Ottobre è il mese cruciale per la salute delle vitelle. Con l’arrivo dei primi freddi e l’aumento dell’umidità, si intensificano le problematiche respiratorie e le enteriti neonatali. In questa fase, una corretta gestione vaccinale in vitellaia diventa la chiave per mantenere le giovani bovine sane e ridurre l’uso di antibiotici.
🔍 Perché l’autunno è un periodo critico
Il cambio di stagione comporta:
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Escursioni termiche marcate tra giorno e notte;
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Maggiore umidità negli ambienti di stabulazione;
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Caldo residuo che favorisce la proliferazione batterica e virale;
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Stress da transizione per vitelli nati da vacche a fine lattazione o in ambienti non perfettamente puliti.
Tutti questi fattori compromettono le difese immunitarie del vitello e creano il terreno ideale per le sindromi enteriche e respiratorie, le due principali cause di perdita economica nelle prime settimane di vita.
💉 Obiettivi della vaccinazione in vitellaia
L’obiettivo non è “fare più vaccini possibile”, ma pianificare in modo strategico i protocolli per:
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Proteggere il vitello nelle prime settimane di vita;
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Ridurre l’escrezione di patogeni nell’ambiente;
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Creare una base immunitaria solida per la futura vacca da latte.
🧬 Vaccinazioni chiave per l’autunno
1. Vaccinazioni materne pre-parto
Fondamentali per trasferire immunità passiva attraverso il colostro.
Programmare nel terzo trimestre di gestazione:
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Rotavirus, Coronavirus e E. coli K99: riducono incidenza e gravità delle diarree neonatali;
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Clostridi: nei contesti a rischio, per prevenire forme enterotossiche.
💡 Ricorda: senza una corretta somministrazione del colostro (quantità, qualità, tempistica), nessun vaccino materno può funzionare.
2. Vaccinazioni dirette del vitello
Da avviare intorno ai 2–3 settimane di vita, in base al protocollo aziendale e al rischio specifico:
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Virus respiratori (IBR, BRSV, PI3, BVD): soprattutto in allevamenti dove le vitelle sono raggruppate o spostate precocemente;
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Mannheimia haemolytica / Pasteurella multocida: in contesti con frequenti polmoniti autunnali;
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Rotavirus e Coronavirus (vaccini orali o intranasali): nei casi di problemi persistenti in vitellaia.
🧠 Gestione pratica: checklist per l’allevatore
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Programmare con il veterinario aziendale un piano vaccinale personalizzato;
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Registrare le date di vaccinazione e i lotti dei vaccini;
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Conservare i vaccini a temperatura corretta (2–8°C);
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Evitare vaccinazioni in animali stressati o febbrili;
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Associare il piano vaccinale a una corretta igiene e ventilazione della vitellaia.
🌾 Conclusione
Un autunno senza problemi in vitellaia si costruisce con prevenzione, organizzazione e collaborazione.
Il Centro Veterinario San Martino supporta gli allevatori nella definizione di piani vaccinali aziendali personalizzati, integrati con il monitoraggio sanitario e l’analisi delle cause di mortalità e morbilità neonatale


