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vaccini - Centro Veterinario San Martino

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30/Set/2026


Ogni anno, il 28 settembre si celebra la Giornata Mondiale della Rabbia (World Rabies Day), un appuntamento internazionale dedicato alla sensibilizzazione e alla prevenzione di una delle malattie infettive più conosciute e, allo stesso tempo, più temute.

Per chi vive in Italia la rabbia può sembrare una malattia lontana, appartenente al passato o limitata ad altre parti del mondo. In realtà continua a rappresentare un importante problema di sanità pubblica a livello internazionale e la sua prevenzione rimane fondamentale, soprattutto in un’epoca in cui persone e animali viaggiano sempre più frequentemente da un Paese all’altro.

La Giornata Mondiale della Rabbia diventa quindi una buona occasione per ricordare cos’è questa malattia, come si trasmette, perché è così pericolosa e soprattutto quale ruolo hanno vaccinazione e corretta gestione degli spostamenti degli animali.

Che cos’è la rabbia?

La rabbia è una malattia virale che colpisce il sistema nervoso centrale dei mammiferi, compreso l’uomo.

Può interessare numerose specie animali, domestiche e selvatiche.

Il virus responsabile appartiene al genere Lyssavirus e, dopo essere entrato nell’organismo, può raggiungere progressivamente il sistema nervoso centrale.

Uno degli aspetti che rende questa malattia particolarmente grave è il fatto che, una volta comparsi i sintomi clinici, l’evoluzione è quasi sempre fatale.

Per questo motivo, quando si parla di rabbia, la parola fondamentale è una sola: prevenzione.

Come si trasmette?

Il virus della rabbia è presente soprattutto nella saliva degli animali infetti.

La modalità di trasmissione più conosciuta è il morso, attraverso il quale la saliva contenente il virus entra nei tessuti.

La trasmissione può avvenire anche quando saliva infetta entra in contatto con una ferita o con le mucose.

Il semplice contatto con un animale non significa quindi automaticamente essere stati esposti alla rabbia: ciò che conta è la modalità con cui è avvenuto il contatto.

In caso di morso o contatto sospetto con un animale, soprattutto durante un viaggio in un Paese nel quale la rabbia è presente, è però fondamentale rivolgersi immediatamente ai servizi sanitari, senza attendere la comparsa di sintomi.

Quali animali possono trasmetterla?

La situazione varia notevolmente nelle diverse aree del mondo.

In molti Paesi il cane rappresenta ancora il principale responsabile della trasmissione della rabbia all’uomo. In altre aree possono avere un ruolo importante anche animali selvatici.

Volpi, pipistrelli e altri mammiferi possono essere coinvolti nel mantenimento e nella diffusione del virus a seconda dell’area geografica.

Questo è uno dei motivi per cui, quando viaggiamo con il nostro animale, è importante evitare contatti con cani e gatti randagi o con animali selvatici di cui non conosciamo lo stato sanitario.

La situazione in Italia

L’Italia è attualmente considerata indenne dalla rabbia, un risultato raggiunto grazie a sorveglianza, prevenzione e campagne di controllo.

Questo dato non deve però portarci a considerare la malattia definitivamente scomparsa o irrilevante.

La rabbia continua infatti a circolare in diverse parti del mondo e la movimentazione internazionale di persone e animali rende necessaria una costante attenzione.

Anche in Europa la situazione epidemiologica non è identica in tutti i Paesi e può cambiare nel tempo.

Per questo, prima di viaggiare, è sempre opportuno verificare le informazioni aggiornate relative alla destinazione.

Perché è ancora importante parlarne?

Oggi è molto comune portare il proprio cane in vacanza all’estero e, anche se meno frequentemente, viaggiare con il gatto.

Automobile, camper, traghetto e aereo hanno reso gli spostamenti con gli animali sempre più semplici.

Ma attraversare una frontiera con un animale significa anche rispettare precisi requisiti sanitari.

La vaccinazione contro la rabbia è uno degli strumenti fondamentali utilizzati per ridurre il rischio di diffusione della malattia attraverso gli spostamenti internazionali.

La vaccinazione antirabbica

La vaccinazione rappresenta uno dei più efficaci strumenti di prevenzione della rabbia.

Per i cani e i gatti che rimangono in Italia l’obbligatorietà può dipendere da specifiche situazioni o disposizioni, mentre per gli spostamenti internazionali la vaccinazione antirabbica assume un ruolo fondamentale.

