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otiti - Centro Veterinario San Martino

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02/Set/2026


Con la fine dell’estate e il ritorno alla normale routine può capitare di accorgersi che il nostro cane scuote frequentemente la testa, si gratta un orecchio oppure non gradisce più essere accarezzato vicino alla testa. In altri casi ciò che attira la nostra attenzione è un odore insolito proveniente dall’orecchio o la presenza di secrezioni.

Potrebbe trattarsi di un’otite, un problema piuttosto frequente soprattutto nel cane, ma che può interessare anche il gatto.

Settembre è un periodo nel quale vale la pena prestare particolare attenzione alle orecchie dei nostri animali: bagni al mare, nei laghi o in piscina, caldo, umidità, allergie e maggiore attività all’aperto possono infatti contribuire alla comparsa o alla riacutizzazione di problemi auricolari.

È però importante ricordare che non tutte le otiti sono uguali e che dietro a un orecchio infiammato possono esserci cause molto diverse.

Cos’è l’otite?

Con il termine otite si indica un’infiammazione dell’orecchio.

Nel cane e nel gatto la forma che osserviamo più frequentemente è l’otite esterna, che interessa il condotto uditivo esterno. Se il problema viene trascurato o in determinate condizioni, l’infiammazione può però coinvolgere anche strutture più profonde dell’orecchio.

Il condotto uditivo del cane, inoltre, presenta una particolare conformazione anatomica: non è un canale semplicemente diritto verso il timpano, ma possiede una porzione verticale e una orizzontale. Questa caratteristica può favorire, soprattutto nei soggetti predisposti, il ristagno di secrezioni e umidità.

Come possiamo accorgerci che qualcosa non va?

I segnali possono essere abbastanza evidenti, ma nelle fasi iniziali anche molto discreti.

È utile prestare attenzione se il nostro animale:

  • scuote frequentemente la testa;
  • si gratta insistentemente una o entrambe le orecchie;
  • tiene la testa inclinata;
  • presenta arrossamento del padiglione auricolare;
  • ha secrezioni all’interno dell’orecchio;
  • presenta un odore intenso o insolito;
  • manifesta dolore quando tocchiamo l’orecchio;
  • non vuole essere accarezzato sulla testa;
  • sfrega la testa contro mobili, tappeti o divani.

In alcuni casi il cane può diventare improvvisamente insofferente quando proviamo a controllare l’orecchio. Non è necessariamente un cambiamento di carattere: un’otite può essere molto dolorosa.

Perché le otiti possono comparire dopo l’estate?

Durante i mesi estivi molti cani fanno più frequentemente il bagno.

Mare, laghi, fiumi e piscine fanno parte delle vacanze di numerose famiglie e spesso anche i nostri animali partecipano volentieri.

L’acqua che entra nel condotto uditivo e l’umidità che può permanere al suo interno possono contribuire a creare un ambiente favorevole alla proliferazione di microrganismi.

Questo non significa che ogni cane che nuota svilupperà un’otite. Alcuni soggetti, però, sono decisamente più predisposti di altri.

Anche caldo e umidità ambientale possono contribuire a modificare le condizioni del condotto auricolare.

Settembre diventa quindi un buon momento per controllare le orecchie, soprattutto nei cani che durante l’estate hanno trascorso molto tempo in acqua.

Non è sempre colpa dell’acqua

Attribuire automaticamente un’otite ai bagni estivi può però essere fuorviante.

Le cause e i fattori predisponenti possono essere numerosi.

Tra questi troviamo:

  • allergie;
  • parassiti;
  • corpi estranei;
  • eccessiva produzione di cerume;
  • conformazione del condotto uditivo;
  • presenza di molto pelo nella zona auricolare;
  • alterazioni della normale ventilazione del condotto;
  • proliferazione di batteri o lieviti.

In alcuni animali possono essere presenti contemporaneamente più fattori.

Per questo motivo curare semplicemente l’infiammazione senza cercare di comprenderne l’origine può portare a una temporanea risoluzione seguita dalla comparsa di nuovi episodi.

