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BOCCA - Centro Veterinario San Martino

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29/Apr/2026


In primavera, con l’aumento delle temperature, torna uno dei pericoli più sottovalutati nelle passeggiate in parchi e pinete: la processionaria. Per i cani (e, più raramente, per i gatti) il contatto può trasformarsi in un’urgenza veterinaria nel giro di minuti, soprattutto quando l’animale annusa o lecca i bruchi. 

Cos’è la processionaria e perché “si chiama così”

Con il termine “processionaria” si indicano larve (bruchi) di lepidotteri del genere Thaumetopoea. In Italia le più note sono:

  • Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa)
  • Processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea

Il nome deriva dal comportamento tipico: le larve si spostano in fila indiana, formando una vera e propria “processione”, soprattutto quando scendono dagli alberi e attraversano il terreno. 

Dove si trova e quando è più pericolosa

Dove: aree con pini e querce, ma non solo: il rischio può esserci anche lungo viali alberati e strade alberate, non esclusivamente nei boschi. 

Quando: il periodo critico per i cani è spesso la primavera, quando le larve sono sviluppate, si muovono a terra e sono più facili da incontrare durante le uscite. 

Perché è pericolosa: i peli urticanti (setole) e cosa fanno

Il problema non è un “morso” o una “puntura”: la processionaria è ricoperta da moltissimi peli urticanti che contengono sostanze irritanti (nelle fonti divulgative veterinarie italiane viene citato l’acido formico). Questi peli:

  • si staccano facilmente
  • si “attaccano” a cute e mucose
  • possono colpire anche occhi e vie respiratorie
  • scatenano reazioni che vanno da irritazione locale a quadri molto gravi 

Il cane è particolarmente esposto perché ha l’abitudine di annusare il terreno e “conoscere il mondo con la bocca”. 

Cani e gatti: quali contatti sono più rischiosi

1) Bocca e lingua (caso più frequente e più grave)

È la situazione tipica: cane che annusa/lecca o prova ad afferrare il bruco. Qui il rischio è elevato perché le setole agiscono come un’ustione chimico-irritativa sulle mucose con possibile edema importante e necrosi della lingua

2) Naso, occhi, vie respiratorie

Possibili irritazioni severe, con dolore, starnuti, scolo, congiuntivite, blefarospasmo; in soggetti sensibili può comparire difficoltà respiratoria. 

3) Zampe e cute

Più spesso si manifesta come dermatite/irritazione (polpastrelli, arti), a volte intensa ma di solito meno drammatica rispetto al coinvolgimento delle mucose orali. 

E il gatto?

Il gatto è in genere più cauto nel manipolare oggetti a terra, ma può comunque entrare in contatto (soprattutto gatti che escono in giardini con pini/querce). Se coinvolta la bocca, vale la stessa regola: urgenza

Sintomi: come capire se l’animale è entrato in contatto

I segni possono comparire in modo molto rapido (minuti) e peggiorare velocemente.

Segni “campanello d’allarme” più tipici

  • ipersalivazione improvvisa (scialorrea)
  • gonfiore di lingua e muso
  • dolore, agitazione, tentativi di strofinare la bocca
  • difficoltà a deglutire, conati, vomito
  • in casi importanti: difficoltà respiratoria 

Segni sistemici (possibili)

  • febbre, abbattimento, debolezza
  • disturbi gastrointestinali (vomito/diarrea) 

Complicanza temuta: necrosi della lingua

Nelle ore successive (spesso entro 24–48 ore) può diventare evidente la necrosi con perdita di porzioni di tessuto: è uno dei motivi per cui la rapidità d’intervento è cruciale. 

Cosa fare SUBITO a casa (primo soccorso ragionato)

L’obiettivo è ridurre quanto possibile la permanenza dei peli urticanti sulle mucose e arrivare in fretta dal veterinario.

  1. Allontana l’animale dalla zona (e impedisci che continui ad annusare/lecchiare). 
  2. Proteggi te stesso: non toccare il bruco a mani nude; se puoi usa guanti. 
  3. Lava abbondantemente la bocca con acqua (senza strofinare).
    • Se disponibile, usa una siringa senza ago per irrigare delicatamente. 
  4. Vai subito dal veterinario / pronto soccorso veterinario. Non aspettare “che passi”. 

