Novembre, 2025 - Centro Veterinario San Martino

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30/Nov/2025

Le aziende del Parmigiano Reggiano cercano giovani motivati: tecnici di stalla, capistalla e futuri professionisti della bovina da latte

La zootecnia da latte nel comprensorio del Parmigiano Reggiano sta vivendo uno dei momenti più dinamici degli ultimi decenni. Aziende sempre più grandi, tecnologie avanzate, sistemi digitali, robot di mungitura e nuove metodologie gestionali stanno trasformando il lavoro in stalla in una vera professione tecnica altamente specializzata.

Di conseguenza, la domanda di giovani preparati e motivati è in forte crescita. Le aziende del Nord Italia – in particolare quelle tra Parma, Reggio Emilia e Modena – stanno cercando figure competenti per rispondere alle esigenze di allevamenti che vanno da 200 fino oltre 1.000 vacche in lattazione.

È un’occasione concreta per chi desidera costruire una carriera solida e moderna nel settore delle produzioni animali.


Le figure più richieste oggi: Tecnico di Stalla e Capostalla

Le aziende cercano principalmente due profili:

• Tecnico Specializzato di Stalla

Un ruolo operativo e dinamico che prevede:

  • gestione quotidiana delle bovine da latte,

  • monitoraggio della salute e del benessere,

  • utilizzo di robot e software gestionali,

  • collaborazione con veterinari e tecnici,

  • gestione dei dati produttivi e riproduttivi.

• Responsabile aziendale / Capostalla

Una figura strategica che coordina e organizza il lavoro:

  • supervisione del personale,

  • gestione della riproduzione,

  • controllo della qualità del latte,

  • pianificazione delle attività,

  • dialogo con consulenti e proprietà,

  • monitoraggio dei KPI aziendali.

Ruoli diversi, ma entrambi centrali nelle moderne stalle da Parmigiano Reggiano.


Una zootecnia che cresce, evolve e innova

Il settore sta investendo in:

  • robot di mungitura e sistemi automatici,

  • sensori di salute animale e software avanzati,

  • sistemi di alimentazione di precisione,

  • protocolli sanitari e riproduttivi sempre più tecnici.

Per questo motivo, entrare oggi in una stalla significa costruire una professione qualificata, con possibilità di crescita reale.


Formazione continua: un valore aggiunto per chi entra in azienda

Le aziende non cercano solo manodopera: vogliono professionisti.
E per questo affiancano ai nuovi assunti percorsi formativi specifici come:

  • corsi di gestione della riproduzione (inclusi corsi per fecondazione artificiale),

  • formazione sulla gestione della vitellaia,

  • corsi dedicati alla mungitura e alla qualità del latte,

  • aggiornamenti tecnici periodici con veterinari e specialisti.

Il lavoro in stalla diventa così un percorso di crescita strutturato, ideale per chi vuole costruire competenze solide e specialistiche.


Il ruolo del CVSM: selezione mirata e accompagnamento dei candidati

Il Centro Veterinario San Martino (CVSM) riceve continuamente richieste di personale qualificato da parte di aziende zootecniche del territorio, con realtà che variano per dimensioni, esigenze e livello organizzativo.

Per questo motivo:

Valutiamo ogni curriculum prima di proporlo alle aziende

Analizzando competenze, esperienze, motivazione e disponibilità.

Eseguiamo colloqui di selezione, anche online

Per capire aspettative reali, obiettivi personali e attitudine al lavoro.

Questo processo permette di creare un abbinamento corretto tra candidato e azienda, garantendo inserimenti più stabili e soddisfacenti.


Chi può candidarsi?

La via ideale è rappresentata da giovani diplomati o laureati in:

  • Istituti Tecnici Agrari (ITAS),

  • Lauree triennali o magistrali in Scienze Agrarie, Produzioni Animali o equivalenti.

Ma non è un requisito obbligatorio: molte aziende assumono anche persone con esperienza pratica, buona conoscenza della lingua italiana e forte motivazione, anche provenienti da altre regioni o dall’estero.


Un settore con opportunità reali e immediate

Lavorare nella zootecnia da latte oggi significa:

  • entrare in un settore stabile e in crescita,

  • lavorare con tecnologie moderne,

  • imparare una professione specializzata,

  • avere concrete prospettive di carriera,

  • contribuire alla produzione di una delle eccellenze italiane più famose al mondo.

