilizzare la DDD per monitorare l’uso degli antibiotici ha diversi vantaggi:

Ti aiuta a capire se il consumo è eccessivo rispetto agli standard di riferimento.
Facilita il confronto con altri allevamenti, permettendoti di valutare se il tuo uso di antibiotici è nella norma.
Supporta le strategie di riduzione dell’antibiotico-resistenza, una sfida cruciale per la salute animale e umana.
Ti aiuta a rispondere alle nuove normative e alle richieste del mercato, sempre più orientato verso una produzione responsabile.


Come Puoi Ridurre l’Uso degli Antibiotici?

Se i tuoi valori di DDD risultano elevati, ecco alcune strategie per migliorare la gestione sanitaria della mandria:

🔹 Prevenzione prima di tutto: investire nel benessere animale (alimentazione, igiene, gestione delle cuccette) riduce il rischio di malattie.
🔹 Vaccinazioni mirate: prevenire le infezioni significa meno bisogno di antibiotici.
🔹 Uso mirato e sotto controllo veterinario: evitare trattamenti preventivi inutili e somministrare antibiotici solo quando necessario.
🔹 Monitoraggio costante: registrare e analizzare l’uso dei farmaci aiuta a individuare eventuali eccessi e correggere la rotta.


Conclusione

La DDD è uno strumento utile per ogni allevatore che voglia gestire in modo responsabile l’uso degli antibiotici. Monitorarla ti aiuterà a migliorare le performance sanitarie della mandria, rispondere alle richieste del mercato e contribuire alla lotta contro l’antibiotico-resistenza.

Se non hai ancora iniziato a misurare la DDD nel tuo allevamento, questo è il momento giusto per farlo!

ACCEDI al tuo CLASSYFARM💡


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12/Gen/2025


ATTENZIONE, candidature aperte a febbraio 2025

Sei un giovane veterinario con la passione per la zootecnia?

Hai voglia di crescere professionalmente, approfondire le tue competenze e costruire una carriera nel settore? Il programma TIE (Talenti Incontrano Eccellenze) potrebbe essere la tua occasione per fare il salto di qualità che hai sempre desiderato. E sai qual è il miglior punto di partenza? Il Centro Veterinario San Martino di Traversetolo, che già da anni forma candidati TIE che oggi lavorano proficuamente in varie regioni italiane!

Cos’è il programma TIE?

TIE è un’iniziativa dedicata a giovani professionisti motivati, che desiderano entrare in contatto con le eccellenze del settore zootecnico. Questo programma è pensato per fornirti gli strumenti necessari a diventare un leader nel tuo campo, attraverso:

  • Workshop pratici con esperti del settore;
  • Mentorship personalizzata per sviluppare le tue capacità;
  • Progetti sul campo, che ti permetteranno di acquisire esperienza concreta;
  • Networking con professionisti e aziende leader della zootecnia.

Grazie alla collaborazione con il Centro Veterinario San Martino di Traversetolo, riconosciuto a livello nazionale, avrai accesso a una formazione di eccellenza che apre molte opportunità professionali.

Perché iscriversi?

Il programma TIE ti offre un’opportunità unica di:

  • Imparare dai migliori: collaborare con veterinari ed esperti di fama internazionale.
  • Accrescere le tue competenze: sia dal punto di vista tecnico che gestionale.
  • Entrare in una rete di professionisti: fondamentale per costruire relazioni professionali durature e di valore.

Molti candidati che si sono formati presso il Centro Veterinario San Martino di Traversetolo sono oggi professionisti affermati, impegnati in varie regioni italiane. La nostra formazione è una garanzia di qualità, apprezzata e riconosciuta in tutta Italia.

Chi può partecipare?

Il programma è rivolto a:

  • Giovani veterinari, neolaureati o con pochi anni di esperienza;
  • Professionisti con una forte motivazione a lavorare nel settore zootecnico;
  • Coloro che desiderano fare la differenza nella salute e nel benessere degli animali da allevamento.

Come candidarsi?

L’iscrizione al programma è semplice:

  1. Visita il sito ufficiale del programma TIE https://www.enpav.it/enpav-plus/479-talenti-incontrano-eccellenze-tie
  2. Mandaci una mail motivazionale, spiegando perché sei il candidato ideale …. alla mail managementcvsm@gmail.com o chiamami al 3496052345 per avere ulteriori chiarimenti.

 

Attenzione

Al Centro Veterinario San Martino abbiamo 2 posizioni disponibili

 


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07/Gen/2025

cos’è e come aiutare il tuo amico a quattro zampe

Se hai un cane, potresti aver sentito parlare della displasia dell’anca. Ma cos’è esattamente? Si tratta di un problema alle anche che colpisce soprattutto le razze di taglia grande, come il Labrador, il Pastore Tedesco e il Rottweiler. Questa condizione può causare dolore e difficoltà nei movimenti del tuo cane.

Come riconoscere la displasia dell’anca?

Alcuni segnali che il tuo cane potrebbe avere problemi alle anche sono:
✔ Difficoltà a salire le scale o a saltare
✔ Movimenti rigidi, soprattutto al mattino
✔ Zoppia o camminata strana
✔ Meno voglia di correre e giocare

Se noti questi sintomi, il veterinario potrà fare degli esami per capire se si tratta di displasia.

Come aiutare un cane con displasia dell’anca?

Dieta e peso forma – Un cane troppo pesante soffrirà di più, quindi una dieta equilibrata aiuta a ridurre il peso sulle articolazioni.
Esercizio moderato – Evita corse e salti e preferisci passeggiate leggere o nuoto.
Integratori e farmaci – Alcuni prodotti possono aiutare le articolazioni e ridurre il dolore.
Letto morbido – Un posto comodo per dormire allevia il fastidio.
Chirurgia – Nei casi più gravi, il veterinario potrebbe consigliare un intervento per migliorare la qualità della vita del cane.

Con le giuste attenzioni, un cane con displasia può vivere felice e senza troppo dolore!





DA SEMPRE, CON VOI




+39 331 9145483 CLINICA

+39 349 6052345 BUIATRIA


AUTORIZZAZIONE SANITARIA 898/2012

Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487




Copyright Centro Veterinario San Martino 2018. Tutti i diritti riservati. P.IVA: 02782610345



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