Per viaggiare all’interno dell’Unione Europea con cane, gatto o furetto devono essere rispettati determinati requisiti.

Tra questi rientrano generalmente:

  • corretta identificazione dell’animale tramite microchip;
  • passaporto europeo per animali da compagnia;
  • vaccinazione antirabbica valida;
  • rispetto delle tempistiche previste dalla normativa.

È importante sottolineare proprio quest’ultimo punto.

Non vacciniamo il giorno prima di partire

Uno degli errori che possono creare problemi è iniziare a informarsi sui documenti necessari pochi giorni prima della partenza.

Nel caso della prima vaccinazione antirabbica, infatti, è necessario rispettare un periodo di attesa prima che la vaccinazione sia considerata valida ai fini dello spostamento internazionale.

Per questo motivo, se sappiamo già che nei prossimi mesi porteremo il nostro cane o gatto all’estero, è bene organizzarsi con anticipo.

Il veterinario potrà controllare identificazione, documentazione e stato vaccinale dell’animale e indicare le tempistiche da rispettare.

Il passaporto europeo per gli animali

Per molti proprietari la parola “passaporto” fa pensare esclusivamente ai documenti necessari per le persone, ma anche i nostri animali possono avere un proprio documento sanitario per gli spostamenti internazionali.

Il passaporto europeo per animali da compagnia contiene informazioni relative all’identificazione dell’animale e alla vaccinazione antirabbica, oltre agli altri dati previsti.

Non va confuso con il semplice libretto sanitario.

Se quindi stiamo programmando una vacanza all’estero con il nostro animale, è opportuno verificare per tempo di possedere tutta la documentazione necessaria.

E se viaggiamo fuori dall’Unione Europea?

Qui la situazione può diventare più complessa.

Ogni Paese può stabilire specifici requisiti per l’ingresso degli animali e, in alcuni casi, possono essere richiesti ulteriori certificati, esami o particolari procedure sanitarie.

Per alcune destinazioni può essere necessaria anche la titolazione degli anticorpi contro il virus della rabbia.

Inoltre, non bisogna pensare soltanto all’ingresso nel Paese di destinazione: è importante conoscere anche le condizioni necessarie per rientrare successivamente in Italia o nell’Unione Europea.

Organizzare un viaggio internazionale con il proprio animale dovrebbe quindi iniziare diverse settimane, e in alcuni casi mesi, prima della partenza.

Cosa fare se un animale viene morso all’estero?

Durante una vacanza può capitare che il nostro cane entri in contatto con un animale randagio o selvatico.

Un morso non dovrebbe essere sottovalutato.

Oltre ai normali rischi legati alle ferite e alle infezioni batteriche, in determinate aree geografiche deve essere considerato anche il rischio rabbia.

In caso di morso o contatto sospetto è quindi importante rivolgersi rapidamente a un veterinario locale, comunicando anche lo stato vaccinale dell’animale.

Evitare il contatto con animali selvatici o randagi rimane comunque una delle più semplici misure di prevenzione durante i viaggi.

Rabbia e comportamento degli animali

Nell’immaginario collettivo l’animale con rabbia viene spesso rappresentato come estremamente aggressivo.

In realtà le manifestazioni cliniche possono essere diverse.

Le alterazioni del comportamento possono comprendere aggressività, agitazione o reazioni anomale, ma possono comparire anche debolezza, difficoltà nella deglutizione, paralisi e altri segni neurologici.

Per questo non bisogna basarsi sull’aspetto di un animale per stabilire se possa rappresentare o meno un rischio.

Un animale selvatico che mostra un comportamento insolitamente confidente o un animale normalmente docile che manifesta improvvise alterazioni neurologiche non dovrebbe essere avvicinato o manipolato senza precauzioni.

Una malattia che riguarda animali e persone

La rabbia rappresenta uno degli esempi più chiari del concetto di One Health, secondo il quale salute umana, salute animale e ambiente sono strettamente collegati.

Proteggere gli animali attraverso la vaccinazione significa contribuire anche alla protezione delle persone.

È proprio la vaccinazione dei cani, insieme alla sorveglianza sanitaria e alle campagne di controllo, ad aver permesso di ridurre enormemente la diffusione della malattia in molti Paesi.

La prevenzione veterinaria assume quindi un valore che va oltre la protezione del singolo animale.

28 settembre: un’occasione per ricordare l’importanza della prevenzione

La Giornata Mondiale della Rabbia non deve creare allarmismo, soprattutto in un Paese come l’Italia dove la situazione epidemiologica è favorevole.