Cosa NON fare

  • Non strofinare lingua/muso: rischi di far penetrare più setole.
  • Non perdere tempo con rimedi fai-da-te (bicarbonato, “antidoti”, cortisone a casa): la priorità è la tempestività e la gestione corretta in clinica. 

Cosa farà il veterinario in clinica (e perché spesso serve agire in urgenza)

La gestione dipende da gravità, sede del contatto e tempo trascorso. In generale, il veterinario può:

  • valutare vie aeree e rischio di edema che compromette la respirazione
  • effettuare lavaggi/bonifica più efficaci in sicurezza (talvolta con sedazione)
  • impostare terapia antinfiammatoria, analgesica, e supporto (fluidi, gastroprotezione, ecc.)
  • in alcuni casi usare antibiotici se indicato e monitorare complicanze 

Quando serve ricovero

  • edema orale importante
  • segni respiratori
  • dolore intenso, disidratazione, vomito
  • sospetta lesione estesa delle mucose 

Possibile chirurgia

Nei casi più gravi, se si sviluppa necrosi significativa, può rendersi necessaria l’asportazione di porzioni di lingua. È un’eventualità che spaventa molto i proprietari, ma va ricordato che molti cani, anche con perdite parziali, possono recuperare una buona qualità di vita con gestione adeguata. 

Prognosi: da cosa dipende

I fattori principali sono:

  • rapidità d’intervento
  • quantità di peli urticanti coinvolti
  • sede (bocca/lingua più critica)
  • eventuale compromissione respiratoria o reazione sistemica 

Prevenzione: la strategia migliore (e più semplice)

In passeggiata

  • in primavera, guinzaglio corto nelle aree a rischio (pinete, viali alberati con pini/querce) 
  • evita che il cane annusi “gruppetti” di bruchi in fila
  • se noti processioni o nidi, cambia percorso: pochi metri possono fare la differenza

In giardino / aree condominiali

  • controlla la presenza di nidi dall’aspetto cotonoso sui rami (spesso ben visibili) 
  • non improvvisare rimozioni: segnala e affidati a personale competente/servizi indicati dal Comune (rischio anche per le persone)

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 


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22/Apr/2026


Con l’arrivo della bella stagione, i proprietari di cani e gatti sentono spesso parlare di forasacchi, piccoli ma temibili nemici della salute dei nostri animali.
Nonostante le dimensioni ridotte, questi corpi estranei vegetali possono causare problemi anche molto seri, soprattutto se non individuati e rimossi tempestivamente.

In questo articolo approfondiamo cosa sono i forasacchi, perché rappresentano un pericolo, quali sintomi devono mettere in allarme e come prevenirne le conseguenze, con un focus pratico su quando è fondamentale rivolgersi al veterinario.

🌾 Che cosa sono i forasacchi

I forasacchi sono le spighe mature di alcune graminacee selvatiche, come orzo, avena e altre piante spontanee che crescono nei prati, ai bordi delle strade, nei campi e nei parchi.

Quando la pianta è ancora verde, il forasacco è innocuo. Il problema nasce quando, con il caldo, la spiga:

  • si secca,
  • si stacca dal gambo,
  • cade al suolo e viene facilmente raccolta dal pelo degli animali.

La loro struttura è particolarmente insidiosa:

  • forma affusolata e appuntita;
  • presenza di setole orientate all’indietro, che funzionano come un arpione;
  • capacità di avanzare in una sola direzione, impedendo il ritorno spontaneo verso l’esterno.

👉 Questo significa che, una volta entrato nel corpo, il forasacco non si ferma, ma tende a migrare sempre più in profondità.

⚠️ Perché i forasacchi sono così pericolosi

A differenza di altri corpi estranei, il forasacco non resta fermo nel punto di ingresso. Il movimento dell’animale, la respirazione o anche la semplice contrazione muscolare possono favorirne la progressione all’interno dei tessuti.

Le possibili conseguenze includono:

  • infiammazioni locali importanti;
  • ascessi purulenti;
  • fistole drenanti croniche;
  • infezioni profonde;
  • danni a organi interni (polmoni, cavità toracica, addome);
  • dolore intenso e peggioramento progressivo dei sintomi.

In alcuni casi, un forasacco trascurato può portare a situazioni cliniche complesse, che richiedono diagnostica avanzata e interventi chirurgici.

📍 Le zone del corpo più colpite

I forasacchi possono penetrare praticamente ovunque, ma alcune sedi sono particolarmente a rischio.

