Telefono0521 841900H24 Emergenze +39 331 9145483H24 Emergenze Buiatria+39 349 6052345info@cvsm.net

Serve veramente la vaccinazione nei vitelli ?

vaccinazione-endonasale-1200x801.jpg
14/Giu/2023

La vaccinazione dei vitelli è una pratica comune in molti allevamenti bovini ed è generalmente consigliata per proteggere gli animali dalle malattie che possono avere un impatto significativo sulla loro salute e sul rendimento dell’allevamento. Tuttavia, la decisione di vaccinare i vitelli dovrebbe essere basata su una valutazione delle esigenze specifiche dell’allevamento, delle condizioni locali e delle minacce potenziali per la salute del bestiame. Ecco alcune considerazioni importanti:

  1. Malattie endemiche: Se nella tua area sono presenti malattie endemiche o comuni tra il bestiame, la vaccinazione può essere una strategia efficace per prevenirle. Ad esempio, alcune vaccinazioni proteggono contro malattie come le sindromi respiratorie, la diarrea virale bovina (BVD) e la rinotracheite infettiva bovina (IBR).
  2. Esigenze specifiche dell’allevamento: Le esigenze di vaccinazione possono variare a seconda dell’obiettivo dell’allevamento. Ad esempio, gli allevamenti che producono carne possono avere esigenze diverse rispetto agli allevamenti lattiero-caseari.
  3. Istruzioni veterinarie: Consulta sempre un veterinario esperto in bestiame per stabilire un piano di vaccinazione appropriato. Il veterinario può valutare la situazione specifica del tuo allevamento e raccomandare le vaccinazioni più adatte alle tue esigenze.
  4. Prevenzione delle malattie: La vaccinazione è uno strumento importante per prevenire la diffusione di malattie contagiose all’interno della tua mandria. Può anche contribuire a prevenire la diffusione di malattie zoonosiche che potrebbero essere trasmesse agli esseri umani.
  5. Costi e benefici: Valuta attentamente i costi e i benefici delle vaccinazioni. Mentre le vaccinazioni possono essere un investimento importante, la prevenzione delle malattie può aiutarti a evitare perdite economiche dovute alla morbilità e alla mortalità del bestiame.
  6. Programma di vaccinazione: Crea un programma di vaccinazione ben pianificato e segui le raccomandazioni del tuo veterinario per il momento e la frequenza delle vaccinazioni.
  7. Regolamenti locali: Assicurati di essere a conoscenza dei regolamenti locali e delle linee guida sulla vaccinazione del bestiame, compresi i requisiti per la registrazione delle vaccinazioni.

In generale, la vaccinazione dei vitelli può essere un elemento importante nella gestione sanitaria dell’allevamento e nella prevenzione delle malattie. Tuttavia, è fondamentale prendere decisioni informate basate sulle condizioni specifiche del tuo allevamento e sulla consulenza di un veterinario esperto.

 


c06abaab-7117-4dd7-899d-5c99bff5d5a9.jpg


I vaccini sono una delle più potenti armi a nostra disposizione per proteggere gli animali dalle malattie infettive. Sono facili da somministrare, poco costosi e permettono di tenere sotto controllo alcuni rischi concreti, in quanto spesso le malattie infettive, soprattutto nei soggetti giovani o debilitati, possono portare a morte. Non bisogna però pensare che proteggano al 100%: si tratta di un ottimo, ma non infallibile, scudo. Ma vale la pena affrontare i patogeni senza averlo? La nostra risposta è no.

Riguardo ai vaccini si sono formulate sempre più domande: servono davvero? funzionano? e se il mio gatto vive in casa e non incontra altri gatti? e se il mio animale è sotto terapia immunosoppressiva? e se ha avuto una brutta reazione l’ultima volta? ma è fondamentale vaccinare per la leptospirosi nel cane o per la leucemia felina (FeLV) nel gatto? A queste ed altre domande cercheremo di dare risposta al fine di diradare i vostri dubbi più comuni.

Innanzitutto, perché vaccinarli?

La probabilità che il nostro amico a quattro zampe incontri una delle malattie infettive per cui al giorno d’oggi si consiglia di vaccinare è variabile: il punto è che, a fronte di un’incognita di percorso (incrocieremo davvero questo patogeno?), la sicurezza data dalla vaccinazione è qualcosa da non sottovalutare.

In base a cosa si prende questa decisione?

Idealmente si parla con il veterinario, che conosce l’andamento delle varie malattie infettive sul territorio in cui lavora. Saprà consigliarvi quali vaccinazioni fare in funzione dello stile di vita del vostro animale (vive in casa, frequenta altri animali) e delle sue condizioni di salute.

Quali sono le malattie per cui si vaccina?

Nel cane sono:

  • cimurro
  • epatite infettive
  • parvovirosi
  • leptospirosi
  • tracheobronchite infettiva (tosse dei canili)
  • rabbia

Nel gatto sono:

  • calivirosi
  • herpesvirosi
  • panleucopenia
  • leucemia felina
  • rabbia

Come funziona la vaccinazione?

Si inocula sottocute (ma esistono anche vaccini somministrati in altro modo) il principio attivo (una piccola porzione del patogeno, oppure il patogeno reso innocuo) e un adiuvante (che favorisce l’incontro e la buona reazione del sistema immunitario). A questo punto, è necessario un richiamo entro una ventina di giorni in modo da creare il cosiddetto effetto booster: il sistema immunitario ha memoria e ora conosce nome e cognome del patogeno e come combatterlo.

Ogni quanto bisogna vaccinare?

