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stagione - Centro Veterinario San Martino

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23/Set/2026


Settembre è il mese del rientro. Finiscono le vacanze, riprendono il lavoro e la scuola e, poco alla volta, anche cani e gatti tornano alle loro normali abitudini quotidiane.

L’estate, però, può aver modificato diversi aspetti della loro routine: viaggi, soggiorni al mare o in montagna, giornate trascorse maggiormente all’aperto, caldo intenso, cambiamenti nell’alimentazione e nell’attività fisica. Per alcuni animali ci sono stati anche soggiorni in pensione o spostamenti in ambienti completamente diversi da quelli abituali.

Proprio per questo settembre può essere un buon momento per fare il punto sulla salute del nostro animale.

Non significa necessariamente sottoporlo a una lunga serie di esami. Un check-up parte innanzitutto dall’osservazione: peso, appetito, sete, cute, orecchie, bocca, movimento e comportamento sono tutti elementi che possono raccontarci qualcosa sul suo stato di salute.

Il primo controllo possiamo iniziarlo a casa

Chi vive ogni giorno con un animale è spesso la persona più adatta ad accorgersi che qualcosa è cambiato.

Allo stesso tempo, proprio perché lo vediamo quotidianamente, alcuni cambiamenti molto graduali possono passare inosservati.

Un cane che aumenta lentamente di peso, un gatto che comincia a bere un po’ più del solito o un animale anziano che progressivamente riduce la propria attività possono modificare le proprie abitudini in modo così graduale da farci considerare normale una situazione che prima era diversa.

Al rientro dalle vacanze possiamo quindi porci alcune semplici domande:

  • il peso è rimasto stabile?
  • mangia con il solito appetito?
  • beve più o meno rispetto a qualche mese fa?
  • urina e defeca normalmente?
  • cute e mantello sono in buone condizioni?
  • si gratta o si lecca più frequentemente?
  • le orecchie hanno un aspetto e un odore normali?
  • denti e gengive sono in buone condizioni?
  • si muove e gioca come prima?
  • si stanca maggiormente durante le passeggiate?
  • abbiamo notato qualche cambiamento nel comportamento?

Una singola variazione non significa necessariamente che ci sia una malattia. Un cambiamento persistente rispetto alle normali abitudini del nostro animale, però, merita attenzione.

Partiamo dal peso

Il peso è uno dei parametri più semplici da controllare e allo stesso tempo uno dei più importanti.

Durante le vacanze le abitudini possono cambiare parecchio.

Ci sono cani che in montagna camminano molto più del solito e altri che, a causa del caldo, trascorrono gran parte della giornata in casa. Anche l’alimentazione può cambiare: qualche premio in più, piccoli assaggi dalla tavola, orari differenti o più persone che si occupano dei pasti.

Al rientro può quindi essere utile pesare il nostro animale e confrontare il dato con quello precedente.

Questo è particolarmente importante nei soggetti di piccola taglia, nei quali anche variazioni apparentemente modeste possono rappresentare una percentuale significativa del peso corporeo.

Il sovrappeso non è soltanto una questione estetica: nel tempo può avere conseguenze sulla mobilità e sulla salute generale.

Allo stesso modo, una perdita di peso non intenzionale non dovrebbe essere sottovalutata, soprattutto nel gatto e negli animali anziani.

Non conta soltanto quello che dice la bilancia

Il peso, da solo, non racconta tutta la storia.

Due animali che pesano esattamente gli stessi chilogrammi possono avere condizioni corporee molto differenti.

Per questo durante la visita veterinaria può essere valutato anche il Body Condition Score (BCS), un sistema che permette di stimare la condizione corporea osservando e palpando determinate zone dell’animale.

Possiamo comunque iniziare anche a casa osservando la silhouette del nostro cane o gatto e verificando se negli ultimi mesi sia cambiata.

Controllare periodicamente il peso e annotarlo può diventare una semplice ma utile abitudine di prevenzione.