🐾 Zampe e spazi interdigitali

È la localizzazione più frequente.
Il forasacco si infila tra le dita e penetra nella cute, causando:

  • zoppia improvvisa;
  • leccamento insistente;
  • gonfiore e arrossamento;
  • dolore alla manipolazione.

Se non rimosso, può risalire lungo la zampa e provocare ascessi profondi.

👂 Orecchie

L’ingresso nel condotto uditivo avviene spesso durante le passeggiate in mezzo all’erba alta.

I segnali tipici sono:

  • scuotimento violento della testa;
  • grattamento insistente;
  • testa inclinata;
  • dolore intenso;
  • possibile otite secondaria.

⚠️ Tentare una rimozione casalinga può spingere il forasacco ancora più in profondità.

👃 Naso e vie respiratorie

I cani, esplorando il terreno con il naso, possono inalare un forasacco.

Sintomi frequenti:

  • starnuti violenti e ripetuti;
  • secrezioni nasali;
  • presenza di sangue da una narice;
  • disagio evidente.

Se il forasacco migra, può raggiungere i bronchi o i polmoni, causando tosse cronica e infezioni respiratorie.

👁 Occhi

Il contatto con l’occhio è estremamente doloroso e può provocare:

  • lacrimazione intensa;
  • chiusura persistente dell’occhio;
  • arrossamento congiuntivale;
  • rischio di lesioni corneali.

In questi casi è fondamentale intervenire con urgenza per evitare danni permanenti alla vista.

🦷 Bocca, gola e apparato digerente

Meno frequente, ma possibile, soprattutto se l’animale raccoglie oggetti da terra.

I sintomi possono includere:

  • scialorrea;
  • difficoltà a deglutire;
  • tosse;
  • inappetenza;
  • dolore alla bocca.

🔎 Sintomi: quando sospettare un forasacco

I segnali clinici dipendono dalla sede interessata, ma alcuni campanelli d’allarme sono comuni:

  • zoppia improvvisa senza trauma evidente;
  • leccamento ossessivo di una zona;
  • scuotimento della testa persistente;
  • starnuti continui;
  • secrezioni anomale (purulente o con sangue);
  • gonfiore doloroso;
  • apatia o cambiamenti comportamentali.

📌 Regola fondamentale: se un sintomo compare subito dopo una passeggiata in aree erbose, il forasacco va sempre considerato tra le prime ipotesi.

🩺 Diagnosi e trattamento veterinario

La diagnosi può richiedere:

  • visita clinica accurata;
  • otoscopia o rinoscopia;
  • endoscopia;
  • ecografia o radiografia (nei casi profondi);
  • esplorazione chirurgica.

La rimozione deve essere effettuata esclusivamente dal veterinario, spesso con:

  • sedazione o anestesia;
  • strumenti specifici;
  • terapia antibiotica e antinfiammatoria post-estrazione.

Rimandare l’intervento o tentare soluzioni fai-da-te aumenta il rischio di complicazioni.

🛡 Prevenzione: come ridurre il rischio

La prevenzione è l’arma più efficace contro i forasacchi:

✔️ Evitare zone con erba alta e secca, soprattutto nei mesi caldi
✔️ Preferire passeggiate in aree curate
✔️ Spazzolare regolarmente il pelo
✔️ Tenere il pelo più corto nelle zone critiche
✔️ Controllare accuratamente l’animale dopo ogni uscita
✔️ Intervenire subito in caso di dubbi

Una semplice ispezione quotidiana può fare la differenza tra un controllo rapido e una complicazione seria.

🐶🐱 Cani e gatti: chi è più a rischio?

  • Cani: più esposti per abitudini esplorative e passeggiate frequenti
  • Cani da caccia o da lavoro: rischio molto elevato
  • Cani a pelo lungo: maggiore probabilità di trattenere spighe
  • Gatti: meno colpiti, ma non immuni, soprattutto quelli che vivono all’aperto

🏁 Conclusione

I forasacchi sono un pericolo spesso sottovalutato, ma potenzialmente molto serio.
Conoscere il problema, riconoscere i sintomi precocemente e affidarsi al veterinario è il modo migliore per proteggere la salute del tuo animale.

📞 Se noti un comportamento anomalo dopo una passeggiata, non aspettare: una visita tempestiva può evitare complicazioni e sofferenza inutile.

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 





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