Per chi ha passione per gli animali e desiderio di imparare, questo è il momento giusto per entrare nel settore.


📩 CALL TO ACTION — Invia la tua candidatura entro il 31/12/2025

Il Centro Veterinario San Martino invita tutti i candidati interessati a partecipare al processo di selezione a inviare:

  • Curriculum Vitae completo

  • Breve presentazione personale (facoltativa)

all’indirizzo email:

👉 managementcvsm@gmail.com

Le candidature devono essere inviate entro il 31 dicembre 2025.
Ogni candidato verrà ricontattato entro 14 giorni dalla ricezione della mail per un eventuale colloquio di selezione, anche online.


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30/Nov/2025

Se sei un/una neolaureato/a in Medicina Veterinaria e sogni di lavorare con le bovine da latte, i primi passi nella professione possono sembrare un salto nel buio: tanta teoria, poca pratica strutturata, difficoltà a trovare qualcuno che ti prenda davvero per mano sul campo.
Il progetto TIE – Talenti Incontrano Eccellenze di Enpav nasce proprio per colmare questo gap. E al Centro Veterinario San Martino (CVSM) di Traversetolo questo progetto è attivo da molti anni, con un percorso dedicato esclusivamente alla buiatria dei bovini da latte. enpav.it+1

Di seguito trovi, in modo ordinato e chiaro, perché questo percorso può essere la svolta per la tua carriera.


Che cos’è il progetto TIE di Enpav

Il progetto TIE – Talenti Incontrano Eccellenze è un’iniziativa di welfare di Enpav che permette ai giovani laureati in Medicina Veterinaria di svolgere un tirocinio professionale di 6 mesi presso strutture e professionisti riconosciuti come “Eccellenze” nei vari ambiti della professione, inclusi gli animali da reddito. trentagiorni.it+3enpav.it+3Fnovi+3

I punti chiave del TIE:

  • Durata: 6 mesi di tirocinio formativo strutturato

  • Contributo economico: l’Enpav riconosce una borsa mensile di 500 € al tirocinante

  • Tutor dedicato: ogni giovane veterinario è affiancato da un tutor esperto che segue il percorso formativo

  • Selezione nazionale: i posti sono limitati e assegnati tramite graduatoria, con bandi annuali dedicati ai diversi settori (animali d’affezione, ippiatri, animali da reddito). enpav.it+2veterinaribrescia.it+2

In pratica, non si tratta di “andare a dare una mano in ambulatorio”, ma di intraprendere un percorso formalmente riconosciuto, pensato per trasformarti in un professionista autonomo.


Perché scegliere il TIE in buiatria al Centro Veterinario San Martino

Il Centro Veterinario San Martino è una struttura specializzata in buiatria, con sede a Traversetolo (PR), che da anni è accreditata come soggetto ospitante per il progetto TIE in ambito bovini da latte. Università degli Studi di Milano Statale+1

Ecco cosa rende questa opportunità particolarmente preziosa:

  • Solo 2 veterinari TIE all’anno
    Il CVSM forma soltanto 2 giovani veterinari all’anno tramite il progetto TIE. Questo significa:

    • massima attenzione al singolo partecipante

    • affiancamento reale, non “numero in più”

    • possibilità di seguire casi e aziende con continuità

  • Tradizione ed esperienza consolidata
    Il programma TIE è attivo da molti anni al CVSM: il modello formativo è stato rodato, migliorato e adattato sulla base dell’esperienza con diversi borsisti.

  • Alloggio gratuito presso la clinica
    Oltre alla borsa Enpav da 500 €/mese, il Centro Veterinario San Martino offre un alloggio gratuito presso la sede della clinica a Traversetolo.
    Questo riduce drasticamente le spese vive e ti permette di concentrarti sulla formazione e sul lavoro, non sul pagare affitto e bollette.