Otiti e allergie: un legame da non sottovalutare

Un aspetto particolarmente importante riguarda il rapporto tra otiti e malattie allergiche.

In alcuni cani l’infiammazione delle orecchie può rappresentare una delle manifestazioni di una problematica allergica e, talvolta, può comparire prima che siano evidenti lesioni cutanee in altre parti del corpo.

Un cane che presenta frequentemente otiti, soprattutto se associate a leccamento delle zampe, arrossamenti della pelle o prurito, potrebbe quindi avere un problema di base che merita di essere approfondito.

In questi casi limitarsi a trattare ogni episodio senza indagare la causa può significare ritrovarsi periodicamente con lo stesso problema.

Attenzione ai corpi estranei

Durante l’estate e nelle passeggiate in campagna un’altra possibile causa di improvviso fastidio auricolare è rappresentata dai corpi estranei vegetali, come le spighe e i forasacchi.

Il segnale tipico può essere uno scuotimento molto improvviso e insistente della testa, spesso comparso durante o subito dopo una passeggiata.

Il cane può grattarsi violentemente un solo orecchio e manifestare evidente fastidio.

In queste situazioni è importante non tentare di raggiungere o estrarre il corpo estraneo con pinzette, cotton fioc o altri strumenti: si rischia di spingerlo più profondamente nel condotto o provocare lesioni.

Batteri e lieviti: perché possono proliferare?

Il condotto uditivo ospita normalmente una propria popolazione microbica. Quando però le condizioni locali cambiano a causa di infiammazione, umidità, allergie o altri fattori, alcuni microrganismi possono proliferare eccessivamente.

Tra questi possono esserci batteri e lieviti, che contribuiscono a mantenere l’infiammazione.

La presenza di materiale scuro, giallastro o particolarmente abbondante, insieme a cattivo odore e arrossamento, può essere un segnale.

L’aspetto delle secrezioni, tuttavia, non permette da solo di stabilire con certezza quale microrganismo sia coinvolto.

Perché la visita è importante?

Quando si sospetta un’otite, il veterinario può esaminare il condotto auricolare e valutare le condizioni dell’orecchio.

L’esame con l’otoscopio consente, quando possibile, di osservare il condotto e il timpano e verificare la presenza di materiale, infiammazione o eventuali corpi estranei.

In molti casi può essere utile anche l’esame citologico del materiale auricolare, che permette di ottenere informazioni sulla presenza di lieviti, batteri e cellule infiammatorie.

Queste informazioni aiutano a scegliere il trattamento più appropriato.

Non tutte le otiti, infatti, richiedono la stessa terapia.

Perché non utilizzare le vecchie gocce?

È una situazione piuttosto comune: il cane ha già avuto un’otite, nell’armadietto è rimasto un flacone di gocce e, quando ricompaiono i sintomi, viene spontaneo utilizzarlo nuovamente.

È però una pratica da evitare.

L’otite attuale potrebbe avere una causa diversa dalla precedente e il prodotto potrebbe non essere indicato. Inoltre, prima di applicare determinati farmaci è importante conoscere le condizioni del condotto uditivo e del timpano.

Anche utilizzare un antibiotico locale senza sapere se esiste realmente un’infezione batterica e quale sia la situazione dell’orecchio non rappresenta una buona strategia.

Un’otite nuova richiede una nuova valutazione.

E i cotton fioc?

Il cotton fioc è uno degli strumenti che associamo maggiormente alla pulizia delle orecchie, ma nel cane e nel gatto non dovrebbe essere introdotto nel condotto uditivo.

Oltre al rischio di provocare piccoli traumi, può spingere cerume e secrezioni più in profondità.

La pulizia delle orecchie deve essere effettuata con prodotti e modalità appropriate e soprattutto non tutti gli animali hanno bisogno della stessa frequenza di pulizia.

Pulire troppo spesso un orecchio sano può irritarlo, mentre nei soggetti predisposti può essere utile un programma specifico indicato dal veterinario.

Come possiamo controllare le orecchie a casa?

Una buona abitudine è osservare periodicamente il padiglione auricolare e la parte visibile dell’ingresso del condotto.

