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Agosto, 2026 - Centro Veterinario San Martino

29/Ago/2026


Il Centro Veterinario San Martino è entusiasta di invitarvi a “UNO, NESSUNO, CENTO PET”, un evento speciale dedicato interamente al benessere, all’educazione e al divertimento dei nostri amati animali domestici.

Vi aspettiamo Sabato 12 e Domenica 13 Settembre nella splendida cornice del Parco Pirandello di Traversetolo per trascorrere insieme un fine settimana all’insegna della natura e dell’amore per gli animali.

Perché partecipare?

L’evento è a ingresso libero ed è pensato per coinvolgere tutta la famiglia, pelosetti compresi! Durante le due giornate troverete un’atmosfera di festa con tante attività:

  • 📸 Foto ricordo: un set per scattare una foto speciale insieme al tuo pet.
  • 🎁 Gadget e Giochi: tante sorprese e momenti ludici da condividere.
  • 📚 Materiali divulgativi: per rimanere sempre aggiornati sulle migliori pratiche per la salute del tuo animale.

Il Programma: Formazione e Consigli Pratici

Il nostro team ha organizzato una serie di incontri divulgativi (brevi e mirati) per rispondere ai dubbi più comuni dei proprietari e fornire consigli pratici sulla gestione quotidiana di cani e gatti. Ecco il calendario degli interventi:

Sabato, 12 Settembre (L’evento sarà aperto dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 19:00)

  • 10:00 | Parassiti: la strategia annuale per evitare l’80% dei problemi.
  • 17:00 | Dermatologia: occhio a questi 5 fattori.
  • 18:00 | Giochi: le migliori attività da fare con il tuo cane, sia in estate che in inverno.

Domenica, 13 Settembre (L’evento sarà aperto dalle 15:00 alle 19:00)

  • 16:00 | Gestione e Igiene: le basi per la cura quotidiana del pet.
  • 17:00 | Nutrizione animale: scopriamo il BCS (Body Condition Score), come leggere correttamente le etichette degli alimenti e calcolare le giuste quantità.
  • 18:00 | In viaggio con te: tutti i documenti e i preparativi necessari per affrontare serenamente un viaggio all’estero insieme.

Come trovarci

L’evento si terrà al Parco Pirandello di Traversetolo (PR). Per qualsiasi informazione, il nostro staff è a vostra completa disposizione.

Non perdete l’occasione di incontrare il team del Centro Veterinario San Martino fuori dall’ambulatorio, per imparare cose nuove e divertirsi insieme. Portate i vostri amici a quattro zampe, vi aspettiamo numerosi!

Contatti e Informazioni:

  • Telefono: 0521 841900
  • Clinica: Centro Veterinario San Martino – Via Pedemontana 122, Traversetolo (PR)
  • Direttore Sanitario: Dr. Giacomo Riva

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26/Ago/2026


Per molti di noi l’estate è sinonimo di passeggiate, vacanze e giornate all’aria aperta. Per un cane o un gatto affetto da una malattia cardiaca, invece, le alte temperature possono rappresentare una vera sfida.

Il caldo costringe infatti l’organismo a lavorare di più per mantenere una temperatura corporea adeguata. Nei soggetti sani questo meccanismo viene generalmente compensato senza difficoltà, ma negli animali con patologie cardiache il cuore potrebbe non riuscire a sostenere lo sforzo richiesto.

Per questo motivo i mesi estivi richiedono qualche attenzione in più, soprattutto negli animali anziani e in quelli già seguiti dal veterinario per insufficienza cardiaca o altre malattie del cuore.

Perché il caldo mette sotto stress il cuore?

A differenza dell’uomo, cani e gatti non sudano attraverso la pelle per disperdere il calore.

Il cane utilizza principalmente l’ansimare, mentre il gatto tende a cercare ambienti più freschi e a ridurre spontaneamente l’attività fisica.

Quando la temperatura esterna aumenta:

  • il cuore deve pompare più sangue verso la superficie del corpo per favorire la dispersione del calore;
  • aumenta la frequenza respiratoria;
  • cresce il consumo di energie;
  • aumenta il rischio di disidratazione.

In presenza di una cardiopatia questi meccanismi possono diventare più faticosi e favorire la comparsa di sintomi.

Quali animali sono più a rischio?