  • Ambiente 100% bovini da latte
    L’attività è focalizzata sulla clinica di mandria in aziende da latte moderne, in un territorio ad altissima densità zootecnica (provincia di Parma e aree limitrofe), con:

    • stalle strutturate in modo professionale

    • tecnologie avanzate (robot di mungitura, sistemi di monitoraggio, software gestionali)

    • casi clinici reali, quotidiani, complessi e vari. centroveterinariosanmartino.it


Obiettivo del percorso: diventare autonomo in pochi mesi

Il percorso TIE al CVSM è pensato per portarti, in sei mesi, da neolaureato insicuro a giovane buiatra in grado di lavorare in autonomia sulle principali attività di:

  • Clinica medica di campo

    • visite in stalla

    • diagnosi e trattamento delle principali patologie dei bovini da latte

    • gestione di emergenze sul campo

  • Attività chirurgiche di base

    • piccola chirurgia sul campo

    • gestione delle procedure più frequenti in stalla

  • Clinica di mandria e sanità di allevamento

    • prevenzione e controllo delle principali patologie di mandria

    • protocolli vaccinali, biosicurezza, piani sanitari

    • gestione della qualità del latte, mastiti, fertilità, vitellaia

  • Uso di dati e tecnologia

    • interpretazione di report e software aziendali

    • utilizzo di sistemi di monitoraggio (produzione, attività, salute)

    • approccio “data-driven” alle decisioni cliniche e gestionali

  • Comunicazione con l’allevatore

    • imparare a spiegare, motivare, proporre piani

    • gestire discussioni tecniche, economiche e decisionali

    • sviluppare la credibilità necessaria per diventare un consulente di riferimento

L’obiettivo dichiarato del programma è renderti indipendente nelle principali attività mediche, chirurgiche e di clinica di mandria nel giro di pochi mesi, sempre con il supporto dei veterinari senior quando necessario.


Vantaggi concreti per chi partecipa

Riassumendo, partecipare al percorso TIE in buiatria al Centro Veterinario San Martino significa:

  • Formazione strutturata di 6 mesi in una realtà specializzata in bovini da latte

  • Borsa mensile Enpav di 500 € per tutta la durata del tirocinio enpav.it+1

  • Alloggio gratuito presso la clinica a Traversetolo, messo a disposizione dal CVSM

  • Solo 2 posti l’anno, con formazione realmente personalizzata

  • Tutoraggio continuo da parte di veterinari buiatri esperti

  • Accesso a casistica ampia e varia in aziende da latte professionali

  • Percorso pensato per l’autonomia, non per farti “fare lo spettatore”

  • Possibilità di inserimento nel team al termine dei 6 mesi, in base a motivazione, crescita e necessità della struttura

Per un neolaureato che vuole davvero fare il buiatra, è una combinazione rara di: formazione, pratica, sostegno economico e prospettiva di lavoro concreto.


La settimana di prova: il modo migliore per capire se è il percorso giusto per te

Prima di presentare la domanda ufficiale per il TIE, il Centro Veterinario San Martino consiglia vivamente di svolgere una settimana di prova / sopralluogo presso la clinica.

Durante questa settimana potrai:

  • affiancare i veterinari senior nelle uscite in azienda

  • vedere da vicino il tipo di lavoro quotidiano in buiatria

  • comprendere ritmi, responsabilità, stile di lavoro e approccio del team

  • chiarirti le idee su cosa ti motivi davvero e su dove vuoi crescere

È un momento fondamentale sia per te, per capire se questo è il contesto che desideri, sia per il team CVSM, per conoscere la tua attitudine, curiosità e capacità di metterti in gioco.


Come candidarti: il prossimo passo è scrivere una mail

Se ti rivedi in questo profilo:

  • neolaureato/a in Medicina Veterinaria

  • forte interesse per la buiatria e i bovini da latte

  • voglia di imparare sul campo, sporcarti gli stivali e crescere velocemente

  • disponibilità a trasferirti per 6 mesi in un ambiente intensamente formativo

allora il prossimo passo è semplice.

👉 Scrivi una mail a:
managementcvsm@gmail.com

Nella mail ti consigliamo di includere:

  • una breve presentazione personale

  • il tuo CV aggiornato

  • una lettera motivazionale (anche breve) su perché vuoi fare buiatria e perché ti interessa il percorso TIE al CVSM

  • il periodo indicativo in cui saresti disponibile

Da lì, il team del Centro Veterinario San Martino potrà:

  1. Valutare il tuo profilo

  2. Organizzare, se possibile, una settimana di prova

  3. Accompagnarti nei passaggi necessari per presentare la domanda ufficiale al bando TIE sul sito Enpav alla successiva apertura.

Se vuoi trasformare la tua passione per i bovini da latte in una professione vera, strutturata e autonoma, questo può essere il momento giusto per iniziare.

Scrivi ora a managementcvsm@gmail.com e fai il primo passo verso la tua carriera in buiatria.


