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DERMATITE GATTO - Centro Veterinario San Martino

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14/Ott/2026


Arriva l’autunno e in molte case sembra improvvisamente esserci pelo dappertutto: sul divano, sui vestiti, nelle cucce e negli angoli del pavimento. Chi vive con un cane o un gatto conosce bene il fenomeno della muta stagionale, quel periodo durante il quale il mantello si rinnova e la perdita di pelo può diventare decisamente più evidente. Nella maggior parte dei casi si tratta di un processo del tutto fisiologico. Ma non sempre.

Come possiamo capire se il nostro animale sta semplicemente cambiando il pelo oppure se dietro quella perdita eccessiva si nasconde un problema dermatologico?

La differenza non dipende soltanto dalla quantità di pelo che troviamo in casa. Ci sono altri segnali che è importante imparare a riconoscere.

Perché cane e gatto perdono più pelo in autunno?

Il mantello degli animali non è una struttura statica. Ogni pelo attraversa diverse fasi di crescita, riposo e caduta. Questo ciclo è influenzato da numerosi fattori, tra cui genetica, razza, stato di salute, alimentazione, temperatura e soprattutto fotoperiodo, cioè la durata delle ore di luce durante la giornata. Con l’arrivo dell’autunno e la progressiva riduzione delle ore di luce, l’organismo si prepara alle nuove condizioni ambientali modificando il mantello. Nei soggetti dotati di un sottopelo abbondante il fenomeno può essere particolarmente evidente. Il risultato per il proprietario è molto semplice: più pelo sulla spazzola e più pelo in casa. Questo, da solo, non deve necessariamente preoccupare.

Una muta sempre meno “stagionale”

La situazione, però, è diventata un po’ più complessa per gli animali che vivono prevalentemente in casa. Riscaldamento invernale, aria condizionata, illuminazione artificiale e temperature domestiche relativamente costanti modificano gli stimoli ambientali ai quali cane e gatto sono esposti. Per questo motivo alcuni animali, soprattutto quelli che trascorrono gran parte della giornata in appartamento, possono perdere pelo praticamente durante tutto l’anno, con periodi di maggiore intensità in primavera e autunno.

La presenza di pelo in casa, quindi, non significa automaticamente che esista una patologia dermatologica.

Bisogna guardare l’animale, non soltanto il pavimento. Quando la perdita di pelo può essere considerata normale? Durante una normale muta stagionale il pelo tende a cadere in maniera abbastanza uniforme. La cute sottostante dovrebbe apparire sana, senza arrossamenti evidenti, croste o lesioni. L’animale inoltre non dovrebbe mostrare un prurito significativo.

Possiamo quindi osservare una grande quantità di pelo sulla spazzola pur avendo davanti un cane o un gatto con un mantello apparentemente sano.

In questi casi una spazzolatura regolare aiuta a rimuovere il pelo morto, favorisce la cura del mantello e permette anche al proprietario di controllare più attentamente la cute. Ed è proprio durante questi momenti che possiamo accorgerci precocemente di qualcosa di diverso.

Quando invece dobbiamo prestare attenzione?

Ci sono alcuni segnali che non dovrebbero essere attribuiti automaticamente alla muta. In particolare:

* aree in cui il pelo diventa progressivamente più rado;

* zone completamente prive di pelo;

* perdita di pelo molto localizzata;

* prurito intenso;

* leccamento o mordicchiamento continuo;

* cute arrossata;

* presenza di croste;

* forfora particolarmente abbondante;

* cattivo odore della cute;

* comparsa di pustole o piccole lesioni;

* pelo opaco, fragile o che si spezza facilmente;

* lesioni che tendono ad allargarsi.

In presenza di uno o più di questi segnali, potremmo non trovarci più davanti a una semplice muta stagionale.

Il prurito è uno dei segnali più importanti.

Un cane o un gatto che perde pelo perché sta effettuando la normale muta non dovrebbe trascorrere gran parte della giornata a grattarsi. Quando compare un prurito importante bisogna quindi chiedersi quale ne sia la causa. Il proprietario può osservare l’animale mentre si gratta con le zampe, ma il prurito può manifestarsi anche in altri modi. Il cane può mordicchiarsi le zampe, strofinare il muso, leccarsi ripetutamente una parte del corpo o sfregarsi contro mobili e tappeti.