Meritano particolare attenzione:

  • cani con insufficienza cardiaca;
  • cani affetti da malattia degenerativa della valvola mitrale;
  • soggetti con cardiomiopatie;
  • gatti con cardiomiopatia ipertrofica;
  • animali anziani;
  • razze brachicefale (Bulldog Francese, Carlino, Bulldog Inglese, Boxer);
  • animali in sovrappeso.

Anche un animale con una cardiopatia ben compensata può andare maggiormente in difficoltà durante una giornata particolarmente calda e umida.

I sintomi da non sottovalutare

Durante l’estate è importante osservare attentamente il comportamento del proprio animale.

Tra i segnali che meritano una valutazione veterinaria troviamo:

  • affaticamento dopo una breve passeggiata;
  • ansimare più del normale anche a riposo;
  • tosse persistente (soprattutto nel cane);
  • difficoltà respiratoria;
  • riduzione dell’appetito;
  • debolezza;
  • episodi di svenimento o collasso;
  • gengive molto pallide o bluastre.

Questi sintomi non indicano necessariamente un peggioramento della malattia cardiaca, ma richiedono sempre un approfondimento.

Le passeggiate vanno organizzate con attenzione

L’attività fisica non deve essere eliminata, ma adattata alle condizioni climatiche.

Durante l’estate è consigliabile:

  • uscire al mattino presto o dopo il tramonto;
  • evitare le ore centrali della giornata;
  • scegliere percorsi ombreggiati;
  • fare passeggiate più brevi ma frequenti;
  • portare sempre acqua fresca.

Se il cane mostra segni di stanchezza è importante interrompere immediatamente l’attività e lasciarlo riposare.

L’importanza dell’idratazione

L’acqua rappresenta un elemento fondamentale anche per gli animali cardiopatici.

Una corretta idratazione aiuta l’organismo a regolare la temperatura corporea e contribuisce al benessere generale.

L’acqua deve essere sempre:

  • fresca;
  • facilmente accessibile;
  • disponibile in più punti della casa, soprattutto durante i periodi di maggiore caldo.

È importante non modificare autonomamente la quantità di acqua o la terapia prescritta, anche se il cane o il gatto assume farmaci diuretici. Ogni eventuale variazione deve essere concordata con il veterinario curante.

Attenzione anche agli spostamenti in auto

L’abitacolo di un’automobile può raggiungere temperature molto elevate in pochi minuti.

Per un animale con problemi cardiaci questo rappresenta un rischio ancora maggiore.

Durante i viaggi è consigliabile:

  • utilizzare l’aria condizionata in modo graduale;
  • programmare soste frequenti;
  • offrire acqua durante il tragitto;
  • evitare di lasciare il cane o il gatto in auto, anche per pochi minuti.

Cinque errori da evitare

  • Portare il cane a passeggio nelle ore più calde.
  • Interrompere o modificare la terapia senza consultare il veterinario.
  • Pensare che un maggiore affanno sia “normale” perché fa caldo.
  • Ridurre l’acqua per paura che l’animale beva troppo.
  • Rimandare una visita di controllo in presenza di nuovi sintomi.

Quando è necessario contattare subito il veterinario?

È consigliabile richiedere una visita il prima possibile se il cane o il gatto:

  • respira con difficoltà anche a riposo;
  • presenta tosse improvvisa o persistente;
  • appare molto debole;
  • sviene o collassa;
  • mostra un peggioramento evidente rispetto ai giorni precedenti.

Un intervento tempestivo permette spesso di stabilizzare rapidamente la situazione ed evitare complicazioni.

Conclusioni

Le alte temperature rappresentano un impegno aggiuntivo per l’organismo di tutti gli animali, ma nei soggetti affetti da malattie cardiache richiedono qualche attenzione in più.

Con semplici accorgimenti, come evitare il caldo nelle ore centrali, mantenere una corretta idratazione, rispettare la terapia e programmare controlli periodici, è possibile aiutare il proprio cane o gatto a vivere l’estate in sicurezza.

Se noti cambiamenti nel comportamento, nella respirazione o nella tolleranza allo sforzo del tuo animale, non aspettare che i sintomi peggiorino: una visita veterinaria può fare la differenza e consentire di affrontare tempestivamente eventuali complicazioni.


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19/Ago/2026


Con l’arrivo dell’estate aumenta la voglia di trascorrere giornate all’aria aperta insieme al proprio cane. Una passeggiata sulla spiaggia, un tuffo nel lago o qualche ora in piscina rappresentano momenti di divertimento che molti animali adorano.

Ma fare il bagno tutti i giorni è davvero salutare? Oppure potrebbe causare problemi alla pelle e alle orecchie?