Possiamo controllare:

  • presenza di arrossamento;
  • quantità e colore del cerume;
  • eventuali secrezioni;
  • odore;
  • sensibilità al contatto.

È utile anche conoscere ciò che è normale per il nostro animale. Se controlliamo regolarmente le orecchie sarà più semplice accorgerci di un cambiamento.

Nei cani che amano nuotare o che vengono lavati frequentemente, può essere utile prestare ancora maggiore attenzione dopo il bagno, seguendo le indicazioni del veterinario per la corretta gestione delle orecchie.

E nel gatto?

Le otiti sono generalmente meno frequenti nel gatto rispetto al cane, ma possono comunque verificarsi.

Anche nel gatto possiamo osservare scuotimento della testa, prurito, secrezioni, arrossamento o fastidio quando tocchiamo le orecchie.

Tra le possibili cause possono esserci anche parassiti auricolari, soprattutto in determinati contesti e nei soggetti giovani.

Un gatto che improvvisamente si gratta molto le orecchie o presenta abbondante materiale scuro nel condotto dovrebbe quindi essere controllato.

Quando bisogna rivolgersi rapidamente al veterinario?

Alcuni segnali meritano particolare attenzione.

È consigliabile far controllare l’animale se:

  • scuote continuamente la testa;
  • manifesta dolore evidente;
  • compare improvvisamente un forte fastidio dopo una passeggiata;
  • sono presenti secrezioni abbondanti;
  • l’orecchio emana cattivo odore;
  • il padiglione è molto arrossato o gonfio;
  • l’animale tiene persistentemente la testa inclinata;
  • perde equilibrio o appare disorientato;
  • l’otite continua a ripresentarsi.

I disturbi dell’equilibrio o altri segni neurologici richiedono una valutazione particolarmente tempestiva perché possono indicare il coinvolgimento di strutture più profonde dell’orecchio.

Prevenire significa soprattutto conoscere il proprio animale

Non esiste una routine di pulizia universale adatta a tutti i cani e a tutti i gatti.

Alcuni animali hanno orecchie sane per tutta la vita con pochissimi interventi, mentre altri presentano caratteristiche anatomiche o problemi di base che richiedono controlli più frequenti.

Nei soggetti predisposti è quindi importante concordare con il veterinario come e quando controllare e pulire le orecchie, evitando sia di trascurarle sia di intervenire eccessivamente.

Particolare attenzione deve essere riservata agli animali che hanno già avuto più episodi di otite: la prevenzione delle recidive passa soprattutto dall’identificazione dei fattori che favoriscono il problema.

Dopo l’estate, diamo un’occhiata anche alle orecchie

Settembre è quindi un buon momento per inserire anche le orecchie nel nostro piccolo controllo di fine estate.

Osserviamole, impariamo a riconoscere il loro aspetto e odore normali e facciamo attenzione ai cambiamenti nel comportamento del nostro animale.

Scuotere frequentemente la testa, grattarsi le orecchie o avere un cattivo odore auricolare non sono comportamenti normali da aspettare che passino da soli.

Intervenire precocemente può evitare che una semplice infiammazione diventi più dolorosa e difficile da gestire. E quando le otiti tendono a tornare, il passo più importante non è soltanto curare l’orecchio, ma capire perché quel problema continua a ripresentarsi.


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19/Ago/2026


Con l’arrivo dell’estate aumenta la voglia di trascorrere giornate all’aria aperta insieme al proprio cane. Una passeggiata sulla spiaggia, un tuffo nel lago o qualche ora in piscina rappresentano momenti di divertimento che molti animali adorano.

Ma fare il bagno tutti i giorni è davvero salutare? Oppure potrebbe causare problemi alla pelle e alle orecchie?

La risposta è meno scontata di quanto si possa pensare. L’acqua, infatti, non è sempre un problema: molto dipende dalla sua qualità, dalla frequenza dei bagni, dal tipo di mantello e dalle attenzioni che dedichiamo al nostro cane una volta terminata la nuotata.

Vediamo insieme quali accorgimenti adottare per vivere l’estate in sicurezza.

Il nuoto è un’attività benefica

Per la maggior parte dei cani il nuoto rappresenta un eccellente esercizio fisico.