Serve invece a ricordarci che una malattia può essere tenuta sotto controllo proprio perché esistono prevenzione, vaccinazione e sorveglianza.

Per chi vive con un cane o un gatto il messaggio pratico è semplice: se abbiamo in programma un viaggio all’estero, informiamoci con largo anticipo.

Destinazione, durata del viaggio e Paesi attraversati possono determinare requisiti differenti.

Prima di partire è quindi opportuno verificare microchip, passaporto, vaccinazione antirabbica e validità della documentazione, chiedendo al veterinario quali siano gli adempimenti necessari per il nostro animale e consultando le disposizioni ufficiali aggiornate del Paese di destinazione.

La rabbia oggi può sembrarci lontana. Continuare a prevenirla è il modo migliore per far sì che rimanga tale.


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24/Giu/2026


Sempre più famiglie scelgono di partire in vacanza con il proprio cane o gatto. Con la giusta organizzazione, viaggiare insieme è possibile e gratificante, ma è fondamentale prepararsi per tempo per tutelare la salute dell’animale e rispettare le normative.

In questa guida completa trovi tutto ciò che serve sapere prima di partire: documenti, vaccini, antiparassitari, consigli di viaggio e buone pratiche per una vacanza senza imprevisti.

Prima di partire: la visita veterinaria è fondamentale

Prenotare una visita di controllo pre-viaggio è il primo passo per partire tranquilli.
Il veterinario potrà:

  • Valutare lo stato di salute generale
  • Aggiornare vaccini e antiparassitari
  • Verificare l’idoneità al viaggio
  • Fornire consigli personalizzati in base a destinazione e durata della vacanza

Documenti indispensabili per viaggiare con cani e gatti

🪪 Microchip e registrazione

Cani e gatti devono essere identificati con microchip e correttamente registrati all’anagrafe.
È obbligatorio per i viaggi all’estero e fondamentale in caso di smarrimento.

📘 Passaporto europeo per animali da compagnia

Per viaggiare all’interno dell’Unione Europea è necessario il passaporto europeo, rilasciato dal veterinario autorizzato.
Contiene:

  • Dati del proprietario
  • Identificazione dell’animale
  • Vaccinazioni
  • Trattamenti sanitari

Per i viaggi extra-UE possono essere richiesti certificati sanitari aggiuntivi: è importante informarsi con largo anticipo.

Vaccini necessari e consigliati

💉 Vaccinazione antirabbica (obbligatoria)

È obbligatoria per viaggiare all’estero con cani e gatti.

  • Deve essere eseguita dopo l’applicazione del microchip
  • È valida 21 giorni dopo la prima somministrazione
  • Deve essere in corso di validità durante tutto il viaggio

🐶 Vaccini consigliati per il cane

Si raccomanda che il cane sia protetto contro:

  • Cimurro
  • Parvovirosi
  • Epatite infettiva
  • Leptospirosi
  • Tosse dei canili (importante in hotel, campeggi e pensioni)

🐱 Vaccini consigliati per il gatto

Per il gatto sono consigliati:

  • Panleucopenia
  • Rinotracheite
  • Calicivirosi

Una copertura vaccinale completa è particolarmente importante se il gatto viaggia o soggiorna in ambienti condivisi.

Antiparassitari: protezione indispensabile in vacanza

Durante il viaggio e la permanenza in località nuove, cani e gatti possono essere esposti a parassiti esterni e malattie trasmesse da insetti.

🦟 Perché sono fondamentali

Proteggono da:

  • Pulci e zecche
  • Zanzare (filariosi, leishmaniosi)
  • Acari e altri parassiti

In alcune aree geografiche il rischio è maggiore, soprattutto nei mesi estivi.

🧴 Quale antiparassitario scegliere

Il veterinario consiglierà la soluzione più adatta:

  • Spot-on
  • Collari antiparassitari
  • Compresse orali

In alcuni Paesi è obbligatorio anche un trattamento contro l’echinococco da effettuare prima dell’ingresso.