Nel gatto la situazione può essere ancora meno evidente.

Un aumento del grooming può sembrare semplicemente una maggiore attenzione alla pulizia, mentre in realtà il gatto potrebbe leccarsi perché avverte prurito o fastidio. Con il tempo il continuo leccamento può determinare diradamento o completa perdita del pelo in alcune zone.

Pulci: anche in autunno

Tra le prime cause da considerare quando compaiono prurito e perdita di pelo ci sono i parassiti. Come abbiamo visto parlando di prevenzione antiparassitaria, le pulci non scompaiono automaticamente con la fine dell’estate. Gli ambienti domestici riscaldati possono consentire al loro ciclo vitale di continuare anche durante i mesi più freddi. Inoltre, negli animali affetti da dermatite allergica da pulce, anche un numero limitato di punture può essere sufficiente a provocare un prurito molto intenso.

Il fatto di non vedere pulci sul mantello non permette quindi di escluderle con certezza.

Questo è particolarmente vero nel gatto, che attraverso il grooming può rimuovere rapidamente molti parassiti adulti.

Non tutte le dermatiti sono uguali

La perdita di pelo può essere la conseguenza di numerose condizioni dermatologiche. Parassiti, infezioni batteriche o fungine, allergie, alterazioni della barriera cutanea e altre patologie possono determinare manifestazioni apparentemente simili.

Due animali che arrivano alla visita entrambi con “pelo che cade” possono quindi avere problemi completamente differenti.

È per questo che affidarsi esclusivamente all’aspetto della lesione o cercare di risolvere il problema con prodotti utilizzati in passato può essere fuorviante. La cute può reagire in modo simile a cause molto diverse.

Allergie: attenzione se il problema ritorna

In alcuni animali il prurito e le manifestazioni dermatologiche possono presentare una certa stagionalità. Se ogni anno, nello stesso periodo, il cane ricomincia a grattarsi, leccarsi le zampe o sviluppare arrossamenti, questo elemento può essere molto utile da riferire al veterinario. Anche le allergie alimentari e ambientali possono infatti manifestarsi con prurito, infiammazione cutanea e infezioni secondarie. Le zone frequentemente interessate possono comprendere zampe, muso, ascelle, inguine e orecchie.

Per questo anche otiti che tendono a ripresentarsi insieme ai problemi cutanei possono rappresentare un’informazione importante.

E se il pelo cade senza prurito?

La perdita di pelo non è sempre associata al prurito. In alcune situazioni possiamo osservare un progressivo diradamento del mantello senza che l’animale sembri particolarmente infastidito. In questi casi il veterinario può valutare anche cause non strettamente dermatologiche. Alcune alterazioni ormonali o metaboliche, per esempio, possono modificare la qualità e il ciclo di crescita del pelo. Il tipo di distribuzione dell’alopecia, l’età dell’animale, eventuali cambiamenti del peso corporeo, della sete, dell’appetito, dell’attività e altri sintomi possono contribuire a indirizzare gli approfondimenti.

La cute e il mantello, infatti, possono talvolta raccontarci qualcosa che riguarda l’organismo nel suo complesso.

Nel gatto attenzione all’eccessivo grooming. Il gatto merita un discorso particolare. Quando un proprietario vede una zona con poco pelo può pensare immediatamente che il pelo “sia caduto”. In realtà, in alcuni casi è stato il gatto stesso a rimuoverlo attraverso un leccamento eccessivo. Il grooming può aumentare in presenza di prurito, parassiti, allergie o dolore, ma anche alcune condizioni comportamentali possono contribuire. Capire se il pelo è caduto spontaneamente oppure è stato spezzato o rimosso dal continuo leccamento può quindi fornire informazioni importanti durante la visita dermatologica.

La spazzola può diventare uno strumento di prevenzione.

