
Quando arriva settembre molti allevatori tirano un sospiro di sollievo.
Le temperature iniziano lentamente a diminuire, le bovine respirano meglio e la situazione sembra tornare alla normalità.
In realtà, dal punto di vista veterinario, proprio in quel momento iniziano a manifestarsi molte delle conseguenze prodotte dal caldo delle settimane precedenti.
Lo stress termico non termina quando termina l’ondata di calore.
Spesso i suoi effetti continuano per mesi.
Fertilità: il conto arriva in ritardo
Uno degli aspetti più evidenti riguarda la riproduzione.
Molti allevatori osservano un peggioramento della fertilità tra settembre e novembre senza collegarlo immediatamente alle condizioni climatiche estive.
Durante i mesi più caldi si verificano infatti alterazioni fisiologiche che influenzano:
- qualità degli ovociti;
- sviluppo embrionale precoce;
- manifestazione dei calori;
- tasso di concepimento.
Nella pratica aziendale questo si traduce spesso in:
- più ritorni in calore;
- minore percentuale di gravidanze;
- maggiore numero di inseminazioni per concepimento.
In una stalla della provincia di Modena che seguiamo da diversi anni, il miglioramento del sistema di raffrescamento ha coinciso con una progressiva riduzione del tradizionale calo autunnale della fertilità.
Pur essendo impossibile attribuire il risultato ad un singolo fattore, l’azienda ha osservato una maggiore continuità delle performance riproduttive tra estate e autunno.
Mammella e cellule somatiche
Un altro settore particolarmente influenzato è quello della salute mammaria.
Durante i mesi estivi aumentano diversi fattori di rischio:
- maggiore umidità ambientale;
- aumento della carica batterica;
- bovine più stressate;
- riduzione delle difese immunitarie.
Per questo motivo non è raro osservare tra fine estate e inizio autunno:
- aumento delle mastiti ambientali;
- incremento delle cellule somatiche;
- maggiore variabilità della qualità del latte.
In alcune aziende della provincia di Reggio Emilia abbiamo osservato come il miglioramento della ventilazione nelle aree di riposo abbia contribuito non solo al comfort degli animali ma anche ad una migliore gestione complessiva della sanità mammaria.
Le zoppie che nascono in estate
Le bovine sottoposte a stress da caldo tendono a trascorrere più tempo in piedi.
Questo comportamento favorisce la dispersione del calore corporeo ma aumenta il carico sugli arti.
Il risultato può essere un incremento delle problematiche podali che diventano evidenti nelle settimane successive.
Spesso i casi clinici compaiono in autunno, ma le cause principali si sono sviluppate durante l’estate.
Per questo motivo il monitoraggio delle cuccette, del traffico animale e dei tempi di riposo rappresenta una componente essenziale della prevenzione.
L’importanza delle vacche in asciutta
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dimostrato in modo molto chiaro che le vacche asciutte sono particolarmente vulnerabili allo stress termico.
Una asciutta che trascorre l’estate in condizioni non ottimali può presentare nella lattazione successiva:
- minore produzione;
- maggior rischio metabolico;
- maggiore suscettibilità alle malattie del post-parto.
Per questo motivo il team CVSM considera oggi il raffrescamento delle asciutte una priorità gestionale e non un intervento secondario.
Quanto può costare un’estate calda?
La risposta varia enormemente da azienda ad azienda.
Tuttavia, considerando perdita di latte, peggioramento della fertilità, aumento delle mastiti e problematiche podali, il costo complessivo può diventare molto rilevante.
Nelle aziende più performanti che seguiamo nelle province di Parma, Reggio Emilia e Modena osserviamo una caratteristica comune: non attendono l’emergenza.
Programmano gli interventi durante l’inverno e la primavera, verificano l’efficienza degli impianti prima dell’arrivo del caldo e monitorano costantemente gli indicatori di benessere.
Una riflessione finale
Come veterinari buiatri siamo convinti che il cambiamento climatico stia trasformando progressivamente il modo di gestire le bovine da latte.
Lo stress da caldo non può più essere considerato un evento eccezionale.
È ormai una componente strutturale della gestione aziendale.
Le aziende che investiranno nei prossimi anni in comfort, ventilazione, disponibilità di acqua e monitoraggio degli animali non miglioreranno soltanto il benessere della mandria.
Miglioreranno anche la propria sostenibilità economica.
Perché oggi, più che mai, una bovina che sta bene produce meglio, si ammala meno e rimane più a lungo in allevamento.
Approfondimenti scientifici
- University of Florida IFAS – Heat Stress and Reproduction
- University of Wisconsin Dairyland Initiative
- Penn State Extension – Dairy Cow Heat Stress
- Journal of Dairy Science – Heat Stress Effects on Reproduction and Mammary Health
- National Academies – Nutrient Requirements of Dairy Cattle
