Vacche in asciutta e caldo: errori estivi che si pagano a settembre

dry-cow.jpg

Ad agosto, tra ferie, caldo torrido e calo generale di attenzione, c’è una categoria spesso trascurata: le vacche in asciutta.

“Dottore, la vacca ha partorito, ma il colostro è scarso… ha avuto una chetosi… zoppica già dopo pochi giorni…”
“Non ha fatto febbre da latte, ma è molle, mangia poco…”

Tutti segnali che qualcosa è andato storto in asciutta, proprio nei giorni in cui in stalla sembrava tutto tranquillo. Ecco perché, d’estate, le asciutte vanno seguite più delle lattifere.


🔸 Perché il caldo estivo colpisce anche (e soprattutto) le asciutte?

La vacca in asciutta non produce latte, è vero. Ma il suo corpo:

  • Ricostruisce tessuti mammari

  • Prepara il fegato e il metabolismo alla prossima lattazione

  • Costruisce le riserve immunitarie da trasferire al vitello

  • Aumenta naturalmente di peso (soprattutto nel periodo close-up)

Quando c’è caldo afoso, spesso accompagnato da umidità elevata, si verificano:

  • Calata dell’ingestione: la vacca si alimenta meno proprio quando dovrebbe accumulare riserve

  • Stress ossidativo: il fegato è già sotto sforzo prima ancora di cominciare la lattazione

  • Calo dell’immunità: colostro più povero, placenta più fragile, più ritenzioni

  • Aumento del rischio metabolico al parto: chetosi, febbre da latte, dislocazioni


🔸 Quali problemi vediamo nel post-parto di settembre?

Questi sono i problemi più comuni che osservo nei parti di vacche asciugate ad agosto:

  • Colostro insufficiente o di bassa qualità

  • Ritenzioni placentari e metriti

  • Febbre da latte e ipocalcemia subclinica

  • Cheto-acidosi già nelle prime 48-72h

  • Scarso avvio della lattazione

  • Maggiore incidenza di zoppie nel primo mese

  • Minor fertilità nel primo estro post-parto

Molte di queste situazioni sono difficili (e costose) da rimediare, ma possono essere prevenute.


🔸 Cosa puoi fare da subito per ridurre i danni?

Ecco le 5 misure concrete che consiglio in tutte le stalle che seguo in pianura padana:

1. Ventilazione anche per le asciutte

  • Spesso sono nel box peggiore, senza ventilatori né ombra: errore grave.

  • Installa almeno ventilatori a bassa velocità e controlla il THI.

  • Ombra e correnti d’aria naturali aiutano molto.

2. Razionalizza la razione

  • Bilancia bene l’apporto energetico, soprattutto nel close-up.

  • Evita sovraccarichi di amido e limita il potassio nella fase di far-off.

  • Integra antiossidanti (vitamina E, Se) e precursori del glucosio (propilenglicole) nel close-up.

3. Garantisci acqua sempre disponibile e pulita

  • Ogni vacca asciutta ha bisogno di più acqua di quanto immagini.

  • Pulizia giornaliera degli abbeveratoi è fondamentale.

4. Valuta la condizione corporea con attenzione

  • Una vacca troppo grassa in estate = una candidata perfetta alla steatosi post-parto.

  • Mantieni un BCS stabile intorno a 3-3.25.

5. Monitora l’ingestione e il comportamento

  • Anche se sono “ferme”, le vacche in asciutta parlano attraverso il comportamento.

  • Usa strumenti di monitoraggio o semplice osservazione: il benessere passa da lì.


L’asciutta è l’investimento invisibile della lattazione.
Trascurarla ad agosto vuol dire trovarsi in difficoltà a settembre, quando si parte con una nuova produzione e serve una mandria forte, sana, reattiva.



DA SEMPRE, CON VOI




+39 331 9145483 CLINICA

+39 349 6052345 BUIATRIA


AUTORIZZAZIONE SANITARIA 898/2012

Direttore Sanitario Dr. Giacomo Riva iscritto all’Ordine dei Veterinari di Parma al n° 487




Copyright Centro Veterinario San Martino 2018. Tutti i diritti riservati. P.IVA: 02782610345



Copyright Centro Veterinario San Martino 2018. Tutti i diritti riservati. P.IVA: 02782610345