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dermatite umida - Centro Veterinario San Martino

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09/Set/2026


La fine dell’estate è un buon momento per controllare con particolare attenzione la pelle dei nostri animali. Dopo settimane trascorse tra caldo, umidità, passeggiate, bagni al mare o nei laghi e maggiore permanenza all’aperto, può capitare di notare arrossamenti, perdita di pelo, croste, piccole ferite o zone della cute che il cane o il gatto continua a leccare.

Con il termine “dermatite” indichiamo genericamente un’infiammazione della pelle, ma dietro a manifestazioni apparentemente molto simili possono nascondersi problemi differenti.

Proprio per questo non è sempre possibile capire semplicemente osservando una lesione quale sia la sua origine.

Come riconoscere una dermatite?

La cute sana dovrebbe apparire integra, senza arrossamenti evidenti, croste, secrezioni o cattivo odore. Anche il mantello può fornirci informazioni importanti: normalmente dovrebbe essere uniforme e non presentare improvvise aree di diradamento.

Tra i segnali che possono indicare la presenza di un problema dermatologico troviamo:

  • arrossamento della pelle;
  • prurito;
  • leccamento o mordicchiamento insistente;
  • perdita o diradamento del pelo;
  • croste;
  • piccole pustole;
  • desquamazione;
  • cute particolarmente untuosa;
  • cattivo odore;
  • zone umide o essudative;
  • piccole ferite provocate dal grattamento.

Non tutti questi sintomi devono necessariamente essere presenti contemporaneamente. A volte il problema inizia semplicemente con una piccola zona arrossata che l’animale continua a leccare.

Perché le dermatiti possono essere frequenti alla fine dell’estate?

Durante i mesi estivi la pelle di cane e gatto viene sottoposta a numerosi stimoli.

Caldo e umidità possono modificare il microambiente cutaneo, mentre bagni frequenti, acqua salata, sabbia, vegetazione e maggiore permanenza all’aperto possono contribuire a irritare la cute di alcuni soggetti.

A questo si aggiungono parassiti e allergeni ambientali ancora presenti nel mese di settembre.

Non bisogna però pensare che esista una singola “dermatite estiva”. Le cause possono essere numerose e spesso più fattori possono essere presenti contemporaneamente.

Le principali cause di dermatite

Una dermatite può avere origine parassitaria, allergica, infettiva o irritativa, ma esistono anche altre patologie che possono manifestarsi attraverso alterazioni della pelle e del mantello.

Pulci e altri parassiti rappresentano una delle possibili cause. In alcuni animali anche un numero limitato di punture può provocare un prurito intenso.

Le allergie ambientali o alimentari possono invece determinare infiammazione e prurito persistente, favorendo il continuo leccamento della cute.

In altri casi possono essere presenti infezioni sostenute da batteri o lieviti.

Esistono poi dermatiti conseguenti al contatto con sostanze irritanti, piccoli traumi o condizioni che alterano la normale barriera protettiva della pelle.

Per questo motivo l’aspetto della lesione da solo non è sempre sufficiente per formulare una diagnosi.

Quando la pelle perde la sua funzione di barriera

La cute non è semplicemente il rivestimento esterno del corpo. È un vero e proprio organo che svolge una funzione fondamentale di protezione.

Quando questa barriera viene danneggiata dal prurito, dal leccamento continuo o da un processo infiammatorio, microrganismi normalmente presenti sulla superficie cutanea possono trovare condizioni favorevoli per proliferare.

Possono così comparire infezioni secondarie batteriche o da lieviti, che aumentano ulteriormente infiammazione e prurito.

Il risultato può essere un circolo vizioso: più la pelle è irritata, più l’animale si gratta o si lecca; più si gratta, maggiore è il danno cutaneo.

Attenzione alle dermatiti umide

Durante e subito dopo i mesi caldi può capitare soprattutto nel cane di osservare zone della pelle che diventano rapidamente rosse, umide, dolenti e prive di pelo.

