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Agosto, 2026 - Centro Veterinario San Martino

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12/Ago/2026


Quando si avvicinano le vacanze estive, una delle domande che i proprietari di gatti ci pongono più spesso è: “È meglio portarlo con noi oppure lasciarlo a casa?”

A differenza del cane, che generalmente vive con entusiasmo nuove esperienze e ambienti diversi, il gatto è un animale fortemente legato al proprio territorio e alle sue abitudini. Cambiare improvvisamente ambiente può rappresentare una fonte di stress importante.

Non esiste però una risposta valida per tutti. Molto dipende dal carattere del gatto, dalla durata della vacanza e dalla destinazione.

Vediamo insieme quali aspetti valutare per prendere la decisione migliore.

Il gatto ama la routine

I gatti sono animali estremamente abitudinari.

Conoscono perfettamente ogni angolo della casa, gli odori, i rumori e i luoghi dove riposare. Anche piccoli cambiamenti possono modificare il loro equilibrio.

Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, un gatto adulto che vive esclusivamente in appartamento affronta meglio l’assenza temporanea dei proprietari che un viaggio lungo verso un ambiente completamente nuovo.

Quando è meglio lasciarlo a casa?

Se la vacanza dura pochi giorni e il gatto è sano, la soluzione più indicata è spesso lasciarlo nel suo ambiente abituale.

Naturalmente non significa lasciarlo da solo.

È importante che una persona di fiducia o un cat sitter lo visiti quotidianamente per:

  • rinnovare acqua e cibo;
  • pulire la lettiera;
  • controllare il suo stato di salute;
  • dedicargli qualche momento di gioco o di compagnia.

Molti gatti vivono questa situazione con molta più serenità rispetto a un viaggio.

Quando può essere utile portarlo con sé?

Esistono però alcune situazioni nelle quali il viaggio può rappresentare una scelta valida.

Ad esempio:

  • soggiorni molto lunghi;
  • trasferimenti di diverse settimane;
  • gatti già abituati agli spostamenti;
  • seconde case frequentate abitualmente;
  • gatti particolarmente legati ai proprietari e poco stressati dai cambiamenti.

In questi casi è comunque importante organizzare il viaggio con attenzione.

Come preparare il viaggio

Se si decide di portare il gatto in vacanza è fondamentale evitare improvvisazioni.

Il trasportino deve essere percepito come un luogo sicuro e non come qualcosa da utilizzare solo quando si va dal veterinario.

Nei giorni precedenti è utile lasciarlo aperto in casa, inserendo una coperta familiare o qualche premio.

Durante il viaggio:

  • il trasportino deve essere ben fissato;
  • evitare di lasciare libero il gatto nell’abitacolo;
  • mantenere una temperatura confortevole;
  • evitare soste troppo lunghe sotto il sole.

La nuova casa deve essere “a misura di gatto”

Una volta arrivati a destinazione è consigliabile permettere al gatto di ambientarsi gradualmente.

Nei primi giorni è preferibile limitarne gli spazi, lasciandolo inizialmente in una stanza tranquilla con:

  • lettiera;
  • acqua;
  • cibo;
  • tiragraffi;
  • coperta o cuscino con il suo odore.

Forzarlo a esplorare immediatamente tutta la casa potrebbe aumentare il livello di stress.

Attenzione alle fughe

Uno dei rischi maggiori durante le vacanze riguarda le fughe accidentali.

Un gatto spaventato che si trova in un ambiente sconosciuto può cercare rapidamente una via di fuga.

Per questo motivo è importante:

  • verificare che porte e finestre siano ben chiuse;
  • utilizzare sempre un trasportino durante gli spostamenti;
  • controllare che il microchip sia registrato e i dati siano aggiornati;
  • applicare, se possibile, una medaglietta con recapito telefonico.

E se scegliamo una pensione?

Le pensioni per gatti rappresentano un’alternativa valida quando non è possibile affidarsi a parenti o cat sitter.

Prima della prenotazione è consigliabile verificare:

  • condizioni igieniche;
  • spazi disponibili;
  • presenza di personale qualificato;
  • possibilità di isolamento in caso di malattia;
  • richiesta delle vaccinazioni aggiornate.