Spazzolare regolarmente cane e gatto durante il periodo della muta non serve soltanto a ridurre la quantità di pelo presente in casa. È anche un’ottima occasione per osservare attentamente la cute. Possiamo controllare se sono presenti:

* piccoli noduli;

* croste;

* arrossamenti;

* parassiti;

* zone doloranti;

* aree con pelo più rado;

* lesioni che normalmente rimangono nascoste dal mantello.

Nei cani a pelo lungo o molto fitto alcune alterazioni cutanee possono infatti diventare visibili soltanto quando il pelo viene separato con attenzione.

Un controllo regolare permette quindi di accorgersi prima di eventuali cambiamenti.

Attenzione ai bagni e ai prodotti fai-da-te.

Quando il pelo cade molto, può essere spontaneo pensare che un bagno frequente possa risolvere il problema. La gestione del mantello deve però rispettare le caratteristiche della cute dell’animale. Prodotti non adeguati o lavaggi eccessivamente frequenti possono alterare la barriera cutanea e peggiorare alcune condizioni dermatologiche.

In particolare, non dovrebbero essere utilizzati shampoo o prodotti destinati all’uomo, perché la cute di cane e gatto presenta caratteristiche differenti.

Se esiste già una dermatite, inoltre, il veterinario può indicare prodotti specifici e modalità di utilizzo diverse a seconda del problema.

Anche l’alimentazione conta, ma attenzione alle soluzioni miracolose

Una dieta completa ed equilibrata è fondamentale per la salute della cute e del mantello. Proteine, acidi grassi essenziali, vitamine e minerali partecipano al normale mantenimento della barriera cutanea e alla crescita del pelo.

Questo però non significa che ogni perdita di pelo possa essere risolta semplicemente aggiungendo un integratore.

Prima di intervenire è importante capire perché il pelo sta cadendo. Se alla base esistono parassiti, un’allergia, un’infezione o una patologia sistemica, l’integrazione da sola non risolverà la causa.

Quando è il momento di rivolgersi al veterinario?

Una perdita di pelo uniforme durante il normale periodo della muta, in un animale che non presenta prurito e ha una cute sana, generalmente non rappresenta un segnale preoccupante. È invece consigliabile approfondire quando la perdita di pelo è associata a:

prurito importante, arrossamenti, croste, cattivo odore, lesioni, alopecia localizzata, cambiamenti improvvisi del mantello o alterazioni dello stato generale dell’animale.

Anche la durata è importante.

Una perdita di pelo che continua a peggiorare o che non segue l’andamento abituale degli anni precedenti merita attenzione. Durante la visita il veterinario può valutare cute e mantello e, quando necessario, effettuare o proporre esami specifici per individuare la causa del problema.

Guardiamo la cute, non soltanto il pelo sul divano

Durante la muta autunnale è perfettamente normale ritrovarsi a utilizzare più spesso aspirapolvere e spazzola. La quantità di pelo persa può essere sorprendente, soprattutto in alcune razze. Ma il vero elemento da osservare non è semplicemente quanto pelo troviamo in casa. Dobbiamo chiederci:

Come appare la cute?

Il pelo sta ricrescendo normalmente?

Il cane o il gatto si gratta?

Ci sono zone senza pelo?

Sono comparse croste, arrossamenti o lesioni?

Il comportamento dell’animale è cambiato?

Sono queste informazioni che aiutano a distinguere una normale muta stagionale da qualcosa che merita un approfondimento.

Perché perdere pelo in autunno può essere del tutto normale. Perdere pelo insieme a prurito, lesioni o cambiamenti della cute, invece, non dovrebbe essere considerato semplicemente “cambio di stagione”.


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09/Set/2026


La fine dell’estate è un buon momento per controllare con particolare attenzione la pelle dei nostri animali. Dopo settimane trascorse tra caldo, umidità, passeggiate, bagni al mare o nei laghi e maggiore permanenza all’aperto, può capitare di notare arrossamenti, perdita di pelo, croste, piccole ferite o zone della cute che il cane o il gatto continua a leccare.

Con il termine “dermatite” indichiamo genericamente un’infiammazione della pelle, ma dietro a manifestazioni apparentemente molto simili possono nascondersi problemi differenti.

Proprio per questo non è sempre possibile capire semplicemente osservando una lesione quale sia la sua origine.