Cute e mantello dopo l’estate

Mare, montagna, prati, caldo, umidità e maggiore vita all’aperto possono lasciare qualche traccia anche sulla pelle.

Settembre è quindi un buon momento per controllare con attenzione cute e mantello.

Durante la spazzolatura possiamo cercare eventuali:

  • arrossamenti;
  • croste;
  • zone con pelo diradato;
  • piccole ferite;
  • aree che l’animale continua a leccare;
  • noduli o rigonfiamenti;
  • presenza di parassiti;
  • cambiamenti nell’odore della cute.

Nei cani e nei gatti con molto pelo, alcune alterazioni possono rimanere nascoste a lungo.

Passare delicatamente le mani su tutto il corpo durante le coccole o la spazzolatura è quindi un ottimo modo per conoscere ciò che è normale per il nostro animale e accorgerci più facilmente di eventuali cambiamenti.

Controlliamo anche le orecchie

Per molti cani estate significa mare, lago, piscina e frequenti bagni.

L’umidità nel condotto auricolare, insieme ad altri fattori predisponenti, può favorire la comparsa di problemi alle orecchie.

Al rientro possiamo quindi controllare la parte visibile del padiglione auricolare e prestare attenzione a:

  • arrossamento;
  • secrezioni;
  • aumento del cerume;
  • cattivo odore;
  • grattamento;
  • frequente scuotimento della testa.

Se il cane continua a grattarsi o mostra dolore quando tocchiamo l’orecchio, è meglio evitare pulizie aggressive o l’utilizzo di vecchie gocce rimaste da precedenti terapie e far valutare il problema.

Diamo un’occhiata alla bocca

La salute orale è uno degli aspetti più facilmente dimenticati durante un controllo domestico.

Eppure bocca e denti meritano attenzione durante tutta la vita dell’animale.

Quando cane o gatto lo consentono senza forzature, possiamo osservare denti e gengive e prestare attenzione alla presenza di:

  • tartaro evidente;
  • gengive arrossate;
  • alito particolarmente cattivo;
  • difficoltà nella masticazione;
  • perdita di cibo dalla bocca;
  • salivazione insolita;
  • fastidio quando l’animale mangia.

L’alitosi persistente non dovrebbe essere considerata automaticamente normale, neppure negli animali anziani.

Può infatti essere uno dei segnali di una problematica del cavo orale che necessita di una valutazione.

Quanto beve il nostro animale?

Un altro parametro molto importante è la sete.

Non è necessario misurare continuamente l’acqua bevuta da un animale sano, ma è utile conoscere le sue normali abitudini.

Durante l’estate è fisiologico che il consumo di acqua possa cambiare in relazione alle temperature, all’attività e al tipo di alimentazione. Con il ritorno a condizioni climatiche più miti, però, possiamo osservare se tutto torna alla normalità.

Se ci accorgiamo che dobbiamo riempire la ciotola molto più frequentemente rispetto al passato, che il gatto cerca acqua in posti insoliti oppure che aumenta anche la quantità di urina prodotta, è opportuno segnalarlo al veterinario.

Aumento della sete e della minzione possono essere tra i primi segnali di diverse patologie, soprattutto negli animali adulti e anziani.

Anche l’appetito ci dà informazioni

Conosciamo bene le abitudini alimentari dei nostri animali e proprio per questo possiamo accorgerci rapidamente quando qualcosa cambia.

Un cane improvvisamente meno interessato al cibo, un gatto che lascia nella ciotola parte della razione o, al contrario, un animale che sembra avere molta più fame del solito meritano attenzione se il comportamento persiste.

Nel gatto, in particolare, una marcata riduzione dell’assunzione di cibo non dovrebbe essere trascurata o aspettata per diversi giorni nella speranza che passi spontaneamente.

Appetito, peso, sete e produzione di urine sono informazioni semplici che possono fornire al veterinario indicazioni molto utili.

Come si muove?

Con settembre e temperature generalmente più gradevoli, molti cani tornano a fare passeggiate più lunghe.