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26/Nov/2025

Negli ultimi anni la riduzione dell’uso degli antibiotici in zootecnia è diventata una priorità strategica per tutta la filiera lattiero-casearia italiana. Le normative europee, l’aumento dell’attenzione dei consumatori e i nuovi standard di qualità hanno portato gli allevamenti ad adottare approcci sempre più mirati e scientifici nel controllo delle mastiti.

Tra le tecniche più efficaci e innovative, l’On-Farm Culture (OFC) — ovvero la batteriologia di base eseguita direttamente in azienda — si sta dimostrando una delle più utili per raggiungere un uso responsabile degli antibiotici, ridurre la DDD e migliorare al tempo stesso la gestione della sanità mammaria.


Perché l’On-Farm Culture è così utile negli allevamenti da latte?

L’On-Farm Culture permette di identificare rapidamente (in 18–24 ore) se la mastite è provocata da:

  • batteri Gram-positivi

  • batteri Gram-negativi

  • o se il latte è negativo ai test batteriologici

Questa distinzione, pur semplice, è clinicamente decisiva perché:

  • Le mastiti Gram-negative spesso non richiedono antibiotico, ma solo terapia sintomatica.

  • Le mastiti negative non beneficiano di antibiotico.

  • Le mastiti Gram-positive sono quelle per cui l’antibiotico è generalmente indicato.

In pratica, l’OFC permette di curare solo quando serve davvero.

Ridurre la DDD sotto 3: un obiettivo realistico

Molti allevamenti italiani che hanno adottato sistemi di batteriologia on farm hanno ottenuto:

  • fino al 40–60% di riduzione degli antibiotici nelle mastiti cliniche

  • una drastica diminuzione dei trattamenti inutili

  • un miglioramento nella registrazione e tracciabilità dei casi

Tutto questo rende l’obiettivo di una DDD < 3 assolutamente raggiungibile, purché supportato da un percorso strutturato con veterinario aziendale e protocolli precisi.


Vantaggi per l’allevatore

1. Risparmi economici immediati

Meno antibiotici = meno costi.
In molti allevamenti la riduzione dei trattamenti ha portato a risparmi significativi su:

  • farmaci

  • tempi di sospensione del latte

  • giornate di lavoro extra

2. Meno latte scartato

Usare antibiotici solo quando serve riduce drasticamente:

  • scarti in sala di mungitura

  • errori nelle separazioni

  • penalità sul tank

3. Decisioni rapide e autonome

Entro 24 ore l’allevatore sa già:

  • se trattare o meno

  • con che protocollo

  • quali capi monitorare

Il tutto senza dover attendere il laboratorio esterno.

4. Migliore qualità del latte

La selettività delle cure porta a una gestione più mirata delle mastiti e a una riduzione delle recidive.


Vantaggi per il veterinario

1. Maggiore autorevolezza tecnica

Il veterinario diventa il coordinatore del processo diagnostico in stalla:

  • definizione dei protocolli

  • interpretazione dei risultati

  • formazione del personale

Il suo ruolo passa da “prescrittore” a consulente strategico dell’allevamento.

2. Miglioramento del lavoro e del rapporto col cliente

Con l’OFC, veterinario e allevatore parlano la stessa lingua clinica, basandosi su dati oggettivi che:

  • riducono discussioni sull’uso di farmaci

  • rendono più chiara la scelta terapeutica

  • facilitano la crescita culturale dell’azienda

3. Supporto alle decisioni complesse

Nei casi ricorrenti, negli outbreak o nelle mastiti anomale, il veterinario può:

  • intervenire con protocolli avanzati

  • proporre indagini complete (campionamenti di laboratorio ufficiali)

  • migliorare biosicurezza e routine


Una collaborazione sempre più efficace

L’On-Farm Culture non sostituisce il veterinario: lo valorizza.
È uno strumento operativo che funziona solo se inserito in un percorso condiviso e strutturato:

  1. definizione del protocollo di campionamento

  2. identificazione dei casi da testare

  3. formazione del personale sulla corretta inoculazione

  4. interpretazione congiunta dei risultati

  5. registrazione dei dati nei software aziendali

  6. revisione periodica degli esiti e aggiornamento dei protocolli

Questo processo crea una partnership solida basata sulla diagnostica, non sull’opinione.