Permette di:

  • mantenere una buona forma muscolare;
  • ridurre il carico sulle articolazioni;
  • migliorare la resistenza fisica;
  • favorire il benessere mentale.

È particolarmente indicato nei soggetti anziani o con problemi articolari, purché l’attività venga svolta in sicurezza e dopo aver ricevuto il parere del veterinario.

Naturalmente non tutti i cani sono grandi nuotatori. Razze brachicefale come Bulldog Francese, Carlino e Bulldog Inglese possono andare incontro a maggiore affaticamento respiratorio e necessitano di particolare attenzione.

Mare, lago o piscina: quali differenze?

Mare

L’acqua di mare è generalmente pulita, ma il sale può irritare pelle e mucose.

Inoltre molti cani, giocando tra le onde, ingeriscono acqua salata che può provocare:

  • vomito;
  • diarrea;
  • dolori addominali;
  • nei casi più gravi alterazioni degli elettroliti.

Dopo il bagno è sempre consigliabile risciacquare il mantello con acqua dolce.

Lago

Il lago può rappresentare un ambiente piacevole, ma richiede qualche attenzione in più.

È bene evitare:

  • acque stagnanti;
  • zone con cattivo odore;
  • presenza di alghe;
  • aree molto fangose.

In estate alcune alghe possono produrre tossine pericolose anche per gli animali domestici. Se l’acqua appare torbida, verdastra o presenta una patina superficiale, è preferibile evitare il bagno.

Piscina

Sempre più strutture ricettive mettono a disposizione piscine dedicate ai cani.

L’acqua clorata, se ben mantenuta, non rappresenta generalmente un problema. Tuttavia è consigliabile evitare che il cane ne ingerisca grandi quantità e risciacquare sempre il mantello al termine del bagno.

Il bagno quotidiano può creare problemi?

In linea generale un cane sano può fare il bagno anche frequentemente durante l’estate.

I problemi non derivano tanto dall’acqua, quanto dalla mancata asciugatura e dall’umidità che rimane intrappolata nel mantello o all’interno del condotto uditivo.

I soggetti più predisposti sono:

  • cani con orecchie pendenti;
  • razze dal pelo molto fitto;
  • cani con dermatiti allergiche;
  • soggetti con precedenti episodi di otite.

Otiti: uno dei problemi più frequenti

Le orecchie rappresentano una delle zone più delicate durante il periodo estivo.

L’umidità favorisce la proliferazione di batteri e lieviti, aumentando il rischio di infiammazione.

I primi segnali sono spesso:

  • scuotimento della testa;
  • prurito;
  • cattivo odore;
  • arrossamento;
  • secrezioni.

Intervenire rapidamente permette spesso di evitare che un’infiammazione lieve evolva in un’otite più importante.

Anche la pelle merita attenzione

Bagni ripetuti, sabbia, salsedine e sfregamento possono alterare la barriera protettiva della cute.

Alcuni cani possono sviluppare:

  • arrossamenti;
  • prurito;
  • dermatiti;
  • hot spot;
  • irritazioni tra le dita.

Asciugare accuratamente il mantello e risciacquare il cane dopo il bagno aiuta a ridurre notevolmente questi rischi.

Come asciugare correttamente il cane

Una buona asciugatura è probabilmente il gesto più importante dopo ogni bagno.

È consigliabile:

  • utilizzare un asciugamano assorbente;
  • asciugare con particolare cura le orecchie;
  • non lasciare il cane bagnato per molte ore;
  • spazzolare il mantello se particolarmente fitto.

Nei cani a pelo lungo può essere utile anche l’utilizzo di un phon a temperatura moderata, evitando getti d’aria troppo caldi.

Cinque errori da evitare

  • Lasciare il cane bagnato dopo il bagno.
  • Permettere di bere grandi quantità di acqua di mare.
  • Fare il bagno in acque sporche o stagnanti.
  • Trascurare i primi sintomi di un’otite.
  • Utilizzare detergenti o shampoo dopo ogni bagno senza indicazione veterinaria.

Quando è consigliabile una visita veterinaria?

