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Sono piccoli problemi di cuore…

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Sulla linea di pensiero del “prevenire è meglio che curare”, vi invito ad affacciarvi al mondo della medicina preventiva. Si tratta di essere proattivi, e non passivi, nei confronti della salute. Salva tutti i pazienti? Assolutamente no. E allora che senso ha? A me, medico veterinario, basta che ne salvi qualcuno.

Lo sappiamo bene: non abbiamo la capacità divina di impedire la diffusione e l’evoluzione degli stati morbosi, eppure qualche strumento ce l’abbiamo. E ve lo proponiamo, nero su bianco: far controllare periodicamente il vostro amico a quattro zampe permette di mettere in evidenza eventuali sintomi che magari a voi sfuggono: che si tratti di un esame del sangue o di un dettaglio messo in luce durante la raccolta dell’anamnesi (“ultimamente beve come un matto, ho pensato che magari ha solamente tanta sete?”), potrebbe essere un’informazione chiave che se raccolta dal medico veterinario allunga l’aspettativa di vita dell’animale.

Ci sono una serie di controlli periodici che si rivelano utili in questo senso: il primo di tutti è una visita clinica normale, eventualmente corredata di esami ematobiochimici di base.

Ci sono poi fattori come età, predisposizione di razza, presenza di sintomi clinici compatibili con un cane dall’aspetto sano, che concorrono a identificare il paziente che necessita di uno studio più approfondito.

Quando diventa importante richiedere, ad esempio, una visita cardiologica?

Trovate qualche informazione in più a questi link:


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1. I vaccini non danno una protezione 100% ma proteggono contro le forme gravi di malattia

I vaccini non vanno intesi come una protezione perfettamente efficace: non impediscono l’infezione ma proteggono dalla malattia e dalle forme più gravi. L’animale che incontra il patogeno se è stato vaccinato avrà una risposta immunitaria più rapida ed efficace. Sono piuttosto uno scudo, che sarebbe meglio avere…!

2. Bisogna essere precisi nel rispettare lo schema vaccinale altrimenti perdono di efficacia

Se non viene rispettato lo schema iniziale di richiamo, le vaccinazioni successive non sono efficaci; in questo caso è opportuno ricominciare dall’inizio. Tardare invece il richiamo annuale di qualche non è un problema.

3. Le reazioni avverse sono rare ma esistono: è importante sostare presso il vostro veterinario una mezz’oretta dopo la vaccinazione.

Purtroppo capitano le reazioni avverse: si tratta generalmente di reazioni simil-anafilattiche. Restare presso il vostro veterinario dopo la vaccinazione per una mezz’oretta scongiura la maggior parte di questi episodi (il medico veterinario ha a disposizione farmaci d’urgenza che permettono di intervenire in queste situazioni).

4. Non tutti gli animali possono essere vaccinati: è fondamentale vaccinare gli animali sani per proteggere anche questi soggetti.

Animali anziani, troppo giovani o debilitati o che seguono una terapia immunosoppressiva non possono essere vaccinati: idealmente vivono in casa e non hanno contatti con l’esterno (se non con animali vaccinati).

5. Non è detto che dopo il primo ciclo vaccinale sia necessario i successivi richiami, si può valutare il titolo anticorpale

Prima di effettuare il richiamo in un cane o gatto adulto si può richiedere il titolo anticorpale per determinati patogeni: a volte non è necessario vaccinarli nuovamente. Tuttavia è necessario avere il titolo, non è una supposizione che si può fare clinicamente e se non è possibile richiederlo allora è sempre meglio ricorrere alla vaccinazione piuttosto che lasciare l’animale scoperto.


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Quando il cuore, che è l’organo fondamentale per l’ossigenazione dei tessuti, non funziona a dovere, il risultato è sinonimo di ipossia: anche il minimo movimento rappresenta un aumento eccessivo del fabbisogno in ossigeno e il cuore deve fare un “super lavoro” per cercare di compensare la sua situazione deficitaria.

 

Non c’è un’età media per problemi cardiaci in generale, si tratta di patologie diverse tra loro che possono colpire animali giovani (congenite) oppure animali adulti-anziani (acquisite).

Per questo motivo è utile conoscere i seguenti sintomi per poterli riconoscere:

 

  1. STANCHEZZA/DEBOLEZZA CRONICA: l’animale evita il movimento se può, appare debole, si affatica con poco, fa qualche passo o le scale e ha già il fiatone.
  2. AFFATICAMENTO SOTTO SFORZO: l’animale riesce a fare le solite cose di routine, ma se prova a fare una corsa per rincorrere la pallina o se gioca al parco con altri cani si stanca notevolmente e deve fermarsi spesso per recuperare energie.
  3. EPISODI DI SVENIMENTO: l’animale sembra “svenire” in particolare se sta facendo una qualche attività fisica (salutare i padroni che tornano a casa, andare in passeggiata, correre), salvo poi riprendere conoscenza dopo pochi secondi (attenzione, è fondamentale confrontarsi con un veterinario perché è una sintomatologia che può essere confusa con un quadro neurologico).
  4. DIFFICOLTA’ RESPIRATORIE (DISPNEA ACUTA): in questo caso vi è uno scompenso cardiaco del cuore di sinistra tale da portare a una grave conseguenza conosciuta come edema polmonare (urgenza clinica); in questo caso l’animale tiene la testa estesa sul collo, nella posizione che gli consente di respirare meglio, e si concentra unicamente sul suo respiro perché è molto difficoltoso; si tratta di una raccolta di liquido a livello del polmone che quindi non può più funzionare a dovere e necessita di una terapia farmacologica d’urto.
  5. ADDOME GONFIO (ASCITE): si tratta invece di uno scompenso cardiaco del cuore di destra, si raccoglie del liquido nella cavità addominale, non è una situazione urgente ma crea molto fastidio all’animale e quindi è importante non trascurarla.

 

Molte situazioni croniche possono essere tenute sotto controllo a lungo nel tempo, con l’aiuto di monitoraggi e di terapie farmacologiche che vanno aggiustate in modo preciso come un abito su misura per il singolo paziente.

 

E la tosse cardiaca? Ne parliamo QUI.


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05/Ago/2020

L’estate sta arrivando e tanti stanno organizzando le vacanze al mare, in montagna o all’estero. Anche i vostri animali  possono partire con voi. Nel caso in cui dovete viaggiare in nave, treno o aereo informatevi con la compagnia di viaggio sui trattamenti necessari.





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