Conclusioni: l’OFC è uno strumento moderno, semplice e potentissimo

Per un allevamento da latte italiano, introdurre la batteriologia on farm significa:

  • ridurre gli antibiotici

  • migliorare il benessere delle bovine

  • risparmiare

  • aumentare la qualità del latte

  • collaborare meglio con il veterinario

In un contesto in cui l’uso dei farmaci deve essere sempre più prudente e documentato, l’OFC è la via più pratica, economica e rapida per raggiungere standard elevati e, soprattutto, mantenerli nel tempo.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI CONTATTAMI al 3496052345

Dr. Marmiroli Mauro


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05/Nov/2025

L’osteopatia veterinaria può essere un valido supporto per il benessere del gatto, soprattutto in presenza di rigidità, difficoltà nei movimenti o tensioni legate allo stress. È un approccio manuale dolce, che non sostituisce la medicina tradizionale ma può affiancarla in modo sicuro, sempre dopo una diagnosi veterinaria. Non tutti i gatti però sono adatti al trattamento: vediamo quando può essere utile e come valutare il paziente ideale.


Che cos’è l’osteopatia felina

L’osteopatia utilizza tecniche manuali leggere per migliorare la mobilità dei tessuti: articolazioni, muscoli, fasce, organi interni.
Nel gatto l’obiettivo è:

  • ridurre tensioni che limitano il movimento,

  • favorire rilassamento e comfort,

  • migliorare la qualità della vita in modo non invasivo.

Il trattamento è sempre graduale e rispettoso dei tempi del gatto, più sensibile rispetto al cane.


In quali situazioni può essere utile

1. Rigidità e difficoltà nei movimenti

Frequenti nei gatti anziani o sedentari: salti più bassi, difficoltà a scendere da superfici, posture rigide.

2. Dolori muscolari o compensi posturali

Spesso legati a cadute “passate inosservate”, microtraumi o movimenti ripetuti.

3. Recupero dopo patologie stabilizzate

Come supporto, su indicazione veterinaria, quando il gatto mostra rigidità toracica o addominale.

4. Gatti stressati o sensibili

Lavorare su tensioni corporee può aiutare gatti ansiosi, poco inclini al contatto o che reagiscono allo stress con rigidità muscolare.


Qual è il paziente ideale per l’osteopatia felina

Non tutti i gatti tollerano l’approccio manuale. La selezione del paziente è fondamentale per garantire sicurezza e benessere.

Gatti generalmente adatti

  • Gatti collaborativi, che accettano il contatto e manipolazioni leggere.

  • Gatti anziani con rigidità, ma ancora in grado di essere maneggiati senza stress.

  • Gatti sedentari o in sovrappeso, che mostrano difficoltà nei movimenti.

  • Gatti stressati ma curiosi, che rispondono bene a tecniche delicate e ritmi lenti.

Gatti che potrebbero NON essere adatti

  • Gatti molto reattivi o aggressivi alla manipolazione.

  • Gatti con dolore acuto, ferite, febbre o patologie non diagnosticate.

  • Gatti in stato di forte ansia, che non riescono a rilassarsi nell’ambiente clinico.

  • Gatti che non si lasciano toccare abitualmente dal proprietario.

In questi casi l’osteopatia può essere controindicata o rimandata.


Perché partire sempre dalla visita veterinaria

La visita clinica permette di:

  • escludere patologie che richiedono cure mediche specifiche;

  • definire se l’osteopatia è indicata;

  • costruire un percorso integrato tra terapia tradizionale e manuale.

Solo dopo diagnosi è possibile affidare il gatto a osteopati formati e competenti in ambito veterinario, garantendo un trattamento sicuro.


Consigli per i proprietari

  • Osserva se il gatto salta meno, si lava poco o evita alcune superfici.

  • Verifica se tollera il contatto: è un elemento chiave per il successo del trattamento.

  • Non forzare mai il gatto: la sua sicurezza viene prima di tutto.

  • Rivolgiti sempre a una clinica veterinaria, che potrà valutare il caso e indirizzarti a professionisti esperti.


Conclusioni

L’osteopatia può essere un valido aiuto per molti gatti, soprattutto anziani o con tensioni muscolari. La selezione del paziente è fondamentale: non tutti i gatti traggono beneficio da un approccio manuale. La collaborazione tra veterinario e osteopata garantisce un percorso più sicuro e adatto alle esigenze individuali.


Punti chiave

  • L’osteopatia felina è un supporto complementare, non una cura alternativa.