Come riconoscere una dermatite?

La cute sana dovrebbe apparire integra, senza arrossamenti evidenti, croste, secrezioni o cattivo odore. Anche il mantello può fornirci informazioni importanti: normalmente dovrebbe essere uniforme e non presentare improvvise aree di diradamento.

Tra i segnali che possono indicare la presenza di un problema dermatologico troviamo:

  • arrossamento della pelle;
  • prurito;
  • leccamento o mordicchiamento insistente;
  • perdita o diradamento del pelo;
  • croste;
  • piccole pustole;
  • desquamazione;
  • cute particolarmente untuosa;
  • cattivo odore;
  • zone umide o essudative;
  • piccole ferite provocate dal grattamento.

Non tutti questi sintomi devono necessariamente essere presenti contemporaneamente. A volte il problema inizia semplicemente con una piccola zona arrossata che l’animale continua a leccare.

Perché le dermatiti possono essere frequenti alla fine dell’estate?

Durante i mesi estivi la pelle di cane e gatto viene sottoposta a numerosi stimoli.

Caldo e umidità possono modificare il microambiente cutaneo, mentre bagni frequenti, acqua salata, sabbia, vegetazione e maggiore permanenza all’aperto possono contribuire a irritare la cute di alcuni soggetti.

A questo si aggiungono parassiti e allergeni ambientali ancora presenti nel mese di settembre.

Non bisogna però pensare che esista una singola “dermatite estiva”. Le cause possono essere numerose e spesso più fattori possono essere presenti contemporaneamente.

Le principali cause di dermatite

Una dermatite può avere origine parassitaria, allergica, infettiva o irritativa, ma esistono anche altre patologie che possono manifestarsi attraverso alterazioni della pelle e del mantello.

Pulci e altri parassiti rappresentano una delle possibili cause. In alcuni animali anche un numero limitato di punture può provocare un prurito intenso.

Le allergie ambientali o alimentari possono invece determinare infiammazione e prurito persistente, favorendo il continuo leccamento della cute.

In altri casi possono essere presenti infezioni sostenute da batteri o lieviti.

Esistono poi dermatiti conseguenti al contatto con sostanze irritanti, piccoli traumi o condizioni che alterano la normale barriera protettiva della pelle.

Per questo motivo l’aspetto della lesione da solo non è sempre sufficiente per formulare una diagnosi.

Quando la pelle perde la sua funzione di barriera

La cute non è semplicemente il rivestimento esterno del corpo. È un vero e proprio organo che svolge una funzione fondamentale di protezione.

Quando questa barriera viene danneggiata dal prurito, dal leccamento continuo o da un processo infiammatorio, microrganismi normalmente presenti sulla superficie cutanea possono trovare condizioni favorevoli per proliferare.

Possono così comparire infezioni secondarie batteriche o da lieviti, che aumentano ulteriormente infiammazione e prurito.

Il risultato può essere un circolo vizioso: più la pelle è irritata, più l’animale si gratta o si lecca; più si gratta, maggiore è il danno cutaneo.

Attenzione alle dermatiti umide

Durante e subito dopo i mesi caldi può capitare soprattutto nel cane di osservare zone della pelle che diventano rapidamente rosse, umide, dolenti e prive di pelo.

Sono lesioni che possono comparire e aumentare di dimensioni anche in poco tempo perché il cane continua a leccarle o grattarle.

Il mantello folto, l’umidità persistente, i bagni frequenti e la presenza di una causa di prurito possono favorirne lo sviluppo.

In questi casi è importante intervenire rapidamente: sotto il pelo una lesione apparentemente piccola può essere più estesa di quanto sembri.

E nel gatto?

Nel gatto i problemi dermatologici possono essere più difficili da riconoscere.

Il gatto tende infatti a leccarsi frequentemente e spesso lo fa lontano dallo sguardo del proprietario. Il primo segnale può quindi essere semplicemente una zona in cui il pelo appare più corto o diradato.

Altre volte si possono percepire piccole croste durante le carezze oppure osservare lesioni sulla testa, sul collo o in altre parti del corpo.