La risposta è meno scontata di quanto si possa pensare. L’acqua, infatti, non è sempre un problema: molto dipende dalla sua qualità, dalla frequenza dei bagni, dal tipo di mantello e dalle attenzioni che dedichiamo al nostro cane una volta terminata la nuotata.

Vediamo insieme quali accorgimenti adottare per vivere l’estate in sicurezza.

Il nuoto è un’attività benefica

Per la maggior parte dei cani il nuoto rappresenta un eccellente esercizio fisico.

Permette di:

  • mantenere una buona forma muscolare;
  • ridurre il carico sulle articolazioni;
  • migliorare la resistenza fisica;
  • favorire il benessere mentale.

È particolarmente indicato nei soggetti anziani o con problemi articolari, purché l’attività venga svolta in sicurezza e dopo aver ricevuto il parere del veterinario.

Naturalmente non tutti i cani sono grandi nuotatori. Razze brachicefale come Bulldog Francese, Carlino e Bulldog Inglese possono andare incontro a maggiore affaticamento respiratorio e necessitano di particolare attenzione.

Mare, lago o piscina: quali differenze?

Mare

L’acqua di mare è generalmente pulita, ma il sale può irritare pelle e mucose.

Inoltre molti cani, giocando tra le onde, ingeriscono acqua salata che può provocare:

  • vomito;
  • diarrea;
  • dolori addominali;
  • nei casi più gravi alterazioni degli elettroliti.

Dopo il bagno è sempre consigliabile risciacquare il mantello con acqua dolce.

Lago

Il lago può rappresentare un ambiente piacevole, ma richiede qualche attenzione in più.

È bene evitare:

  • acque stagnanti;
  • zone con cattivo odore;
  • presenza di alghe;
  • aree molto fangose.

In estate alcune alghe possono produrre tossine pericolose anche per gli animali domestici. Se l’acqua appare torbida, verdastra o presenta una patina superficiale, è preferibile evitare il bagno.

Piscina

Sempre più strutture ricettive mettono a disposizione piscine dedicate ai cani.

L’acqua clorata, se ben mantenuta, non rappresenta generalmente un problema. Tuttavia è consigliabile evitare che il cane ne ingerisca grandi quantità e risciacquare sempre il mantello al termine del bagno.

Il bagno quotidiano può creare problemi?

In linea generale un cane sano può fare il bagno anche frequentemente durante l’estate.

I problemi non derivano tanto dall’acqua, quanto dalla mancata asciugatura e dall’umidità che rimane intrappolata nel mantello o all’interno del condotto uditivo.

I soggetti più predisposti sono:

  • cani con orecchie pendenti;
  • razze dal pelo molto fitto;
  • cani con dermatiti allergiche;
  • soggetti con precedenti episodi di otite.

Otiti: uno dei problemi più frequenti

Le orecchie rappresentano una delle zone più delicate durante il periodo estivo.

L’umidità favorisce la proliferazione di batteri e lieviti, aumentando il rischio di infiammazione.

I primi segnali sono spesso:

  • scuotimento della testa;
  • prurito;
  • cattivo odore;
  • arrossamento;
  • secrezioni.

Intervenire rapidamente permette spesso di evitare che un’infiammazione lieve evolva in un’otite più importante.

Anche la pelle merita attenzione

Bagni ripetuti, sabbia, salsedine e sfregamento possono alterare la barriera protettiva della cute.

Alcuni cani possono sviluppare:

  • arrossamenti;
  • prurito;
  • dermatiti;
  • hot spot;
  • irritazioni tra le dita.

Asciugare accuratamente il mantello e risciacquare il cane dopo il bagno aiuta a ridurre notevolmente questi rischi.

Come asciugare correttamente il cane

Una buona asciugatura è probabilmente il gesto più importante dopo ogni bagno.

È consigliabile:

  • utilizzare un asciugamano assorbente;
  • asciugare con particolare cura le orecchie;
  • non lasciare il cane bagnato per molte ore;
  • spazzolare il mantello se particolarmente fitto.

Nei cani a pelo lungo può essere utile anche l’utilizzo di un phon a temperatura moderata, evitando getti d’aria troppo caldi.

Cinque errori da evitare

  • Lasciare il cane bagnato dopo il bagno.
  • Permettere di bere grandi quantità di acqua di mare.
  • Fare il bagno in acque sporche o stagnanti.
  • Trascurare i primi sintomi di un’otite.
  • Utilizzare detergenti o shampoo dopo ogni bagno senza indicazione veterinaria.

