La fine dell’estate è un buon momento per controllare con particolare attenzione la pelle dei nostri animali. Dopo settimane trascorse tra caldo, umidità, passeggiate, bagni al mare o nei laghi e maggiore permanenza all’aperto, può capitare di notare arrossamenti, perdita di pelo, croste, piccole ferite o zone della cute che il cane o il gatto continua a leccare.
Con il termine “dermatite” indichiamo genericamente un’infiammazione della pelle, ma dietro a manifestazioni apparentemente molto simili possono nascondersi problemi differenti.
Proprio per questo non è sempre possibile capire semplicemente osservando una lesione quale sia la sua origine.
Come riconoscere una dermatite?
La cute sana dovrebbe apparire integra, senza arrossamenti evidenti, croste, secrezioni o cattivo odore. Anche il mantello può fornirci informazioni importanti: normalmente dovrebbe essere uniforme e non presentare improvvise aree di diradamento.
Tra i segnali che possono indicare la presenza di un problema dermatologico troviamo:
- arrossamento della pelle;
- prurito;
- leccamento o mordicchiamento insistente;
- perdita o diradamento del pelo;
- croste;
- piccole pustole;
- desquamazione;
- cute particolarmente untuosa;
- cattivo odore;
- zone umide o essudative;
- piccole ferite provocate dal grattamento.
Non tutti questi sintomi devono necessariamente essere presenti contemporaneamente. A volte il problema inizia semplicemente con una piccola zona arrossata che l’animale continua a leccare.
Perché le dermatiti possono essere frequenti alla fine dell’estate?
Durante i mesi estivi la pelle di cane e gatto viene sottoposta a numerosi stimoli.
Caldo e umidità possono modificare il microambiente cutaneo, mentre bagni frequenti, acqua salata, sabbia, vegetazione e maggiore permanenza all’aperto possono contribuire a irritare la cute di alcuni soggetti.
A questo si aggiungono parassiti e allergeni ambientali ancora presenti nel mese di settembre.
Non bisogna però pensare che esista una singola “dermatite estiva”. Le cause possono essere numerose e spesso più fattori possono essere presenti contemporaneamente.
Le principali cause di dermatite
Una dermatite può avere origine parassitaria, allergica, infettiva o irritativa, ma esistono anche altre patologie che possono manifestarsi attraverso alterazioni della pelle e del mantello.
Pulci e altri parassiti rappresentano una delle possibili cause. In alcuni animali anche un numero limitato di punture può provocare un prurito intenso.
Le allergie ambientali o alimentari possono invece determinare infiammazione e prurito persistente, favorendo il continuo leccamento della cute.
In altri casi possono essere presenti infezioni sostenute da batteri o lieviti.
Esistono poi dermatiti conseguenti al contatto con sostanze irritanti, piccoli traumi o condizioni che alterano la normale barriera protettiva della pelle.
Per questo motivo l’aspetto della lesione da solo non è sempre sufficiente per formulare una diagnosi.
Quando la pelle perde la sua funzione di barriera
La cute non è semplicemente il rivestimento esterno del corpo. È un vero e proprio organo che svolge una funzione fondamentale di protezione.
Quando questa barriera viene danneggiata dal prurito, dal leccamento continuo o da un processo infiammatorio, microrganismi normalmente presenti sulla superficie cutanea possono trovare condizioni favorevoli per proliferare.
Possono così comparire infezioni secondarie batteriche o da lieviti, che aumentano ulteriormente infiammazione e prurito.
Il risultato può essere un circolo vizioso: più la pelle è irritata, più l’animale si gratta o si lecca; più si gratta, maggiore è il danno cutaneo.
Attenzione alle dermatiti umide
Durante e subito dopo i mesi caldi può capitare soprattutto nel cane di osservare zone della pelle che diventano rapidamente rosse, umide, dolenti e prive di pelo.
Sono lesioni che possono comparire e aumentare di dimensioni anche in poco tempo perché il cane continua a leccarle o grattarle.
Il mantello folto, l’umidità persistente, i bagni frequenti e la presenza di una causa di prurito possono favorirne lo sviluppo.
In questi casi è importante intervenire rapidamente: sotto il pelo una lesione apparentemente piccola può essere più estesa di quanto sembri.
E nel gatto?
Nel gatto i problemi dermatologici possono essere più difficili da riconoscere.