Sono lesioni che possono comparire e aumentare di dimensioni anche in poco tempo perché il cane continua a leccarle o grattarle.

Il mantello folto, l’umidità persistente, i bagni frequenti e la presenza di una causa di prurito possono favorirne lo sviluppo.

In questi casi è importante intervenire rapidamente: sotto il pelo una lesione apparentemente piccola può essere più estesa di quanto sembri.

E nel gatto?

Nel gatto i problemi dermatologici possono essere più difficili da riconoscere.

Il gatto tende infatti a leccarsi frequentemente e spesso lo fa lontano dallo sguardo del proprietario. Il primo segnale può quindi essere semplicemente una zona in cui il pelo appare più corto o diradato.

Altre volte si possono percepire piccole croste durante le carezze oppure osservare lesioni sulla testa, sul collo o in altre parti del corpo.

Anche nel gatto, quindi, un cambiamento del mantello può essere il primo segnale di un problema cutaneo e non dovrebbe essere automaticamente attribuito alla muta.

Controllare la cute anche sotto il pelo

Uno dei problemi è che molte lesioni rimangono nascoste dal mantello, soprattutto nei cani e nei gatti a pelo lungo.

Durante la spazzolatura possiamo approfittarne per osservare alcune zone particolarmente importanti:

  • addome;
  • ascelle;
  • inguine;
  • base della coda;
  • interno delle cosce;
  • spazi tra le dita;
  • collo;
  • zona dietro le orecchie.

Passando delicatamente le mani sul mantello possiamo inoltre percepire croste, piccoli noduli o zone doloranti che altrimenti potrebbero sfuggire.

Il cattivo odore della pelle non è normale

Un segnale spesso sottovalutato è il cambiamento dell’odore della cute.

Se il mantello o alcune zone del corpo iniziano ad avere un odore intenso o insolito, soprattutto in presenza di arrossamento, secrezioni o pelle untuosa, è opportuno approfondire.

Il cattivo odore può infatti essere associato alla proliferazione di batteri o lieviti e non dovrebbe essere semplicemente mascherato con shampoo profumati o altri prodotti cosmetici.

Perché è meglio evitare il fai-da-te?

Davanti a una piccola dermatite può essere spontaneo utilizzare una crema che abbiamo in casa, un disinfettante o un prodotto che aveva funzionato in occasione di un problema precedente.

Il rischio è però quello di trattare soltanto ciò che vediamo senza sapere perché la lesione si è sviluppata.

Una dermatite causata da parassiti, una problematica allergica e un’infezione cutanea possono richiedere approcci molto differenti.

Anche prodotti apparentemente innocui possono irritare ulteriormente la pelle oppure essere leccati e ingeriti dall’animale.

È quindi preferibile evitare l’applicazione di farmaci o prodotti non specificamente indicati dal veterinario.

Cosa può fare il veterinario?

La visita dermatologica parte dall’osservazione della cute e dalla raccolta della storia clinica dell’animale.

È importante sapere quando è comparso il problema, se provoca prurito, se si è già verificato in passato, quali trattamenti antiparassitari vengono utilizzati e se esiste una particolare stagionalità.

Quando necessario, il veterinario può ricorrere a esami specifici per valutare la presenza di parassiti, batteri, lieviti o altre alterazioni.

L’obiettivo non è soltanto far scomparire la lesione visibile, ma individuare e controllare la causa che l’ha provocata.

Questo diventa particolarmente importante quando le dermatiti tendono a ripresentarsi.

Quando è opportuno far controllare la pelle?

È consigliabile richiedere una valutazione quando compaiono:

  • zone molto arrossate;
  • perdita di pelo improvvisa o localizzata;
  • lesioni umide;
  • croste diffuse;
  • secrezioni;
  • cattivo odore;
  • prurito intenso;
  • ferite provocate dal grattamento;
  • dolore al contatto;
  • lesioni che aumentano rapidamente di dimensioni;
  • problemi che migliorano e poi ritornano.

