sintomi - Centro Veterinario San Martino

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08/Apr/2026


La filariosi nel cane è una malattia parassitaria grave ma prevenibile, ancora molto diffusa in Italia. È causata da parassiti trasmessi dalle zanzare e può colpire organi vitali come cuore e polmoni. Spesso evolve in modo silenzioso e viene scoperta solo quando i danni sono già avanzati. Per questo informazione e prevenzione sono fondamentali.

In questo articolo spieghiamo cos’è la filariosi, come si manifesta, come viene diagnosticata e perché la prevenzione resta la strategia più efficace.

Che cos’è la filariosi nel cane

La filariosi (o dirofilariosi) è una malattia infettiva causata da nematodi (vermi) del genere Dirofilaria. Nel cane si distinguono due forme principali, diverse per localizzazione e gravità.

Filariosi cardiopolmonare (Dirofilaria immitis)

È la forma più pericolosa. I parassiti adulti vivono nel cuore e nelle arterie polmonari, dove possono raggiungere dimensioni importanti. La loro presenza provoca infiammazione, ostruzione del flusso sanguigno e sovraccarico cardiaco.

Se non trattata, la filariosi cardiopolmonare può portare a:

  • insufficienza cardiaca
  • ipertensione polmonare
  • danni irreversibili agli organi
  • nei casi gravi, morte dell’animale

Filariosi sottocutanea (Dirofilaria repens)

In questo caso i parassiti si localizzano nel tessuto sottocutaneo. Può manifestarsi con noduli o gonfiori sotto la pelle, spesso non dolorosi. È generalmente meno grave, ma va comunque diagnosticata e trattata correttamente.

Come si trasmette la filariosi

La filariosi non è contagiosa direttamente tra cani. La trasmissione avviene esclusivamente tramite la puntura di zanzare infette.

Il ciclo è questo:

  1. la zanzara punge un cane infetto e ingerisce le larve (microfilarie);
  2. le larve maturano all’interno della zanzara;
  3. con una nuova puntura, la zanzara trasmette le larve a un altro cane;
  4. nel tempo, le larve diventano parassiti adulti.

Per questo motivo:

  • il rischio aumenta nei mesi caldi;
  • anche i cani che vivono in casa non sono al sicuro;
  • la diffusione è favorita dai cambiamenti climatici.

Sintomi della filariosi nel cane

Uno degli aspetti più insidiosi della filariosi è che nelle fasi iniziali può non dare sintomi evidenti. Il cane può sembrare in salute per mesi o anni.

Sintomi iniziali

  • affaticamento dopo sforzi lievi
  • minore voglia di giocare
  • tosse occasionale

Sintomi avanzati (soprattutto nella forma cardiopolmonare)

  • tosse persistente
  • difficoltà respiratoria
  • dimagrimento
  • svenimenti
  • gonfiore dell’addome
  • debolezza marcata

👉 Quando compaiono questi segni, la malattia è spesso già in fase avanzata.

Come si diagnostica la filariosi

La diagnosi è di competenza veterinaria e si basa su più strumenti.

Test del sangue

Sono test rapidi e specifici che permettono di individuare:

  • antigeni dei parassiti adulti
  • presenza di microfilarie nel sangue

Esami di approfondimento

Nei casi positivi o sospetti possono essere indicati:

  • radiografie toraciche
  • ecocardiografia
  • esami ematochimici

Questi esami aiutano a valutare la gravità della malattia e a pianificare il trattamento più sicuro.

Cura della filariosi nel cane

Il trattamento varia in base alla forma e allo stadio della malattia.

Trattamento della filariosi cardiopolmonare

È un percorso complesso e delicato, che deve essere gestito esclusivamente dal veterinario. Può includere:

  • farmaci specifici per eliminare i parassiti adulti
  • terapia per le microfilarie
  • farmaci di supporto per cuore e polmoni
  • riposo rigoroso per settimane o mesi

In alcuni casi è necessario il ricovero o un monitoraggio frequente.

Trattamento della filariosi sottocutanea

Generalmente più semplice, ma comunque personalizzato in base al cane e alla localizzazione dei parassiti.

Prevenzione della filariosi: perché è fondamentale

La prevenzione è il vero punto di forza contro la filariosi. Evita la malattia e i trattamenti complessi.

Come si fa prevenzione

Oggi esistono diverse opzioni:

  • compresse orali mensili
  • prodotti spot-on
  • iniezioni a lunga durata

Il veterinario sceglie il protocollo più adatto considerando:

  • età e peso del cane
  • stile di vita
  • zona geografica
  • eventuali viaggi

👉 Prima di iniziare la prevenzione è importante eseguire un test diagnostico, soprattutto nei cani adulti.

Filariosi e viaggi: attenzione alle zone a rischio

Portare il cane in vacanza può aumentare il rischio di esposizione, soprattutto in:

  • zone umide
  • aree fluviali
  • regioni del Centro e Nord Italia

Conclusioni:

Se hai in programma un viaggio nelle zone a rischio o necessiti di maggiori informazioni contattaci allo 0521 841900.


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Quando il cuore, che è l’organo fondamentale per l’ossigenazione dei tessuti, non funziona a dovere, il risultato è sinonimo di ipossia: anche il minimo movimento rappresenta un aumento eccessivo del fabbisogno in ossigeno e il cuore deve fare un “super lavoro” per cercare di compensare la sua situazione deficitaria.

 

Non c’è un’età media per problemi cardiaci in generale, si tratta di patologie diverse tra loro che possono colpire animali giovani (congenite) oppure animali adulti-anziani (acquisite).

Per questo motivo è utile conoscere i seguenti sintomi per poterli riconoscere:

 

  1. STANCHEZZA/DEBOLEZZA CRONICA: l’animale evita il movimento se può, appare debole, si affatica con poco, fa qualche passo o le scale e ha già il fiatone.
  2. AFFATICAMENTO SOTTO SFORZO: l’animale riesce a fare le solite cose di routine, ma se prova a fare una corsa per rincorrere la pallina o se gioca al parco con altri cani si stanca notevolmente e deve fermarsi spesso per recuperare energie.
  3. EPISODI DI SVENIMENTO: l’animale sembra “svenire” in particolare se sta facendo una qualche attività fisica (salutare i padroni che tornano a casa, andare in passeggiata, correre), salvo poi riprendere conoscenza dopo pochi secondi (attenzione, è fondamentale confrontarsi con un veterinario perché è una sintomatologia che può essere confusa con un quadro neurologico).
  4. DIFFICOLTA’ RESPIRATORIE (DISPNEA ACUTA): in questo caso vi è uno scompenso cardiaco del cuore di sinistra tale da portare a una grave conseguenza conosciuta come edema polmonare (urgenza clinica); in questo caso l’animale tiene la testa estesa sul collo, nella posizione che gli consente di respirare meglio, e si concentra unicamente sul suo respiro perché è molto difficoltoso; si tratta di una raccolta di liquido a livello del polmone che quindi non può più funzionare a dovere e necessita di una terapia farmacologica d’urto.
  5. ADDOME GONFIO (ASCITE): si tratta invece di uno scompenso cardiaco del cuore di destra, si raccoglie del liquido nella cavità addominale, non è una situazione urgente ma crea molto fastidio all’animale e quindi è importante non trascurarla.

 

Molte situazioni croniche possono essere tenute sotto controllo a lungo nel tempo, con l’aiuto di monitoraggi e di terapie farmacologiche che vanno aggiustate in modo preciso come un abito su misura per il singolo paziente.

 

E la tosse cardiaca? Ne parliamo QUI.





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