Il gatto tende infatti a leccarsi frequentemente e spesso lo fa lontano dallo sguardo del proprietario. Il primo segnale può quindi essere semplicemente una zona in cui il pelo appare più corto o diradato.
Altre volte si possono percepire piccole croste durante le carezze oppure osservare lesioni sulla testa, sul collo o in altre parti del corpo.
Anche nel gatto, quindi, un cambiamento del mantello può essere il primo segnale di un problema cutaneo e non dovrebbe essere automaticamente attribuito alla muta.
Controllare la cute anche sotto il pelo
Uno dei problemi è che molte lesioni rimangono nascoste dal mantello, soprattutto nei cani e nei gatti a pelo lungo.
Durante la spazzolatura possiamo approfittarne per osservare alcune zone particolarmente importanti:
- addome;
- ascelle;
- inguine;
- base della coda;
- interno delle cosce;
- spazi tra le dita;
- collo;
- zona dietro le orecchie.
Passando delicatamente le mani sul mantello possiamo inoltre percepire croste, piccoli noduli o zone doloranti che altrimenti potrebbero sfuggire.
Il cattivo odore della pelle non è normale
Un segnale spesso sottovalutato è il cambiamento dell’odore della cute.
Se il mantello o alcune zone del corpo iniziano ad avere un odore intenso o insolito, soprattutto in presenza di arrossamento, secrezioni o pelle untuosa, è opportuno approfondire.
Il cattivo odore può infatti essere associato alla proliferazione di batteri o lieviti e non dovrebbe essere semplicemente mascherato con shampoo profumati o altri prodotti cosmetici.
Perché è meglio evitare il fai-da-te?
Davanti a una piccola dermatite può essere spontaneo utilizzare una crema che abbiamo in casa, un disinfettante o un prodotto che aveva funzionato in occasione di un problema precedente.
Il rischio è però quello di trattare soltanto ciò che vediamo senza sapere perché la lesione si è sviluppata.
Una dermatite causata da parassiti, una problematica allergica e un’infezione cutanea possono richiedere approcci molto differenti.
Anche prodotti apparentemente innocui possono irritare ulteriormente la pelle oppure essere leccati e ingeriti dall’animale.
È quindi preferibile evitare l’applicazione di farmaci o prodotti non specificamente indicati dal veterinario.
Cosa può fare il veterinario?
La visita dermatologica parte dall’osservazione della cute e dalla raccolta della storia clinica dell’animale.
È importante sapere quando è comparso il problema, se provoca prurito, se si è già verificato in passato, quali trattamenti antiparassitari vengono utilizzati e se esiste una particolare stagionalità.
Quando necessario, il veterinario può ricorrere a esami specifici per valutare la presenza di parassiti, batteri, lieviti o altre alterazioni.
L’obiettivo non è soltanto far scomparire la lesione visibile, ma individuare e controllare la causa che l’ha provocata.
Questo diventa particolarmente importante quando le dermatiti tendono a ripresentarsi.
Quando è opportuno far controllare la pelle?
È consigliabile richiedere una valutazione quando compaiono:
- zone molto arrossate;
- perdita di pelo improvvisa o localizzata;
- lesioni umide;
- croste diffuse;
- secrezioni;
- cattivo odore;
- prurito intenso;
- ferite provocate dal grattamento;
- dolore al contatto;
- lesioni che aumentano rapidamente di dimensioni;
- problemi che migliorano e poi ritornano.
Particolare attenzione va riservata alle lesioni che l’animale continua a leccare o mordicchiare, perché il continuo traumatismo può far peggiorare rapidamente una situazione inizialmente limitata.
La fine dell’estate è un buon momento per controllare la pelle
Settembre può quindi diventare l’occasione per osservare con maggiore attenzione cute e mantello dopo i mesi estivi.
Durante una spazzolatura controlliamo ciò che normalmente rimane nascosto dal pelo e prestiamo attenzione a cambiamenti di colore, odore, consistenza della pelle o comportamento dell’animale.
Una piccola zona arrossata non rappresenta necessariamente un problema importante, ma una lesione che persiste, si estende o provoca prurito merita di essere valutata.
Intervenire precocemente permette spesso di evitare che il continuo leccamento o grattamento favorisca infezioni secondarie e renda il problema più fastidioso e difficile da risolvere.
La salute della pelle è parte integrante del benessere del nostro animale: imparare a osservarla è un semplice gesto di prevenzione che possiamo fare anche a casa.