Come viaggiare: consigli pratici per ogni mezzo

🚗 Viaggio in auto

  • Usa cinture di sicurezza, trasportini o divisori omologati
  • Fai soste regolari per acqua e bisogni
  • Non lasciare mai l’animale solo in auto
  • Evita pasti abbondanti prima della partenza

🚆 Treno, nave e aereo

  • Informati in anticipo sulle regole della compagnia
  • Abitua l’animale al trasportino
  • Porta sempre documenti e libretto sanitario
  • Evita sedativi senza indicazione veterinaria

In vacanza: benessere e sicurezza

🏖️ Durante il soggiorno

  • Mantieni routine di pasti e passeggiate
  • Offri sempre acqua fresca
  • Evita l’esposizione al caldo nelle ore centrali
  • Proteggi le zampe da superfici molto calde
  • Controlla regolarmente pelo e cute

Cosa portare in valigia per il tuo animale

✔ Documenti e passaporto
✔ Libretto sanitario
✔ Antiparassitari e farmaci abituali
✔ Cibo abituale
✔ Ciotole, guinzaglio e pettorina
✔ Trasportino o tappetino
✔ Giochi e oggetti familiari

Viaggiare preparati significa viaggiare sereni

Organizzare una vacanza con il proprio cane o gatto richiede attenzione, ma con la giusta preparazione è possibile vivere un’esperienza positiva e sicura per tutta la famiglia.

🐾 Rivolgiti sempre al tuo veterinario prima di partire: una consulenza mirata è il modo migliore per garantire salute, comfort e tranquillità durante il viaggio. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 


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I vaccini sono una delle più potenti armi a nostra disposizione per proteggere gli animali dalle malattie infettive. Sono facili da somministrare, poco costosi e permettono di tenere sotto controllo alcuni rischi concreti, in quanto spesso le malattie infettive, soprattutto nei soggetti giovani o debilitati, possono portare a morte. Non bisogna però pensare che proteggano al 100%: si tratta di un ottimo, ma non infallibile, scudo. Ma vale la pena affrontare i patogeni senza averlo? La nostra risposta è no.

Riguardo ai vaccini si sono formulate sempre più domande: servono davvero? funzionano? e se il mio gatto vive in casa e non incontra altri gatti? e se il mio animale è sotto terapia immunosoppressiva? e se ha avuto una brutta reazione l’ultima volta? ma è fondamentale vaccinare per la leptospirosi nel cane o per la leucemia felina (FeLV) nel gatto? A queste ed altre domande cercheremo di dare risposta al fine di diradare i vostri dubbi più comuni.

Innanzitutto, perché vaccinarli?

La probabilità che il nostro amico a quattro zampe incontri una delle malattie infettive per cui al giorno d’oggi si consiglia di vaccinare è variabile: il punto è che, a fronte di un’incognita di percorso (incrocieremo davvero questo patogeno?), la sicurezza data dalla vaccinazione è qualcosa da non sottovalutare.

In base a cosa si prende questa decisione?

Idealmente si parla con il veterinario, che conosce l’andamento delle varie malattie infettive sul territorio in cui lavora. Saprà consigliarvi quali vaccinazioni fare in funzione dello stile di vita del vostro animale (vive in casa, frequenta altri animali) e delle sue condizioni di salute.

Quali sono le malattie per cui si vaccina?

Nel cane sono:

  • cimurro
  • epatite infettive
  • parvovirosi
  • leptospirosi
  • tracheobronchite infettiva (tosse dei canili)
  • rabbia

Nel gatto sono:

  • calivirosi
  • herpesvirosi
  • panleucopenia
  • leucemia felina
  • rabbia

Come funziona la vaccinazione?

Si inocula sottocute (ma esistono anche vaccini somministrati in altro modo) il principio attivo (una piccola porzione del patogeno, oppure il patogeno reso innocuo) e un adiuvante (che favorisce l’incontro e la buona reazione del sistema immunitario). A questo punto, è necessario un richiamo entro una ventina di giorni in modo da creare il cosiddetto effetto booster: il sistema immunitario ha memoria e ora conosce nome e cognome del patogeno e come combatterlo.

Ogni quanto bisogna vaccinare?

Dipende. Alcuni vaccini hanno cadenza annuale, altri si fanno ogni 3 anni circa; è anche possibile effettuare un test del titolo anticorpale, ovvero una misura della memoria immunitaria per un singolo patogeno: a volte è utile per non vaccinare ripetutamente un animale che per vari motivi di salute è meglio tenere “a riposo”.

Quando bisogna partire?

L’immunità materna protegge i cuccioli fino a circa 8-12 settimane, talvolta anche di più. Non c’è una data calcolabile matematicamente: per questo motivo i cuccioli andrebbero vaccinati dalle 8 settimane di vita con almeno un richiamo, idealmente due a distanza ciascuno di una ventina di giorni, per poi arrivare al booster dell’anno. In questo modo siamo certi che se il primo richiamo è stato “bypassato” dall’immunità materna (in grado di proteggere dal patogeno ma anche dal finto patogeno del vaccino) il secondo farà il suo lavoro protettivo.