  • Non tutti i gatti sono trattabili: la tolleranza al contatto è essenziale.

  • Ideale per gatti anziani, rigidi o stressati.

  • La visita veterinaria è sempre il primo passo.

  • Il trattamento va affidato solo a osteopati veterinari formati.


FAQ

1. L’osteopatia può aiutare un gatto anziano?

Sì, può migliorare la mobilità e il comfort, ma solo dopo una diagnosi veterinaria completa.

2. Quanto dura una seduta?

Di solito 20–30 minuti, con manovre molto delicate e rispettose dei tempi del gatto.

3. Il trattamento è stressante?

Dipende dal gatto. Nei soggetti collaborativi è molto ben tollerato.

4. Posso far trattare un gatto molto nervoso?

Spesso no: se non tollera la manipolazione, l’osteopatia non è indicata.


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Osteopatia per gatti: quando può essere utile e a chi è indicata

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Fonti

  • AVMA – Linee guida sulle terapie complementari

  • WSAVA – Manual Therapy Recommendations

  • FNOVI – Medicina integrata in veterinaria

  • European School of Osteopathy – Veterinary Applications


Le informazioni hanno finalità educativa e non sostituiscono il parere del medico né una visita specialistica.


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Vuoi sapere se il tuo gatto è un buon candidato per l’osteopatia?
Inizia sempre da una visita clinica completa: il team del Centro Veterinario San Martino potrà valutare il suo stato di salute e consigliarti, se indicato, un percorso integrato con osteopati veterinari esperti.
Contattaci per maggiori informazioni.


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02/Nov/2025

L’obbligo formativo nasce a seguito del Regolamento (UE) 429/2016 che introduce, per gli operatori del settore zootecnico, la necessità di acquisire conoscenze adeguate in materia di sanità animale e sistema I&R. In Italia, con il Decreto Ministeriale 6 settembre 2023 si è stabilito che gli allevatori e altri soggetti del settore devono completare un percorso formativo entro il 31 dicembre 2025.
In sintesi:

  • Gli operatori già registrati nel sistema di identificazione e registrazione (I&R) devono completare il corso entro il 31/12/2025. AllevaWEB+2CIA Emilia Romagna+2

  • Chi inizia l’attività tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025 deve completare il corso entro 12 mesi dall’avvio.

  • Dal 2026 in poi, la formazione sarà condizione necessaria per svolgere l’attività. confagricoltura.com+1

  • L’obbligo riguarda il titolare dell’allevamento (o persona fisica designata) ma è importante che l’intero team ne abbia consapevolezza. CIA Emilia Romagna+1

Perché è importante per un allevatore?

  • È un requisito normativo: il mancato adempimento può comportare sanzioni o difficoltà operative.

  • Permette di garantire che l’allevamento rispetti buone pratiche di sanità, benessere animale e biosicurezza.

  • Aumenta la qualità gestionale dell’azienda e la trasparenza verso i controlli ufficiali.


Quali corsi sono disponibili in Italia

In Italia esistono già diversi corsi accreditati per soddisfare questo obbligo formativo. Ecco i principali punti da considerare:

  • La durata minima del corso è 18 ore per gli operatori di allevamento. AllevaWEB+1

  • I corsi possono essere erogati in modalità online (FAD) o in presenza, oppure in modalità mista. CIA Emilia Romagna+1

  • Esistono corsi specifici suddivisi per specie animali allevate, modalità, e regione. confagricoltura.com+1

  • Alla fine del corso viene rilasciato un attestato che va registrato sulla piattaforma dell’ente competente. CIA Emilia Romagna+1

Esempio concreto: corsi in Emilia-Romagna

In particolare nella regione Emilia‑Romagna, l’ente Dinamica ha attivato diverse edizioni di corsi obbligatori per gli allevatori:

  • Corsi relativi alla specie bovina in collaborazione con il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, otto edizioni previste. AllevaWEB

  • Corsi obbligatori in materia di sanità animale per allevatori, organizzati da Dinamica (per specie bovina e specie minori) in Emilia-Romagna. confagricoltura.com+1

  • Specifiche edizioni per allevatori di suini, tenute da Dinamica nella provincia di Forlì-Cesena (e altre province) con orario mattino + pomeriggio. CIA Emilia Romagna

Quindi, se sei allevatore in Emilia-Romagna, l’ente Dinamica rappresenta una opzione concreta e locale per adempiere all’obbligo formativo.


