In primavera, con l’aumento delle temperature, torna uno dei pericoli più sottovalutati nelle passeggiate in parchi e pinete: la processionaria. Per i cani (e, più raramente, per i gatti) il contatto può trasformarsi in un’urgenza veterinaria nel giro di minuti, soprattutto quando l’animale annusa o lecca i bruchi.

Cos’è la processionaria e perché “si chiama così”
Con il termine “processionaria” si indicano larve (bruchi) di lepidotteri del genere Thaumetopoea. In Italia le più note sono:
- Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa)
- Processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea)
Il nome deriva dal comportamento tipico: le larve si spostano in fila indiana, formando una vera e propria “processione”, soprattutto quando scendono dagli alberi e attraversano il terreno.
Dove si trova e quando è più pericolosa
Dove: aree con pini e querce, ma non solo: il rischio può esserci anche lungo viali alberati e strade alberate, non esclusivamente nei boschi.
Quando: il periodo critico per i cani è spesso la primavera, quando le larve sono sviluppate, si muovono a terra e sono più facili da incontrare durante le uscite.
Perché è pericolosa: i peli urticanti (setole) e cosa fanno
Il problema non è un “morso” o una “puntura”: la processionaria è ricoperta da moltissimi peli urticanti che contengono sostanze irritanti (nelle fonti divulgative veterinarie italiane viene citato l’acido formico). Questi peli:
- si staccano facilmente
- si “attaccano” a cute e mucose
- possono colpire anche occhi e vie respiratorie
- scatenano reazioni che vanno da irritazione locale a quadri molto gravi
Il cane è particolarmente esposto perché ha l’abitudine di annusare il terreno e “conoscere il mondo con la bocca”.
Cani e gatti: quali contatti sono più rischiosi
1) Bocca e lingua (caso più frequente e più grave)
È la situazione tipica: cane che annusa/lecca o prova ad afferrare il bruco. Qui il rischio è elevato perché le setole agiscono come un’ustione chimico-irritativa sulle mucose con possibile edema importante e necrosi della lingua.
2) Naso, occhi, vie respiratorie
Possibili irritazioni severe, con dolore, starnuti, scolo, congiuntivite, blefarospasmo; in soggetti sensibili può comparire difficoltà respiratoria.
3) Zampe e cute
Più spesso si manifesta come dermatite/irritazione (polpastrelli, arti), a volte intensa ma di solito meno drammatica rispetto al coinvolgimento delle mucose orali.
E il gatto?
Il gatto è in genere più cauto nel manipolare oggetti a terra, ma può comunque entrare in contatto (soprattutto gatti che escono in giardini con pini/querce). Se coinvolta la bocca, vale la stessa regola: urgenza.
Sintomi: come capire se l’animale è entrato in contatto
I segni possono comparire in modo molto rapido (minuti) e peggiorare velocemente.
Segni “campanello d’allarme” più tipici
- ipersalivazione improvvisa (scialorrea)
- gonfiore di lingua e muso
- dolore, agitazione, tentativi di strofinare la bocca
- difficoltà a deglutire, conati, vomito
- in casi importanti: difficoltà respiratoria
Segni sistemici (possibili)
- febbre, abbattimento, debolezza
- disturbi gastrointestinali (vomito/diarrea)
Complicanza temuta: necrosi della lingua
Nelle ore successive (spesso entro 24–48 ore) può diventare evidente la necrosi con perdita di porzioni di tessuto: è uno dei motivi per cui la rapidità d’intervento è cruciale.
Cosa fare SUBITO a casa (primo soccorso ragionato)
L’obiettivo è ridurre quanto possibile la permanenza dei peli urticanti sulle mucose e arrivare in fretta dal veterinario.
- Allontana l’animale dalla zona (e impedisci che continui ad annusare/lecchiare).
- Proteggi te stesso: non toccare il bruco a mani nude; se puoi usa guanti.
- Lava abbondantemente la bocca con acqua (senza strofinare).
- Se disponibile, usa una siringa senza ago per irrigare delicatamente.
- Vai subito dal veterinario / pronto soccorso veterinario. Non aspettare “che passi”.
Cosa NON fare
- Non strofinare lingua/muso: rischi di far penetrare più setole.
- Non perdere tempo con rimedi fai-da-te (bicarbonato, “antidoti”, cortisone a casa): la priorità è la tempestività e la gestione corretta in clinica.

Cosa farà il veterinario in clinica (e perché spesso serve agire in urgenza)
La gestione dipende da gravità, sede del contatto e tempo trascorso. In generale, il veterinario può:
- valutare vie aeree e rischio di edema che compromette la respirazione
- effettuare lavaggi/bonifica più efficaci in sicurezza (talvolta con sedazione)
- impostare terapia antinfiammatoria, analgesica, e supporto (fluidi, gastroprotezione, ecc.)
- in alcuni casi usare antibiotici se indicato e monitorare complicanze
Quando serve ricovero
- edema orale importante
- segni respiratori
- dolore intenso, disidratazione, vomito
- sospetta lesione estesa delle mucose
Possibile chirurgia
Nei casi più gravi, se si sviluppa necrosi significativa, può rendersi necessaria l’asportazione di porzioni di lingua. È un’eventualità che spaventa molto i proprietari, ma va ricordato che molti cani, anche con perdite parziali, possono recuperare una buona qualità di vita con gestione adeguata.
Prognosi: da cosa dipende
I fattori principali sono:
- rapidità d’intervento
- quantità di peli urticanti coinvolti
- sede (bocca/lingua più critica)
- eventuale compromissione respiratoria o reazione sistemica
Prevenzione: la strategia migliore (e più semplice)
In passeggiata
- in primavera, guinzaglio corto nelle aree a rischio (pinete, viali alberati con pini/querce)
- evita che il cane annusi “gruppetti” di bruchi in fila
- se noti processioni o nidi, cambia percorso: pochi metri possono fare la differenza
In giardino / aree condominiali
- controlla la presenza di nidi dall’aspetto cotonoso sui rami (spesso ben visibili)
- non improvvisare rimozioni: segnala e affidati a personale competente/servizi indicati dal Comune (rischio anche per le persone)


