Tra fine giugno e tutto luglio, la domanda che sento più spesso è:
“Dottore, la razione è sempre la stessa, ma le vacche mangiano meno… cosa posso fare?”
È un problema più frequente e più serio di quanto sembri. La riduzione dell’ingestione, anche solo del 10-15%, porta a cali di produzione, perdita di condizione corporea, peggioramento della fertilità, zoppie e acidosi subclinica. Tutti problemi che “scoppiano” magari in settembre, ma che nascono proprio adesso, col caldo torrido.
🔸 Cosa succede davvero quando fa caldo?
Il calore e l’umidità aumentano il consumo di ossigeno e l’attivazione di meccanismi di termoregolazione. La vacca, per non surriscaldarsi, riduce l’ingestione e rallenta la fermentazione ruminale, perché è essa stessa fonte di calore. Meno ingestione = meno nutrienti = meno latte (e più rischi).
Una vacca ad alta produzione può perdere 2-3 litri al giorno solo per effetto del calo dell’ingestione.
🔸 Come intervenire concretamente
Ecco alcune misure che consiglio e applico regolarmente nei miei sopralluoghi estivi:
1. Distribuzione intelligente della razione
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Dai il grosso del pasto nelle ore fresche (5-6 del mattino e la sera tardi).
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Evita le ore centrali per la distribuzione: con 35°C nessuna vacca vuole mangiare.
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Rinfresca la razione se resta esposta al sole o all’aria: se scalda, diventa repulsiva.
2. Appetibilità al massimo
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Cura la miscelazione: ingredienti ben amalgamati evitano selezione e sprechi.
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Usa melassi, lieviti, aromi naturali se necessario per stimolare l’ingestione.
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Assicurati che gli insilati non fermentino in mangiatoia: controlla pH e T°.
3. Riduci lo sforzo digestivo
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Valuta una razione più concentrata, ma ben bilanciata con fibra effettiva.
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Inserisci grassi protetti se serve energia supplementare.
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Evita razioni troppo ricche di amido fermentescibile: il rischio di acidosi è alto.
4. Acqua, acqua e ancora acqua
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Una vacca che non beve abbastanza, non mangia.
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Pulizia quotidiana degli abbeveratoi, almeno 1 punto acqua ogni 10 vacche.
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Temperature sotto i 20°C sono ideali. Se l’acqua è tiepida, si dissetano meno.
5. Controlla il comportamento
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Una vacca che passa troppo tempo in piedi, ansima o sbava, è già in sofferenza.
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Usa i pedometri o osservazioni visive per valutare quanto tempo passano sdraiate, in piedi, al carro.
L’obiettivo è semplice: ogni boccone in più in estate è un litro di latte guadagnato… o una malattia evitata.
Non servono rivoluzioni, ma tanti piccoli aggiustamenti che fanno la differenza giorno dopo giorno.