Contatta il veterinario se il cane presenta:

  • prurito persistente;
  • scuotimento continuo della testa;
  • cattivo odore proveniente dalle orecchie;
  • arrossamenti della pelle;
  • vomito o diarrea dopo il bagno;
  • abbattimento o perdita dell’appetito.

Una visita tempestiva permette spesso di risolvere rapidamente il problema ed evitare trattamenti più lunghi.

Conclusioni

Il bagno rappresenta uno dei momenti più piacevoli dell’estate per molti cani e, nella maggior parte dei casi, non deve essere evitato.

La differenza la fanno le attenzioni successive: scegliere acque pulite, evitare eccessive ingestioni di acqua, risciacquare il mantello, asciugare accuratamente il cane e osservare eventuali cambiamenti nel comportamento o nella pelle.

Con queste semplici precauzioni sarà possibile vivere una stagione estiva ricca di divertimento, riducendo al minimo il rischio di problemi dermatologici o alle orecchie.


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20/Mag/2026


La salute delle orecchie rappresenta un aspetto fondamentale del benessere di cani e gatti, ma è spesso sottovalutata fino alla comparsa di sintomi evidenti. Il condotto uditivo è una struttura delicata, facilmente soggetta ad accumulo di cerume, umidità e microrganismi, fattori che possono predisporre a infiammazioni e infezioni anche dolorose.

Una corretta igiene auricolare, associata a controlli veterinari regolari, consente non solo di mantenere le orecchie pulite, ma soprattutto di prevenire molte patologie, tra cui le otiti, che rappresentano uno dei problemi più frequenti nella pratica clinica veterinaria.

Questo articolo ha l’obiettivo di fornire ai proprietari una guida completa e affidabile per comprendere come funziona l’orecchio, quando e come pulirlo, quali segnali non ignorare e quando è necessario rivolgersi al veterinario.

Anatomia dell’Orecchio: Perché è Così Facile che si Ammali

L’orecchio di cane e gatto è suddiviso in tre parti:

  • orecchio esterno (padiglione auricolare e condotto uditivo)
  • orecchio medio
  • orecchio interno

La maggior parte delle patologie interessa l’orecchio esterno, in particolare il condotto uditivo, che nel cane ha una conformazione a “L”. Questa forma rende più difficile la fuoriuscita naturale del cerume e favorisce il ristagno di materiale organico, soprattutto in presenza di umidità o infiammazione.

Il cerume è una secrezione fisiologica con funzione protettiva: intrappola sporco e microrganismi e contribuisce alla difesa dell’orecchio. Tuttavia, quando viene prodotto in eccesso o non viene eliminato correttamente, può diventare un terreno ideale per la proliferazione di batteri, lieviti e parassiti.

Quali Animali Sono Più Predisposti ai Problemi Auricolari

Alcuni soggetti richiedono un’attenzione particolare:

Nei cani

  • razze con orecchie pendenti
  • cani con condotto uditivo stretto o molto peloso
  • soggetti allergici o con dermatiti
  • cani che nuotano spesso
  • animali con episodi ricorrenti di otite

Nei gatti

  • gatti colpiti da parassiti auricolari
  • soggetti con sistema immunitario compromesso
  • gatti anziani
  • animali che mal tollerano la manipolazione delle orecchie

In questi casi, la prevenzione e il monitoraggio sono fondamentali.

Igiene Auricolare: Quando è Necessaria e Quando Va Evitata

Uno degli errori più comuni è pensare che le orecchie vadano pulite frequentemente in modo automatico.

È indicato pulire le orecchie quando:

  • è presente cerume visibile
  • si percepisce un lieve odore
  • il veterinario ha consigliato una routine preventiva
  • l’animale è predisposto a otiti

È invece sconsigliato pulire le orecchie quando:

  • sono arrossate, gonfie o dolenti
  • sono presenti secrezioni dense o purulente
  • l’animale manifesta dolore alla manipolazione
  • si sospetta un’otite in atto

In questi casi la pulizia domestica può peggiorare l’infiammazione e ritardare una diagnosi corretta.