Quali contenuti formativi devono prevedere: i 3 moduli ufficiali

I corsi – come indicato dalla normativa – devono prevedere una durata minima complessiva (es. 18 ore) e la suddivisione in tre moduli principali. AllevaWEB+1

Modulo 1 – Quadro normativo generale e responsabilità

Durata indicativa: circa 8 ore.
Contenuti principali:

  • Introduzione al Reg. 429/2016: definizioni, ambito, principali obblighi.

  • Il DM 6 settembre 2023 e gli obblighi formativi per operatori, trasportatori, professionisti.

  • Responsabilità legali e amministrative del titolare dell’azienda zootecnica.

  • Buone pratiche generali: benessere animale, biosicurezza, gestione degli allevamenti.

Modulo 2 – Sistema di identificazione e registrazione (I&R)

Durata indicativa: circa 4 ore.
Contenuti principali:

  • Il sistema di identificazione e registrazione degli animali e operatori: obblighi, modalità, registri.

  • Tracciabilità degli animali: movimentazioni, notifiche, documentazione.

  • Ruolo dell’allevatore nella registrazione e compilazione dei registri.

Modulo 3 – Sorveglianza sanitaria, movimentazione, benessere animale

Durata indicativa: circa 6 ore.
Contenuti principali:

  • Sorveglianza sanitaria: malattie trasmissibili, notifica, prevenzione.

  • Gestione della movimentazione degli animali, allerta, piani di contenimento.

  • Biosicurezza applicata in allevamento, benessere animale, uso prudente dei medicinali veterinari. AllevaWEB+1


Corsi forniti da Dinamica in Emilia-Romagna (in evidenza)

Ecco cosa offre Dinamica e perché è una buona opzione:

Dettagli principali

  • Sede : varie nella regione Emilia-Romagna (Modena, Reggio Emilia, Bologna, Parma). dinamica-fp.com+1

  • Durata : ad esempio 18 ore per “Formazione per operatori (DM 6 settembre 2023)” alla specie bovina. dinamica-fp.com

  • Modalità : Online, in presenza o mista a seconda della sede e del corso. dinamica-fp.com

  • Scopo : non solo adempimento normativo ma arricchimento tecnico per l’allevatore. AllevaWEB

  • Esempio delle edizioni : La programmazione include più date in 2025 nei diversi territori provinciali (Forlì-Cesena, Reggio Emilia, Bologna) per allevamenti di suini o bovini. CIA Emilia Romagna

Perché scegliere Dinamica

  • È un ente locale con sedi in Emilia-Romagna, quindi comodo per gli allevatori della regione.

  • Offre edizioni multiple su specie diverse (bovini, suini) e modalità adeguate alle esigenze aziendali.

  • Il corso viene progettato per essere utile all’allevatore, non solo “tassa di formazione”.

  • Essendoci già una programmazione pubblicata, puoi scegliere la data più adatta.

Suggerimento pratico

  • Verifica sul sito di Dinamica la prossima edizione disponibile nella tua provincia.

  • Contatta la segreteria del corso per specie allevata (bovini, suini, ovicaprini) e modalità (online/presenza).

  • Iscriviti con anticipo per garantire il completamento entro la scadenza del 31/12/2025.

  • Considera che per aziende con più operatori, può bastare che il titolare o una persona designata partecipi e poi trasferisca le nozioni al resto dello staff. CIA Emilia Romagna


Checklist aggiornata per l’allevatore

  1. Verifica se sei soggetto all’obbligo (azienda zootecnica, trasporto, detenzione animali).

  2. Scegli il corso adatto (es. quello di Dinamica se in Emilia-Romagna) e iscriviti tempestivamente.

  3. Assicurati che il programma copra i tre moduli (Modulo 1 + Modulo 2 + Modulo 3) per almeno 18 ore.

  4. Completa il corso entro 31 dicembre 2025 se sei già operante.

  5. Conserva l’attestato e verifica che sia registrato correttamente.

  6. Trasmetti le nozioni ai collaboratori aziendali dove necessario.

  7. Mantieniti aggiornato: dal 2026 la formazione sarà requisito necessario per nuove registrazioni o autorizzazioni.





DA SEMPRE, CON VOI




+39 331 9145483 CLINICA

+39 349 6052345 BUIATRIA


AUTORIZZAZIONE SANITARIA 898/2012

Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487




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