Una buona struttura dedica tempo anche all’interazione con il gatto e non solo alla gestione dell’alimentazione.

Cinque errori da evitare

  • Lasciare il gatto completamente solo per più giorni.
  • Cambiare improvvisamente alimentazione durante il viaggio.
  • Aprire il trasportino in luoghi non sicuri.
  • Dimenticare acqua fresca durante gli spostamenti.
  • Pensare che tutti i gatti reagiscano allo stesso modo.

Quando è consigliabile una visita veterinaria prima della partenza?

È opportuno programmare un controllo se il gatto:

  • è anziano;
  • soffre di patologie croniche;
  • assume farmaci;
  • non viaggia da molto tempo;
  • deve soggiornare in pensione.

La visita permette di verificare lo stato di salute generale e di affrontare il viaggio con maggiore tranquillità.

Conclusioni

Per la maggior parte dei gatti la casa rimane il luogo dove si sentono più sicuri.

Quando è possibile organizzare visite quotidiane da parte di una persona fidata, questa rappresenta spesso la soluzione meno stressante.

Se invece il viaggio è inevitabile o il gatto è già abituato agli spostamenti, una buona organizzazione e qualche semplice precauzione permettono di vivere la vacanza in serenità.

L’importante è ricordare che ogni gatto è un individuo con esigenze diverse: osservare il suo comportamento e rispettare i suoi tempi è il primo passo per garantirgli benessere anche durante le ferie.


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05/Ago/2026


L’estate è sinonimo di giornate all’aria aperta, giardini in fiore, terrazzi ricchi di piante ornamentali e vacanze nella natura. È un periodo che invita a trascorrere più tempo insieme ai nostri animali, ma che nasconde anche alcuni pericoli spesso poco conosciuti.

Tra questi ci sono le piante tossiche, responsabili ogni anno di numerosi episodi di intossicazione in cani e gatti. Nella maggior parte dei casi si tratta di ingestione accidentale di foglie, fiori, bacche o semi, soprattutto da parte di cuccioli e animali particolarmente curiosi.

Molti proprietari sono convinti che il proprio animale riesca istintivamente a distinguere ciò che è pericoloso da ciò che non lo è. In realtà non è così. Un cane può mordicchiare una foglia mentre gioca in giardino, mentre un gatto può essere attirato da una pianta presente sul balcone o all’interno dell’abitazione.

Conoscere le specie più pericolose e sapere come comportarsi è il modo migliore per prevenire situazioni di emergenza.

Perché alcune piante sono tossiche?

Le piante producono naturalmente sostanze chimiche che servono a difendersi dagli insetti e dagli animali erbivori. Alcune di queste molecole, come alcaloidi, glicosidi cardiaci, saponine o cristalli di ossalato di calcio, possono risultare tossiche anche per i nostri animali domestici.

La gravità dell’intossicazione dipende da diversi fattori:

  • la specie della pianta; 
  • la quantità ingerita; 
  • la parte della pianta consumata (foglie, fiori, semi, bacche o radici); 
  • la taglia dell’animale; 
  • l’età e lo stato di salute. 

È importante ricordare che non tutte le piante provocano gli stessi sintomi e che alcune possono causare danni anche dopo l’ingestione di quantità molto ridotte.

Le piante più tossiche durante l’estate

Oleandro

L’oleandro è una delle piante ornamentali più diffuse nei giardini italiani, ma anche una delle più pericolose.

Foglie, fiori, rami e persino l’acqua presente nei sottovasi contengono sostanze in grado di alterare il normale funzionamento del cuore.

L’ingestione può provocare:

  • vomito; 
  • diarrea; 
  • abbondante salivazione; 
  • debolezza; 
  • alterazioni del battito cardiaco; 
  • collasso nei casi più gravi. 

Giglio

Chi possiede un gatto dovrebbe conoscere molto bene questa pianta.

Tutte le specie appartenenti al genere Lilium rappresentano infatti una vera emergenza veterinaria per il gatto. È sufficiente ingerire una piccola parte della pianta o anche solo leccare il polline depositato sul mantello per sviluppare una grave insufficienza renale acuta.