È un’ottima occasione per osservare la loro mobilità.

Chiediamoci:

  • si alza facilmente dopo aver dormito?
  • cammina volentieri?
  • sale le scale come prima?
  • entra e scende dall’auto senza difficoltà?
  • zoppica occasionalmente?
  • si ferma più spesso durante la passeggiata?
  • sembra rigido nei primi passi?

Anche il gatto può manifestare problemi articolari in maniera molto discreta.

Potrebbe semplicemente smettere di saltare sul mobile preferito, scegliere superfici più basse, giocare meno oppure esitare prima di salire sul divano.

Soprattutto negli animali senior, non tutto ciò che cambia deve essere considerato automaticamente una normale conseguenza dell’età.

Osserviamo anche il comportamento

La salute non riguarda soltanto ciò che possiamo vedere o misurare.

Un cambiamento comportamentale può essere uno dei primi segnali che qualcosa non va.

Un cane che diventa improvvisamente più irritabile, un gatto che tende a nascondersi, un animale che dorme molto più del solito o che perde interesse per attività che prima amava meritano attenzione.

Il dolore, ad esempio, non sempre viene manifestato con lamenti evidenti. Molto spesso determina semplicemente una modifica delle normali abitudini.

Conoscere il comportamento abituale del nostro animale ci permette quindi di riconoscere prima questi piccoli segnali.

Facciamo il punto sulla prevenzione

Il rientro dalle vacanze può essere anche un’occasione per controllare se siamo in regola con le principali misure preventive.

Possiamo verificare:

  • stato delle vaccinazioni;
  • prevenzione antiparassitaria;
  • eventuali profilassi indicate per lo stile di vita dell’animale;
  • controllo del peso;
  • salute orale;
  • controlli periodici consigliati in relazione all’età.

Un errore piuttosto comune è pensare che con la fine dell’estate anche il rischio legato ai parassiti scompaia automaticamente.

Le temperature di settembre possono invece essere ancora favorevoli all’attività di diversi parassiti. La durata della prevenzione dovrebbe quindi essere stabilita in base al rischio reale e alle indicazioni del veterinario, non soltanto al calendario.

Il check-up cambia con l’età

Non tutti gli animali hanno bisogno degli stessi controlli.

Un giovane cane sano ha esigenze diverse rispetto a un gatto di quindici anni.

Con l’avanzare dell’età aumenta l’importanza di individuare precocemente problemi che inizialmente possono non dare sintomi evidenti.

Nel cane e nel gatto senior, in base all’età, alla storia clinica e alle condizioni generali, il veterinario può valutare l’opportunità di affiancare alla visita alcuni controlli diagnostici.

Esami del sangue, urine, pressione arteriosa o altre indagini non devono essere eseguiti automaticamente in tutti gli animali, ma possono essere consigliati sulla base delle caratteristiche del singolo paziente.

La medicina preventiva significa proprio questo: personalizzare i controlli in base all’età e ai fattori di rischio.

Quando è meglio non aspettare?

Il check-up di settembre può essere programmato con tranquillità se vogliamo semplicemente fare il punto sulla salute del nostro animale.

Ci sono però alcuni cambiamenti per i quali è meglio non aspettare il controllo periodico.

È opportuno contattare il veterinario se osserviamo:

  • perdita di peso evidente e non spiegata;
  • forte aumento della sete;
  • cambiamenti importanti nella quantità di urine;
  • riduzione persistente dell’appetito;
  • vomito o diarrea ripetuti;
  • difficoltà respiratoria;
  • dolore;
  • zoppia persistente;
  • forte prurito o lesioni cutanee;
  • secrezioni o dolore alle orecchie;
  • marcati cambiamenti del comportamento.

In questi casi è meglio valutare il problema direttamente piuttosto che attribuirlo semplicemente al caldo, allo stress delle vacanze o al cambio di stagione.

Settembre: ripartiamo anche dalla prevenzione

Il rientro dalle vacanze non deve diventare motivo di preoccupazione o trasformarsi in una ricerca continua di possibili problemi.