Quando è consigliabile una visita veterinaria?

Contatta il veterinario se il cane presenta:

  • prurito persistente;
  • scuotimento continuo della testa;
  • cattivo odore proveniente dalle orecchie;
  • arrossamenti della pelle;
  • vomito o diarrea dopo il bagno;
  • abbattimento o perdita dell’appetito.

Una visita tempestiva permette spesso di risolvere rapidamente il problema ed evitare trattamenti più lunghi.

Conclusioni

Il bagno rappresenta uno dei momenti più piacevoli dell’estate per molti cani e, nella maggior parte dei casi, non deve essere evitato.

La differenza la fanno le attenzioni successive: scegliere acque pulite, evitare eccessive ingestioni di acqua, risciacquare il mantello, asciugare accuratamente il cane e osservare eventuali cambiamenti nel comportamento o nella pelle.

Con queste semplici precauzioni sarà possibile vivere una stagione estiva ricca di divertimento, riducendo al minimo il rischio di problemi dermatologici o alle orecchie.


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12/Ago/2026


Quando si avvicinano le vacanze estive, una delle domande che i proprietari di gatti ci pongono più spesso è: “È meglio portarlo con noi oppure lasciarlo a casa?”

A differenza del cane, che generalmente vive con entusiasmo nuove esperienze e ambienti diversi, il gatto è un animale fortemente legato al proprio territorio e alle sue abitudini. Cambiare improvvisamente ambiente può rappresentare una fonte di stress importante.

Non esiste però una risposta valida per tutti. Molto dipende dal carattere del gatto, dalla durata della vacanza e dalla destinazione.

Vediamo insieme quali aspetti valutare per prendere la decisione migliore.

Il gatto ama la routine

I gatti sono animali estremamente abitudinari.

Conoscono perfettamente ogni angolo della casa, gli odori, i rumori e i luoghi dove riposare. Anche piccoli cambiamenti possono modificare il loro equilibrio.

Per questo motivo, nella maggior parte dei casi, un gatto adulto che vive esclusivamente in appartamento affronta meglio l’assenza temporanea dei proprietari che un viaggio lungo verso un ambiente completamente nuovo.

Quando è meglio lasciarlo a casa?

Se la vacanza dura pochi giorni e il gatto è sano, la soluzione più indicata è spesso lasciarlo nel suo ambiente abituale.

Naturalmente non significa lasciarlo da solo.

È importante che una persona di fiducia o un cat sitter lo visiti quotidianamente per:

  • rinnovare acqua e cibo;
  • pulire la lettiera;
  • controllare il suo stato di salute;
  • dedicargli qualche momento di gioco o di compagnia.

Molti gatti vivono questa situazione con molta più serenità rispetto a un viaggio.

Quando può essere utile portarlo con sé?

Esistono però alcune situazioni nelle quali il viaggio può rappresentare una scelta valida.

Ad esempio:

  • soggiorni molto lunghi;
  • trasferimenti di diverse settimane;
  • gatti già abituati agli spostamenti;
  • seconde case frequentate abitualmente;
  • gatti particolarmente legati ai proprietari e poco stressati dai cambiamenti.

In questi casi è comunque importante organizzare il viaggio con attenzione.

Come preparare il viaggio

Se si decide di portare il gatto in vacanza è fondamentale evitare improvvisazioni.

Il trasportino deve essere percepito come un luogo sicuro e non come qualcosa da utilizzare solo quando si va dal veterinario.

Nei giorni precedenti è utile lasciarlo aperto in casa, inserendo una coperta familiare o qualche premio.

Durante il viaggio:

  • il trasportino deve essere ben fissato;
  • evitare di lasciare libero il gatto nell’abitacolo;
  • mantenere una temperatura confortevole;
  • evitare soste troppo lunghe sotto il sole.

La nuova casa deve essere “a misura di gatto”

Una volta arrivati a destinazione è consigliabile permettere al gatto di ambientarsi gradualmente.

Nei primi giorni è preferibile limitarne gli spazi, lasciandolo inizialmente in una stanza tranquilla con:

  • lettiera;
  • acqua;
  • cibo;
  • tiragraffi;
  • coperta o cuscino con il suo odore.

Forzarlo a esplorare immediatamente tutta la casa potrebbe aumentare il livello di stress.

Attenzione alle fughe

Uno dei rischi maggiori durante le vacanze riguarda le fughe accidentali.