Nel cane il rischio è decisamente inferiore, ma nel gatto è fondamentale intervenire nelle primissime ore.

Cycas

Sempre più presente nei giardini e nei terrazzi, la Cycas revoluta è particolarmente tossica, soprattutto per il cane.

La parte più pericolosa sono i semi, ma tutta la pianta contiene sostanze capaci di provocare danni al fegato.

I sintomi possono includere:

  • vomito intenso; 
  • diarrea; 
  • abbattimento; 
  • tremori; 
  • insufficienza epatica. 

Ortensia

Molto comune nei giardini italiani, contiene sostanze che possono provocare soprattutto disturbi gastrointestinali.

Generalmente l’intossicazione è meno grave rispetto ad altre specie, ma è comunque consigliabile contattare il veterinario se si sospetta un’ingestione.

Azalea e Rododendro

Queste splendide piante ornamentali contengono sostanze chiamate grayanotossine, responsabili di alterazioni a carico del sistema nervoso e cardiovascolare.

Tra i sintomi più frequenti troviamo:

  • vomito; 
  • diarrea; 
  • debolezza; 
  • tremori; 
  • alterazioni del ritmo cardiaco. 

Dieffenbachia

Molto diffusa nelle abitazioni, durante l’estate viene spesso spostata all’esterno.

Il contatto con le foglie provoca una forte irritazione della bocca e della lingua a causa della presenza di cristalli di ossalato di calcio.

L’animale può manifestare:

  • salivazione intensa; 
  • dolore orale; 
  • difficoltà nella deglutizione; 
  • gonfiore della lingua. 

Quali sintomi devono far sospettare un’intossicazione?

I sintomi possono comparire rapidamente oppure manifestarsi diverse ore dopo l’ingestione.

È importante prestare attenzione se il cane o il gatto presenta:

  • vomito improvviso; 
  • diarrea; 
  • abbondante salivazione; 
  • perdita dell’appetito; 
  • forte abbattimento; 
  • tremori; 
  • difficoltà respiratoria; 
  • convulsioni; 
  • alterazioni del battito cardiaco. 

Non tutti gli animali manifestano gli stessi sintomi e la loro gravità dipende dalla pianta ingerita e dalla quantità consumata.

Cosa fare se il tuo animale mangia una pianta?

La prima regola è non aspettare che compaiano i sintomi.

Se ti accorgi che il tuo cane o il tuo gatto ha ingerito una pianta potenzialmente tossica:

  • allontanalo immediatamente dalla pianta; 
  • cerca di identificare la specie oppure fotografala; 
  • rimuovi eventuali residui dalla bocca solo se è possibile farlo in sicurezza; 
  • non provocare il vomito senza indicazione veterinaria; 
  • non somministrare latte, olio o altri rimedi casalinghi. 

Contatta il veterinario il prima possibile, fornendo tutte le informazioni disponibili. In molti casi intervenire precocemente permette di evitare complicazioni anche importanti.

Come prevenire le intossicazioni?

La prevenzione rimane la strategia più efficace.

Ecco alcuni semplici consigli:

  • verifica sempre che una pianta sia sicura prima di introdurla in casa o in giardino; 
  • evita di lasciare piante tossiche alla portata degli animali; 
  • controlla il cane durante le passeggiate nei parchi e nelle aree verdi; 
  • osserva con attenzione i gatti che hanno accesso a balconi e terrazzi; 
  • in caso di dubbio, chiedi consiglio al tuo veterinario. 

Conclusioni

Le piante ornamentali rendono più belli giardini, balconi e terrazzi, ma alcune di esse possono rappresentare un serio pericolo per cani e gatti.

Conoscere le specie più tossiche, riconoscere i primi sintomi e intervenire tempestivamente sono gli strumenti più efficaci per evitare conseguenze anche gravi.

Se sospetti che il tuo animale abbia ingerito una pianta potenzialmente tossica, non aspettare che la situazione peggiori. Un consulto veterinario tempestivo può fare la differenza e consentire di iniziare rapidamente il trattamento più appropriato.





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