Particolare attenzione va riservata alle lesioni che l’animale continua a leccare o mordicchiare, perché il continuo traumatismo può far peggiorare rapidamente una situazione inizialmente limitata.

La fine dell’estate è un buon momento per controllare la pelle

Settembre può quindi diventare l’occasione per osservare con maggiore attenzione cute e mantello dopo i mesi estivi.

Durante una spazzolatura controlliamo ciò che normalmente rimane nascosto dal pelo e prestiamo attenzione a cambiamenti di colore, odore, consistenza della pelle o comportamento dell’animale.

Una piccola zona arrossata non rappresenta necessariamente un problema importante, ma una lesione che persiste, si estende o provoca prurito merita di essere valutata.

Intervenire precocemente permette spesso di evitare che il continuo leccamento o grattamento favorisca infezioni secondarie e renda il problema più fastidioso e difficile da risolvere.

La salute della pelle è parte integrante del benessere del nostro animale: imparare a osservarla è un semplice gesto di prevenzione che possiamo fare anche a casa.


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01/Lug/2026


Chi vive con un cane o un gatto sa quanto possa essere preoccupante scoprire improvvisamente una zona della pelle arrossata, umida e molto dolorosa.

Spesso il proprietario riferisce che il problema “è comparso da un giorno all’altro”: la sera precedente la cute appariva normale e il giorno dopo è presente una lesione estesa, infiammata e continuamente leccata dall’animale.

Questa condizione è comunemente chiamata Hot Spot, ma il suo nome corretto è dermatite piotraumatica o dermatite umida acuta.

Si tratta di una problematica dermatologica molto frequente nel cane e meno comune, ma comunque possibile, nel gatto.

Che cos’è un Hot Spot?

L’Hot Spot è una lesione cutanea infiammatoria che si sviluppa molto rapidamente.

Tutto inizia da una causa che provoca prurito, fastidio o dolore. L’animale inizia quindi a leccarsi, mordicchiarsi o grattarsi insistentemente una determinata area del corpo.

Questo comportamento danneggia la barriera protettiva della pelle e crea un ambiente caldo e umido ideale per la proliferazione dei batteri normalmente presenti sulla cute.

Si instaura così un vero e proprio circolo vizioso:

  • prurito o dolore iniziale;
  • leccamento e grattamento;
  • infiammazione della pelle;
  • proliferazione batterica;
  • aumento del prurito;
  • ulteriore traumatismo della zona.

Nel giro di poche ore la lesione può aumentare notevolmente di dimensioni e diventare estremamente dolorosa.

Come si presenta?

L’aspetto dell’Hot Spot è spesso caratteristico.

Il proprietario può osservare:

  • area arrossata e molto infiammata;
  • cute umida e lucida;
  • perdita di pelo localizzata;
  • essudato sieroso o purulento;
  • cattivo odore;
  • dolore alla palpazione;
  • continuo leccamento o grattamento;
  • agitazione e nervosismo.

In alcuni casi l’animale può lamentarsi quando viene toccato oppure mostrarsi particolarmente irritabile a causa del dolore.

Le zone maggiormente colpite sono:

Nel cane

  • collo;
  • guance;
  • base delle orecchie;
  • torace;
  • fianchi;
  • groppa;
  • arti.

Nel gatto

Le lesioni sono meno frequenti ma possono comparire soprattutto:

  • sul collo;
  • sulla testa;
  • lungo il dorso;
  • alla base della coda.

Perché si sviluppa un Hot Spot?

L’Hot Spot non rappresenta una malattia primaria, ma la conseguenza di un problema sottostante che provoca prurito o dolore.

Tra le cause più comuni troviamo:

Parassiti esterni

Le punture di pulci rappresentano una delle principali cause.

Anche una singola puntura può provocare un intenso prurito nei soggetti allergici.

Possono inoltre essere coinvolti:

  • zecche;
  • acari;
  • pidocchi;
  • punture di insetti.

Allergie

Le allergie sono tra le cause più frequenti di recidiva.