Anche nel gatto, quindi, un cambiamento del mantello può essere il primo segnale di un problema cutaneo e non dovrebbe essere automaticamente attribuito alla muta.

Controllare la cute anche sotto il pelo

Uno dei problemi è che molte lesioni rimangono nascoste dal mantello, soprattutto nei cani e nei gatti a pelo lungo.

Durante la spazzolatura possiamo approfittarne per osservare alcune zone particolarmente importanti:

  • addome;
  • ascelle;
  • inguine;
  • base della coda;
  • interno delle cosce;
  • spazi tra le dita;
  • collo;
  • zona dietro le orecchie.

Passando delicatamente le mani sul mantello possiamo inoltre percepire croste, piccoli noduli o zone doloranti che altrimenti potrebbero sfuggire.

Il cattivo odore della pelle non è normale

Un segnale spesso sottovalutato è il cambiamento dell’odore della cute.

Se il mantello o alcune zone del corpo iniziano ad avere un odore intenso o insolito, soprattutto in presenza di arrossamento, secrezioni o pelle untuosa, è opportuno approfondire.

Il cattivo odore può infatti essere associato alla proliferazione di batteri o lieviti e non dovrebbe essere semplicemente mascherato con shampoo profumati o altri prodotti cosmetici.

Perché è meglio evitare il fai-da-te?

Davanti a una piccola dermatite può essere spontaneo utilizzare una crema che abbiamo in casa, un disinfettante o un prodotto che aveva funzionato in occasione di un problema precedente.

Il rischio è però quello di trattare soltanto ciò che vediamo senza sapere perché la lesione si è sviluppata.

Una dermatite causata da parassiti, una problematica allergica e un’infezione cutanea possono richiedere approcci molto differenti.

Anche prodotti apparentemente innocui possono irritare ulteriormente la pelle oppure essere leccati e ingeriti dall’animale.

È quindi preferibile evitare l’applicazione di farmaci o prodotti non specificamente indicati dal veterinario.

Cosa può fare il veterinario?

La visita dermatologica parte dall’osservazione della cute e dalla raccolta della storia clinica dell’animale.

È importante sapere quando è comparso il problema, se provoca prurito, se si è già verificato in passato, quali trattamenti antiparassitari vengono utilizzati e se esiste una particolare stagionalità.

Quando necessario, il veterinario può ricorrere a esami specifici per valutare la presenza di parassiti, batteri, lieviti o altre alterazioni.

L’obiettivo non è soltanto far scomparire la lesione visibile, ma individuare e controllare la causa che l’ha provocata.

Questo diventa particolarmente importante quando le dermatiti tendono a ripresentarsi.

Quando è opportuno far controllare la pelle?

È consigliabile richiedere una valutazione quando compaiono:

  • zone molto arrossate;
  • perdita di pelo improvvisa o localizzata;
  • lesioni umide;
  • croste diffuse;
  • secrezioni;
  • cattivo odore;
  • prurito intenso;
  • ferite provocate dal grattamento;
  • dolore al contatto;
  • lesioni che aumentano rapidamente di dimensioni;
  • problemi che migliorano e poi ritornano.

Particolare attenzione va riservata alle lesioni che l’animale continua a leccare o mordicchiare, perché il continuo traumatismo può far peggiorare rapidamente una situazione inizialmente limitata.

La fine dell’estate è un buon momento per controllare la pelle

Settembre può quindi diventare l’occasione per osservare con maggiore attenzione cute e mantello dopo i mesi estivi.

Durante una spazzolatura controlliamo ciò che normalmente rimane nascosto dal pelo e prestiamo attenzione a cambiamenti di colore, odore, consistenza della pelle o comportamento dell’animale.

Una piccola zona arrossata non rappresenta necessariamente un problema importante, ma una lesione che persiste, si estende o provoca prurito merita di essere valutata.

Intervenire precocemente permette spesso di evitare che il continuo leccamento o grattamento favorisca infezioni secondarie e renda il problema più fastidioso e difficile da risolvere.

La salute della pelle è parte integrante del benessere del nostro animale: imparare a osservarla è un semplice gesto di prevenzione che possiamo fare anche a casa.





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