Il mio animale è anziano: devo proprio vaccinarlo?

Dipende. Uno stile di vita casalingo, con pochi rischi, a fronte di una vita passata di regolari vaccinazioni, può non essere un problema: in questo caso può essere indicato fare il titolo anticorpale e valutare se sottoporre l’animale anziano a ulteriori vaccinazioni oppure no.
Se tuttavia l’animale esce ed è contatto con altri allora la vaccinazione regolare rimane raccomandata.

 

Per ulteriori informazioni, trovate qui sotto dei piccoli approfondimenti sull’argomento:

Cane: quali vaccinazioni e quando?

Gatto: quali vaccinazioni e quando?

Le 5 cose da sapere sui vaccini


Le informazioni hanno finalità educativa e non sostituiscono il parere del medico veterinario né una visita specialistica.

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 


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Nel gatto, come nel cane, le vaccinazioni non sono obbligatorie ma caldamente consigliate. Per quanto riguarda gli spostamenti dentro e fuori dal paese invece la vaccinazione contro la rabbia è obbligatoria.

Le vaccinazioni consigliate sono le seguenti:

  • calicivirosi
  • herpesvrosi
  • panleucopenia felina

Un grosso scoglio per quanto riguarda i gatti che hanno la possibilità di entrare e uscire liberamente di casa è l’alta possibilità di incontrare due importanti virus che sono il virus dell’immunodeficienza felina (FIV) e il virus della leucemia felina (FeLV).

Per quanto riguarda la FIV ad oggi purtroppo non esiste vaccinazione efficace, tuttavia se si decide di accogliere il gatto esclusivamente in casa e di proteggerlo dalle più banali infezioni è probabile che possa avere una vita lunga e in salute.

Non si può dire la stessa cosa del gatto che si ammala di FeLV: la leucemia felina è causata da un virus che causa rapido e grave deperimento dell’animale fino alla morte dovuto a forme tumorali o leucemiche che induce. Abbiamo però a disposizione per quanto riguarda la FeLV un vaccino a cadenza annuale e se il gatto esce di casa è assolutamente consigliato.


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1. I vaccini non danno una protezione 100% ma proteggono contro le forme gravi di malattia

I vaccini non vanno intesi come una protezione perfettamente efficace: non impediscono l’infezione ma proteggono dalla malattia e dalle forme più gravi. L’animale che incontra il patogeno se è stato vaccinato avrà una risposta immunitaria più rapida ed efficace. Sono piuttosto uno scudo, che sarebbe meglio avere…!

2. Bisogna essere precisi nel rispettare lo schema vaccinale altrimenti perdono di efficacia

Se non viene rispettato lo schema iniziale di richiamo, le vaccinazioni successive non sono efficaci; in questo caso è opportuno ricominciare dall’inizio. Tardare invece il richiamo annuale di qualche non è un problema.

3. Le reazioni avverse sono rare ma esistono: è importante sostare presso il vostro veterinario una mezz’oretta dopo la vaccinazione.

Purtroppo capitano le reazioni avverse: si tratta generalmente di reazioni simil-anafilattiche. Restare presso il vostro veterinario dopo la vaccinazione per una mezz’oretta scongiura la maggior parte di questi episodi (il medico veterinario ha a disposizione farmaci d’urgenza che permettono di intervenire in queste situazioni).

4. Non tutti gli animali possono essere vaccinati: è fondamentale vaccinare gli animali sani per proteggere anche questi soggetti.

Animali anziani, troppo giovani o debilitati o che seguono una terapia immunosoppressiva non possono essere vaccinati: idealmente vivono in casa e non hanno contatti con l’esterno (se non con animali vaccinati).

5. Non è detto che dopo il primo ciclo vaccinale sia necessario i successivi richiami, si può valutare il titolo anticorpale

Prima di effettuare il richiamo in un cane o gatto adulto si può richiedere il titolo anticorpale per determinati patogeni: a volte non è necessario vaccinarli nuovamente. Tuttavia è necessario avere il titolo, non è una supposizione che si può fare clinicamente e se non è possibile richiederlo allora è sempre meglio ricorrere alla vaccinazione piuttosto che lasciare l’animale scoperto.


Le informazioni hanno finalità educativa e non sostituiscono il parere del medico veterinario né una visita specialistica.

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 





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