Possono essere:

  • allergie ambientali;
  • dermatite atopica;
  • allergie alimentari;
  • dermatiti da contatto.

Otiti

Molti Hot Spot localizzati vicino alle orecchie derivano da un’otite non diagnosticata.

Il cane cerca sollievo grattandosi o sfregando continuamente la testa.

Problemi del mantello

Il pelo lungo, fitto o poco curato può trattenere umidità e favorire la macerazione della pelle.

Per questo motivo alcune razze risultano maggiormente predisposte, tra cui:

  • Golden Retriever;
  • Labrador Retriever;
  • Pastore Tedesco;
  • Terranova;
  • Bovaro del Bernese;
  • Rottweiler.

Piccole ferite o traumi

Anche una lesione apparentemente banale può trasformarsi rapidamente in un Hot Spot se viene continuamente leccata.

Stress e noia

In alcuni soggetti il leccamento compulsivo può essere favorito da:

  • stress;
  • ansia;
  • noia;
  • alterazioni comportamentali.

È più frequente in estate?

Sì.

La stagione estiva rappresenta il periodo di maggiore incidenza.

Le temperature elevate, l’umidità ambientale e i bagni frequenti in mare, lago o piscina favoriscono infatti la permanenza dell’umidità a contatto con la pelle.

Anche il sottopelo particolarmente folto può contribuire alla comparsa del problema.

Cosa fare se compare un Hot Spot?

La prima regola è evitare il fai-da-te.

Molti prodotti utilizzati senza una corretta diagnosi possono peggiorare l’irritazione o ritardare la guarigione.

È consigliabile prenotare una visita veterinaria il prima possibile.

Durante la visita il medico veterinario valuterà:

  • estensione della lesione;
  • presenza di infezioni batteriche;
  • eventuali parassiti;
  • allergie sottostanti;
  • presenza di otiti o altre patologie associate.

Come si cura?

La terapia dipende dalla gravità del caso e dalla causa scatenante.

Generalmente comprende:

  • tosatura dell’area interessata;
  • pulizia e disinfezione della cute;
  • prodotti antisettici specifici;
  • farmaci antinfiammatori;
  • controllo del prurito;
  • eventuale terapia antibiotica nei casi indicati;
  • collare elisabettiano per impedire il leccamento.

Parallelamente è fondamentale individuare e correggere la causa primaria, altrimenti il problema potrebbe ripresentarsi.

Si può prevenire?

Nella maggior parte dei casi sì.

Alcune semplici attenzioni possono ridurre significativamente il rischio:

  • utilizzare regolarmente antiparassitari efficaci;
  • mantenere il mantello pulito e ben spazzolato;
  • asciugare accuratamente il pelo dopo il bagno;
  • controllare regolarmente orecchie e cute;
  • intervenire tempestivamente in caso di prurito persistente;
  • effettuare controlli dermatologici nei soggetti allergici.

Quando è necessario contattare il veterinario?

È consigliabile richiedere una visita quando:

  • compare una lesione umida e arrossata;
  • il cane o il gatto si lecca continuamente;
  • è presente cattivo odore;
  • si osserva perdita di pelo improvvisa;
  • la lesione aumenta rapidamente di dimensioni;
  • l’animale manifesta dolore.

Un intervento precoce permette generalmente una guarigione più rapida e riduce il rischio di complicazioni.

Conclusioni

L’Hot Spot è una delle problematiche dermatologiche più comuni nel cane e può comparire anche nel gatto. Sebbene possa sembrare una semplice irritazione cutanea, si tratta di una condizione dolorosa che tende a peggiorare rapidamente.

Riconoscere i primi segnali e rivolgersi tempestivamente al veterinario consente di alleviare il disagio dell’animale, favorire una rapida guarigione e soprattutto individuare la causa che ha scatenato il problema.

Se il tuo cane o gatto presenta una zona della pelle arrossata, umida o molto pruriginosa, non aspettare che il problema si risolva da solo: una visita veterinaria può fare la differenza.





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