Può però rappresentare un buon momento per osservare con un po’ più di attenzione il nostro cane o gatto.

Peso, appetito, sete, movimento, pelle, orecchie, bocca e comportamento sono piccoli indicatori che, considerati insieme, possono darci molte informazioni.

La prevenzione nasce soprattutto dalla conoscenza: sapere come si comporta normalmente il nostro animale ci permette di riconoscere più facilmente quando qualcosa cambia.

E settembre, mentre tutta la famiglia ritorna gradualmente alla propria routine, può essere il momento giusto per verificare che anche il nostro amico a quattro zampe riparta dall’autunno nelle migliori condizioni possibili.


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IL GATTO NON È UN CANE!

Troppo spesso, purtroppo, arrivano dei gatti in pronto soccorso con una sintomatologia neurologica anche grave: ipereccitabilità, tremori, convulsioni. La causa? Una somministrazione errata di prodotti antiparassitari per cani nel gatto.

A che cosa è dovuta?

Ci sono delle sostanze neurotossiche, appartenenti a una classe di pesticidi, che il gatto non è in grado di tollerare bene come il cane: si tratta di piretrine e piretroidi. In particolare, alcune pipette di antiparassitari esterni a base di permetrina sono responsabili di questa intossicazione.

Le situazioni sono due: il proprietario non correttamente informato somministra il farmaco sbagliato al gatto, oppure il gatto vive con dei cani e viene in contatto con questo tossico in maniera indiretta (leccando il mantello del suo amico, ad esempio).

I sintomi

Ipersalivazione, vomito, diarrea, midriasi (dilatazione delle pupille), incapacità a mantenere la stazione quadrupedale, ipereccitabilità, tremori e convulsioni tonico-cloniche. Questa sintomatologia è tanto più grave tanto maggiore è la quantità di prodotto a cui è stato esposto il gatto. Può essere mortale!

Pronto intervento

Fondamentale agire in tempi brevi per limitare l’assorbimento di questo tossico: il veterinario provvederà a lavare la cute e a somministrare un farmaco in grado di limitare l’assorbimento. Solo in alcuni casi si rende necessario l’uso di farmaci antiepilettici.

In questo modo la maggior parte dei pazienti si riprende in tempi abbastanza rapidi con un ricovero in clinica di due o tre giorni, senza riportare ripercussioni sul lungo termine. La parola d’ordine è tempestività!

Il messaggio da portare a casa

Non somministriamo mai, per nessun motivo, dei farmaci a un animale senza aver consultato un veterinario, che è competente in materia e conosce le diverse sensibilità di specie. Infine, se abbiamo dei compagni canini e felini in casa, cerchiamo di tenerli lontani subito dopo la somministrazione delle pipette, per circa 24 ore: i rischi di intossicazione saranno molto più bassi anche se il gatto farà un’accurata pulizia del suo amico cane.


Le informazioni hanno finalità educativa e non sostituiscono il parere del medico veterinario né una visita specialistica.

Se hai dei dubbi rivolgiti sempre al tuo veterinario di fiducia. Per ulteriori informazioni o chiarimenti puoi trovarci contattando la nostra clinica allo 0521 841900. 


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Profilassi stagionale: è tempo di proteggerli

Siamo ormai a maggio inoltrato! Le giornate luminose sui prati verdeggianti e queste temperature più miti ci devono ricordare che è il momento di iniziare la profilassi per tutti quei parassiti che rappresentano un pericolo stagionale per i nostri amici animali, in modo da poter passare del tempo in compagnia all’aperto in totale sicurezza.

Quali? I principali sono pulci, zecche, acari, zanzare e pappataci (conosciuti anche come flebotomi). Sono tutti vettori di malattie infettive per i nostri animali domestici. Proteggere i vostri animali significa anche proteggere indirettamente quelli degli altri, e le persone! Nell’ambito di una visione “unica” della nostra salute e di quella dei nostri animali, l’ideale sarebbe prevenire l’incontro fra il parassita e il malcapitato ospite in modo da spezzare la catena: a questo fine, si associa spesso ai vari principi attivi “parassiticidi” un effetto repellente. La sua efficacia è davvero importante nella lotta alle malattie trasmesse dai parassiti!