Un gatto spaventato che si trova in un ambiente sconosciuto può cercare rapidamente una via di fuga.

Per questo motivo è importante:

  • verificare che porte e finestre siano ben chiuse;
  • utilizzare sempre un trasportino durante gli spostamenti;
  • controllare che il microchip sia registrato e i dati siano aggiornati;
  • applicare, se possibile, una medaglietta con recapito telefonico.

E se scegliamo una pensione?

Le pensioni per gatti rappresentano un’alternativa valida quando non è possibile affidarsi a parenti o cat sitter.

Prima della prenotazione è consigliabile verificare:

  • condizioni igieniche;
  • spazi disponibili;
  • presenza di personale qualificato;
  • possibilità di isolamento in caso di malattia;
  • richiesta delle vaccinazioni aggiornate.

Una buona struttura dedica tempo anche all’interazione con il gatto e non solo alla gestione dell’alimentazione.

Cinque errori da evitare

  • Lasciare il gatto completamente solo per più giorni.
  • Cambiare improvvisamente alimentazione durante il viaggio.
  • Aprire il trasportino in luoghi non sicuri.
  • Dimenticare acqua fresca durante gli spostamenti.
  • Pensare che tutti i gatti reagiscano allo stesso modo.

Quando è consigliabile una visita veterinaria prima della partenza?

È opportuno programmare un controllo se il gatto:

  • è anziano;
  • soffre di patologie croniche;
  • assume farmaci;
  • non viaggia da molto tempo;
  • deve soggiornare in pensione.

La visita permette di verificare lo stato di salute generale e di affrontare il viaggio con maggiore tranquillità.

Conclusioni

Per la maggior parte dei gatti la casa rimane il luogo dove si sentono più sicuri.

Quando è possibile organizzare visite quotidiane da parte di una persona fidata, questa rappresenta spesso la soluzione meno stressante.

Se invece il viaggio è inevitabile o il gatto è già abituato agli spostamenti, una buona organizzazione e qualche semplice precauzione permettono di vivere la vacanza in serenità.

L’importante è ricordare che ogni gatto è un individuo con esigenze diverse: osservare il suo comportamento e rispettare i suoi tempi è il primo passo per garantirgli benessere anche durante le ferie.


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05/Ago/2026


L’estate è sinonimo di giornate all’aria aperta, giardini in fiore, terrazzi ricchi di piante ornamentali e vacanze nella natura. È un periodo che invita a trascorrere più tempo insieme ai nostri animali, ma che nasconde anche alcuni pericoli spesso poco conosciuti.

Tra questi ci sono le piante tossiche, responsabili ogni anno di numerosi episodi di intossicazione in cani e gatti. Nella maggior parte dei casi si tratta di ingestione accidentale di foglie, fiori, bacche o semi, soprattutto da parte di cuccioli e animali particolarmente curiosi.

Molti proprietari sono convinti che il proprio animale riesca istintivamente a distinguere ciò che è pericoloso da ciò che non lo è. In realtà non è così. Un cane può mordicchiare una foglia mentre gioca in giardino, mentre un gatto può essere attirato da una pianta presente sul balcone o all’interno dell’abitazione.

Conoscere le specie più pericolose e sapere come comportarsi è il modo migliore per prevenire situazioni di emergenza.

Perché alcune piante sono tossiche?

Le piante producono naturalmente sostanze chimiche che servono a difendersi dagli insetti e dagli animali erbivori. Alcune di queste molecole, come alcaloidi, glicosidi cardiaci, saponine o cristalli di ossalato di calcio, possono risultare tossiche anche per i nostri animali domestici.

La gravità dell’intossicazione dipende da diversi fattori:

  • la specie della pianta; 
  • la quantità ingerita; 
  • la parte della pianta consumata (foglie, fiori, semi, bacche o radici); 
  • la taglia dell’animale; 
  • l’età e lo stato di salute. 

È importante ricordare che non tutte le piante provocano gli stessi sintomi e che alcune possono causare danni anche dopo l’ingestione di quantità molto ridotte.

Le piante più tossiche durante l’estate

Oleandro

L’oleandro è una delle piante ornamentali più diffuse nei giardini italiani, ma anche una delle più pericolose.

Foglie, fiori, rami e persino l’acqua presente nei sottovasi contengono sostanze in grado di alterare il normale funzionamento del cuore.

L’ingestione può provocare:

  • vomito; 
  • diarrea; 
  • abbondante salivazione; 
  • debolezza; 
  • alterazioni del battito cardiaco; 
  • collasso nei casi più gravi. 