Ogni Quanto Pulire le Orecchie

Non esiste una frequenza valida per tutti gli animali. Indicativamente:

  • cani senza problemi: ogni 3–4 settimane
  • cani predisposti: secondo indicazione veterinaria
  • gatti: solo se necessario
  • periodi caldi o umidi (primavera-estate): controlli più frequenti

Una pulizia eccessiva può alterare l’equilibrio del condotto uditivo tanto quanto una scarsa igiene.

Prodotti per la Pulizia: Cosa Usare e Cosa Evitare

Prodotti consigliati

  • detergenti auricolari specifici veterinari
  • soluzioni con pH controllato
  • prodotti ceruminolitici o lenitivi, se indicati

Ogni prodotto ha una funzione diversa e va scelto in base al singolo animale.

Prodotti da evitare

  • acqua
  • alcool
  • aceto
  • oli essenziali
  • rimedi “naturali” non prescritti

Queste sostanze possono irritare il condotto uditivo e favorire infezioni.

Come Pulire le Orecchie in Sicurezza a Casa

Procedura corretta:

  1. scegliere un momento tranquillo
  2. sollevare delicatamente il padiglione auricolare
  3. instillare il detergente secondo le dosi consigliate
  4. massaggiare la base dell’orecchio per alcuni secondi
  5. lasciare che l’animale scuota la testa
  6. rimuovere il materiale visibile con una garza morbida
  7. premiare l’animale per rendere l’esperienza positiva

⚠️ Mai usare cotton-fioc, perché spingono il cerume in profondità e possono causare lesioni.

Le Principali Patologie Auricolari

Otite Esterna

È la patologia auricolare più frequente. Si tratta di un’infiammazione del condotto uditivo esterno, spesso multifattoriale.

Cause comuni:

  • batteri
  • lieviti (come Malassezia)
  • parassiti auricolari
  • allergie
  • corpi estranei
  • eccesso di cerume

Se non trattata correttamente, può diventare cronica.

Otite Media e Interna

Si verificano quando l’infiammazione supera il timpano. Sono forme più gravi e possono causare:

  • dolore intenso
  • perdita dell’equilibrio
  • testa inclinata
  • riduzione dell’udito

Richiedono sempre una valutazione veterinaria approfondita.

Otite da Malassezia

Causata da una proliferazione anomala di lieviti normalmente presenti sulla cute.

Segni tipici:

  • cerume scuro
  • odore intenso e rancido
  • prurito marcato

È spesso associata ad allergie o dermatiti croniche.

Otoacariasi (Parassiti Auricolari)

Causata da acari, è molto contagiosa, soprattutto nei gatti.

Sintomi:

  • prurito intenso
  • cerume scuro “a fondo di caffè”
  • escoriazioni da grattamento

Richiede una terapia antiparassitaria specifica.

Otite e Allergie

Molte otiti sono la manifestazione di una patologia più ampia, come allergie alimentari o ambientali. In questi casi la sola terapia auricolare non è sufficiente: è necessario trattare la causa primaria.

Segnali di Allarme da Non Ignorare

Contatta il veterinario se noti:

  • cattivo odore persistente
  • secrezioni abbondanti o purulente
  • dolore alla manipolazione
  • grattamento continuo
  • testa inclinata
  • perdita di equilibrio

Diagnosi Veterinaria

La diagnosi corretta si basa su:

  • visita clinica e otoscopia
  • esame microscopico del cerume
  • eventuali tamponi o esami colturali
  • indagini diagnostiche avanzate nei casi complessi

Solo una diagnosi accurata consente di impostare una terapia efficace e prevenire le recidive.

Prevenzione: Il Ruolo Chiave dell’Igiene

Una corretta igiene auricolare, associata a controlli regolari, è uno degli strumenti più efficaci per prevenire le patologie auricolari, ridurre il rischio di otiti croniche e migliorare la qualità di vita dell’animale.

Conclusioni

Le orecchie di cani e gatti sono strutture delicate che meritano attenzione e cura. La prevenzione passa da:

  • informazione corretta
  • igiene eseguita nel modo giusto
  • collaborazione costante con il veterinario

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 





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