Se volete saperne di più:

  1. Pulci, zecche, acari
  2. Zanzare (filariosi cardiopolmonare)
  3. Pappataci (leishmaniosi canina)

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LA LEISHMANIOSI CANINA

I pappataci o flebotomi trasmettono la leishmaniosi, una malattia cronica e ingravescente dalla quale l’animale fa fatica a guarire; con l’aiuto di una terapia lunga e complessa dal punto di vista gestionale è possibile mitigarne i sintomi nella maggior parte dei casi. Colpisce prevalentemente i cani, ma si tratta di una zoonosi (una malattia che colpisce anche l’uomo).

PREVENZIONE

L’ideale, se si vive in una zona a rischio, è mettere in atto tutte le misure di prevenzione a disposizione:

  • tenere il cane in casa di notte, i pappataci si nutrono all’alba e al tramonto
  • usare dei repellenti come collare o spot on, sono più efficaci degli spray
  • vaccinare il cane contro la leishmania

TRATTAMENTO

La leishmaniosi è una malattia cronica che richiede una terapia lunga, complessa, relativamente onerosa, in cui si è sempre sul “chi va là”, con numerosi controlli per verificare l’andamento e intervenire tempestivamente quando necessario. Non sempre la prima terapia che si sceglie è quella efficace: i fattori in gioco sono molti, e sarà cura del veterinario aggiustare il tiro di volta in volta anche in funzione di come risponde il soggetto.
In questo caso è senza dubbio meglio prevenire che curare, ma quando purtroppo qualcosa va storto, bisogna sapere che molti cani con la leishmaniosi conducono una vita di tutto rispetto per molti anni: è chiaro che si rende necessaria una grande collaborazione reciproca fra proprietario e veterinario per il bene del paziente, che ripone tutta la sua fiducia nelle “nostre” mani!

APPROFONDIMENTO

Per saperne di più sulla leishmaniosi umana consultate il sito dell’Istituto Superiore di Sanità.


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PREVENZIONE DELLA FILARIOSI CARDIOPOLMONARE

Le zanzare durante il pasto di sangue possono trasmettere un piccolo “verme”, la filaria, responsabile della filariosi cardiopolmonare, una malattia ben nota nel cane che colpisce il sistema cardiocircolatorio. Non tutti sanno che la filariosi può anche colpire il gatto, e spesso i nostri amici felini, cui unica colpa è quella di essere un po’ più resistenti all’infestazione, rimangono senza protezione.

Colpisce prevalentemente i cani, ma anche i gatti.

PREVENZIONE

La filariosi è particolarmente insidiosa se non si esegue una corretta profilassi: se non siete certi di aver trattato i vostri animali in maniera continuativa da aprile a novembre, prima di trattarli nuovamente è consigliato fare un test rapido presso il vostro veterinario di fiducia: in questo modo il veterinario potrà accertarsi della presenza del parassita, in quanto la profilassi può essere pericolosa negli animali che sono già infestati. A seconda del risultato, il veterinario vi potrà proporre la terapia medica o la profilassi. Basta una goccia di sangue!

Il consiglio, se si abita in una zona a rischio, è di fare questo test annualmente prima di iniziare le profilassi stagionali.

TRATTAMENTO

È fondamentale la somministrazione mensile di un prodotto in grado di uccidere gli eventuali parassiti che troviamo nel sangue in stadio larvale, in questo modo preveniamo la malattia che è data solamente dalla forma adulta. Se tendete ad essere un po’ smemorati, chiedete una soluzione alternativa al vostro veterinario: esiste un prodotto un prodotto iniettabile ad uso medico che richiede una singola dose per coprire l’intera stagione.


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