Giglio

Chi possiede un gatto dovrebbe conoscere molto bene questa pianta.

Tutte le specie appartenenti al genere Lilium rappresentano infatti una vera emergenza veterinaria per il gatto. È sufficiente ingerire una piccola parte della pianta o anche solo leccare il polline depositato sul mantello per sviluppare una grave insufficienza renale acuta.

Nel cane il rischio è decisamente inferiore, ma nel gatto è fondamentale intervenire nelle primissime ore.

Cycas

Sempre più presente nei giardini e nei terrazzi, la Cycas revoluta è particolarmente tossica, soprattutto per il cane.

La parte più pericolosa sono i semi, ma tutta la pianta contiene sostanze capaci di provocare danni al fegato.

I sintomi possono includere:

  • vomito intenso; 
  • diarrea; 
  • abbattimento; 
  • tremori; 
  • insufficienza epatica. 

Ortensia

Molto comune nei giardini italiani, contiene sostanze che possono provocare soprattutto disturbi gastrointestinali.

Generalmente l’intossicazione è meno grave rispetto ad altre specie, ma è comunque consigliabile contattare il veterinario se si sospetta un’ingestione.

Azalea e Rododendro

Queste splendide piante ornamentali contengono sostanze chiamate grayanotossine, responsabili di alterazioni a carico del sistema nervoso e cardiovascolare.

Tra i sintomi più frequenti troviamo:

  • vomito; 
  • diarrea; 
  • debolezza; 
  • tremori; 
  • alterazioni del ritmo cardiaco. 

Dieffenbachia

Molto diffusa nelle abitazioni, durante l’estate viene spesso spostata all’esterno.

Il contatto con le foglie provoca una forte irritazione della bocca e della lingua a causa della presenza di cristalli di ossalato di calcio.

L’animale può manifestare:

  • salivazione intensa; 
  • dolore orale; 
  • difficoltà nella deglutizione; 
  • gonfiore della lingua. 

Quali sintomi devono far sospettare un’intossicazione?

I sintomi possono comparire rapidamente oppure manifestarsi diverse ore dopo l’ingestione.

È importante prestare attenzione se il cane o il gatto presenta:

  • vomito improvviso; 
  • diarrea; 
  • abbondante salivazione; 
  • perdita dell’appetito; 
  • forte abbattimento; 
  • tremori; 
  • difficoltà respiratoria; 
  • convulsioni; 
  • alterazioni del battito cardiaco. 

Non tutti gli animali manifestano gli stessi sintomi e la loro gravità dipende dalla pianta ingerita e dalla quantità consumata.

Cosa fare se il tuo animale mangia una pianta?

La prima regola è non aspettare che compaiano i sintomi.

Se ti accorgi che il tuo cane o il tuo gatto ha ingerito una pianta potenzialmente tossica:

  • allontanalo immediatamente dalla pianta; 
  • cerca di identificare la specie oppure fotografala; 
  • rimuovi eventuali residui dalla bocca solo se è possibile farlo in sicurezza; 
  • non provocare il vomito senza indicazione veterinaria; 
  • non somministrare latte, olio o altri rimedi casalinghi. 

Contatta il veterinario il prima possibile, fornendo tutte le informazioni disponibili. In molti casi intervenire precocemente permette di evitare complicazioni anche importanti.

Come prevenire le intossicazioni?

La prevenzione rimane la strategia più efficace.

Ecco alcuni semplici consigli:

  • verifica sempre che una pianta sia sicura prima di introdurla in casa o in giardino; 
  • evita di lasciare piante tossiche alla portata degli animali; 
  • controlla il cane durante le passeggiate nei parchi e nelle aree verdi; 
  • osserva con attenzione i gatti che hanno accesso a balconi e terrazzi; 
  • in caso di dubbio, chiedi consiglio al tuo veterinario. 

Conclusioni

Le piante ornamentali rendono più belli giardini, balconi e terrazzi, ma alcune di esse possono rappresentare un serio pericolo per cani e gatti.

Conoscere le specie più tossiche, riconoscere i primi sintomi e intervenire tempestivamente sono gli strumenti più efficaci per evitare conseguenze anche gravi.

Se sospetti che il tuo animale abbia ingerito una pianta potenzialmente tossica, non aspettare che la situazione peggiori. Un consulto veterinario tempestivo può fare la differenza e consentire di iniziare rapidamente il trattamento più appropriato.





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