Dipende. Alcuni vaccini hanno cadenza annuale, altri si fanno ogni 3 anni circa; è anche possibile effettuare un test del titolo anticorpale, ovvero una misura della memoria immunitaria per un singolo patogeno: a volte è utile per non vaccinare ripetutamente un animale che per vari motivi di salute è meglio tenere “a riposo”.

Quando bisogna partire?

L’immunità materna protegge i cuccioli fino a circa 8-12 settimane, talvolta anche di più. Non c’è una data calcolabile matematicamente: per questo motivo i cuccioli andrebbero vaccinati dalle 8 settimane di vita con almeno un richiamo, idealmente due a distanza ciascuno di una ventina di giorni, per poi arrivare al booster dell’anno. In questo modo siamo certi che se il primo richiamo è stato “bypassato” dall’immunità materna (in grado di proteggere dal patogeno ma anche dal finto patogeno del vaccino) il secondo farà il suo lavoro protettivo.

Il mio animale è anziano: devo proprio vaccinarlo?

Dipende. Uno stile di vita casalingo, con pochi rischi, a fronte di una vita passata di regolari vaccinazioni, può non essere un problema: in questo caso può essere indicato fare il titolo anticorpale e valutare se sottoporre l’animale anziano a ulteriori vaccinazioni oppure no.
Se tuttavia l’animale esce ed è contatto con altri allora la vaccinazione regolare rimane raccomandata.

 

Per ulteriori informazioni, trovate qui sotto dei piccoli approfondimenti sull’argomento:

Cane: quali vaccinazioni e quando?

Gatto: quali vaccinazioni e quando?

Le 5 cose da sapere sui vaccini

 


cat-sitter-milano-vaccino-gatti.jpg


Nel gatto, come nel cane, le vaccinazioni non sono obbligatorie ma caldamente consigliate. Per quanto riguarda gli spostamenti dentro e fuori dal paese invece la vaccinazione contro la rabbia è obbligatoria.

Le vaccinazioni consigliate sono le seguenti:

  • calicivirosi
  • herpesvrosi
  • panleucopenia felina

Un grosso scoglio per quanto riguarda i gatti che hanno la possibilità di entrare e uscire liberamente di casa è l’alta possibilità di incontrare due importanti virus che sono il virus dell’immunodeficienza felina (FIV) e il virus della leucemia felina (FeLV).

Per quanto riguarda la FIV ad oggi purtroppo non esiste vaccinazione efficace, tuttavia se si decide di accogliere il gatto esclusivamente in casa e di proteggerlo dalle più banali infezioni è probabile che possa avere una vita lunga e in salute.

Non si può dire la stessa cosa del gatto che si ammala di FeLV: la leucemia felina è causata da un virus che causa rapido e grave deperimento dell’animale fino alla morte dovuto a forme tumorali o leucemiche che induce. Abbiamo però a disposizione per quanto riguarda la FeLV un vaccino a cadenza annuale e se il gatto esce di casa è assolutamente consigliato.

 


vaccinazione-cane-1280x914-1200x857.jpg

1. I vaccini non danno una protezione 100% ma proteggono contro le forme gravi di malattia

I vaccini non vanno intesi come una protezione perfettamente efficace: non impediscono l’infezione ma proteggono dalla malattia e dalle forme più gravi. L’animale che incontra il patogeno se è stato vaccinato avrà una risposta immunitaria più rapida ed efficace. Sono piuttosto uno scudo, che sarebbe meglio avere…!

2. Bisogna essere precisi nel rispettare lo schema vaccinale altrimenti perdono di efficacia

Se non viene rispettato lo schema iniziale di richiamo, le vaccinazioni successive non sono efficaci; in questo caso è opportuno ricominciare dall’inizio. Tardare invece il richiamo annuale di qualche non è un problema.

3. Le reazioni avverse sono rare ma esistono: è importante sostare presso il vostro veterinario una mezz’oretta dopo la vaccinazione.

Purtroppo capitano le reazioni avverse: si tratta generalmente di reazioni simil-anafilattiche. Restare presso il vostro veterinario dopo la vaccinazione per una mezz’oretta scongiura la maggior parte di questi episodi (il medico veterinario ha a disposizione farmaci d’urgenza che permettono di intervenire in queste situazioni).

4. Non tutti gli animali possono essere vaccinati: è fondamentale vaccinare gli animali sani per proteggere anche questi soggetti.

Animali anziani, troppo giovani o debilitati o che seguono una terapia immunosoppressiva non possono essere vaccinati: idealmente vivono in casa e non hanno contatti con l’esterno (se non con animali vaccinati).

5. Non è detto che dopo il primo ciclo vaccinale sia necessario i successivi richiami, si può valutare il titolo anticorpale

Prima di effettuare il richiamo in un cane o gatto adulto si può richiedere il titolo anticorpale per determinati patogeni: a volte non è necessario vaccinarli nuovamente. Tuttavia è necessario avere il titolo, non è una supposizione che si può fare clinicamente e se non è possibile richiederlo allora è sempre meglio ricorrere alla vaccinazione piuttosto che lasciare l’animale scoperto.





DA SEMPRE, CON VOI




+39 331 9145483 CLINICA

+39 349 6052345 BUIATRIA


AUTORIZZAZIONE SANITARIA 898/2012

Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487




Copyright Centro Veterinario San Martino 2018. Tutti i diritti riservati. P.IVA: 02782610345



Copyright Centro Veterinario San Martino 2018. Tutti i diritti riservati. P.IVA: 02782610345